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Lunedì 05 Luglio 2010
Scritto da Federico Leva
L'argomento di maggior interesse per gli studenti trattato (di sfuggita) nella seduta del Consiglio d'amministrazione del 28 giugno 2010 è stato quello delle tasse. Come rappresentanti degli studenti, infatti, abbiamo fatto sí che venisse portato all'attenzione del CdA il parere della Conferenza degli studenti in merito alla recente delibera sulle tasse (previsto dallo statuto e non vincolante), approvato all'unanimità nella seduta del 1º giugno: «La Conferenza degli studenti sottolinea l'importanza riconosciuta nella delibera del Consiglio d'amministrazione del 27 aprile di approfondire le tematiche della contribuzione studentesca in collaborazione con i rappresentanti degli studenti fornendoli dei necessari strumenti di analisi; vede con favore e chiede che il Consiglio d'amministrazione approfondisca le diverse proposte presentate verificandone gli effetti e la fattibilità e sia messo fin da subito al corrente delle simulazioni in merito già svolte dall'amministrazione; si riserva di formulare proposte dettagliate in futuro». La Cds ha dato delle indicazioni molto aperte; il rettore ne ha preso atto e ha confermato che se ne riparlerà nel prossimo anno accademico. Per quanto riguarda noi di SU, ci baseremo su questo per portare avanti gli obiettivi già spiegati in passato. Ci sono poi stati diversi altri piccoli provvedimenti di interesse per gli studenti. 1) Sono quasi pronti i 176 appartamenti del palazzo di via Attendolo Sforza. L'ateneo ha preso in affitto l'edificio (vuoto) dall'ALER per alleviare il problema degli alloggi per studenti. Data la carenza di fondi, l'iniziativa è stata impostata per poter essere (tendenzialmente) a costo zero, ripagata dagli affitti pagati da studenti e docenti: gli studenti pagheranno 400 €/mese per una stanza in un appartamento da tre, quattro o cinque camere. La qualità sarà buona (con aria condizionata ecc.), quindi il prezzo è ragionevole; la Bocconi fa pagare 600 € per appartamenti simili. Gli alloggi saranno gestiti dal CIDiS, nel cui sito quindi si troveranno piú informazioni a breve (è bene ribadire che sono alloggi distinti da quelli per il diritto allo studio dati ai borsisti). 2) Procedono speditamente i lavori di rinforzo della sede di Crema. 3) L'ateneo prende in affitto per tre anni il centro sportivo Saini per le esigenze di Scienze motorie, in sostituzione degli impianti di Cernusco. Ci siamo assicurati che la qualità degli impianti sia garantita (sono previsti investimenti a breve) e ci muoveremo per chiedere al comune un potenziamento dei trasporti pubblici (38). 4) Il CdA, previa consultazione con il Senato accademico, ha deliberato che l'anno prossimo le spese per affidamenti e professori a contratto saranno (almeno) del 20 % inferiori rispetto a quest'anno. Le facoltà ne terranno conto nello stabilire l'offerta didattica "aggiuntiva" (che in realtà spesso è fondamentale) non svolta da loro docenti, comunque il vero finanziamento si saprà solo col bilancio preventivo 2011 (il preventivo 2010, vi ricordiamo, aveva inizialmente azzerato questa voce). Quest'ultimo argomento ci porta al piatto forte della seduta, il personale. Come ricorderete, la legge 133/2008 ha limitato gli avvicendamenti (turn-over) di personale al 50 %; dato il forte numero di pensionamenti, l'ateneo avrebbe la possibilità (teorica) di assumere un certo numero di persone, però il bilancio non lo consente. Ci si è limitati quindi ad aggiungere ai 25 posti per ricercatori pagati (per i primi anni) dal Ministero (fondi Mussi, quota 2009) 10 ulteriori posti pagati dall'ateneo (per un costo di circa 500.000 €/anno), precedentemente spartiti dal Senato (uno per facoltà), rimandando ulteriori assunzioni (fra cui quelle di associati e ordinari). Nel complesso restano ancora i due terzi delle assunzioni ancora da fare: al momento quindi viene sostituito solo 1/6 del personale che va in pensione, non la metà, ed è evidente l'impoverimento dell'ateneo causato dalle decisioni del governo. A questo proposito, si continua a non saper nulla sui finanziamenti all'università per il 2010. Ancora piú incerto il 2011, quando non si sa nemmeno se ci saranno i fondi per le borse di studio CIDiS, o i 40 milioni di euro per borse di dottorato ottenuti dal senatore Valditara (e senza i quali le borse scenderebbero del 15-20 %). Per quest'anno, ci sono state assegnate 22 borse di dottorato dal "fondo per il sostegno dei giovani" 2009 del MIUR e faremo richiesta per la "dote ricerca applicata" istituita in campagna elettorale dalla Regione Lombardia per 94 annualità di borse di dottorato. Come potete vedere anche dal sito del Senato della Repubblica, inoltre, il DDL Gelmini è bloccato in parlamento (cfr. comunicato CRUI).
Mercoledì 09 Giugno 2010
Scritto da Federico Leva
Il principale argomento del CdA dello scorso 25 maggio è stato ovviamente il bilancio consuntivo, su cui però c'era poco da dire; l'attenzione si è concentrata quindi sul consiglio dei ministri del giorno successivo, che ha "approvato" la famosa manovra economica per ridurre il debito pubblico. Purtroppo, solo in questi giorni il testo "vero" è stato pubblicato in gazzetta ufficiale e si comincia a capirne qualcosa (e mancano ancora le modifiche del parlamento). Gli elementi principali della manovra sono nell'ordine il taglio dei trasferimenti agli enti locali, la riduzione degli stipendi ai dipendenti statali e il taglio "a pioggia" sui bilanci dei ministeri. Rispetto alle previsioni, è confermata l'esclusione dell'università da ulteriori tagli (art. 2), che ricordiamo essere al momento di 280 milioni per il 2010 e 1200 milioni per il 2011 (rispetto al 2008), e da un ulteriore blocco dell'avvicendamento (turn-over); non è invece affatto chiaro quale sia la situazione dell'FFO: si parlava di un'assegnazione dei 400 milioni dello scudo fiscale, di una pari riduzione dei tagli per il 2011 e del ripristino dei 550 milioni annuali straordinari (2008-2010) di Padoa-Schioppa, ma i soldi dello scudo ancora non ci sono, gli altri 400 milioni non si capisce dove siano e dei 550 non si sa nulla. Il taglio degli stipendi (blocco degli scatti stipendiali di ogni genere per tre anni, riduzione dello stipendio per chi ha avuto aumenti superiori al 3,2 % nell'ultimo contratto, riduzione e rateizzazione della liquidazione) darà un po' di ossigeno al bilancio dell'università (rispetto a quanto si temeva a febbraio per le spese correnti), però è doppiamente regressivo: non solo la manovra nel suo complesso penalizza le fasce medio-basse della popolazione, ma nel caso dell'università a essere veramente svantaggiati saranno i docenti che sono già piú poveri, cioè i ricercatori non confermati (il "limbo" in cui ci si trova nei primi tre anni da ricercatore a tempo indeterminato), la cui "conferma" ritarderà di tre anni, il che significa una riduzione dello stipendio del 20-25 %. Sembrava ovvio l'inserimento di un'eccezione, che al momento non c'è. Qui invece alcuni conti sui tagli ai tecnici-amministrativi. Non è invece chiaro quale sarà l'effetto del taglio (del 50 %) dei contratti a tempo determinato (in cui rientra parte dei ricercatori precari) di cui all'rt. 9 comma 28, mentre le "consulenze" per l'università non vengono tagliate (art. 6 comma 7). Altre curiosità sulla manovra: l'università è esclusa dai tagli sulle indennità di funzione e sulle spese di rappresentanza (art. 6 commi 2 e 8); gli ISU (da noi CIDiS) dovranno comunicare all'INPS chi riceve borse di studio e altri aiuti, evidentemente per scovare gli evasori e i finti poveri (art. 38 comma 1). Tornando al bilancio consuntivo 2009, la prima cosa da dire è che i conti sono in ordine perché è sostanzialmente in pareggio, però con un "avanzo" (nel senso di differenza fra entrate e uscite correnti annuali) di 1,8 milioni contro 4,3 del 2008, e questo nonostante i forti tagli con cui si sperava di accantonare qualcosa per i difficili anni a venire (3 milioni in meno per la ricerca, -0,8 per il potenziamento della didattica, -2 per la manutenzione straordinaria e niente per le grandi attrezzature): infatti sono stati mangiati dall'aumento delle spese correnti di 4,2 milioni, di cui 3,8 per spese di personale (per aumenti e scatti fuori dal controllo dell'ateneo). Questo a fronte di entrate stabili. Lo scarso avanzo di bilancio (rispetto ai 10,5 milioni del 2008 usati nel 2009) fa sí che i prossimi bilanci siano necessariamente peggiori. Per quanto riguarda invece la contribuzione studentesca, a bilancio risulta diminuita perché per non far sembrare le entrate maggiori di quelle che siano davvero non sono piú stati considerati quei circa 4 milioni di mancate entrate per le seconde rate non ancora pagate al 31 dicembre 2009 (che gli studenti ovviamente pagano, ma in ritardo). Abbiamo infine ottenuto un dato ufficiale sul rispetto del limite del 20 %: l'amministrazione calcola che è rispettato, perché siamo al 19,9 %, oppure il 18,5 % se si considera l'FFO virtuale (di 321 milioni invece dei 292 reali). Purtroppo, come ci è stato confermato, non ci sono regole precise per calcolare questo limite, che i governi non hanno mai voluto applicare sul serio (altrimenti l'avrebbero impostato in un altro modo). Abbiamo anche avuto un elenco non ufficiale delle voci scorporate per ottenere questo dato, ma ne parleremo piú avanti. Quel che è certo, comunque, è che – come abbiamo sempre detto – non c'è spazio per aumentare la contribuzione studentesca. Questo sembra che sia ormai chiaro a tutti. Infine,un paio di questioni interessanti per gli studenti. Abbiamo chiesto aggiornamenti sulla mensa di via Golgi: per quanto riguarda gli ampliamenti in via Clericetti, il CIDiS ha già concluso tutte le procedure burocratiche, quindi si prevede che i tempi saranno rispettati; per i lavori dell'Ateneo nella Balena di via Golgi, invece, ci sono dei ritardi. Per la facoltà di Scienze motorie: vista la situazione del bilancio, sono stati accantonati tutti i progetti (costosissimi) come quello di Cernusco sul Naviglio; si penserà a una soluzione che sfrutti per quanto possibile gli edifici che l'Ateneo ha già.
Venerdì 30 Aprile 2010
Scritto da Federico Leva
Il principale argomento del CdA del 27 aprile scorso è stata la contribuzione studentesca: il CdA ha approvato la delibera proposta dall'apposita commissione, riunitasi il 12 aprile. La delibera approvata conferma anche per l'a.a. 2010/2011 lo stesso sistema degli ultimi anni, coi cosiddetti "adeguamenti all'inflazione" basati sull'inflazione reale (0,8 % arrotondata all'1 %), mentre il ministero per aggiornare la tassa minima di iscrizione usa l'inflazione programmata. Quest'anno, però, l'inflazione è stata applicata non solo all'acconto sui contributi, all'aliquota, ai minimi e ai massimi della seconda rata, ma anche al massimo ISEEU, cioè la rata massima si raggiungerà a 82.242 € ISEEU invece che 81.428 € come negli scorsi anni. Il risultato è che la prima rata passa da 682 € a 685 €, mentre la seconda rata massima si alza di oltre il 4 %, fino a 63 € in più (questo colpisce soprattutto chi non presenta la dichiarazione ISEEU). Per la prima volta dal 2006, è stato aggiornato anche il minimo ISEEU (sotto il quale si paga la seconda rata minima), che passa da 10.000 € a 10.100 €, e inoltre è stato alzato il limite di reddito per richiedere una borsa di studio, che passa da 21.000 € a 23.000 €. Poiché la seconda rata massima aumenta di oltre il 4 %, e considerando che di anno in anno l'ISEEU di ciascuno aumenta (per via degli aumenti salariali) e tale effetto viene moltiplicato per l'aumento dell'aliquota, anche l'anno prossimo prevedibilmente la contribuzione studentesca aumenterà molto più dell'inflazione (vedi tabella allegata per il dettaglio degli ultimi anni), con un effetto di drenaggio fiscale certo non diminuito dal minuscolo aumento del minimo ISEEU. Il regolamento in materia di contributi universitari pone un limite alla contribuzione studentesca, pari al 20 % del fondo di finanziamento ordinario che l'università riceve dal ministero. Il dato "lordo" nella nostra università è stato nel 2008 e nel 2009 di circa il 27-28 %, essendo la contribuzione aumentata del 30 % dal 2006 al 2009; abbiamo perciò chiesto spiegazioni all'amministrazione, la quale sostiene che l'Ateneo è in regola (anche se molto vicino al limite) perché successivi chiarimenti del regolamento hanno specificato che dalla contribuzione studentesca si possono scorporare diversi capitoli di spesa per servizi agli studenti. Sono stati citati alcuni capitoli e un dato approssimativo sulla situazione attuale (circa il 19,5 %) ed è stato detto che ci sarebbe stata fornita la documentazione approfondita; non è invece stato calcolato quale sarebbe il rapporto nel 2011 con gli aumenti delle tasse proposti, che seppure piccoli potrebbero bastare a portare l'ateneo oltre il 20 %, anche supponendo che l'FFO rimanesse costante (mentre a legislazione attuale, come è noto, è previsto in fortissima diminuzione). Tutta questa documentazione non è poi stata fornita al CdA. Abbiamo quindi ritenuto che, a prescindere dalle decisioni esterne sull'FFO, che sono fuori dal nostro controllo e su cui non sapremo nulla fino all'ultimo, il CdA non possa prendersi la responsabilità di decisioni che anche a FFO costante porterebbero l'Ateneo oltre il limite di legge, e ci siamo perciò astenuti. Il rettore ha risposto che non supereremo il limite del 20 % anche perché il rapporto andrebbe calcolato sull'FFO "virtuale" che ci spetterebbe e il nostro Ateneo è pesantemente sottofinanziato. Tuttavia noi non possiamo accontentarci di generiche assicurazioni. Invece, il rappresentante di Obiettivo Studenti ha votato a favore addirittura negando l'evidenza dell'aumento delle tasse (seppur relativamente piccolo) approvato. In commissione sono stati approfonditi altri punti critici. Il primo è che il 90 % degli studenti è fra 0 e 40.000 € ISEEU, oppure è oltre gli 80.000 o non presenta la dichiarazione e paga quindi automaticamente la rata massima (questo anche grazie all'introduzione dell'ISEEU che ha scovato 4-5.000 evasori, passati alla non dichiarazione), e l'introduzione dell'ISEEU ha penalizzato anche gli studenti di reddito medio-basso (dai 15.000 € ISEEU in su). Quindi, il sistema non è progressivo quanto potrebbe e dovrebbe essere, e sarebbe opportuno alzare il minimo ISEEU e introdurre una doppia aliquota come in Bicocca (che favorisca i redditi medio-bassi e recuperi da quelli più alti e soprattutto dai molti che non presentano la dichiarazione ISEEU). L'amministrazione ha risposto che il sistema attuale chiede già molto agli studenti ad alto reddito. Il secondo (ribadito anche da alcuni professori) è che le aree contributive in cui si trovano i corsi di laurea non sono stabilite con criteri molto trasparenti, nel senso che corsi simili per caratteristiche e servizi offerti agli studenti si trovano in aree diverse (questo perché tutti i nuovi corsi sono stati messi in area B). La risposta dell'amministrazione è stata che l'idea originaria era di unificare progressivamente le aree A e B. Il terzo è quello dei fuori corso: il rappresentante di Obiettivo Studenti ha proposto di alzare le tasse ai fuori corso usando le maggiori entrate per aumentare i servizi agli studenti. L'amministrazione ha scartato la proposta perché facendo i conti le entrate aumenterebbero di pochissimo e si rischierebbe di scoraggiare l'iscrizione di quei fuori corso che usano poco l'università. A nostro parere, non si può pensare di alzare la contribuzione senza le certezze di cui sopra sul rispetto del tetto, e inoltre è demagogico additare i fuori corso come un problema e un fardello per l'università; bisogna tenere a mente che l'obiettivo non è ridurre i fuori corso ma aumentare gli studenti "regolari" e il numero di laureati, e questo è un problema di organizzazione della didattica, più che di tassazione. Inoltre, il sistema universitario italiano è caratterizzato dall'altissimo numero di studenti "a tempo parziale" effettivo, che non si dedicano a tempo pieno allo studio, ad esempio perché sono studenti lavoratori; questi studenti gonfiano le statistiche dei fuori corso perché attualmente l'iscrizione a tempo parziale è consentita solo a pochi studenti di pochi corsi di laurea e costa sostanzialmente come l'iscrizione a tempo pieno. L'argomento più forte dell'amministrazione è stato, per tutt'e tre le questioni, che nella situazione attuale non possiamo rischiare di fare modifiche sostanziali al sistema delle tasse perché anche un piccolo squilibrio nelle entrate, visti i tagli imposti da Roma, potrebbe far saltare il bilancio 2011. In conclusione, resta tutto bloccato; le proposte saranno oggetto di calcoli e approfondimenti nel corso dell'anno e saranno riconsiderate l'anno prossimo, anche considerando lo studio sui "costi standard" dei vari corsi di laurea previsto dal DDL Gelmini-Valditara in discussione in Senato. Infine, segnaliamo altri chiarimenti di importanza relativamente minore. - Rimborso spese (120 € della prima rata uguali per tutti): abbiamo chiesto che fosse specificato come viene calcolato e quali voci copre; ci è stato risposto che non è possibile perché non è riferito a costi specifici della procedura di iscrizione o altro, ma copre genericamente una quota delle spese di funzionamento dell'Ateneo, difficili da calcolare. Non ci sembra un modo soddisfacente per determinare questa quota, che pur non essendo stata aumentata negli ultimi anni è molto superiore che in altre università e soprattutto non viene computata nella contribuzione studentesca su cui vale il limite del 20 %.
- Importo delle borse di studio: non è stato aggiornato perché già l'anno scorso è stato portato da 4100 € a 4668 €; l'intenzione è comunque di mantenerlo pari all'importo minimo stabilito dal Ministero per le borse ai fuori sede, che quest'anno è stato aumentato di pochissimo (a 4701,22 €).
- Diploma originale: per laurearsi bisogna pagare un balzello di 100 €. Abbiamo chiesto se a fronte di tale tassa il rilascio del supplemento al diploma (diploma supplement) sarà gratuito (cioè lo studente non dovrà pagare l'imposta di bollo) e ci è stato detto che quando le segreterie cominceranno a emetterlo (al momento non sono attrezzate) sarà gratuito.
Il CdA ha inoltre appreso tutta una serie di (pessime) notizie, fra cui segnaliamo brevemente: i ricorsi degli ex lettori di scambio che sostengono di aver diritto a uno stipendio superiore e di un professore di medicina che chiede i danni morali per non essere stato nominato (vent'anni fa) alla posizione che voleva (questi ricorsi potrebbero costare, in caso di esito sfavorevole, svariati milioni di euro); il rapporto fra spese di personale obbligatorie ("assegni fissi") e FFO per il nostro Ateneo, che si sta attestando sul 90,84 %: il limite di legge è del 90 %, e non è ancora stata prorogata la norma degli anni scorsi che permette di sottrarre alcune voci e che ci porterebbe all'83,8 %, cioè nel pieno rispetto del limite di bilancio come al solito.
Sabato 20 Giugno 2009
Scritto da Federico Leva
Riportiamo di seguito un resoconto di Enrico Sbolli, rappresentante degli studenti in Senato accademico da aprile a giugno 2009. Martedì 16 giugno si è tenuto un Senato Accademico che definirei eterno, visto che è durato la bellezza di quattro ore. Nonostante l'estrema lunghezza della riunione sono stati ben pochi i punti interessanti per noi studenti.
Prima di tutto riporto la mozione presentata dal Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza in difesa di una minoranza religiosa iraniana, che recita:
Il Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza, preso atto che il governo iraniano ha adottato con atti ufficiali provvedimenti volti a privare gli appartenenti alla minoranza bahà'ì del diritto all'istruzione superiore e universitaria, dichiara che tali provvedimenti sono contrari a diritto fondamentali dell'uomo, garantito da numerose convenzioni e strumenti internazionali, e risultano discriminatori nei confronti di una minoranza religiosa. Ne chiede pertanto il ritiro e invita il Senato Accademico di questo Ateneo a far propria la presente mozione da indirizzare alle competenti autorità iraniane.
La mozione, approvata all'unanimità, è stata commentata da Daniele Checchi, preside di Scienze Politiche, che ha fatto notare che il nostro Ateneo ha dei rapporti di lavoro con un'università iraniana e che sarebbe stato coerente, oltre che doveroso, rivedere tali rapporti in segno di protesta nei confronti delle leggi discriminatorie iraniane. La pronta risposta, pressoché unanime, è stata che un conto sono le leggi di un Paese, un altro sono gli scambi culturali tra Atenei.
Secondo punto interessante, ma non molto dibattuto, è stata la presentazione e approvazione del Conto Consuntivo del bilancio 2008. Ho trovato molto interessante soprattutto l'osservazione numero cinque del parere del nucleo di valutazione, in cui si dice chiaramente che l'anno scorso le uscite sono aumentate più delle entrate e che le «entrate derivanti da tasse e contributi degli studenti» sono state «incrementate grazie alle nuove modalità di determinazione».
La terza questione che vi segnalo è quella relativa alla partita di calcio tenutasi giovedì 11 giugno nel cortile di via Festa del Perdono. Una cinquantina di persone sono entrate nel cortile della sede centrale, alcune di queste con una macchina, e hanno improvvisato un torneo nel cortile grande. Pare che la cosa abbia dato molto fastidio perché, nonostante il loro numero decisamente esiguo, hanno disturbato così tanto da fare spostare un convegno internazionale dall'Aula Magna ad un'altra aula e da provocare le lamentele di alcuni studenti. Comunque circa dieci di questi studenti sono stati riconosciuti ed è stato avviato un procedimento disciplinare nei loro confronti. Se vi ricordate ad aprile era avvenuto qualcosa di simile e in quell'occasione era stato messo a punto un regolamento dal Senato Accademico che, ora, dovrà essere applicato. In realtà la procedura è un po' macchinosa perché verrà varata una commissione disciplinare al prossimo Senato Accademico, di cui faranno parte anche i rappresentanti degli studenti. La commissione dovrà discutere il caso e proporre delle sanzioni da fare approvare al Senato. L'aspetto macchinoso è che, siccome i rappresentanti degli studenti al prossimo Senato saranno diversi da quelli che hanno partecipato alla seduta di giugno, la commissione non è ancora stata varata, né sono stati resi noti i nomi delle persone riconosciute. Nel frattempo però il procedimento disciplinare è stato avviato, ma non ufficialmente. Su questo punto ci sono stati numerosi interventi. Checchi ha chiesto i nomi dei responsabili, a cui il Rettore ha risposto come anticipato sopra. Armeni (AU) ha domandato: 1) se sia già stata fatta una denuncia alla polizia. Il Rettore ha risposto di sì; 2) quali saranno le sanzioni. Il Rettore ovviamente ha risposto che sarà la commissione a deciderlo. Decleva ha poi sottolineato che l'edificio di via Festa del Perdono è inadatto ad ospitare la didattica ed essendo così antico è difficilmente difendibile (cioè è difficile fare rispettare le regole ed evitare che la gente faccia casino). Infine sono intervenuto io domandando come abbia fatto una macchina a entrare in cortile senza che nessuno dicesse niente. Ho poi fatto notare che, forse, sarebbe il caso che i bidelli che si trovano all'entrata facessero un po' meglio il loro lavoro. I professori mi hanno risposto che non rientra nei compiti dei bidelli difendere fisicamente l'Ateneo e che non si può chiedere loro di rischiare di prendere qualche sberla solo per fare il loro lavoro. Armeni ha colto la palla al balzo per riproporre la regolamentazione degli accessi in università. Per fortuna su questo i docenti si sono mostrati ragionevoli e gli hanno praticamente riso in faccia. La discussione si è conclusa con un mio intervento in cui ho spiegato che, proprio perché bastano cinquanta persone per provocare tanti problemi, come aveva sottolineato in precedenza il Rettore, è il caso di discutere seriamente su come organizzare l'Ateneo e non limitarsi ad applicare un regolamento punitivo del tutto inefficace al fine di dissuadere i provocatori dal fare casino (l'inefficacia del regolamento è stata ammessa dallo stesso Rettore). Il che non significa mettere i rondelli da stadio all'entrata o fare le ronde in università (come qualcuno aveva provocatoriamente suggerito), ma per esempio vuol dire pensare se non sia caso di mettere all'ingresso quei panettoni elettronici che, in caso di necessità, si abbassano nel terreno e permettono alle macchine di entrare nel cortile. La proposta di avviare il procedimento disciplinare infine è stata approvata all'unanimità.
L'ultima questione che ritengo necessario sottolineare è la discussione intavolata sui joint e i double degree. In pratica si tratta di collaborazioni tra Atenei di Stati diversi che prevedono la possibilità per gli studenti di frequentare per un anno le lezioni nell'Ateneo straniero oppure, se non sbaglio nel caso dei double degree, di conseguire la laurea in entrambi gli Atenei. Ovvero se io frequento il corso di scienze politiche Economic and Political Sciences, risulto laureato sia alla Statale di Milano sia a non ricordo che Università inglese. A questo proposito si è parlato prima di tutto di aumentare il numero di joint e di double degree, poiché a quanto ho capito questo sarà uno degli indicatori con i quali saranno valutati gli Atenei italiani nei prossimi anni. Fino a questo momento ce ne sono soltanto tre in tutta la nostra Università, ma si sta lavorando ad altri 14-15. La seconda problematica è stata se utilizzare le borse di studio dei double degree per attirare gli studenti stranieri o per finanziare esperienze all'estero per gli iscritti alla Statale. Regini si è detto favorevole a utilizzare tali borse di studio per attirare studenti stranieri, perché anche il loro numero sarà un indicatore di cui si terrà conto nell'ambito della valutazione degli Atenei italiani in futuro. Tuttavia Checchi ha proposto di distribuire i fondi equamente, in parte per attirare gli studenti dall'estero e in parte per permettere ai nostri di andar via da Milano. Inoltre altri docenti hanno fatto notare come ci siano seri problemi tecnici ad ospitare degli studenti stranieri, primo tra tutti la scarsezza di corsi in inglese nel nostro Ateneo.
Sabato 20 Giugno 2009
Scritto da Federico Leva
Riportiamo di seguito un resoconto di Enrico Sbolli, rappresentante degli studenti in Senato accademico da aprile a giugno 2009. Proseguiamo con la rubrica mensile "le ultime dal Senato accademico" . L'ultimo Senato si è tenuto, tra il caldo e il delirio della campagna elettorale, nel pomeriggio di martedì 12 maggio. L'ordine del giorno non era di grande interesse per noi studenti, salvo le variazioni per le tasse dell'anno prossimo. In sostanza si sono adattate le tasse all'inflazione reale annuale. È anche stata ventilata la possibilità di aumentare le tasse pagate dagli studenti fuori corso che al momento pagano decisamente di meno, a parità di reddito e di tutto il resto, rispetto a quelli in corso. Tuttavia per quest'anno si è deciso di lasciare le cose così come stanno, con la riserva di riprendere la discussione in autunno. Da sottolineare che la proposta era stata avanzata anche l'anno scorso senza sortire però nessun effetto.
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