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Domenica 27 Febbraio 2011
Scritto da Barbara Brindisi
Il Senato Accademico del 15 Febbraio aveva un odg molto breve, l'unico argomento d'interesse per gli studenti è stata la discussione relativa alla valutazione della didattica.
Da diverso tempo il Senato Accademico, attraverso un gruppo di Lavoro e la Commissione Didattica, ha iniziato un approfondito studio sulla valutazione della didattica finalizzato a individuarne le migliori modalità di analisi e le più efficaci tecniche di utilizzo. Questo processo era giunto a un punto fondamentale nel mese di Aprile, grazie alla presentazione di un nostro documento d'indirizzo,così come rappresentanti degli studenti,avevamo richiesto uno “studio di fattibilità” per verificare le reali difficoltà di realizzazione della somministrazione online dei questionari, dopo che per anni avevamo ricevuto solo risposte generiche e prive di dati fondati. Lo scorso Senato Accademico, dopo 10 lunghi mesi di attesa, è arrivata la relazione dello studio di fattibilità, quindi si è deciso di istituire un gruppo tecnico di lavoro per l'analisi e la discussione dei dati e delle possibili soluzioni da applicare,con un intervento abbiamo richiesto di estendere la partecipazione al gruppo tecnico ai rappresentanti degli studenti, che già si occupano del tema in Conferenza degli Studenti, così da avere una stretta collaborazione tra studenti e Ateneo.
Come ultimo punto all'odg è stata istituita una commissione disciplinare, a seguito dell'occupazione di alcune aule di SPO da parte degli studenti.
Martedì 12 Aprile 2011
Scritto da Federico Leva
La commissione statuto istituita a febbraio secondo come previsto dalla legge 240/2010 ha prodotto i primi risultati, licenziando un testo, considerato abbastanza maturo, per gli articoli sulle strutture scientifiche e didattiche (attuali facoltà, dipartimenti e CCD) e sui principi generali. Abbiamo insistito perché tutta la comunità universitaria fosse coinvolta nella discussione; tutti gli studenti possono ora leggere i testi nel portale unimi (in grassetto le differenze rispetto allo statuto attuale; i numeri degli articoli sono provvisori) e scrivere direttamente alla commissione (oltre che ai propri rappresentanti) le proprie osservazioni. La parte forse piú controversa del nuovo statuto è proprio il titolo IV, "Strutture e attività didattiche e scientifiche", dove è definito il funzionamento "di base" dell'ateneo e dei corsi di laurea; per questo si è deciso di partire da questa parte, per essere in grado di approvare non solo lo statutoma anche la sua applicazione entro settembre, per evitare un ulteriore anno accademico di "vuoto di potere" e confusione nella gestione, fra l'altro, dei corsi di laurea (che rischierebbero di essere tutti bloccati). La legge 240 impone due cambiamenti sostanziali, la soppressione del consiglio di facoltà e l'accorpamento dei dipartimenti piú piccoli; e un cambiamento poco chiaro, cioè il passaggio anche della responsabilità della gestione didattica ai dipartimenti (che storicamente si sono occupati solo di ricerca). L'orientamento della commissione è stato di attuare la legge nel modo piú chiaro possibile, evitando la duplicazione e lo spezzettamento delle responsabilità: a questo scopo, nella bozza è previsto che i compiti di gestione della didattica attualmente gestiti dai Consigli di coordinamento didattico e dai Consigli di facoltà passino effettivamente ai Consigli di dipartimento; i rappresentanti degli studenti saranno eletti a pieno titolo nel Consiglio di dipartimento, inoltre i docenti di altri dipartimenti parteciperanno alle discussioni e votazioni sui corsi di laurea in cui insegnano (esattamente come negli attuali CCD). Dove invece non è possibile identificare un dipartimento responsabile del corso di laurea, sarà costituito un Consiglio didattico interdipartimentale che avrà piú o meno le stesse funzioni dell'attuale CCD. Nel complesso, in questo modo dovrebbe essere possibile intervenire sulla gestione e sui problemi dei corsi di studio in modo piú semplice e con responsabilità chiare, evitando lo scaricabarile che avviene oggi fra dipartimenti, CCD e facoltà (e fra questi e il CdA) quando si tratta ad esempio di spendere dei soldi per il potenziamento della didattica, specie quando gli investimenti vengono attribuiti arbitrariamente alla didattica o alla ricerca a secona delle convenienze: in futuro i fondi saranno assegnati direttamente ai dipartimenti che poi dovranno assicurare il funzionamento sia della didattica sia della ricerca. La gestione quotidiana dei corsi di laurea, invece, dovrebbe restare sostanzialmente identica a quella di oggi. Non tutti i compiti sono ancora ben definiti e alcuni potranno essere attribuiti alle facoltà o ai dipartimenti, ma staremo attenti a che le responsabilità siano in ogni caso ben definite. A questo proposito, un'importante possibilità è data dove si prevede che alcuni servizi (gli esempi piú semplici sono gli orari delle aule e i laboratori specie informatici) siano gestiti per piú dipartimenti e facoltà in comune attraverso appositi centri di servizio, in modo piú coordinato ed efficiente rispetto a ora. Un importante strumento che gli studenti avranno è la commissione paritetica. Perché questo organo, previsto dalla legge 240, non resti lettera morta e possa essere davvero utile, abbiamo chiesto che sia costituito presso ciascun dipartimento (cosí da essere abbastanza vicino alle questioni da poterle davvero affrontare) e che sia fornito degli strumenti necessari; non è invece stata accolta la nostra richiesta di farla presiedere da uno studente. La commissione ha anche licenziato un primo testo del titolo I (principî), basandosi su una bozza preparata nel 2008 dal Senato. Oltre a recepire la legge, si è precisato che l'università è un'istituzione pubblica, si è dato maggior rilievo all'internazionalizzazione, al diritto allo studio e alla valutazione, e si sono introdotti i principî di pari opportunità e accesso aperto alla letteratura scientifica (questi ultimi quattro in modo meno forte di quanto avremmo voluto, purtroppo). Un'altra novità è il sostegno alle associazioni di ex alunni, scarsamente presenti nel nostro ateneo (come del resto in tutta Italia) prevalentemente per la scarsa "identità d'ateneo". Infine riportiamo quali sono stati gli argomenti piú dibattuti in seno alla commissione, per quanto riguarda temi di interesse non strettamente studentesco. Il principale è stato quello della modalità di ripartizione fra i dipartimenti delle responsabilità (e quindi dei poteri e fondi) di gestione della didattica, conseguente alla decisione di individuare dove possibile un dipartimento responsabile della gestione di un corso di studio, e delle varie soglie minime per costituire un dipartimento ecc. Segue sicuramente il ruolo delle facoltà, a causa delle divisioni fra chi vuole sostanzialmente sopprimerne la struttura e chi invece vorrebbe il piú possibile mantenerla; ancora piú complesso il caso di Medicina, che ha per legge uno statuto diverso (dovendosi rapportare al sistema sanitario) ma non è ben chiaro come lo debba espletare (in particolare, se debba avere qualche potere nell'assunzione dei professori; compito che è stato corettamente lasciato ai dipartimenti). Inoltre il personale tecnico-amministrativo ha richiesto un rafforzamento della propria presenza nei consigli di dipartimento (cioè che tutto il personale vi partecipasse) e negli altri organi: la boza attuale prevede un aumento della rappresentanza dal 10 al 25 % dei dipendenti e la formazione delle giunte in proporzioni simili a quella dei consigli di dipartimento (lasciando però libertà alle singole strutture), mentre esclude la partecipazione all'elezione del direttore di dipatimento (si sta ora verificando se la legge 382/1980 imponga che sia eletto dai soli docenti oppure si possa ritenere superatae quindi sia consentito farlo eleggere da tutto il consiglio di dipartimento). Sulla base della proposta di titolo IV predisposta dalla commissione, è stato proposto agli organi di approvare l'idea generale di organizzazione delle strutture di base e i criteri di formazione delle nuove strutture per avviare il processo di accorpamento e riorganizzazione dei dipartimenti come detto sopra. Una prima proposta è stata bocciata dal Senato accademico con 12 favorevoli, 13 fra contrari e astenuti e 7 assenti; una proposta molto simile ma piú diplomatica e specifica nell'indicazione del fatto che non si trattava di approvare il testo ma solo di avviare la riorganizzazione è stata approvata dal CdA il 29 marzo (con alcune astensioni di chi avrebbe preferito aspettare una visione piú completa dello statuto); il tema non è ancora stato riportato a votazione in Senato accademico (riunitosi il 12 marzo). La commissione sta ora affrontando la discussione del titolo III (organi centrali di governo dell'ateneo: rettore, Senato, CdA ecc.) e sta procedendo ad alcune modifiche del titolo IV per correggere alcuni problemi emersi nel frattempo e soddisfare alcune richieste di provenienza (accademica) non ben identificata, nella direzione di un leggero indebolimento della rappresentanza studentesca (che alcuni vorrebbero sopprimere) e della continuità rispetto ai CCD (esplicitata invece che fra le righe). Come già detto, ci riserviamo (come del resto la commissione stessa) di dare un giudizio finale sul testo quando sarà il momento di approvarlo definitivamente, anche sulla base delle ipotesi di riorganizzazione dei dipartimenti e delle facoltà formulate nel frattempo.
Sabato 18 Giugno 2011
Scritto da Guido Gallo
Lunedì 13 giugno si è tenuto un incontro con la Prof.ssa Vitellaro e il Prof. Meyer e i vari rappresentanti per commentare insieme i risultati della valutazione della didattica per l’anno accademico 2009-2010. Vengono analizzati i principali problemi emersi dai questionari di valutazione della didattica. In seguito il resoconto della seduta. Laurea Triennale
Alcuni problemi riguardavano le aule delle lezioni non adeguate, questo in particolare per i corsi in cui il numero di studenti era particolarmente elevato (Citologia e Istologia). I corsi che si rivelano più difficili e critici per gli studenti sono, come ogni anno, Matematica generale e Laboratorio di Metodi Matematici e Statistici, Chimica Generale. In particolare, si ritiene che le conoscenze degli studenti in ingresso non siano sufficienti per affrontare tali corsi, e i docenti non sembrano stimolare in modo efficace l’interesse verso le loro materie. Per quanto riguarda i problemi del laboratorio di statistica, il problema del corso è che vengono spiegate tante cose (troppe!) in poco tempo, e alla fine lo studente impara tante cose male, piuttosto che avere una base solida in statistica. Si cercherà di far cambiare i programmi e di renderli più snelli. Per Chimica generale e Matematica inoltre si rileva che il docente non espone gli argomenti in modo chiaro. Per Matematica inoltre il docente è sotto la soglia della sufficienza per quanto riguarda la puntualità. Il problema per questi corsi sembra dunque essere il docente, non tanto la materia in sé. Infatti materie altrettanto ostiche come la Fisica non sembrano dare altrettanti problemi (forse anche per l’ottima attività di tutorato che viene svolta dai Fisici?). La soluzione ideale sarebbe solamente cambiare docente, cercare qualcuno che magari riesca meglio a far capire la matematica a dei biologi e non matematici; purtroppo ciò non è possibile, poiché vi è mancanza di docenti, anzi tutt’ora rimane scoperta una linea di Matematica generale per il prossimo anno, quindi più che scegliere è necessario prima tappare i buchi. Per la triennale non si sono evidenziati grossi problemi per quanto riguarda il secondo e terzo anno.
BIOEVO Il problema principale è il corso di Biologia Funzionale dell’uomo: troppe nozioni da imparare, decisamente troppe per un corso strutturato in questo modo. Si chiederà alla Prof.ssa di snellire il programma. Inoltre il corso di Storia e Filosofia delle Scienze sembra dare qualche problema perché troppo filosofico, non tutti gli studenti hanno le conoscenze di filosofia per capire appieno il programma. Inoltre gli studenti sono poco soddisfatti del corso di Endocrinologia Comparata.
BMC Per il corso di Bioinformatica, si richiede che vengano dedicate più ore all’attività di esercitazione pratica, è troppo teorico al momento. BARB Il problema principale rilevato riguarda il corso di Principi di Fisiologia. I difetti maggiori riscontrati in questo insegnamento sono la poca chiarezza su come si struttura il corso, e le scarse informazioni riguardanti la prova d’esame la quale o non viene spiegata con congruo anticipo o cambia di volta in volta. Si richiede di fare più chiarezza.
BIONUTRI Il problema principale rilevato è per il corso di Biologia e Modellistica della nutrizione, che è fondamentalmente un corso di Matematica, utilizzata per fare modelli applicabili alla biologia nutrizionistica. E qui torniamo al problema della Matematica del primo anno (il docente è lo stesso). Vi sono molti problemi di comprensione della materia da parte dello studente. Per BIONUTRI il discorso è più complesso comunque, perché vi sono studenti che vengono dai corsi di laurea più disparati, ed è difficile calibrare i programmi in modo da consentire che tutti abbiano adeguate conoscenze di base. Tutti i risultati dei questionari verranno inviati a tutti i docenti in modo che tutti ne possano prendere visione e regolarsi di conseguenza.
Si è parlato poi del questionario stilato dalla Commissione presieduta dalla Prof.ssa Candia. Era un progetto pilota, sperimentalmente era stato fatto compilare l’anno scorso dagli studenti di due anni della triennale e da BMC. Solo dopo aver raccolto i dati ci si è accorti però che tale questionario non è elaborabile statisticamente, cosa che lo rende quasi del tutto inutilizzabile. Le varie risposte alle domande infatti seguono scale diverse, ovvero per le varie domande cambiano le scale e i punteggi relative alle risposte, quindi non si possono fare grafici di lettura immediata e utili elaborazioni statistiche. L’idea è quindi per ora di accantonarlo, ma di pensare magari di utilizzarlo per i corsi che prevedono dei laboratori, perché per come è articolato potrebbe essere utile nella valutazione di tali corsi; prevede infatti domande elaborate sugli aspetti pratici dei corsi. Non è possibile però estendere la rilevazione statistica a tutti i corsi, diventerebbe tropo difficile e i grafici sarebbero di ardua lettura.
Infine attendiamo l’esito dell’ulteriore progetto pilota dei Focus Group, una sorta di “intervista di gruppo” a studenti della triennale sul tema della didattica, per far emergere i vari problemi, condotto per la prima volta quest’anno a Biologia e in altri CCD.
Mercoledì 16 Giugno 2010
Scritto da Barbara Brindisi
A che punto è il progetto Vweb? Il progetto VWeb, che compete il sistema di verbalizzazione elettronica degli esami, è in stato di avanzamento con l'estensione progressiva del piano di informatizzazione a quasi tutte le Facoltà. Nei prossimi tre mesi il cambiamento sarà di natura sistematica e avverà in 2 Fasi: la prima consisterà nello spostare sul server il processo di Firma, la seconda porterà all’eliminazione della smart card del docente. Anziché la smart card, il docente avrà un dispositivo OTP (One Time Password), simile a quello utilizzato dalle banche per l’home banking, necessario per attivare il processo di firma con l’identificazione sicura del firmatario. Ai nuovi docenti coinvolti verrà consegnata da settembre la OTP ; ai docenti già in possesso di smart card, invece, il dispositivo sostitutivo verrà consegnato man mano che si apriranno gli appelli e in ogni caso le due versioni di firma coesisteranno fino alla sostituzione completa. Parliamo di Valutazione? Vi sono novità per la Valutazione della Didattica , negli ultimi mesi in commissione abbiamo cercato di riportare il tema della valutazione al centro dei lavori della commissione didattica e del Senato. In particolare sono stati discussi i seguenti punti proposti dalla commissione : 1) L'informatizzazione dei questionari sulla valutazione della didattica , con l'estensione della somministrazione dei questionari anche agli studenti non frequentanti. In passato l'informatizzazione era stata più volte esclusa per problemi di fondi e del sistema informatico; in questa seduta invece Il senato ha deciso di promuovere uno studio di fattibilità,che prenda in considerazione,accanto al questionario di base, un questionario destinato agli studenti non frequentanti. 2) Discussione dei risultati dei questionari - E' necessario avere una modalità omogenea di discussione, il SA ha deciso di riconsiderare la questione per introdurre una normativa interna con elementi comuni per l'esame delle Facoltà. Tuttavia tutti i Corsi di Laurea dovranno discutere i risultati dei questionari ogni sei mesi. Pubblicazione dei risultati – La pubblicazione è il punto decisivo per un buon lavoro di valutazione ,tuttavia riscontra i dubbi e le perplessità di numerose Facoltà ,pertanto il SA ha deciso di rinviare qualsiasi decisione in merito . .
Domenica 01 Maggio 2011
Scritto da Federico Leva
Il principale argomento di discussione nelle sedute di gennaio, febbraio e marzo del CdA è stato il nuovo statuto e c'è stato poco spazio per altro: a gennaio sono state approvate le norme per la costituzione della commissione, a febbraio è stata votata e c'è stata un po' di discussione, a marzo è stato approvato l'avvio della riorganizzazione dipartimentale che dovrà seguire l'impianto della bozza preparata dalla commissione stessa (per approfondire: le norme, la nostra posizione, l'elezione, le nuove strutture). Siamo comunque riusciti a sollevare alcune questioni di interesse per gli studenti, che trovate di seguito. A gennaio abbiamo chiesto all'amministrazione che uso farà delle relazioni finali del nucleo di valutazione su alcuni servizi amministrativi prodotte in seguito alla sperimentazione del processo di valutazione che prevede anche l'uso di focus group di studenti (vedi l'articolo "L'Ateneo all'esame del Nucleo di Valutazione" nel portale d'ateneo e, per ulteriori dettagli, la relazione del nucleo allegata). La valutazione pilota ha riguardato due servizi critici quali il COSP (Centro per l'orientamento allo studio e alle professioni) e la divisione segreterie studenti. Ci è stato garantito che le relazioni, completate a febbraio, sono state approfonditamente considerate e discusse coi dirigenti responsabili e che alcuni suggerimenti emersi sono già in corso di attuazione (ad esempio per il "contact center" delle segreterie) e che quando ci saranno ulteriori elementi sulla situazione e sulle azioni intraprese il tutto sarà presentato al CdA dal direttore amministrativo. Nel frattempo continueremo quindi a lavorare sulle questioni già note (come gli orari delle segreterie); vi terremo aggiornati. Noi avremmo voluto che tali risultati fossero comunicati e discussi fin da subito in CdA per una maggior trasparenza e collegialità, cosí come avevamo chiesto (in Senato) che la valutazione dei corsi di laurea fosse discussa nei CCD; il Senato però per quest'anno ha deciso di lasciare tale decisione ai presidenti dei CCD (e dei dipartimenti) che si erano offerti come volontari e analogamente l'amministrazione ha esercitato tale diritto decidendo di non divulgare ulteriormente le relazioni (perché cosí era stato concordato in origine coi valutati). Per l'anno prossimo, invece, il nucleo di valutazione pubblicherà nella sua relazione annuale degli estratti sintetici ma circostanziati dei risultati della valutazione, anche dei servizi amministrativi, mentre una pubblicazione completa non è possibile perché queste valutazioni sono piú "discrezionali" in quanto pionieristiche (non ci sono grandi esperienze e tantomeno criteri condivisi, nè nazionali né internazionali, per la valutazione). A febbraio è stata finalmente sottoscritta la convenzione per l'uso degli alloggi per studenti ai Martinitt, stabilendo i prezzi relativi (che riguardano chi non ha una borsa). Abbiamo chiesto chiarimenti su tali tariffe, che sono piú alte che nelle altre residenze; secondo l'amministrazione ciò è giustificato dalla migliore qualità e dai maggiori servizi offerti, per cui questi alloggi non sarebbero comparabili agli altri, mentre lo scopo è riempirli e coprire i costi. È stata assegnata la prima metà dei fondi di facoltà per la gestione della didattica (come laboratori e tutorati); è stato difficile stabilire dei criteri e la soluzione definitiva del problema è rimandata all'anno prossimo (quando i fondi saranno dati ai nuovi dipartimenti, che avranno anche la responsabilità della didattica, mentre ora la situazione è caotica), però già quest'anno si sono leggermente aumentati i fondi per i laboratori, non considerati negli anni passati, per avvicinare i fondi ai costi effettivi. Si è tenuta la consueta seduta invernale della commissione attività culturali (trovate il verbale nel portale d'ateneo). Abbiamo approvato il nuovo bando per il prossimo anno accademico: oltre alla buona notizia che i fondi sono stati preservati, è stata predisposta una nuova modulistica che dovrebbe facilitare le richieste agli studenti ed è stato deciso che i gruppi dovranno scrivere piú chiaramente di essere stati finanziati dall'ateneo rimandando alla relativa pagina del portale per maggior trasparenza e pubblicità del bando. Saranno acquistati 92 nuovi computer per i laboratori del SIPU (servizi informatici del polo umanistico), per sostituire quelli piú vecchi. Le principali notizie generali sono invece le seguenti. Finalmente, il 31 dicembre 2010 l'ateneo ha saputo l'ammontare (provvisorio!) del finanziamento statale (FFO) 2010. Non è stata prorogata la norma che fa alcuni "sconti" sul rispetto del limite del 90 %, secondo cui se la spesa fissa sul personale supera il 90 % dell'FFO si è soggetti ad alcuni limiti fra cui il divieto di nuove assunzioni. La cosa non avrà però effetti su di noi perché nel 2010 rispettavamo il limite e quindi per il 2011 siamo "condonati" in attesa che sia approvato il nuovo limite che sostituirà quello del 90 % e sarà basato sulle entrate complessive degli atenei (il decreto relativo è da approvare entro il 29 gennaio 2012). Non è nemmeno stato prorogato il termine per decidere sulle (pochissime) assunzioni concesse all'università per il 2010; la decisione, rimandata in precedenza, ha dovuto quindi essere presa in tutta fretta a febbraio, suscitando una notevole discussione. Il personale assunto potrà essere riassegnato in futuro nell'ambito della riorganizzazione dei dipartimenti. A marzo è stato assunto il primo ricercatore a tempo determinato dell'ateneo secondo il nuovo regolamento ai sensi della legge 240/2010. La particolarità (e la buona notizia) è che questo ricercatore è assunto senza concorso, perché ha vinto un bando europeo e porta "in dote" un finanziamento di 1,5 milioni di euro con cui pagherà da solo il proprio stipendio. Questo meccanismo dovrebbe servire a mettere in competizione gli atenei per fornire gli ambienti migliori per la ricerca e attrarre i ricercatori migliori. L'ateneo ha ricevuto in donazione la raccolta della Biblioteca Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico, circa 4000 volumi di cui molti unici, del valore stimato in 4 milioni di euro e già ospitata in uno spazio della nostra biblioteca SAFM. La collezione, di cui è prevista una progressiva digitalizzazione, sarà disponibile agli studiosi e agli studenti e il suo catalogo sarà integrato in quello d'ateneo.
Giovedì 22 Aprile 2010
Scritto da Alessandra Brambati
Comunicazioni del presidente: è la prima volta che la valutazione scientifica dei ricercatori ha un valore per l'assegnazione dei fondi. Sono stati finanziati 105 progetti, Unimi risulta seconda solo al CNR come progetti finanziati. Sono stati finanziati 7 progetti di cui 3 sono ricercatori esterni che hanno scelto le strutture di Unimi per svolgere la loro attività di ricerca. Sono state assegnate 22 borse di dottorato aggiuntive. Alcuni dei criteri che potrebbero essere utilizzati in futuro l'assegnazione dell'FFO: qualità didattica, ricerca e stato delle strutture. Speriamo che per il mese prossimo ci siano novità in merito ai finanziamenti alla nostra università. Per il 2011 i 550 milioni della finanziaria Prodi dovrebbero rimanere. Situazione normativa: la commissione istruzione del senato riprende i lavori cominciando a votare gli emendamenti. Sono 828. Si prevede che esca abbastanza presto. C'è una certa intesa tra Camera e Senato per far sì che gli emendamenti dalla commissione del senato trovino il consenso preventivo dei colleghi della camera. 50 emendamenti presentati dal relatore: le funzioni del senato sono state in parte rinforzate e cambiata anche la composizione, il Cda rimane come nel disegno di legge. Qualche cambiamento anche a livello dei dipartimenti. Settori scientifico disciplinari: soluzione che non dovrebbe comportare il caos. Ci sarà una distinzione tra settori concorsuali e settori disciplinari. Parecchie delle richieste della CRUI sembrano trovare accoglienza. Ricercatori: soluzione più garantita: abilitazione ad associato. Il nodo rimane sempre quello: o ci sono soldi o altrimenti nessuna riforma può cambiare niente. Si commenta il verbale della commissione didattica dove si è discussa della possibilità di chiudere i corsi di laurea che non garantiscono i requisiti numerici previsti. Sono stati visionati tutti i casi dell'ateneo in questione, ma di fatto solo tre corsi di laurea sono in previsione di chiusura l'anno prossimo. Tra pochi giorni dovrà uscire un decreto ministeriale che disporrà di altri criteri per la chiusura dei corsi di laurea quindi consideriamo questa iniziativa ancora iniziale. Insomma il carattere di questa iniziativa sembra piuttosto conservativo! Si poteva fare di più. Si prevedono riduzioni di spesa per le biblioteche per il 2011. Alcune biblioteche sono in negativo, ed è impossibile che azzerino i loro conti altrimenti non avrebbero neanche i soldi per comprarsi la carta per fare le fotocopie. Viene presentata una lunga relazione sullo stato delle biblioteche, la conclusione è che i soldi sono insufficienti, ma non ha senso fare uno scontro di facoltà, nessuna spreca un centesimo.
Martedì 23 Febbraio 2010
Scritto da Alessandra Brambati
Come sempre cominciamo con le comunicazioni del presidente. La commissione che si sta occupando della riforma Gelmini presenterà gli emendamenti i primi di marzo, ma comunque il testo modificato passerà in Senato dopo le regionali. In teoria il provvedimento potrebbe entrare in vigore prima dell’estate, ma secondo il rettore probabilmente non sarà così. Il provvedimento è una normativa, però senza risorse non si va avanti. Mancano le risorse per fare i bandi per i posti da professore associato e per i ricercatori. Ce ne vorrebbero almeno 1500 all’anno. Entro l’anno l’ANVUR dovrebbe essere operativo. Un altro nodo è quello dei settori disciplinari che dovranno essere riorganizzati. Dopo segue un breve dibattito in cui i professori sfogano il proprio rammarico per la condizione economica delle università. La Preside di Scienze chiede di protestare di più su questi tagli, poichè i professori sono demotivati. Il Rettore risponde che non sa cosa sia la protesta. Una delibera non servirebbe a nulla. Si sta facendo il possibile. Il Preside di Medicina: “non si riesce a incidere, le istituzioni non riescono ad avere un'unica voce. Siamo squalificati dal punto di vista umano, culturale, perché i baroni ci stanno rovinando l’immagine. Deve nascere un movimento trasversale autonomo dell’Università, indipendentemente dalla parte da cui si parte. Non si riesce a incidere a nessun livello, perché tutte le istituzioni sono inquinate dai professori che vogliono mantenere i loro privilegi e vogliono rimanere in servizio.” Rettore: siamo debolissimi. C’è tutto sommato una linea d’azione. La legge è una cosa positiva di per sé. Ve l’ho riportato perché mi sembra chiaro che nessuno possa asserire che il decreto della Gelmini non stia causando dei problemi seri alle Università. Sebbene l’università necessiti di una riforma, senza il giusto apporto di risorse il sistema collasserà e non verrà certo migliorato. Peraltro ci auspichiamo che questo governo usi le commissioni e la camera come un luogo di confronto e democrazia, che non imponga la riforma senza discussione perché continuare a fare riforme non condivise non farà fare dei progressi in questo campo (come negli altri). Per il resto della seduta di interessante c’è stata la presentazione da parte del presidente del nuovo nucleo di valutazione, Massimo Florio. Ha fatto una bella presentazione, speriamo faccia un lavoro serio e abbiamo richiesto che la valutazione partecipata comprenda anche la partecipazione degli studenti, cominciando dalla pubblicazione dei risultati dei questionari di valutazione della didattica. Tra gli aspetti positivi citati, il fatto che il nucleo è composto da 9 persone di cui 6 di professori all’estero, siamo l’unico ateneo che ha fatto questa scelta (vedi resoconto del CdA di dicembre per la composizione). Speriamo che con una valutazione esterna ci sia maggiore obiettività. Verrà proposta la valutazione anche di unità nuove, come le segreterie amministrative e i dipartimenti che non sono mai stati oggetto di valutazione. Per il resto ordinaria amministrazione: regolamenti, dottorati, assegnazione fondi.
Domenica 22 Novembre 2009
Scritto da Alessandra Brambati
Mancano ancora i rappresentanti del personale tecnico amministrativo al tavolo del Senato. All’inizio della riunione abbiamo segnalato la nostra preoccupazione per la decisione del Politecnico di chiudere la mensa di via Golgi ed alla nostra richiesta di informazioni il prorettore Casati (presidente del Cidis, organo a cui spetta la gestione delle mense della statale) ha dichiarato che risulta che la mensa del politecnico offre dagli 800 ai 1200 pasti al giorno e le mense del Cidis saranno in grado di assorbire solo parzialmente questa domanda rischiando un sovraccarico. E’ stato garantito un impegno da parte della statale a livello di amministrazione comunale pur ammettendo che la decisione di interrompere questo tipo di servizio spetta unicamente al Politecnico. Ai membri del Senato sono stati presentati i dati sul numero di immatricolati a quest’a.a. che confrontati con quelli del precedente anno rivelano una certa stabilità, senza destare quindi alcuna preoccupazione. Era all'ordine del giorno la questione del professore Coggi, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, ma si è deciso di rinviare la discussione al Senato successivo, dopo aver sentito direttamente il prorettore in commissione didattica. Sono stati nominati i membri del Senato nelle varie commissioni d’Ateneo (Commissione di Ateneo per le Biblioteche, Comitato Pari Opportunità) ed è stato ricostituito il Comitato Etico. In particolare segnaliamo la nomina del consigliere d’amministrazione di Sinistra Universitaria Federico Leva al Comitato Pari Opportunità. Il resto della seduta ha riguardato il tema della ricerca. Sono stati attribuiti 45 posti di ricercatore sui 49 disponibili rimandando alla prossima riunione l’attribuzione dei posti di Farmacia poiché il consesso nutriva dubbi sul rispetto dei criteri guida indicati precedentemente nella designazione dei posti in quella facoltà. Una lunga riflessione è stata infine dedicata alle linee generali di lavoro sulla Ricerca in UniMi, partendo dalle considerazioni del prorettore per la ricerca Alberto Mantovani. Le parole chiave individuate sono state valutazione (avanzando l’idea di un nucleo di valutazione caratterizzato dalla terzietà), promozione dei giovani e competitività internazionale. Il Senato ha inoltre approvato il verbale della Commissione didattica del 29 ottobre. In Apertura della Commissione Dario Casati ha presentato lo stato dei lavori riguardo la Valutazione della Didattica: il progetto ha subito un arresto a causa della delibera del Senato accademico dell’aprile 2009 che aveva bocciato il documento presentato dal gruppo di lavoro e pertanto riaperto la discussione nel gruppo di Valutazione della Didattica. Nel corso della commissione sono state affrontante con un vivace dibattito tutte le problematiche coinvolte in merito : alla pubblicazione dei risultati dei questionari compilati dagli studenti, le modalità di discussione nei ccd e cdf per rendere utili i dati raccolti e il confronto con i dati delle banche d’Ateneo. Dai rappresentanti degli studenti sono stati avanzati numerosi dubbi riguardo la decisione del Nucleo di Valutazione di escludere l’uso dei questionari online, che potrebbero coinvolgere un numero superiore di studenti ed essere uno strumento più efficace per la valutazione dei corsi. La commissione ha dato mandato al Prorettore di preparare un documento di lavoro da presentare al Senato Accademico, se raggiungerà un consenso dai componenti della Commissione e decide di propone al SA un approfondimento su tre argomenti 1) Le modalità di pubblicizzazione dei questionari, al fine di dare un adeguato riscontro ad essi nel rispetto della privacy; 2) le modalità di presentazione e di Valutazione nei CCD e Consigli di Facoltà; 3) il completamento dei dati rilevati dai questionari con dati di contesto e di confronto contenuti nelle Banche Dati di Ateneo al fine di riuscire a collocare il contesto della rilevazione. le rappresentanti in Senato Accademico Alessandra, Aurora e Barbara
Mercoledì 16 Dicembre 2009
Scritto da Federico Leva
Il principale argomento del Consiglio d'amministrazione di ieri è stato il bilancio, di cui abbiamo già parlato e che è stato approvato senza ulteriori discussioni; la vera discussione sarà nei prossimi mesi, quando si faranno variazioni al bilancio e si stabiliranno sul serio le voci di spesa a seconda di quanti soldi ci restituirà il ministero. Per quanto riguarda ciò che interessa direttamente gli studenti, il CdA ha approvato la nostra mozione sulla mensa di via Golgi (approfondimento qui). Qualche tempo dopo il rettore ha interrotto il CdA per consentire l'ingresso di una delegazione del comitato "Giù le mani dalla mensa" che aveva chiesto di leggere una lettera; ne è seguita un'accesa ma rispettosa discussione di circa mezz'ora. Un'altra piccola delibera di un certo interesse per gli studenti che studiano in Festa del perdono è lo stanziamento di circa 45.000 € per sistemare il soffitto dell'aula 211 (l'ultima rimasta da sistemare dopo i rischi di crolli che c'erano stati qualche tempo fa): i lavori potrebbero essere svolti forse durante le feste di Natale. Un punto molto importante è stato l'approvazione del nuovo regolamento per le prestazioni per conto terzi, cioè quelle attività che l'università svolge oltre il suo compito istituzionale in cambio di un pagamento (dalle mere analisi di laboratorio alle consulenze): ci si è accorti che alcune di queste attività venivano svolte sottocosto scaricando i costi di personale sul bilancio, e si è aumentata la quota degli incassi trasferita all'Ateneo per contrastare questo. Così si dovrebbero recuperare dall'anno prossimo circa 600.000 € in più. Il CdA ha inoltre rinnovato il Nucleo di valutazione, l'organo che si occupa di valutare le attività, i bilanci, la ricerca e la didattica dell'Ateneo, fondamentale per le decisioni strategiche; ben 6 componenti su 9 sono professori operanti all'estero, anche se di origine italiana o aventi familiarità coll'università italiane, mentre i tre interni sono gli esperti di valutazione Massimo Florio (presidente) e Matteo Turri, e un fisico. La nuova composizione è quindi: Massimo Florio, Pietro Ghezzi, Luciano Floridi, Anna Fontes Baratto, Stefano Forte, Andreas G. Ladurner, Gilles Pécout, Robert Roth, Matteo Turri. Inoltre è stato sostituito il Direttore amministrativo Andrea Aiello (che va in pensione) con Alberto Silvani (per 2010-2013).
Sabato 20 Giugno 2009
Scritto da Federico Leva
Riportiamo di seguito un resoconto di Enrico Sbolli, rappresentante degli studenti in Senato accademico da aprile a giugno 2009. Durante la riunione del 21 aprile l'unico argomento di interesse per noi studenti è stato la valutazione della didattica. A questo riguardo il Senato si è espresso a favore del fatto che la commissione didattica continui i lavori su un documento di indirizzo, che preveda (cito testualmente): 1) la semplificazione e l'informatizzazione della somministrazione ed elaborazione dei questionari sulla valutazione della didattica da parte degli studenti frequentanti, ai sensi della normativa vigente; 2) il rafforzamento delle attuali modalità di effettuazione della valutazione della didattica, mediante l'armonizzazione e la omogeneizzazione della restituzione dei risultati in relazione agli scopi della valutazione e agli obiettivi dell'Ateneo in materia; 3) il potenziamento dell'esercizio di valutazione, mediante l'inserimento di altre modalità di valutazione basate su elementi differenti da quelli dell'attuale; 4) la contestualizzazione dei risultati nella realtà del singolo Corso di Studio, delle Facoltà e dell'Ateneo mediante adeguate elaborazioni che tengano conto degli elementi oggettivi che emergono dall'analisi del contesto e che si affiancano alla valutazione soggettiva degli studenti. Riguardo al punto uno è stato chiarito che far compilare i questionari sulla valutazione col computer agli studenti frequentanti crea dei problemi di organizzazione, quindi la proposta c'è ma non è detto che possa essere messa in atto. Il punto due non si capisce cosa voglia dire perché non siamo riusciti a far dire chiaramente quali siano "gli scopi della valutazione e gli obiettivi dell'Ateneo in materia". Questa frase che, a prima vista, potrebbe offrire una speranza minima che il Senato accademico prenda in considerazione di pubblicare i risultati dei questionari sulla valutazione della didattica e che, più in generale, decida di muoversi perché la didattica sia valutata seriamente, in realtà esprime un concetto vago e assolutamente slegato dalla pubblicazione dei risultati. Nella commissione didattica del 5 maggio l’argomento era l’approvazione dei master per l’anno prossimo e, tra le altre cose, sono stati forniti i risultati della valutazione degli studenti di alcuni di questi master per l’anno 2007/2008. Siccome le tabelle erano appena arrivate e, quindi, nessuno aveva avuto tempo di leggerle, il dibattito su di esse è stato rimandato alla prossima riunione della commissione didattica. A questo proposito sono intervenuto facendo notare che, da un rapido esame degli esiti della valutazione, emergono chiaramente due cose: 1) ci sono dei master giudicati molto positivamente e altri molto negativamente. Le differenze di valutazione tra un master e l’altro arrivano anche a superare i tre punti (su dieci). Per esempio alla voce “soddisfazione complessiva del master rispetto alle aspettative iniziali” gli studenti di infermieristica in area critica hanno dato un punteggio medio di 6,17, mentre lo European master in angiology/ vascular medicine alla stessa voce ha ottenuto un punteggio di 9,40. 2) la maggior parte delle insufficienze sono state date nelle voci riguardanti gli aspetti organizzativi. Quello che sottolineerei, e che in parte ho già sottolineato ieri, è che: 1) L’Ateneo dovrebbe prendere dei provvedimenti per premiare l’eccellenza. Quindi un master che ha un punteggio altissimo dovrebbe avere un qualche riconoscimento rispetto a uno che arriva a malapena alla sufficienza; 2) Siccome la maggior parte delle insufficienze e dei voti bassi sono concentrati nelle voci che valutano l’organizzazione, bisognerebbe fare un’indagine più approfondita su cosa non va e tentare di migliorare la situazione organizzativa; 3) La valutazione dei master dovrebbe svolgersi almeno in due fasi. La prima è la somministrazione dei questionari agli studenti. La seconda invece dovrebbe attivarsi solo nei master che hanno ricevuto punteggi molto alti o molto bassi, in modo da evidenziare i punti di debolezza dei corsi peggiori e, per esempio, pretendere che gli organizzatori dei master in questione correggano i difetti riscontrati prima di riconfermare il master per l’anno seguente. I master migliori invece dovrebbero essere studiati meglio per capire cos’hanno di particolarmente positivo in modo da estendere i loro punti di forza a tutti gli altri master (o comunque a tutti quelli a cui questi punti di forza sono estendibili). Ho voluto spendere qualche parola sulla valutazione dei master perché, a mio parere, se si ottiene che l’Ateneo inizi a valutarli in modo più serio e a trarre debite conclusioni da queste valutazioni, si può anche sperare di estendere questo approccio ai corsi triennali e specialistici.
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