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L'argomento di maggior interesse per gli studenti trattato (di sfuggita) nella seduta del Consiglio d'amministrazione del 28 giugno 2010 è stato quello delle tasse. Come rappresentanti degli studenti, infatti, abbiamo fatto sí che venisse portato all'attenzione del CdA il parere della Conferenza degli studenti in merito alla recente delibera sulle tasse (previsto dallo statuto e non vincolante), approvato all'unanimità nella seduta del 1º giugno: «La Conferenza degli studenti sottolinea l'importanza riconosciuta nella delibera del Consiglio d'amministrazione del 27 aprile di approfondire le tematiche della contribuzione studentesca in collaborazione con i rappresentanti degli studenti fornendoli dei necessari strumenti di analisi; vede con favore e chiede che il Consiglio d'amministrazione approfondisca le diverse proposte presentate verificandone gli effetti e la fattibilità e sia messo fin da subito al corrente delle simulazioni in merito già svolte dall'amministrazione; si riserva di formulare proposte dettagliate in futuro».
La Cds ha dato delle indicazioni molto aperte; il rettore ne ha preso atto e ha confermato che se ne riparlerà nel prossimo anno accademico. Per quanto riguarda noi di SU, ci baseremo su questo per portare avanti gli obiettivi già spiegati in passato.

Ci sono poi stati diversi altri piccoli provvedimenti di interesse per gli studenti.
1) Sono quasi pronti i 176 appartamenti del palazzo di via Attendolo Sforza. L'ateneo ha preso in affitto l'edificio (vuoto) dall'ALER per alleviare il problema degli alloggi per studenti. Data la carenza di fondi, l'iniziativa è stata impostata per poter essere (tendenzialmente) a costo zero, ripagata dagli affitti pagati da studenti e docenti: gli studenti pagheranno 400 €/mese per una stanza in un appartamento da tre, quattro o cinque camere. La qualità sarà buona (con aria condizionata ecc.), quindi il prezzo è ragionevole; la Bocconi fa pagare 600 € per appartamenti simili. Gli alloggi saranno gestiti dal CIDiS, nel cui sito quindi si troveranno piú informazioni a breve (è bene ribadire che sono alloggi distinti da quelli per il diritto allo studio dati ai borsisti).
2) Procedono speditamente i lavori di rinforzo della sede di Crema.
3) L'ateneo prende in affitto per tre anni il centro sportivo Saini per le esigenze di Scienze motorie, in sostituzione degli impianti di Cernusco. Ci siamo assicurati che la qualità degli impianti sia garantita (sono previsti investimenti a breve) e ci muoveremo per chiedere al comune un potenziamento dei trasporti pubblici (38).
4) Il CdA, previa consultazione con il Senato accademico, ha deliberato che l'anno prossimo le spese per affidamenti e professori a contratto saranno (almeno) del 20 % inferiori rispetto a quest'anno. Le facoltà ne terranno conto nello stabilire l'offerta didattica "aggiuntiva" (che in realtà spesso è fondamentale) non svolta da loro docenti, comunque il vero finanziamento si saprà solo col bilancio preventivo 2011 (il preventivo 2010, vi ricordiamo, aveva inizialmente azzerato questa voce).

Quest'ultimo argomento ci porta al piatto forte della seduta, il personale. Come ricorderete, la legge 133/2008 ha limitato gli avvicendamenti (turn-over) di personale al 50 %; dato il forte numero di pensionamenti, l'ateneo avrebbe la possibilità (teorica) di assumere un certo numero di persone, però il bilancio non lo consente. Ci si è limitati quindi ad aggiungere ai 25 posti per ricercatori pagati (per i primi anni) dal Ministero (fondi Mussi, quota 2009) 10 ulteriori posti pagati dall'ateneo (per un costo di circa 500.000 €/anno), precedentemente spartiti dal Senato (uno per facoltà), rimandando ulteriori assunzioni (fra cui quelle di associati e ordinari). Nel complesso restano ancora i due terzi delle assunzioni ancora da fare: al momento quindi viene sostituito solo 1/6 del personale che va in pensione, non la metà, ed è evidente l'impoverimento dell'ateneo causato dalle decisioni del governo.

A questo proposito, si continua a non saper nulla sui finanziamenti all'università per il 2010. Ancora piú incerto il 2011, quando non si sa nemmeno se ci saranno i fondi per le borse di studio CIDiS, o i 40 milioni di euro per borse di dottorato ottenuti dal senatore Valditara (e senza i quali le borse scenderebbero del 15-20 %). Per quest'anno, ci sono state assegnate 22 borse di dottorato dal "fondo per il sostegno dei giovani" 2009 del MIUR e faremo richiesta per la "dote ricerca applicata" istituita in campagna elettorale dalla Regione Lombardia per 94 annualità di borse di dottorato.

Come potete vedere anche dal sito del Senato della Repubblica, inoltre, il DDL  Gelmini è bloccato in parlamento (cfr. comunicato CRUI).

 
 
 
Questo è stato un Consiglio molto lungo e denso di adempimenti burocratici, a causa del non svolgimento del Consiglio di Maggio.
Il sonnolento torpore della seduta è stato interrotto da una lunga ed accesa discussione sulla protesta dei ricercatori ed alcuni argomenti da essa derivanti.
Si è parlato inoltre di possibilità di scambi all'estero, come di collaborazioni 150 ore e non solo... 

Comunicazioni
Non ci sono notizie sul FFO 2010
Sono stati assegnati 10 nuovi posti da ricercatore, uno per ogni Facoltà
Sono state assegnate alcune nuove borse di dottorato
Sono state modificate (per l’n-esima volta) le Lauree Magistrali in Chimica a causa della (n-esima) bocciatura da parte del CUN. I 6 crediti della tesi/tirocinio causa del contendere, sono stati assegnati ad attività caratterizzanti (quindi un esame in più) su indicazione esplicita (imposizione) del CUN. Le ore di tesi rimangono, però, invariate, risultando le più alte d’Italia.
È stato ridotto del 21% il Fondo Affidamenti e Contratti, con cui si pagano i corsi affidati a docenti esterni alla Facoltà. A questo proposito sembra che il CdA voglia raggruppare tutti i finanziamenti alle Facoltà in un unico Fondo. La paura è che in questa operazione il totale venga significativamente modificato. La Preside, a riguardo, ha già fatto notare all’Amministrazione come la nostra Facoltà fatichi già a coprire le spese di gestione dei Laboratori

Convenzioni ed accordi:
Convenzione con la Università UILM per collaborazioni nel settore del Digital Entertainment 
Accordo con la “Vietnam National University” per le scuole di dottorato.
Protocollo d’intesa con l’ “Ecole Nationale d’ingénieurs Abderhamane Baba Touré” del Mali per collaborazioni scientifiche nell’ambito della potabilizzazione dell’acqua
Attivata la convenzione con la “University of Prince Edward Islandper lo scambio di 4 studenti l’anno (2 di Scienze, 2 di SPO)
Collaborazione con il Governo Algerino nel campo dell’autosufficienza alimentare e della salute. A questa collaborazione partecipano anche le Facoltà di Agraria, SPO e Medicina della nostra Università.

Varie
Sono stati approvati i bandi per le collaborazioni studentesche per la valutazione della didattica
È stato approvato un bando di tutorato presso la Presidenza per l’ampliamento e il miglioramento dei serivizi di orientamento tramite il sito web
Sono stati approvati i corsi di MINMAT per le matricole tenuti da dottorandi della Facoltà
Le borse per l’Erasmus Placement della nostra Facoltà sono state diminuite da 120 a 83 mensilità

PROTESTA DEI RICERCATORI


Nulla Osta

Benchè già all’ordine del giorno, la discussione è cominciata prima di parlare dei nulla osta per i docenti della Facoltà a svolgere attività didattiche al di fuori della Facoltà stessa.
Un prof di Geologia ha presentato una mozione che impediva il rilascio di nullaosta se il docente fosse appartenuto ad un settore didattico-disciplinare a cui afferissero insegnamenti scoperti. Questo nell’ottica di non far uscire energie in un momento di crisi. La mozione è stata bocciata anche in seguito ad una modica del presentante (cioè di rilasciare comunque i nulla osta per attività esterne alla Facoltà ma interne all’Ateneo). Le motivazioni principali della bocciatura è che si andava a penalizzare docenti che facevano ben oltre il minimo delle ore previste dalla Facoltà (96 anno, mentre il minimo d’Ateneo è di 60), molti docenti, infatti, fanno oltre 150 ore di lezione/anno. Inoltre si va a penalizzare sia l’internazionalizzazione che l’arricchimento culturale della Facoltà che avvengono durante questi periodi di docenza presso altri Istituti. In discussione c’era, ad esempio, il nulla osta per il prof. Frittelli a tenere un corso di dottorato presso la “University of California, Santa Barbara”.
Vengono poi discussi i nulla osta per i ricercatori. La Preside mette in discussione solo quelli richiesti da ricercatori che non hanno presentato né lettera di intento per la rinuncia a carichi didattici né lettera di effettiva rinuncia. Questi sono stati approvati con 10 contrari e 46 astenuti (cifre moooolto rare nei CdF). Noi di SU ci siamo astenuti perché ritenevamo non fosse giusto discriminare i ricercatori che protestano dagli altri, soprattutto discriminare quelli che hanno solo ventilato la possibilità di protestare. Non ricevere un nulla osta per un ricercatore rappresenta, anche economicamente, un danno significativo sul loro non lauto stipendio.

Rinuncie effettive e discussione sulla situazione Universitaria

A questo punto si è entrati nel vivo della discussione.
La Preside ha presentato la situazione. Sono 126 (anche se sembrava mancassero alcuni nomi) i ricercatori che hanno già presentato le lettere di rinuncia agli incarichi di insegnamento non obbligatori e rappresentano 7955 ore di didattica, la metà di quelle tenute dai ricercatori. Illustra ciò che la Facoltà ha già fatto fin’ora: una mozione di solidarietà a ricercatori, approvata a marzo, si è impegnata nell’approvazione di una mozione di solidarietà dei Presidi di Scienze Italiana, l’istituzione di un gruppo di lavoro che individuasse azioni di protesta, in particolare si sta pensando a delle mobilitazioni ad inizio anno accademico con la possibilità di un temporaneo blocco della didattica. La Preside si impegna, inoltre, a portare la situazione di fronte al Sento Accademico del 13 Luglio.
160 docenti, inoltre, hanno già presentato una lettera personale in cui si impegnano a non coprire insegnamenti lasciati vacanti dai ricercatori.
Si susseguono vari interventi preoccupati della situazione, in particolare perché in periodo di crisi siamo l’unico stato che taglia così tanto in formazione e ricerca.
I ricercatori specificano che non chiedono per loro alcun tipo di concorso riservato, solo che vengano garantiti 2000 up-grade di carriera l’anno. Le loro posizioni si possono riassumere nelle richieste presentate dalla CRUI con la mozione del 27 maggio e che le proteste non si fermeranno finchè questa non sarà presa in considerazione dal governo. Per dare un’idea della situazione altrove, le adesioni di ricercatori alla protesta sono state più dell’80% sia ad Agraria che a Farmacia, 50% a Medicina. Finalmente anche in Bicocca si stanno muovendo, mentre sono mobilitate quasi tutti gli Atenei italiani (al Poli, ad esempio, è stata presentata una lettera firmata da oltre 300 tra docenti e ricercatori).
Viene presentata da alcuni professori Associati, riunitisi in assemblea prima del Consiglio, una mozione di solidarietà e supporto ai ricercatori uguale a quella presentata lunedì ad Agraria ed approvata all’unanimità.
All’unanimità è stata pure approvata dalla nostra Facoltà, con una parte approvata nella parte del Consiglio ristretta ad Associati ed Ordinari in cui gli stessi si impegnano a non coprire carichi didattici lasciati vacanti dai ricercatori.
Nota di colore: i rappresentati di Obbiettivo Studenti hanno fatto un intervento in cui hanno palesato di non aver capito niente del problema che si sta affrontando in CdF ormai da marzo, provocando la reazione stizzita di alcuni tra i docenti. La Preside ha allora, gentilmente, spiegato loro che gli insegnamenti obbligatori verranno comunque garantiti (non preoccupatevi, potete laurearvi) ma subiranno dei tagli i corsi opzionali, portando ad un abbassamento di quantità e qualità dell’offerta formativa dell’Università (che sembra essere l’obbiettivo del governo).
I ricercatori non fanno questo per ripicca contro gli studenti, ma questo è l’unico modo che hanno per mandare un messaggio forte al Paese: la cultura e la ricerca sono in smantellamento, bisogna reagire!

 

Il tema principale del Senato di luglio (e quello più interessante) è stata la protesta dei ricercatori e la situazione normativa per quello che concerne il ddl 1905 di riforma dell'Università.

Il testo del ddl sarebbe previsto all’ordine del giorno della seduta del Senato della Repubblica del 22 luglio nel Senato della Repubblica con ulteriori emendamenti che abbraccerebbero le posizioni della mozione CRUI dell'8 luglio. Visti gli impegni e le difficoltà del governo abbiamo dei seri dubbi su tali tempistiche, ma speriamo che l'iter e la discussione proseguano.

Pare che vi sarà un rapido superamento della legge sul turnover e che non dovrebbe esserci la stabilizzazione del professore aggregato. Indiscrezioni inoltre parlano di un provvedimento che permetterebbe ai professori di rimanere fino ai 75 anni fuori ruolo ed essere pagati come pensionati, una prospettiva certo non positiva, ricordiamo che il Senato Accademico ha scelto di non prorogare di un biennio i docenti con70 anni d’età. 

Il Rettore ha inoltre affermato che il punto centrale che va migliorato nel ddl è quello del reclutamento dei ricercatori.

Decleva poi passa alla questione più cocente: “Sul piano finanziario si tratta di vedere se nel contesto della legge ci saranno risorse incorporate e quantificate. Bisogna vedere la manovra economica che trattamento ci riserva, come istituzione non dovrebbe esserci niente, nel personale dovrebbero esserci il blocco degli scatti stipendiali.”

Fondamentalmente a parte le indiscrezioni di concreto c'è davvero poco. La situazione è molto incerta, non si sa cosa accadrà, anche il rettore sostiene che non si possa fare alcun genere di previsione. L’unica novità riguardo le modalità di assegnazione del 7% dell’ FFO, redistribuito tra le università in base al merito. Nuovi indicatori su base premiale sarebbero stati individuati e in base a previsioni indicative quasi tutti gli Atenei dovrebbero rimanere stabili o perdere fino al 4%, mentre nessuno guadagnerà in finanziamento.

I ricercatori a questo punto sollevano la questione della loro protesta con la mozione che hanno portato in Senato, che è sul tavolo di fronte a tutti. Si apre una lunga discussione, dove fondamentalmente molti presidi, insieme ai ricercatori e noi studenti, chiedono che il Senato  prenda una posizione. Il Rettore sostiene che “come Istituzione abbiamo il dovere di assicurare il massimo di funzionamento con le risorse disponibili. Se non ci saranno soldi taglieremo dei corsi. Se ci sono delle iniziative specifiche dei ricercatori quella sarà una loro scelta individuale, non è uno sciopero.”

 

Noi come Sinistra Universitaria siamo intervenuti a sostegno della protesta dei ricercatori, che riteniamo sia fondata su presupposti validi. Altresì abbiamo espresso la nostra preoccupazione sulle conseguenze che la loro protesta possa avere, suggerendo forme di protesta che non inficino totalmente il nostro percorso formativo. Abbiamo chiesto anche noi che il Senato prendesse una posizione unanime perché rappresentativo di tutte le componenti, professori, ricercatori, personale tecnico e studenti.

 

In conclusione il Senato ha deliberato una mozione che aderisse alle posizioni della CRUI espresse lo scorso 8 luglio poiché era l’espressione che sembrava la più equilibrata e concreta, in modo da ribadire la nostra preoccupazione e la necessità di rimanere uniti.

 

Di seguito il testo:

 

“Il Senato accademico dell’Università degli Studi di Milano si riconosce nelle posizioni espresse dalla CRUI nel documento dello scorso 8 luglio ed esprime le più vive preoccupazioni per la situazione che si determinerebbe nell’Ateneo in assenza di una rapida approvazione del DDL di riforma dell’Università e di un recupero dei tagli stabiliti sul Fondo di finanziamento ordinario delle Università per il 2011.

Il Senato accademico dà mandato al Rettore di convocare all’inizio di settembre una riunione congiunta del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione per valutare la situazioni e le condizioni di avvio dell’anno accademico, fatta salva la convocazione di un Senato accademico straordinario nel caso in cui l’urgenza lo richiedesse.”

 

Alessandra, Aurora, Barbara

 

DIFENDIAMO L'UNIVERSITÀ

PUBBLICA

 

Cari studenti,

Volevamo informarvi sulla protesta che sta montando tra i ricercatori spalleggiati dai docenti in tutta Italia e sullo stato attuale dell’Università italiana e di Unimi.

 

I ricercatori si stanno mobilitando per difendere la dignità dell’Università, fortemente messa in discussione dai sempre più pesanti tagli.

I ricercatori, in prima persona, sono toccati da questi tagli che portano alla chiusura di ogni concorso, precludendo la possibilità di carriera ai numerosi cervelli meritevoli presenti nei vari Atenei.

Finora le proteste degli studenti nell’autunno del 2008 e quelle di una parte del mondo accademico italiano non hanno avuto l’esito sperato e i tagli previsti dalla finanziaria del 2008 permangono, aggravando di anno in anno la situazione finanziaria degli Atenei. I ricercatori hanno quindi deciso di continuare la loro protesta astenendosi dai compiti didattici non obbligatori. Infatti l’attività didattica non è prevista dal loro contratto, ma in questi ultimi anni hanno portato avanti le Università accollandosi compiti non loro. I ricercatori sono stati usati come docenti a basso costo, impedendo loro, oberati da carichi didattici, di svolgere il proprio lavoro di ricerca. Un ricercatore ha come primo compito quello di fare ricerca. Le loro difficoltà a fare ricerca derivano, inoltre dalla mancanza dei fondi necessari.

 

La protesta dei ricercatori è un aspetto di una protesta unitaria e diffusa dell’Università. Sono quelli che stanno protestando in maniera più plateale, anche perché sono gli unici in grado di farlo, non avendo l’obbligo della docenza. Infatti i ricercatori hanno ricevuto il supporto esplicito di Associati e Ordinari come di Presidi e Rettori. Anche la CRUI sta portando avanti posizioni molto simili, ma con i toni propri di un’istituzione ufficiale. I ricercatori dichiarano che le loro richieste coincidono con quelle della CRUI fatte con una mozione del 27 maggio.

 

 La mobilitazione è organizzata dalla “rete29aprile” che deve il nome ad un’assemblea nazionale dei ricercatori svoltasi il 29 aprile a Milano. Non ci sono i dati generali sull’entità della protesta, per ora sulle facoltà censite (corrispondenti a più di 8.000 ricercatori) i livelli di adesione sono intorno al 60% (qui trovate anche i dati disgregati per Ateneo e Facoltà).

 

 

 

La situazione finanziaria degli Atenei e la riforma dell’Università, ddl 1905.

 

Più volte abbiamo fatto riferimento ai tagli. Questi sono stati introdotti con la finanziaria 2008 che taglia il Fondo Finanziamento Ordinario (di gran lunga la principale fonte di finanziamento dell’Università) con valori crescenti a partire da 63,5 milioni di taglio nel 2009 fino a 455 milioni di taglio nel 2013. Il risultato complessivo è che l’FFO passa dai 6,867 miliardi del 2008 ai 5,822 miliardi del 2013 con una diminuzione in cinque anni di ben il 15%, con un picco annuale di diminuzione del 10% in un solo anno (nel 2010 rispetto al 2009), e i tagli complessivi all'università previsti per il 2011 rispetto al 2009 (ultimo anno prima dei tagli) sono di 1,3 miliardi di euro l'anno, a causa della scomparsa dei fondi speciali Padoa-Schioppa (550 milioni). Solo per il 2010 è stata prevista una riduzione del taglio di 400 milioni (che l'ha portato a 280 invece di 680 milioni). 

 È da considerare che la principale spesa di un Ateneo corrisponde agli stipendi i cui aggiornamenti non sono controllati gli Atenei stessi. Le tasse universitarie possono raggiungere al massimo il 20% del FFO, quindi le Università non hanno possibilità (da considerarsi comunque negativa) di agire in quella direzione. Per quanto riguarda la riforma dell’Università, questa non è ancora stata emanata. Il testo della riforma è passato in commissione cultura del Senato ma deve ancora essere votata al Senato e alla Camera. Questo vuol dire che la discussione in Parlamento deve ancora avvenire e dati gli impegni attuali del governo (manovra economica e ddl intercettazioni) è plausibile ipotizzare che la data di emazione della legge sarà ulteriormente procrastinata.

Cosa chiedono i ricercatori?

 

Prima di tutto fondi. L’Università si sta avviando alla paralisi se non alla morte. Senza fondi non si fa ricerca, compito primo dell’Università che non deve solo trasmettere sapere, ma prima di tutto crearlo. Senza finanziamenti non si fa didattica di qualità. Senza soldi non si fa nessuna riforma seria.

 

Concorsi. Con la riforma in discussione i ricercatori non avrebbero alcuna possibilità di carriera. La riforma Moratti (2005), infatti, prevede una variazione della figura del ricercatore che da tempo indeterminato passa a contratto triennale rinnovabile una volta sola. Dopo i sei anni devono fare un concorso per essere inseriti in una lista nazionale da cui dovrebbero attingere gli Atenei per fare nuove assunzioni. Il problema è che questo sistema esclude gli attuali ricercatori a tempo indeterminato che non potranno partecipare ad alcun concorso ma saranno messi ad esaurimento in attesa della pensione. È da ricordare, inoltre, che sono anni ormai che non si fanno concorsi seri, oltre a quelli per coprire le immediate emergenze. Non chiedono né ope legis (promozioni indiscriminate) né concorsi riservati. Gli Atenei hanno un numero di docenti troppo basso, non in grado di mantenere standard di qualità Europei. A breve ci sarà, inoltre, un ondata di pensionamenti e con il blocco di concorsi, del turn-over e nuove assunzioni si arriverà ad una paralisi totale della didattica (è prevista la diminuzione di 1/3 dei docenti). Inoltre se non vengono fatti concorsi periodici, per loro natura meritocratici, si giunge ad un livello di necessità tale per cui non ci sono alternative all’ope legis, come è già stato fatto negli anni ’80 con effetti disastrosi sulla qualità dell’Università. Per questo è il governo che sta creando le premesse di un futuro ope legis, con tagli e blocco dei concorsi.

 

Cosa è successo finora nella nostra Università?

La mobilitazione per ora è diffusa solo nelle Facoltà Scientifiche ove i ricercatori stanno presentando le proprie rinunce. I dati sono parziali, per ora sono di un 82% sia a Farmacia che ad Agraria, di un 62% a Scienze MMFFNN e circa un 50% a Medicina.

 

 La Facoltà di Scienze, di Agraria, di Scienze Motorie, di Farmacia e di Medicina hanno approvato all’unanimità una mozione di solidarietà ai ricercatori e di condivisione della protesta. I docenti, inoltre, si impegnano a non coprire carichi didattici lasciati vacanti dai ricercatori

 

Noi rappresentanti di Sinistra Universitaria condividiamo pienamente la preoccupazione per le conseguenze che i tagli all’Università stanno causando. In un momento di crisi, inoltre, ci sembra miope tagliare in formazione, cultura e ricerca, le uniche nostre possibilità di rilancio, anche economico.

L’abbassamento della qualità e della varietà dell’offerta formativa saranno una conseguenza gravissima per la nostra formazione e per quella delle generazioni future. Un sistema complesso e articolato come quello universitario se sarà fatto morire non riuscirà a rinascere in poco tempo. Finora la nostra tradizione scientifica e umanistica hanno permesso al sistema di reggere nonostante le poche risorse attribuite, ma purtroppo temiamo che questa situazione non possa continuare a lungo.

Senza contare che questa politica di investimenti non ha mai permesso di sviluppare nel nostro Paese quella rete di servizi per lo studente, tipici dei sistemi universitari più avanzati, anzi in questo quadro vengono tagliati pure i soldi per il diritto allo studio, fondamentali per un’Università davvero pubblica, aperta e per tutti.

Già dall’anno prossimo cominceremo a subire le prime conseguenze concrete con il possibile taglio di corsi opzionali con un abbassamento dell’offerta formativa

In Senato Accademico ci siamo espressi a favore della mobilitazione dei ricercatori chiedendo che fosse approvata una mozione di solidarietà anche in Senato, che è l’organo centrale di governo, così da sottolineare l’unione delle componenti del mondo accademico in questa preoccupazione generale sul futuro dell’Università. Abbiamo altresì espresso la preoccupazione per le conseguenze che la protesta dei ricercatori potrà avere su noi studenti. Abbiamo auspicato forme di protesta che non inficino il nostro percorso di formazione, che raccolgano l’attenzione della società, ma che non portino al blocco totale della didattica. 

 

 

 

I rappresentanti di Sinistra Universitaria

 

 

P.S. i nostri giornali ne parlano poco, ma la situazione è talmente grave che ne parla pure Nature (qui in Italiano)

Per maggiori informazioni potete consultare alcuni di questi link

Qui trovate alcuni dei documenti citati e altri che potrebbero essere molto utili per informarsi in maniere più approfondita e capire meglio la situazione 

 

Il principale argomento del CdA dello scorso 25 maggio è stato ovviamente il bilancio consuntivo, su cui però c'era poco da dire; l'attenzione si è concentrata quindi sul consiglio dei ministri del giorno successivo, che ha "approvato" la famosa manovra economica per ridurre il debito pubblico.
Purtroppo, solo in questi giorni il testo "vero" è stato pubblicato in gazzetta ufficiale e si comincia a capirne qualcosa (e mancano ancora le modifiche del parlamento).
Gli elementi principali della manovra sono nell'ordine il taglio dei trasferimenti agli enti locali, la riduzione degli stipendi ai dipendenti statali e il taglio "a pioggia" sui bilanci dei ministeri.
Rispetto alle previsioni, è confermata l'esclusione dell'università da ulteriori tagli (art. 2), che ricordiamo essere al momento di 280 milioni per il 2010 e 1200 milioni per il 2011 (rispetto al 2008), e da un ulteriore blocco dell'avvicendamento (turn-over); non è invece affatto chiaro quale sia la situazione dell'FFO: si parlava di un'assegnazione dei 400 milioni dello scudo fiscale, di una pari riduzione dei tagli per il 2011 e del ripristino dei 550 milioni annuali straordinari (2008-2010) di Padoa-Schioppa, ma i soldi dello scudo ancora non ci sono, gli altri 400 milioni non si capisce dove siano e dei 550 non si sa nulla.
Il taglio degli stipendi (blocco degli scatti stipendiali di ogni genere per tre anni, riduzione dello stipendio per chi ha avuto aumenti superiori al 3,2 % nell'ultimo contratto, riduzione e rateizzazione della liquidazione) darà un po' di ossigeno al bilancio dell'università (rispetto a quanto si temeva a febbraio per le spese correnti), però è doppiamente regressivo: non solo la manovra nel suo complesso penalizza le fasce medio-basse della popolazione, ma nel caso dell'università a essere veramente svantaggiati saranno i docenti che sono già piú poveri, cioè i ricercatori non confermati (il "limbo" in cui ci si trova nei primi tre anni da ricercatore a tempo indeterminato), la cui "conferma" ritarderà di tre anni, il che significa una riduzione dello stipendio del 20-25 %. Sembrava ovvio l'inserimento di un'eccezione, che al momento non c'è. Qui invece alcuni conti sui tagli ai tecnici-amministrativi.
Non è invece chiaro quale sarà l'effetto del taglio (del 50 %) dei contratti a tempo determinato (in cui rientra parte dei ricercatori precari) di cui all'rt. 9 comma 28, mentre le "consulenze" per l'università non vengono tagliate (art. 6 comma 7).
Altre curiosità sulla manovra: l'università è esclusa dai tagli sulle indennità di funzione e sulle spese di rappresentanza (art. 6 commi 2 e 8); gli ISU (da noi CIDiS) dovranno comunicare all'INPS chi riceve borse di studio e altri aiuti, evidentemente per scovare gli evasori e i finti poveri (art. 38 comma 1).

Tornando al bilancio consuntivo 2009, la prima cosa da dire è che i conti sono in ordine perché è sostanzialmente in pareggio, però con un "avanzo" (nel senso di differenza fra entrate e uscite correnti annuali) di 1,8 milioni contro 4,3 del 2008, e questo nonostante i forti tagli con cui si sperava di accantonare qualcosa per i difficili anni a venire (3 milioni in meno per la ricerca, -0,8 per il potenziamento della didattica, -2 per la manutenzione straordinaria e niente per le grandi attrezzature): infatti sono stati mangiati dall'aumento delle spese correnti di 4,2 milioni, di cui 3,8 per spese di personale (per aumenti e scatti fuori dal controllo dell'ateneo). Questo a fronte di entrate stabili. Lo scarso avanzo di bilancio (rispetto ai 10,5 milioni del 2008 usati nel 2009) fa sí che i prossimi bilanci siano necessariamente peggiori.
Per quanto riguarda invece la contribuzione studentesca, a bilancio risulta diminuita perché per non far sembrare le entrate maggiori di quelle che siano davvero non sono piú stati considerati quei circa 4 milioni di mancate entrate per le seconde rate non ancora pagate al 31 dicembre 2009 (che gli studenti ovviamente pagano, ma in ritardo). Abbiamo infine ottenuto un dato ufficiale sul rispetto del limite del 20 %: l'amministrazione calcola che è rispettato, perché siamo al 19,9 %, oppure il 18,5 % se si considera l'FFO virtuale (di 321 milioni invece dei 292 reali). Purtroppo, come ci è stato confermato, non ci sono regole precise per calcolare questo limite, che i governi non hanno mai voluto applicare sul serio (altrimenti l'avrebbero impostato in un altro modo). Abbiamo anche avuto un elenco non ufficiale delle voci scorporate per ottenere questo dato, ma ne parleremo piú avanti. Quel che è certo, comunque, è che – come abbiamo sempre detto – non c'è spazio per aumentare la contribuzione studentesca. Questo sembra che sia ormai chiaro a tutti.

Infine,un paio di questioni interessanti per gli studenti.
Abbiamo chiesto aggiornamenti sulla mensa di via Golgi: per quanto riguarda gli ampliamenti in via Clericetti, il CIDiS ha già concluso tutte le procedure burocratiche, quindi si prevede che i tempi saranno rispettati; per i lavori dell'Ateneo nella Balena di via Golgi, invece, ci sono dei ritardi. 
Per la facoltà di Scienze motorie: vista la situazione del bilancio, sono stati accantonati tutti i progetti (costosissimi) come quello di Cernusco sul Naviglio; si penserà a una soluzione che sfrutti per quanto possibile gli edifici che l'Ateneo ha già.

 

Il principale argomento del CdA del 27 aprile scorso è stata la contribuzione studentesca: il CdA ha approvato la delibera proposta dall'apposita commissione, riunitasi il 12 aprile.
La delibera approvata conferma anche per l'a.a. 2010/2011 lo stesso sistema degli ultimi anni, coi cosiddetti "adeguamenti all'inflazione" basati sull'inflazione reale (0,8 % arrotondata all'1 %), mentre il ministero per aggiornare la tassa minima di iscrizione usa l'inflazione programmata.
Quest'anno, però, l'inflazione è stata applicata non solo all'acconto sui contributi, all'aliquota, ai minimi e ai massimi della seconda rata, ma anche al massimo ISEEU, cioè la rata massima si raggiungerà a 82.242 € ISEEU invece che 81.428 € come negli scorsi anni. Il risultato è che la prima rata passa da 682 € a 685 €, mentre la seconda rata massima si alza di oltre il 4 %, fino a 63 € in più (questo colpisce soprattutto chi non presenta la dichiarazione ISEEU).
Per la prima volta dal 2006, è stato aggiornato anche il minimo ISEEU (sotto il quale si paga la seconda rata minima), che passa da 10.000 € a 10.100 €, e inoltre è stato alzato il limite di reddito per richiedere una borsa di studio, che passa da 21.000 € a 23.000 €.
Poiché la seconda rata massima aumenta di oltre il 4 %, e considerando che di anno in anno l'ISEEU di ciascuno aumenta (per via degli aumenti salariali) e tale effetto viene moltiplicato per l'aumento dell'aliquota, anche l'anno prossimo prevedibilmente la contribuzione studentesca aumenterà molto più dell'inflazione (vedi tabella allegata per il dettaglio degli ultimi anni), con un effetto di drenaggio fiscale certo non diminuito dal minuscolo aumento del minimo ISEEU.
Il regolamento in materia di contributi universitari pone un limite alla contribuzione studentesca, pari al 20 % del fondo di finanziamento ordinario che l'università riceve dal ministero. Il dato "lordo" nella nostra università è stato nel 2008 e nel 2009 di circa il 27-28 %, essendo la contribuzione aumentata del 30 % dal 2006 al 2009; abbiamo perciò chiesto spiegazioni all'amministrazione, la quale sostiene che l'Ateneo è in regola (anche se molto vicino al limite) perché successivi chiarimenti del regolamento hanno specificato che dalla contribuzione studentesca si possono scorporare diversi capitoli di spesa per servizi agli studenti. Sono stati citati alcuni capitoli e un dato approssimativo sulla situazione attuale (circa il 19,5 %) ed è stato detto che ci sarebbe stata fornita la documentazione approfondita; non è invece stato calcolato quale sarebbe il rapporto nel 2011 con gli aumenti delle tasse proposti, che seppure piccoli potrebbero bastare a portare l'ateneo oltre il 20 %, anche supponendo che l'FFO rimanesse costante (mentre a legislazione attuale, come è noto, è previsto in fortissima diminuzione).
Tutta questa documentazione non è poi stata fornita al CdA. Abbiamo quindi ritenuto che, a prescindere dalle decisioni esterne sull'FFO, che sono fuori dal nostro controllo e su cui non sapremo nulla fino all'ultimo, il CdA non possa prendersi la responsabilità di decisioni che anche a FFO costante porterebbero l'Ateneo oltre il limite di legge, e ci siamo perciò astenuti. 
Il rettore ha risposto che non supereremo il limite del 20 % anche perché il rapporto andrebbe calcolato sull'FFO "virtuale" che ci spetterebbe e il nostro Ateneo è pesantemente sottofinanziato. Tuttavia noi non possiamo accontentarci di generiche assicurazioni.
Invece, il rappresentante di Obiettivo Studenti ha votato a favore addirittura negando l'evidenza dell'aumento delle tasse (seppur relativamente piccolo) approvato.

In commissione sono stati approfonditi altri punti critici.
Il primo è che il 90 % degli studenti è fra 0 e 40.000 € ISEEU, oppure è oltre gli 80.000 o non presenta la dichiarazione e paga quindi automaticamente la rata massima (questo anche grazie all'introduzione dell'ISEEU che ha scovato 4-5.000 evasori, passati alla non dichiarazione), e l'introduzione dell'ISEEU ha penalizzato anche gli studenti di reddito medio-basso (dai 15.000 € ISEEU in su). Quindi, il sistema non è progressivo quanto potrebbe e dovrebbe essere, e sarebbe opportuno alzare il minimo ISEEU e introdurre una doppia aliquota come in Bicocca (che favorisca i redditi medio-bassi e recuperi da quelli più alti e soprattutto dai molti che non presentano la dichiarazione ISEEU). L'amministrazione ha risposto che il sistema attuale chiede già molto agli studenti ad alto reddito.
Il secondo (ribadito anche da alcuni professori) è che le aree contributive in cui si trovano i corsi di laurea non sono stabilite con criteri molto trasparenti, nel senso che corsi simili per caratteristiche e servizi offerti agli studenti si trovano in aree diverse (questo perché tutti i nuovi corsi sono stati messi in area B). La risposta dell'amministrazione è stata che l'idea originaria era di unificare progressivamente le aree A e B.
Il terzo è quello dei fuori corso: il rappresentante di Obiettivo Studenti ha proposto di alzare le tasse ai fuori corso usando le maggiori entrate per aumentare i servizi agli studenti. L'amministrazione ha scartato la proposta perché facendo i conti le entrate aumenterebbero di pochissimo e si rischierebbe di scoraggiare l'iscrizione di quei fuori corso che usano poco l'università. A nostro parere, non si può pensare di alzare la contribuzione senza le certezze di cui sopra sul rispetto del tetto, e inoltre è demagogico additare i fuori corso come un problema e un fardello per l'università; bisogna tenere a mente che l'obiettivo non è ridurre i fuori corso ma aumentare gli studenti "regolari" e il numero di laureati, e questo è un problema di organizzazione della didattica, più che di tassazione. Inoltre, il sistema universitario italiano è caratterizzato dall'altissimo numero di studenti "a tempo parziale" effettivo, che non si dedicano a tempo pieno allo studio, ad esempio perché sono studenti lavoratori; questi studenti gonfiano le statistiche dei fuori corso perché attualmente l'iscrizione a tempo parziale è consentita solo a pochi studenti di pochi corsi di laurea e costa sostanzialmente come l'iscrizione a tempo pieno.
L'argomento più forte dell'amministrazione è stato, per tutt'e tre le questioni, che nella situazione attuale non possiamo rischiare di fare modifiche sostanziali al sistema delle tasse perché anche un piccolo squilibrio nelle entrate, visti i tagli imposti da Roma, potrebbe far saltare il bilancio 2011. In conclusione, resta tutto bloccato; le proposte saranno oggetto di calcoli e approfondimenti nel corso dell'anno e saranno riconsiderate l'anno prossimo, anche considerando lo studio sui "costi standard" dei vari corsi di laurea previsto dal DDL Gelmini-Valditara in discussione in Senato. 

Infine, segnaliamo altri chiarimenti di importanza relativamente minore.

  • Rimborso spese (120 € della prima rata uguali per tutti): abbiamo chiesto che fosse specificato come viene calcolato e quali voci copre; ci è stato risposto che non è possibile perché non è riferito a costi specifici della procedura di iscrizione o altro, ma copre genericamente una quota delle spese di funzionamento dell'Ateneo, difficili da calcolare. Non ci sembra un modo soddisfacente per determinare questa quota, che pur non essendo stata aumentata negli ultimi anni è molto superiore che in altre università e soprattutto non viene computata nella contribuzione studentesca su cui vale il limite del 20 %.
  • Importo delle borse di studio: non è stato aggiornato perché già l'anno scorso è stato portato da 4100 € a 4668 €; l'intenzione è comunque di mantenerlo pari all'importo minimo stabilito dal Ministero per le borse ai fuori sede, che quest'anno è stato aumentato di pochissimo (a 4701,22 €).
  • Diploma originale: per laurearsi bisogna pagare un balzello di 100 €. Abbiamo chiesto se a fronte di tale tassa il rilascio del supplemento al diploma (diploma supplement) sarà gratuito (cioè lo studente non dovrà pagare l'imposta di bollo) e ci è stato detto che quando le segreterie cominceranno a emetterlo (al momento non sono attrezzate) sarà gratuito.

Il CdA ha inoltre appreso tutta una serie di (pessime) notizie, fra cui segnaliamo brevemente: i ricorsi degli ex lettori di scambio che sostengono di aver diritto a uno stipendio superiore e di un professore di medicina che chiede i danni morali per non essere stato nominato (vent'anni fa) alla posizione che voleva (questi ricorsi potrebbero costare, in caso di esito sfavorevole, svariati milioni di euro); il rapporto fra spese di personale obbligatorie ("assegni fissi") e FFO per il nostro Ateneo, che si sta attestando sul 90,84 %: il limite di legge è del 90 %, e non è ancora stata prorogata la norma degli anni scorsi che permette di sottrarre alcune voci e che ci porterebbe all'83,8 %, cioè nel pieno rispetto del limite di bilancio come al solito.

 

Le novità dell'ultimo Senato Accademico riguardano lo stato del Disegno di Legge e la relazione della Prof. Candia in merito all'evoluzione del Programma Erasmus. 

Comunicazioni del Rettore:

Il Disegno di legge doveva essere discusso il 15 di Luglio ma è stato rinviato e non verrà presentato.

Per la manovra il Ministero ha accolto le richieste di emendamento espresse dal mondo universitario, quindi si sta cercando di evitare un recupero dei blocchi da avvocati e magistrati e non da docenti e ricercatori. Il problema reale dell'Ateneo riguarda il Fondo di Finanziamento Ordinario del 2011 ,per il quale è previsto un recupero di un 1 miliardo e mezzo.

Il Rettore è preoccupato per eventuali nuovi tagli al sistema universitario pari a 500/ 600 milioni che se dovessero essere effettuati frenerebbero il recupero auspicato dall'Università.

Potrebbe esserci un margine di miglioramento del 7% grazie ai fondi recuperati dalla valutazione della didattica.

Relazione del Coordinamento della Mobilità Internazionale:

Il problema della mobilità degli studenti è diventato un punto nevralgico delle attività degli Atenei . Sulla quale viene basata la valutazione nazionale e internazionale dell'Ateneo.

Le attività che la commissione si è data come obiettivo primario è mettere in qualità le procedure Erasmus. Lavorare sullo sviluppo dei consorzi per il programma di placement , il fatto di poter costruire una pianta organica degli accordi di entrata e di uscita delle Facoltà.

Oggi, ci sono circa 600 studenti in uscita e 200 in entrata.

 

Gli argomenti principali del CdA sono stati gli stessi dell'ultimo Senato, cioè l'attività del nuovo nucleo di valutazione, il ddl e i tagli all'università.
Per quanto riguarda questi ultimi, sono arrivate diverse pessime notizie: la prima è che quest'anno, per decreto, l'aumento ISTAT degli stipendi dei docenti sarà del 3,8 % invece che del 2 % come preventivato, e ciò costerà alle casse dell'ateneo circa 3 milioni di euro; la seconda è che nel decreto milleproroghe al momento non è prevista la proroga della norma per cui alcune voci di spesa venivano scontate dal calcolo del limite alla spesa in assegni fissi (90 % dell'FFO), che quindi l'anno prossimo supereremmo di sicuro, subendo quindi un totale blocco delle assunzioni; la terza è che dovremo spendere circa 650.000 € per interventi urgenti di rimozione di amianto (solo l'inizio di una lunga serie di bonifiche) e per i certificati protezione incendi. In sintesi, abbiamo già speso in imprevisti buona parte dei fondi dello scudo fiscale (9 M€) che non abbiamo nemmeno la certezza di ricevere.

Fra le varie delibere, due interessano direttamente gli studenti.
La prima fa seguito a una nostra mozione di qualche tempo fa, e dà finalmente la possibilità anche agli studenti di accedere al "micronido aziendale" dell'ateneo in via S. Sofia. Gli studenti pagheranno, per i propri figli, la stessa retta prevista per il personale tecnico amministrativo. L'ateneo copre la maggior parte dei costi e ha in cambio un numeri fisso di posti, che non viene sempre sfruttato appieno: gli studenti potranno accedere ai posti rimasti liberi dopo le richieste del personale dell'ateneo, e l'università non avrà alcun costo aggiuntivo. Chiaramente questo è solo un primo passo, e il prossimo lo dovrà compiere il CIDiS finanziando ulteriormente questo intervento per il diritto allo studio, ma sicuramente questa possibilità sarà molto utile per alcuni studenti.
La seconda è la ripartizione dei fondi per le attività culturali e sociali delle associazioni studentesche, detti anche fondi "Millelire". Il verbale delle riunioni della commissione sarà pubblicato a breve nella solita pagina. Nel frattempo segnaliamo che su nostra proposta si è deciso fra l'altro di pubblicare nel sito d'ateneo una sorta di albo/elenco delle associazioni finanziate, che sarà un segno del sostegno che l'ateneo dà all'associazionismo studentesco (mai sufficiente). In questo modo, le associazioni e le attività culturali studentesche avranno una maggiore visibilità, e inoltre gli studenti potranno trovare facilmente tutte le associazioni dell'ateneo, sfruttare le occasioni disponibili per vivere l'università e avere un punto di riferimento per sapere quali associazioni sono tendenzialmente affidabili, in quanto riconosciute dall'ateneo. Anche questa proposta è l'erede di una nostra mozione presentata nel 2007. Per il futuro, auspichiamo che tale sezione del sito sia il piú possibile aperta ad aggiornamenti da parte delle associazioni e, perché no, interattiva.
Rimanendo in argomento, spiace dover constatare che Obiettivo Studenti/Comunione e Liberazione (CL) persevera nel richiedere finanziamenti celandosi dietro prestanome e associazioni piú o meno fasulle, anche per eventi smaccatamente "di lista" se non elettoralistici. Le associazioni/gruppi sospetti sono, nel dettaglio, Scienza e cultura, Cultura matematica, Cinescienze, Musica e teatro, In dialogo con Platone, FarmaMente, Cerere, Ulisse.

 
Questo è stato un Consiglio di Facoltá assai sonnacchioso e povero sia di emozioni che di informazioni utili per gli studenti.

Comunicazione della preside:
E’ in uscita il decreto sul CIVR, anche se i tempi di attivazione previsti sono assai lunghi
Non ci sono novitá sui fondi
La Preside informa che l’universitá di Genova, per tutelare i propri ricercatori, ha stanziato fondi per i concorsi ad Associato. Se c’è la volontá, quindi, le Universitá poco, ma qualcosa possono fare per mandare messaggi al Governo.


Piani didattici:
Quello della Laurea Magistrale Riformata in Matematica e delle Lauree Magistrali in Chimica vengono approvate senza discussione.
Viene poi approvato il Piano Didattico del Corso di Laurea in Conservazione dei Beni Culturali. La Preside ricorda che questo CL non rispetta i criteri dell’Ateneo sul numero minimo di studenti iscritti al primo anno. Per quest’anno il Senato Accademico ha lasciato correre, come su tutti gli altri CL nelle stesse condizioni, ma l’anno prossimo sará molto piú rigido. La Preside fa notare che il Piano Didattico prevede un numero notevole di corsi mutuati da altri CL anche esterni alla Facoltá. Questa situazione non è accettabile nel caso in cui il CL venga attivato anche in futuro.

Fondi Art. 47 e Laboratorio
L’Ateneo quest’anno ha riunito in una sola voce i due fondi relativi al potenziamento della Didattica (art. 47) e i Fondi di Laboratorio.
La commissione fondi della nostra Facoltá ha deciso comunque di differenziare il fondo nelle due voci, con una divisione a metá del fondo d’Ateneo.
I fondi per il potenziamento della didattica, servono per tutte le attività di supporto e aiuto agli studenti che esulano dalle canoniche ore di lezione. Servono quindi per pagare ore aggiuntive di esercitazioni, ore di tutoraggio, esercitatori aggiuntivi per le ore di laboratorio, il tutto per aiutare gli studenti. Il mancare di questi soldi non interferisce con lo svolgimento dei corsi, da semplicemente meno strumenti per aiutare gli studenti in difficoltà.
I fondi di Laboratorio sono asseganti ai Dipartimenti al 55% in base al numero di studenti, al 45% al numero di docenti, mentre quelli relativi alll’art. 47 ai CCD solo in base al numero di studenti.
Vengono dati 8.000 euro una tantum ai laboratori di Chimica per coprire esigenze urgenti ed oggettive.
L’Ateneo ha versato alla Facoltá la prima trance dei contributi di circa 400.000. Nella piú rosea delle previsioni la seconda trance sará di pari entitá, con una diminuzione del 33% rispetto all’anno accademico precendete. Ció è molto grave e mette in seria difficoltá i laboratori a cui è richiesto un (inevitabile) sforzo per risparmiare…

Accordi
Viene approvato l’accordo con Assolombarda di cotutela sui dottorati.
La Facoltá approva la richiesta del circuito ECMI da proporre all’Unione Europea di inserire il programma nel progetto Erasmus Mundus, questo progetto porterá a Milano ogni anno 4/5 studenti stranieri 
o All’interno di ECMI viene approvato la convenzione con l’Universitá Carlo III di Madrid per l’ottenimento del secondo titolo. La Preside fa notare che il Prorettore con delega all’internazionalizzazione Regini ha invitato le Facoltá ad incentivare accordi per l’ottenimento del doppio titolo. La nostra Facoltá, comunque, è molto attiva a questo livello, in particolare i Matematici.
Partecipazione al bando Erasmus Mundus relativo ad EUROMED (paesi mediterranei)

Varie
Viene fatta una presentazione dell’ERSE un ente di ricerca a proprietà pubblica, specializzato in attività di ricerca nel campo energetico-ambientale. La sede principale dell’ERSE è vicino a Lambrate e ci sono possibilità di collaborazioni di ricerca. Per maggiori info il sito www.erse-web.it
Un professore fa notare come la nostra Facoltà abbia perso competenze in ambito energetico, in particolare nel nucleare, settore che in prospettiva potrebbe assumere grande importanza in Italia. Auspicava, quindi, un maggiore impegno della Facoltà in questa direzione. La Preside si è dichiarata aperta ad ogni proposta organica in merito.
 
 
 

Come anticipato a dicembre, il CdA di gennaio ha provveduto a reintegrare alcune delle voci cancellate "temporaneamente"dal bilancio di previsione 2010.
Per la precisione, l'entrata prevista dall'FFO (fondo di finanziamento ordinario) è stata corretta al rialzo di 18 milioni di euro. Tale cifra è calcolata sulla base di un aumento dell'FFO nazionale di 450 M€, supponendo che sia distribuito alle università nelle stesse quote del 2009. In realtà, la finanziaria destina solo 50 M€ all'FFO, e prevede che "fino a un massimo di 400 M€" vadano all'FFO prendendoli dallo scudo fiscale: può darsi quindi che parte di questi soldi vadano a finire solo alle università già in bancarotta o quasi a causa dei tagli (diverse non sono nemmeno riuscite ad approvare un bilancio), a danno delle università come la nostra. Considerando quindi tutti gli scenari, si sono incrementate le previsioni di uscita solo di 8,86 M€, per alimentare le spese piú urgenti, in particolare gli affidamenti e i professori a contratto (2,7 M€ per pagare i corsi tenuti da personale non strutturato o esterno) e il "fondo unico di facoltà per la gestione delle attività didattiche" (ex fondi di potenziamento della didattica e di potenziamento delle strutture/contributi di laboratorio, 4,6 M€ in diminuzione del 25 % rispetto al 2009).
Il rifinanziamento della didattica era cosa dovuta; siamo moderatamente preoccupati per la riduzione del fondo di potenziamento della didattica (di cui peraltro per sicurezza è stata erogata solo la prima metà, al momento) e per le modalità di gestione del nuovo fondo unico, che il rettore ci ha garantito richiederà comunque il parere vincolante degli studenti (come il potenziamento della didattica prima). Il CdA discuterà in futuro come tale fondo può essere speso e con che procedure, dato che al momento è il caos.
La ricerca resta al momento senza stanziamenti; le integrazioni saranno fatte ad aprile/maggio, quando si spera che arriveranno notizie piú certe.
Nel frattempo, il CdA ha espresso la necessità di cominciare a fare alcune previsioni per il 2010, per evitare di trovarci ancora una volta all'ultimo a tagliare la didattica e la ricerca e a finanziare spese evitabili perché già approvate in corso d'anno (ad esempio per affidamenti e contratti, informatica, banche dati e abbonamenti). 

Segnaliamo di seguito alcune questioni di minore importanza.
L'ex direttore amministrativo Andrea Aiello è stato nominato consigliere d'amministrazione esperto dal Senato accademico, su proposta del rettore, per facilitare la transizione al nuovo direttore amministrativo. La cosa non cambia molto gli equilibri in CdA, l'intenzione è buona e le competenze di Aiello indiscusse, quindi nessuno ha avuto nulla da ridire.
È stata approvata una nuova convenzione quadro colla Fondazione Filarete per la gestione dei brevetti dell'università, in particolare quelli degli spin-off.
L'ONG AVSI, legata alla Compagnia delle Opere (Comunione e Liberazione), ha stipulato con unimi una convenzione che le permetterà di usufruire di nostri professori per un suo progetto in Libano finanziato dal ministero, pagando solo le spese di tali professori e ricevendo quindi un trattamento di favore (per i piú interessati, cfr. allegato e pagine collegate). 

 
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