Poli e Facoltà

CB Login


Creative Commons License
Tutti i contenuti e i downloads sono pubblicati sotto la licenza Creative Commons
[SU]
 
 
Tag:statuto

Dopo oltre un anno di faticosa gestazione (dalla legge 240/2010), durante cui l'Università si è bloccata e sembrava che nulla di concreto potesse piú essere fatto (comprese le elezioni degli studenti), il 12 aprile è finalmente entrato in vigore il nuovo Statuto.
Il pezzo piú importante è stato inoltre portato a compimento nel CdA del 24 aprile, che ha approvato la costituzione dei nuovi 31 dipartimenti dell'ateneo, in cui vengono accorpate e riorganizzate le vecchie strutture didattiche e di ricerca: saranno il fondamento della nuova organizzazione dell'Università.
Con questo articolo cercheremo di spiegare quelle che sono secondo noi le principali novità e come funzionerà l'ateneo, dal punto di vista degli studenti e con un occhio particolare alle funzioni della rappresentanza studentesca.

Clicca "leggi tutto" sotto.

Il cuore dell'ateneo sono ora i dipartimenti, responsabili sia della ricerca sia della didattica, in tutti i loro aspetti: non ci devono essere scaricabarile fra strutture analoghe o a diversi livelli, come in passato; deve essere chiaro a chi vanno meriti e colpe. Questa è a nostro avviso l'unica vera novità della legge 240 e SU l'ha sostenuta fortemente. Il dipartimento è costituito fondamentalmente da un insieme di docenti che lavorano insieme su tematiche affini; ha un direttore ed è gestito collegialmente dal Consiglio di dipartimento, di cui fanno parte anche le altre componenti che fanno riferimento al dipartimento, come il personale tecnico-amministrativo e naturalmente i rappresentanti degli studenti, che qui – alla base – per lo piú operano.
Il dipartimento decide quindi quasi tutto ciò che lo studente vive quotidianamente: gli esami che costituiscono un corso (l'ordinamento e il manifesto del corso), il programma e i metodi di insegnamento, i docenti di ciascun corso, i tutorati e gli altri interventi d'aiuto, l'organizzazione degli orari e delle aule, i regolamenti del corso e la carriera degli studenti, la gestione degli spazi fisici (ad esempio, la sistemazione di un laboratorio), qualsiasi problema si venga a creare nei corsi (se un docente commette abusi, il direttore dovrebbe intervenire).
Uno strumento molto importante che gli studenti avranno in ciascun dipartimento è la commissione paritetica. Nella commissione, che può anche essere presieduta da uno studente, i rappresentanti degli studenti potranno ottenere dall'università tutti gli elementi necessari per valutare la qualità della didattica e dei servizi collegati (che talvolta sono "segreti"), mettere in discussione problemi specifici (spesso nascosti sotto il tappeto), arrivare a delle conclusioni concrete insieme ai docenti in una discussione seria (perché democratica e ristretta) e poi formulare proposte agli organi competenti, prima di tutto il dipartimento stesso.
Nota incidentale per i pignoli. La nostra è un'università enorme e multidisciplinare e anche i corsi di studio sono tali, perciò sono relativamente pochi i dipartimenti che gestiscano per intero un corso (ad esempio, fisica il dipartimento di fisica, storia il dipartimento di storia). Per semplificare, tuttavia, di quasi tutti i corsi si è comunque individuato un dipartimento responsabile, andando a vedere chi piú lavora per quel corso: questo banalmente significa che le decisioni vanno approvate solo in quel dipartimento. Perché tutti i docenti partecipino collegialmente alla gestione di tutti i corsi in cui insegnano, però, sono state create delle specie di commissioni (di natura poco chiara) chiamate collegi didattici, i quali rispondono al dipartimento responsabile e hanno professori da tutti i dipartimenti piú un coordinatore, nonché ovviamente i rappresentanti degli studenti eletti in tutti i dipartimenti che studiano in quel corso: sono quindi confrontabili coi vecchi CCD (Consigli di Coordinamento Didattico). Questo livello aggiuntivo ha purtroppo subito un livello ulteriore di complicazione nel caso di alcuni corsi particolarmente complessi, come Scienze politiche o Giurisprudenza, che non avranno un dipartimento di riferimento ma una serie di dipartimenti (tutti quelli della facoltà), e quindi saranno particolarmente numerosi e dovranno far approvare ogni cosa da tutti tali dipartimenti. È peraltro poco chiaro come si differenzieranno dai comitati di direzione delle medesime facoltà.

I dipartimenti che gestiscono corsi di laurea insieme collaborano ufficialmente nel Comitato di direzione della Facoltà o Scuola. Le Facoltà, nel vecchio senso del termine, sono morte, perché è soppresso il Consiglio di Facoltà e quindi il Preside che lo presiedeva: questa è l'altra faccia della medaglia del rafforzamento dei dipartimenti ed è notizia ancora migliore; organi composti da 600 o anche 800 persone, come capitava da noi, sono ovviamente inutili e dannosi, non possono funzionare e sono solo foglie di fico per decisioni prese altrove da persone che non se ne prenderanno la responsabilità.
Il comitato di direzione è costituito dai direttori dei dipartimenti raccordati, dai rappresentanti degli studenti e da un po' di altre persone elette secondo il regolamento di facoltà. È il luogo dove si possono affrontare ufficialmente questioni che riguardano piú dipartimenti, nonché gestire servizi comuni; non è peraltro l'unico. Ad esempio, il comitato può dare un parere su un esame di fisica nel corso di matematica, o può gestire del personale che verifichi alcuni aspetti burocratici dei corsi di tutti i dipartimenti; può gestire gli orari delle aule o i laboratori di informatica, che però possono anche essere affidati a centri di servizio anche "multi-facoltà" come nel caso del CSD a Città Studi e del SIPU (Bronxlab e Manhattan Lab) in Festa del perdono.
Alcuni studenti eletti nel comitato di direzione (i piú votati), inoltre, vanno anche a formare la Conferenza degli studenti insieme ai colleghi di tutte le altre Facoltà e Scuole. La CdS è l'organo supremo della rappresentanza studentesca a livello d'ateneo, dove gli studenti sono pienamente autonomi e possono quindi affrontare tutti gli argomenti che ritengono importanti, formulando delle proposte cui gli organi di governo sono tenuti a rispondere.

L'organo di governo centrale di tutto l'ateneo, da cui dipendono tutti i dipartimenti, è il Consiglio d'amministrazione. Il CdA controlla l'amministrazione dell'Università, ne stabilisce tutti gli indirizzi strategici, controlla le entrate e le spese, ha l'ultima parola su tutte le delibere piú importanti dei dipartimenti (in particolare l'assunzione di nuovi professori e l'attivazione o disattivazione dei corsi di laurea).
È composto dal rettore, da otto persone elette dal Senato accademico fra cui almeno quattro cosiddetti "esterni" e naturalmente da due rappresentanti degli studenti. Il rettore lo presiede, cosí come conserva tutti i poteri che aveva in precedenza. Peraltro, nel 2012 sarà usato per la prima volta il nuovo sistema di elezione del rettore ottenuto nel 2008 da SU e dal personale tecnico-amministrativo, in cui anche tutti i rappresentanti degli studenti dell'ateneo partecipano alle elezioni (un'altra responsabilità molto importante!).
Il nuovo CdA, in teoria, avendo dei membri auspicabilmente competenti ma soprattutto delle responsabilità chiare e una dimensione ragionevole, sarà in grado di essere davvero autonomo e incisivo (anche nella sua componente studentesca), al contrario dei ridondanti organi accademici a cui siamo abituati, incapaci di decidere alcunché se non la ratifica di decisioni già prese da pochi nelle segrete stanze dell'ateneo.
Per gli studenti, il potere piú interessante del CdA, a parte quello (raro) di aprire e chiudere dipartimenti e corsi di laurea, è naturalmente quello di determinare le tasse e i contributi universitari nonché tutti gli investimenti in servizi agli studenti. La differenza rispetto al passato è che controllerà non solo le entrate ma anche (tutte) le uscite, mentre prima era vincolato al Senato accademico; infatti, il Senato poteva decidere la moltiplicazione dei corsi e delle assunzioni senza alcun criterio e quindi costringere il CdA a recuperare i soldi necessari ad esempio alzando le tasse, mentre le due cose vanno ovviamente considerate insieme e bilanciate per ottenere la massima qualità ed efficacia della didattica e della ricerca, dove l'efficacia comprende anche la realizzazione del diritto allo studio, come affermato dal nuovo Statuto.
La componente del diritto allo studio in senso piú stretto, cioè di applicazione delle leggi nazionali secondo il riferimento regionale per fornire borse di studio per reddito, mense ecc., resta naturalmente del CIDiS (Consorzio Interuniversitario per il Diritto allo Studio), che si occupa fra l'altro anche della Bicocca. Il CIDiS, per via di un'altra legge, ha dovuto ridurre la numerosità del proprio CdA, dove quindi ci sarà un solo studente (su 5 membri), eletto dai 7 rappresentanti degli studenti in Consiglio di indirizzo, 3 dei quali della Statale.

Il Senato accademico è l'altro organo di governo centrale. Non è piú (auspicabilmente) il luogo della spartizione fra le facoltà. È composto secondo criteri di rappresentanza scientifica di tutte le aree disciplinari dell'ateneo e comprende (su 35 membri) 5 studenti, un dottorando e 4 rappresentanti del personale. Approva tutti i regolamenti, compreso quello didattico, inoltre assiste e completa il CdA formulando, anche per ciò su cui non decide, pareri e proposte scientifici ma anche "politici", nel senso che rappresentano il punto di vista della comunità universitaria in tutte le sue componenti. Infatti, fra i suoi compiti ha anche quello di eleggere gli 8 componenti del CdA ed eventualmente di sfiduciare il rettore.
Con tutta probabilità, il Senato manterrà un ruolo centrale in molti degli aspetti della didattica dell'ateneo, esercitando in particolare una certa supervisione sui dipartimenti. I rappresentanti degli studenti in Senato continueranno quindi a essere il principale strumento e aiuto dei rappresentanti degli studenti nei corsi di laurea, aiutandoli e coordinandoli dove il lavoro al livello locale non è sufficiente a perseguire gli obiettivi degli studenti.

Nel nuovo Statuto è inoltre introdotta la figura del garante degli studenti. Il garante degli studenti, già sperimentato a Scienze politiche su proposta di SU nel mandato 2009-2012, diventa una figura istituzionale riconosciuta e permanente, che garantisce indipendenza e spazio di manovra per combattere ogni tipo di abuso e sollevare ogni tipo di problema quando le vie ordinarie falliscono.
Ogni studente potrà ricorrere al Garante presentando un esposto contro qualsiasi componente dell'Università (ad esempio un docente o un ufficio) che a suo avviso non abbia rispettato la legge, i regolamenti o in generale i propri doveri. Il Garante, garantendo l'anonimato dello studente, che non avrà quindi da temere ritorsioni, avrà quindi gli strumenti per indagare e accertare l'abuso e per portarlo all'attenzione del responsabile (che può essere ad esempio il rettore, il direttore generale o il direttore di dipartimento), il quale non potrà ignorare la segnalazione e inoltre avrà degli elementi concreti su basarsi. Anche i rappresentanti degli studenti, spesso ostacolati da alcune componenti nell'esercizio dei loro compiti, potranno ricorrervi.
Il Garante aiuterà a demolire quella che è la principale difesa degli abusi in Università (come ovunque), cioè l'omertà e la paura, semplificando peraltro le procedure ed evitando gli scaricabarile fra i troppi soggetti che teoricamente dovrebbero o potrebbero intervenire in certi casi.
Oltre al Garante, per legge è stato costituito il CUG (Comitato Unico di Garanzia), che sostituisce sia il CPO (Comitato Pari Opportunità) sia il Comitato anti-mobbing e si occuperà anche degli studenti, con dei rappresentanti degli studenti al proprio interno.

 

La commissione statuto istituita a febbraio secondo come previsto dalla legge 240/2010 ha prodotto i primi risultati, licenziando un testo, considerato abbastanza maturo, per gli articoli sulle strutture scientifiche e didattiche (attuali facoltà, dipartimenti e CCD) e sui principi generali. Abbiamo insistito perché tutta la comunità universitaria fosse coinvolta nella discussione; tutti gli studenti possono ora leggere i testi nel portale unimi (in grassetto le differenze rispetto allo statuto attuale; i numeri degli articoli sono provvisori) e scrivere direttamente alla commissione (oltre che ai propri rappresentanti) le proprie osservazioni.

La parte forse piú controversa del nuovo statuto è proprio il titolo IV, "Strutture e attività didattiche e scientifiche", dove è definito il funzionamento "di base" dell'ateneo e dei corsi di laurea; per questo si è deciso di partire da questa parte, per essere in grado di approvare non solo lo statutoma anche la sua applicazione entro settembre, per evitare un ulteriore anno accademico di "vuoto di potere" e confusione nella gestione, fra l'altro, dei corsi di laurea (che rischierebbero di essere tutti bloccati).
La legge 240 impone due cambiamenti sostanziali, la soppressione del consiglio di facoltà e l'accorpamento dei dipartimenti piú piccoli; e un cambiamento poco chiaro, cioè il passaggio anche della responsabilità della gestione didattica ai dipartimenti (che storicamente si sono occupati solo di ricerca).
L'orientamento della commissione è stato di attuare la legge nel modo piú chiaro possibile, evitando la duplicazione e lo spezzettamento delle responsabilità: a questo scopo, nella bozza è previsto che i compiti di gestione della didattica attualmente gestiti dai Consigli di coordinamento didattico e dai Consigli di facoltà passino effettivamente ai Consigli di dipartimento; i rappresentanti degli studenti saranno eletti a pieno titolo nel Consiglio di dipartimento, inoltre i docenti di altri dipartimenti parteciperanno alle discussioni e votazioni sui corsi di laurea in cui insegnano (esattamente come negli attuali CCD). Dove invece non è possibile identificare un dipartimento responsabile del corso di laurea, sarà costituito un Consiglio didattico interdipartimentale che avrà piú o meno le stesse funzioni dell'attuale CCD.
Nel complesso, in questo modo dovrebbe essere possibile intervenire sulla gestione e sui problemi dei corsi di studio in modo piú semplice e con responsabilità chiare, evitando lo scaricabarile che avviene oggi fra dipartimenti, CCD e facoltà (e fra questi e il CdA) quando si tratta ad esempio di spendere dei soldi per il potenziamento della didattica, specie quando gli investimenti vengono attribuiti arbitrariamente alla didattica o alla ricerca a secona delle convenienze: in futuro i fondi saranno assegnati direttamente ai dipartimenti che poi dovranno assicurare il funzionamento sia della didattica sia della ricerca. La gestione quotidiana dei corsi di laurea, invece, dovrebbe restare sostanzialmente identica a quella di oggi. Non tutti i compiti sono ancora ben definiti e alcuni potranno essere attribuiti alle facoltà o ai dipartimenti, ma staremo attenti a che le responsabilità siano in ogni caso ben definite. A questo proposito, un'importante possibilità è data dove si prevede che alcuni servizi (gli esempi piú semplici sono gli orari delle aule e i laboratori specie informatici) siano gestiti per piú dipartimenti e facoltà in comune attraverso appositi centri di servizio, in modo piú coordinato ed efficiente rispetto a ora.
Un importante strumento che gli studenti avranno è la commissione paritetica. Perché questo organo, previsto dalla legge 240, non resti lettera morta e possa essere davvero utile, abbiamo chiesto che sia costituito presso ciascun dipartimento (cosí da essere abbastanza vicino alle questioni da poterle davvero affrontare) e che sia fornito degli strumenti necessari; non è invece stata accolta la nostra richiesta di farla presiedere da uno studente.

La commissione ha anche licenziato un primo testo del titolo I (principî), basandosi su una bozza preparata nel 2008 dal Senato.
Oltre a recepire la legge, si è precisato che l'università è un'istituzione pubblica, si è dato maggior rilievo all'internazionalizzazione, al diritto allo studio e alla valutazione, e si sono introdotti i principî di pari opportunità e accesso aperto alla letteratura scientifica (questi ultimi quattro in modo meno forte di quanto avremmo voluto, purtroppo). Un'altra novità è il sostegno alle associazioni di ex alunni, scarsamente presenti nel nostro ateneo (come del resto in tutta Italia) prevalentemente per la scarsa "identità d'ateneo".

Infine riportiamo quali sono stati gli argomenti piú dibattuti in seno alla commissione, per quanto riguarda temi di interesse non strettamente studentesco.
Il principale è stato quello della modalità di ripartizione fra i dipartimenti delle responsabilità (e quindi dei poteri e fondi) di gestione della didattica, conseguente alla decisione di individuare dove possibile un dipartimento responsabile della gestione di un corso di studio, e delle varie soglie minime per costituire un dipartimento ecc. Segue sicuramente il ruolo delle facoltà, a causa delle divisioni fra chi vuole sostanzialmente sopprimerne la struttura e chi invece vorrebbe il piú possibile mantenerla; ancora piú complesso il caso di Medicina, che ha per legge uno statuto diverso (dovendosi rapportare al sistema sanitario) ma non è ben chiaro come lo debba espletare (in particolare, se debba avere qualche potere nell'assunzione dei professori; compito che è stato corettamente lasciato ai dipartimenti). Inoltre il personale tecnico-amministrativo ha richiesto un rafforzamento della propria presenza nei consigli di dipartimento (cioè che tutto il personale vi partecipasse) e negli altri organi: la boza attuale prevede un aumento della rappresentanza dal 10 al 25 % dei dipendenti e la formazione delle giunte in proporzioni simili a quella dei consigli di dipartimento (lasciando però libertà alle singole strutture), mentre esclude la partecipazione all'elezione del direttore di dipatimento (si sta ora verificando se la legge 382/1980 imponga che sia eletto dai soli docenti oppure si possa ritenere superatae quindi sia consentito farlo eleggere da tutto il consiglio di dipartimento).

Sulla base della proposta di titolo IV predisposta dalla commissione, è stato proposto agli organi di approvare l'idea generale di organizzazione delle strutture di base e i criteri di formazione delle nuove strutture per avviare il processo di accorpamento e riorganizzazione dei dipartimenti come detto sopra. Una prima proposta è stata bocciata dal Senato accademico con 12 favorevoli, 13 fra contrari e astenuti e 7 assenti; una proposta molto simile ma piú diplomatica e specifica nell'indicazione del fatto che non si trattava di approvare il testo ma solo di avviare la riorganizzazione è stata approvata dal CdA il 29 marzo (con alcune astensioni di chi avrebbe preferito aspettare una visione piú completa dello statuto); il tema non è ancora stato riportato a votazione in Senato accademico (riunitosi il 12 marzo).

La commissione sta ora affrontando la discussione del titolo III (organi centrali di governo dell'ateneo: rettore, Senato, CdA ecc.) e sta procedendo ad alcune modifiche del titolo IV per correggere alcuni problemi emersi nel frattempo e soddisfare alcune richieste di provenienza (accademica) non ben identificata, nella direzione di un leggero indebolimento della rappresentanza studentesca (che alcuni vorrebbero sopprimere) e della continuità rispetto ai CCD (esplicitata invece che fra le righe). Come già detto, ci riserviamo (come del resto la commissione stessa) di dare un giudizio finale sul testo quando sarà il momento di approvarlo definitivamente, anche sulla base delle ipotesi di riorganizzazione dei dipartimenti e delle facoltà formulate nel frattempo.

 

Consiglio puramente burocratico, alcune note di colore solo nelle comunicazioni della Preside: il senato ha approvato lo Statuto e ora parte la riorganizzazione dell'Ateneo, la nostra Facoltà è in fase avanzata. Sono state efettuate anche le chiamate di 14 ricercatori e 2 PO esterni.

comunicazioni:

il nuovo Statuto è stato approvato dal Senato. I rappresentanti della Facoltà, facendo seguito alle mozioni approvate dal consiglio, si sono espressi in maniera contraria astenendosi o con voto contrario. Per il proseguimento dell'iter di attuazione si sta aspettando una risposta dal ministero.

A partire dalla prossima giunta di Facoltà, i direttori di Dipartimento inizieranno a discutere dell'organizzazione della futura "struttura di raccordo" tra i Dipartimenti (la futura Facoltà).

Il Senato ha dato un via libera informale all'organizzazione di futuri Dipartimenti. Dalla nostra Facoltà ne nasceranno sei: Bioscenze, Chimica, Fisica, Informatica, Matematica e Scienze della Terra. La nostra Facoltà è stata tra le più lineari da riorganizzare.

Alla nostra Facoltà sono stati affidati i primi 14 ricercatori a tempo determinato: 3 a biologia, 3 chimica, 2 fisica, 2 matematica e 2 geologia.

Inoltre siamo stati gli unici a fare richiesta per la chiamata di PO esterni, 2 su 4 posti disponibili, quindi le richieste sono state accolte dal Senato. I due PO sono Giorgio Rossi (FIS 03) Enrico Valdinoci (Mat 05).

Il rettore ha compiuto 70 anni, dovrebbe decadere anche da professore (oltre che da Rettore, essendo il suo mandato  scaduto ormai da tempo), ma a causa di proroghe su proroghe, tra cui quella presente nella riforma, "non molla la poltrona".

 

Tiziano - Sísifo

In questo articolo vediamo alcuni esempi dell'immobilismo a tutto campo del nostro ateneo, dal macro al micro: dalla riorganizzazione dipartimentale, alle sonnolenti attività culturali e alla gestione dei contratti con librerie "per gli studenti" e fornitori di carta.

Come è noto, il principale argomento di discussione di questi mesi è stato il nuovo statuto, colla riorganizzazione conseguente in particolare per i dipartimenti. Abbiamo già ricapitolato la conclusione in questa sede.
Il CdA in febbraio ha approvato gli emendamenti finali richiesti dal ministero poche ore dopo una sofferta commissione congiunta col Senato, che poi ha infine ratificato (perdendo tempo) a metà marzo; abbiamo dato parere favorevole a questi emendamenti, anche vista l'urgenza di non bloccare l'ateneo (compreso il rinnovo dei rappresentanti degli studenti), considerandoli nel complesso migliorativi (o irrilevanti ai fini degli interessi degli studenti), al netto delle scelte obbligate imposte dal MIUR.

Nel frattempo sono andate avanti i processi innescati dal nuovo statuto: la questione calda in CdA è stata l'assegnazione del personale tecnico-amministrativo ai dipartimenti. Per quanto ci riguarda, avremmo voluto vedere chiari parametri per verificare che i servizi offerti agli studenti dispongano di adeguato personale in tutto l'ateneo, dalla piú "banale" (si fa per dire) gestione delle aule ai servizi piú complessi, evitando disparità fra sedi didattiche e fra servizi didattici e penalizzazioni della didattica rispetto alla "fame di personale" di altri settori dell'università.
Purtroppo, su questo come su tante altre questioni, non è stato possibile alla fine un intervento serio e al massimo il CdA è riuscito a prendere atto delle disparità esistenti rimandandole ai futuri organi per la loro risoluzione; infatti, ad aprile si sono approvati nuovi dipartimenti congelando di fatto lo status quo, dovendo approvarli subito.

Importante argomento per gli studenti è il bando per il finanziamento delle attività culturali e sociali. Nel bando integrativo invernale purtroppo la partecipazione è stata particolarmente bassa e siamo riusciti ad assegnare solo 15.000 € circa su una disponibilità di 67.000 circa; abbiamo comunque fatto mantenere gli stessi livelli di finanziamento dalla commissione bilancio e ottenuto una maggiore pubblicizzazione del bando, per puntare a una maggiore partecipazione in futuro.
Purtroppo, ben cinque richieste sono state escluse per mancanza delle firme necessarie, di solito per piccoli (ma insuperabili) errori di calcolo da parte dei richiedenti; è necessaria molta cura! Un'altra richiesta bocciata per questioni procedurali è stata quella, bipartisan da parte dei rappresentanti nel Comitato Sportivo Universitario, di un finanziamento per organizzare il torneo di calcio CUS a costi piú vicini a quelli di Bicocca e Politecnico; con un intervento in CdA siamo riusciti a far finanziare questa atività istituzionale direttamente dall'ateneo, che non ha attenzione adeguata al tema.
Intanto a causa delle elezioni di maggio il bando primaverile è slittato all'estate; ci riuniremo in commissione a settembre e speriamo di trovare molte buone iniziative innovative da tanti gruppi (veri) di studenti.

A marzo abbiamo appurato che l'impianto fotovoltaico sul tetto di via Mercalli 21 è stato completato in tempo per il conto energia 2011, una buona notizia per l'ambiente e per le casse dell'ateneo.

Allo stesso tempo, invece, per problemi economici ha annunciato la chiusura e poi chiuso la CUESP (cooperativa libraria di Scienze politiche). Al contrario, la CUSL non ha avuto problemi di pagamento degli affitti e ha ottenuto un rinnovo della concessione di ben cinque anni contro i tre previsti dal precedente contratto. Abbiamo lamentato il rinnovo del contratto per un periodo eccessivamente lungo senza nessuna considerazione sull'importo del canone né sul mutamento del contesto (scomparsa della concorrenza CUEM/CUESP), e in generale senza una valutazione complessiva dell'uso di questi spazi. Come abbiamo ribadito costantemente in questi anni, l'ateneo dovrebbe verificare se l'uso degli spazi per librerie è davvero il piú utile ai fini studenteschi e in ogni caso assegnarli con una procedura aperta e trasparente che garantisca il migliore servizio cioè il massimo beneficio (economico) agli studenti in questo periodo di crisi.
Anche questa volta l'ateneo ha manifestato la propria volontà di perpetuare lo status quo e di non cercare nessuna soluzione ai problemi, impedendo ogni seria discussione o valutazione sull'argomento. A causa di questa intollerabile inazione, come previsto, gli spazi CUEM sono poi rimasti vuoti (successivamente occupati) e gli studenti non vedono nessun tipo di intervento o servizio a loro favore, né alcun cambiamento è al'orizzonte. Siamo stati gli unici ad astenerci al momento della votazione, mentre il rappresentante di "Lista Aperta Obiettivo Studenti" (CL) con curiosa coincidenza si è presentato per la prima volta in tre anni in commissione edilizia.

Sempre a marzo, l'ateneo ha dimostrato la propria insensibilità e ignavia su un'altra questione relativamente piccola quale l'acquisto della carta, ben 35.000 risme acquistate solo coll'appalto centrale a prezzi peraltro poco convenienti. Diversi decreti prevedono che il 30 % almeno di questa carta debba essere riciclata e che si seguano altri criteri ambientali; ancora una volta questi requisiti sono stati ignorati. Non avendo elementi per valutare le giustificazioni presentate all'ultimo momento per questa scelta, a livello personale mi sono astenuto. L'amministrazione ha promesso di individuare settori in cui usare la carta riciclata e di fare un appalto secondo criteri ambientali l'anno prossimo.

Nota di speranza di chiusura: nello stesso CdA di febbraio sono state approvate le prime assunzioni (chiamate) di professori secondo la legge 240 (due associati).

 
Nei prossimi mesi si deciderà il futuro dell'ateneo nei prossimi decenni, modificando lo statuto, l'atto che stabilisce tutti i fondamentali obiettivi e modalità di funzionamento dell'ateneo e da cui derivano tutte le altre norme stabilite autonomamente dall'ateneo per disciplinare ogni dettaglio.
Ciò è reso obbligatorio dall'entrata in vigore, il 29 gennaio, della legge 240/2010 "Gelmini", che dà solo 6+3 mesi di tempo per approvare il nuovo statuto prima che arrivino tre alieni nominati dal ministro a farlo al nostro posto; i tempi sono quindi molto stretti.
Infatti questo è stato l'argomento principale di discussione in tutti gli organi dell'ateneo, in particolare nelle sedute del Senato accademico del 18 gennaio e del Consiglio d'amministrazione del 25 (su cui seguiranno resoconti piú dettagliati) nonché della Conferenza degli studenti del 24.

La legge stabilisce che a predisporre il nuovo statuto sia una commissione di 15 membri, fra cui 6 nominati dal Senato, 6 dal CdA, 2 studenti e il rettore; il testo dovrà poi essere approvato dal Senato e dal CdA (che sono quindi messi in quasi perfetta parità).
La legge non consente delle elezioni, pure richieste da taluni; per evitare il caos, il rettore ha proposto un metodo di designazione complesso ma piuttosto lineare che garantirà una scelta almeno formalmente democratica dei 12 e una composizione che non tagli fuori del tutto nessuna categoria, attraverso candidature e successive elezioni con parità di diritti per ogni membro di Senato e CdA. Il testo finale delle norme è in allegato.
Per garantire una maggiore rappresentatività abbiamo chiesto al rettore di modificare il punto A delle norme, garantendo tra i 12 nominati almeno 2 ricercatori, 2 professori associati e 2 del personale tecnico-amministrativo. La richiesta non è stata accolta e quindi ci siamo astenuti al momento della votazione delle norme, tanto al Senato quanto al CdA.
Abbiamo invece ottenuto che a ciascuna candidatura sia allegato un curriculum vitae che sia possibile esaminare almeno un giorno prima delle elezioni, per evitare che si voti solo per "amicizie" o preferenze di categoria o facoltà.
Infatti è previsto che candidature ed elezioni avvengano tutte nel breve corso della giornata del 1º febbraio.

Per quanto riguarda gli studenti, in una seduta lampo appositamente convocata d'urgenza, la Conferenza degli studenti, organo centrale di rappresentanza degli studenti dell'ateneo, ha nominato Federico Leva (SU, CdA, di matematica) e Giulia Semeghini (OS, CCD di fisica), oltre a sostituire – coll'occasione – la segretaria dimissionaria con Giulio Formenti (CIDiS, di Scienze naturali).

Il rettore ha garantito che la commissione lavorerà in stretta connessione con Senato e CdA perché alla fine dei sei mesi il testo sia condiviso e approvato velocemente, e in generale che i suoi lavori saranno il piú possibile trasparenti al fine di consentire una discussione con tutta la comunità universitaria su ogni punto, una volta delineatasi un'ipotesi (pur ferme le responsabilità di ciascuno).
Naturalmente vigileremo perché ciò avvenga davvero e non solo formalmente; a questo scopo già in questi giorni stiamo valutando le candidature per i 12 posti al fine di eleggere persone competenti e disposte al dialogo, mentre per quanto ci riguarda – come anche stabilito dalla Conferenza degli studenti – condivideremo ogni informazione che sarà possibile condividere e saremo aperti a ogni discussione e proposta.
Vi invitiamo quindi a seguire i lavori in questa nuova sezione appositamente creata nel sito e a usare questo spazio (nei commenti) o se preferite la comunicazione privata per ogni suggerimento, proposta, richiesta, commento...
 
Seduta che si fa accesa solo alla fine con la discussione sulla parte dello Statuto che parla del CdA.
Interessante per gli studenti la presentazione del progetto "Città studi campus sostenibile". 
 
 
 
La seduta si apre con le notizie dal Senato Accademico:
all'ateneo sono stati attribuiti 80 punti organico per l'assunzione del personale (grazie ai pensionamenti dei dipendenti); tuttavia, per mancanza di liquidità, potranno essere spesi immediatamente soltanto 59.60 punti, che risulteranno concretamente nelle assunzioni di 18 professori ordinari (15 idonei + 3 esterni), 36 associati (30 idonei + 6 esterni), 70 ricercatori a tempo determinato (di cui 10 finanziati da esterni) e tra 30 e 48 dipendenti tecnico-amministrativi. 

Seguono le altre comunicazioni:
viene rinnovata la commissione di garanzia per assegni di ricerca tipo A;
la ridefinizione dei criteri per le borse di studio porta sostanzialmente soltanto ad avere una borsa in più per il dottorato in Informatica;
si propone che la gestione della Laurea Magistrale 95 (riguardante l'insegnamento nelle scuole) avverrà con convenzioni con gli altri atenei;
viene brevemente presentato il progetto “Città studi campus sostenibile”, proposto dal Politecnico di Milano, a cui l'Unimi ha aderito, che si propone di migliorare le condizioni ambientali / strutturali del campus universitario. (la presentazione e il sito)

Seguono poi i provvedimenti per il personale della Facoltà (bandi, nuovi membri delle commissioni, comunicazioni su insegnamenti vari), tutti approvati all'unanimità; si segnala che vengono assunti gli ultimi 5 ricercatori a tempo indeterminato, dato che la recente riforma universitaria cancella tale figura.


Viene poi presentata una mozione riguardante l'articolo III dello statuto in via di elaborazione, riguardante la composizione e l'elezione del CdA; prima della votazione, intervengono diversi professori e ricercatori:

-la Prof.ssa Colombo comunica che alcune richieste della mozione scaturiscono da una riunione  tenutasi a giugno tra i docenti di Matematica, aperta anche ai rappresentanti in ccd, per discutere del lavoro della Commissione Statuto;
-la Prof.ssa Micheletti esprime perplessità (emerse anche nella riunione di giugno sopra citata) sull'opportunità che il rettore ricopra il ruolo di presidente del senato accademico;
-sia il Prof. Giavini che il Prof. Scarabottolo (membro della commissione statuto) si dichiarano perplessi sulla combinazione dei punti 1 e 4, sostenendo che ciò porterebbe i due rappresentanti degli studenti ad avere un ruolo chiave (a parer loro, troppo pesante) nell'attività del cda;
-interpellato in proposito, il Prof. Scarabottolo esprime la propria opinione sull'attuale bozza dell'articolo 3: si dichiara sostanzialmente soddisfatto, e sostiene che non vedrebbe di buon occhio un cda eletto dal senato perché ciò potrebbe limitarne l'effettiva libertà di azione, rendendolo uno “spezzatino” composto da rappresentanti di correnti varie;
-i Prof. Peloso e Bambusi esprimono le proprie preoccupazioni circa la presenza di membri esterni nel cda, che potrebbero essere imposti da finanziatori dell'unimi o da politici.

Segue la votazione sui 4 punti, tutti approvati a larghissima maggioranza (nessun contrario su nessun articolo, al massimo una decina di astenuti). I rappresentanti di Sinistra Universitaria presenti hanno votato a favore di tutti gli articoli.

Segue una discussione arzigogolata e inconcludente su quanto i  meccanismi decisionali dell'università siano arzigogolati e inconcludenti.  

 

L'installazione dei nuovi distributori automatici con un miglioramento del servizio, il forte potenziamento dell'accesso a internet nelle residenze universitarie e l'aumento dell'investimento per le borse erasmus sono i principali frutti che il lavoro di questi tre mesi del CdA offre agli studenti, in un periodo in cui l'ateneo è stato assorto nell'approvazione del nuovo statuto e nella riorganizzazione dei dipartimenti.

Il principale argomento in discussione nel Consiglio di settembre è stato il nuovo statuto. Il CdA ha dato a larghissima maggioranza parere favorevole alla sua successiva approvazione da parte del Senato accademico, avvenuta a ottobre. In entrambe le sedi ci siamo astenuti, perché il testo proposto contiene a nostro avviso una lunga serie di difetti che abbiamo segnalato nei mesi precedenti ma non sono stati corretti nonostante ce ne fosse la possibilità, mentre non sono nemmeno stati in discussione al momento finale, al contrario di altri punti di nessun interesse per gli studenti su cui invece si scontravano le altre "fazioni" degli organi, rischiando di bloccare l'approvazione dello statuto: né un voto a favore né un voto contrario ci sembrava quindi corretto dal punmto di vista degli studenti. Come al solito, potete trovare il testo dello statuto nel portale d'ateneo; illustreremo le principali novità per gli studenti quando sarà approvato dal ministero e potrà quindi entrare in vigore.

Una buona notizia è stata la donazione da partedi due soggetti privati di 1,7 e 3 milioni di euro in favore di due gruppi di ricerca.

Distributori automatici a Tokyo.A ottobre si è finalmente conclusa la lunga procedura  per il nuovo appalto dei distributori automatici, di cui avevamo già parlato. Rimando per i dettagli al nostro precedente articolo, ma ricordo insintesi che le principali novità sono l'aggiunta dei prodotti quosolidali e biologici e l'erogazione anche di pasti caldi in alcune aree attrezzate: dei primi stiamo verificando la presenza, mentre le seconde dovranno essere pronte entro l'anno; alcuni problemi dei primi giorni delle nuove macchinette (a novembre) sembrano essere ormai rientrati.
Il punto dolente del nuovo contratto sono naturalmente i prezzi, che (specie per il caffè) sono aumentati significativamente; d'altro canto, il contratto dura cinque anni, il che significa che i prezzi non venivano aggiornati da oltre cinque anni e non lo saranno per altri cinque. L'aumento si è verificato nonostante quasi tutto il punteggio della gara fosse per i prezzi piú bassi agli utenti perché l'azienda vincitrice ha fatto un'offerta talmente alta sull'"affitto" pagato all'ateneo da compensare. Questo, tuttavia, significa che l'ateneo avrà circa 140.000 € di entrate impreviste l'anno, e l'amministrazione si è detta disponibile a reinvestire parte di tali fondi in servizi aggiuntivi agli studenti.
Inoltre, i nuovi distributori hanno un sistemo di controllo da remoto che consentirà di rimediare tempestivamente ai malfunzionamenti e all'esaurimento dei prodotti e l'università verificherà il funzionamento; per qualsiasi segnalazione scrivete all'apposito indirizzo distributori.automatici@unimi.it.
Nel complesso, confidiamo che questo nuovo contratto sarà un miglioramento per gli studenti e per l'ateneo in generale.

A novembre è stata approvata una nuova convenzione fra l'ateneo e il CIDiS grazie alla quale le residenze studentesche di proprietà della Statale di via Attendolo Sforza e Francesco Sforza saranno collegate a internet non piú attraverso Telecom ma attraverso la rete d'ateneo via fibra: la velocità di connessione decuplicherà da 100 Mb/s massimi a 1000 massimi teorici (collegamenti 1 Gb/s per ciascuna) e la banda effettivamente disponibile per tutta la rete CIDiS è fortemente aumentata, specie in orario serale. Abbiamo incoraggiato l'ateneo a proseguire con questo tipo di consulenza e convenzione col CIDiS anche per le residenze non di proprietà unimi, in modo da generalizzare i benefici a tutti gli studenti (e ridurre i costi). Ciò dovrebbe consentire di superare le attuali restrizioni sulla rete imposte agli studenti, auspicabilmente, dopo che saranno completati gli attuali lavori di fusione del sistema di autenticazione CIDiS a quello delle università.

Logo erasmus.Inoltre, a seguito della nostra resistenza l'anno scorso, sono stati finalmente deliberati gli importi delle integrazioni alle borse erasmus, confermando quelli degli anni scorsi. Viene cosí stabilizzato l'aumento dell'investimento dell'ateneo in questo importante progetto, previsto in circa 100.000 € l'anno anche nel bilancio preventivo 2012, per far fronte all'aumentodel numero di studenti erasmus (fermatosi tuttavia quest'anno) e alla contemporanea insenstata riduzione dei finanziamenti statali.

Per il resto la gran parte della seduta di novembre è stata dedicata all'ultima fase di un lungo processo di programmazione del personale per il 2011. In estrema sintesi e semplificazione, alla luce delle varie restrizioni, l'ateneo "spenderà" 75 degli 81,4 "punti organico" disponibili quest'anno, pari a 6,8 milioni di euro ovvero 41 professori associati, 72 ricercatori, 35-56 tecnico-amministrativi. Si spera che questo basti a soddisfare le facoltà (è stato anche approvato il regolamento per le chiamate dei professori); non sono invece state soddisfatte dal Senato accademico le richieste degli ospedali che volevano far assumere dall'ateneo (a loro spese, come "ricercatori", dei loro medici, senza alcuna programmazione scientifica.
Si potrà ora passare all'esame della situazione del personale dei nuovi dipartimenti, già "approvati" dal Senato per quanto riguarda i soli nomi e partecipanti. Per quanto ci riguarda, presteremo costante attenzione affinché i servizi di interesse degli studenti dispongano di una quantità chiara ed equa di personale in tutti i poli e siano gestiti con criteri di efficienza e non di spartizione. Il compito sarà estremamente difficile per tutti.

 

Il principale argomento di discussione nelle sedute di gennaio, febbraio e marzo del CdA è stato il nuovo statuto e c'è stato poco spazio per altro: a gennaio sono state approvate le norme per la costituzione della commissione, a febbraio è stata votata e c'è stata un po' di discussione, a marzo è stato approvato l'avvio della riorganizzazione dipartimentale che dovrà seguire l'impianto della bozza preparata dalla commissione stessa (per approfondire: le norme, la nostra posizione, l'elezione, le nuove strutture).

Siamo comunque riusciti a sollevare alcune questioni di interesse per gli studenti, che trovate di seguito.
A gennaio abbiamo chiesto all'amministrazione che uso farà delle relazioni finali del nucleo di valutazione su alcuni servizi amministrativi prodotte in seguito alla sperimentazione del processo di valutazione che prevede anche l'uso di focus group di studenti (vedi l'articolo "L'Ateneo all'esame del Nucleo di Valutazione" nel portale d'ateneo e, per ulteriori dettagli, la relazione del nucleo allegata). La valutazione pilota ha riguardato due servizi critici quali il COSP (Centro per l'orientamento allo studio e alle professioni) e la divisione segreterie studenti. Ci è stato garantito che le relazioni, completate a febbraio, sono state approfonditamente considerate e discusse coi dirigenti responsabili e che alcuni suggerimenti emersi sono già in corso di attuazione (ad esempio per il "contact center" delle segreterie) e che quando ci saranno ulteriori elementi sulla situazione e sulle azioni intraprese il tutto sarà presentato al CdA dal direttore amministrativo. Nel frattempo continueremo quindi a lavorare sulle questioni già note (come gli orari delle segreterie); vi terremo aggiornati.
Noi avremmo voluto che tali risultati fossero comunicati e discussi fin da subito in CdA per una maggior trasparenza e collegialità, cosí come avevamo chiesto (in Senato) che la valutazione dei corsi di laurea fosse discussa nei CCD; il Senato però per quest'anno ha deciso di lasciare tale decisione ai presidenti dei CCD (e dei dipartimenti) che si erano offerti come volontari e analogamente l'amministrazione ha esercitato tale diritto decidendo di non divulgare ulteriormente le relazioni (perché cosí era stato concordato in origine coi valutati).
Per l'anno prossimo, invece, il nucleo di valutazione pubblicherà nella sua relazione annuale degli estratti sintetici ma circostanziati dei risultati della valutazione, anche dei servizi amministrativi, mentre una pubblicazione completa non è possibile perché queste valutazioni sono piú "discrezionali" in quanto pionieristiche (non ci sono grandi esperienze e tantomeno criteri condivisi, nè nazionali né internazionali, per la valutazione).
A febbraio è stata finalmente sottoscritta la convenzione per l'uso degli alloggi per studenti ai Martinitt, stabilendo i prezzi relativi (che riguardano chi non ha una borsa). Abbiamo chiesto chiarimenti su tali tariffe, che sono piú alte che nelle altre residenze; secondo l'amministrazione ciò è giustificato dalla migliore qualità e dai maggiori servizi offerti, per cui questi alloggi non sarebbero comparabili agli altri, mentre lo scopo è riempirli e coprire i costi.
È stata assegnata la prima metà dei fondi di facoltà per la gestione della didattica (come laboratori e tutorati); è stato difficile stabilire dei criteri e la soluzione definitiva del problema è rimandata all'anno prossimo (quando i fondi saranno dati ai nuovi dipartimenti, che avranno anche la responsabilità della didattica, mentre ora la situazione è caotica), però già quest'anno si sono leggermente aumentati i fondi per i laboratori, non considerati negli anni passati, per avvicinare i fondi ai costi effettivi.
Si è tenuta la consueta seduta invernale della commissione attività culturali (trovate il verbale nel portale d'ateneo). Abbiamo approvato il nuovo bando per il prossimo anno accademico: oltre alla buona notizia che i fondi sono stati preservati, è stata predisposta una nuova modulistica che dovrebbe facilitare le richieste agli studenti ed è stato deciso che i gruppi dovranno scrivere piú chiaramente di essere stati finanziati dall'ateneo rimandando alla relativa pagina del portale per maggior trasparenza e pubblicità del bando.
Saranno acquistati 92 nuovi computer per i laboratori del SIPU (servizi informatici del polo umanistico), per sostituire quelli piú vecchi.

Le principali notizie generali sono invece le seguenti.
Finalmente, il 31 dicembre 2010 l'ateneo ha saputo l'ammontare (provvisorio!) del finanziamento statale (FFO) 2010.
Non è stata prorogata la norma che fa alcuni "sconti" sul rispetto del limite del 90 %, secondo cui se la spesa fissa sul personale supera il 90 % dell'FFO si è soggetti ad alcuni limiti fra cui il divieto di nuove assunzioni. La cosa non avrà però effetti su di noi perché nel 2010 rispettavamo il limite e quindi per il 2011 siamo "condonati" in attesa che sia approvato il nuovo limite che sostituirà quello del 90 % e sarà basato sulle entrate complessive degli atenei (il decreto relativo è da approvare entro il 29 gennaio 2012).
Non è nemmeno stato prorogato il termine per decidere sulle (pochissime) assunzioni concesse all'università per il 2010; la decisione, rimandata in precedenza, ha dovuto quindi essere presa in tutta fretta a febbraio, suscitando una notevole discussione. Il personale assunto potrà essere riassegnato in futuro nell'ambito della riorganizzazione dei dipartimenti.
A marzo è stato assunto il primo ricercatore a tempo determinato dell'ateneo secondo il nuovo regolamento ai sensi della legge 240/2010. La particolarità (e la buona notizia) è che questo ricercatore è assunto senza concorso, perché ha vinto un bando europeo e porta "in dote" un finanziamento di 1,5 milioni di euro con cui pagherà da solo il proprio stipendio. Questo meccanismo dovrebbe servire a mettere in competizione gli atenei per fornire gli ambienti migliori per la ricerca e attrarre i ricercatori migliori.
L'ateneo ha ricevuto in donazione la raccolta della Biblioteca Raffaele Mattioli per la storia del pensiero economico, circa 4000 volumi di cui molti unici, del valore stimato in 4 milioni di euro e già ospitata in uno spazio della nostra biblioteca SAFM. La collezione, di cui è prevista una progressiva digitalizzazione, sarà disponibile agli studiosi e agli studenti e il suo catalogo sarà integrato in quello d'ateneo.

 

Argomenti particolarmente interessanti sono l'introduzione del numero chiuso, l'attivazione della laurea magistrale per l'insegnamento di Matematica e Scienze nelle scuole medie, l'elimiazione dei moduli da 3 CFU e il forte disencintivo dei corsi con pochi studenti.

Comunicazioni

Nel decreto mille-proroghe non esiste l'articolo "salva Università" presente gli anni precedenti. Questo articolo permetteva di eliminare i costi per i docenti di medicina che svolgono anche attività cliniche dal computo per il limete del 90% per gli stipendi. Senza questo emendamento sforiamo abbondantemente il limite sono a rischio, quindi, nuovi fondi e la possibilità di fare nuove assunzioni/chiamate di idonei (questo a partire dal 2012).

E' stato istituito una gruppo di lavoro per esplorare la possibilità di fare i questionari della didattica per via informatica

Per quanto riguarda lo statuto, gli Atenei piccoli si stanno muovendo nella direzione di mega-dipartimenti che di fatto sostituiscono le Facoltà.

Nella nostra Facoltà, quest'anno, sono state fatte 

  • 35.700 ore di lezione da parte di Associati e Ricercatori (media di circa 120 ore per docente)
  •  13.293 i Ricercatori 

 sono stati disattivati

  • 59 insegnamenti facoltativi
  • 20 sdoppiamenti di insegnamenti obbligatori 

Modifiche regolamenti didattici

vengono modificati i regolamenti di quasi tutti le Lauree per eliminare, come imposto dal Ministero, di moduli da 3 CFU in corsi base o caratterizzanti. Non ci sono altre modifiche notevoli. 

Laurea Magistrale LM95 per l'insegnamento di Matematica e Scienze nelle Scuole Medie

Dopo la chiusura dalla SISSA, il ministero ha deciso di formare gli insegnanti di Matematica e Scienze delle medie attraverso una apposita Laurea Magistrale. Questa Laurea sarà a numero programmato, deciso a livello Ministeriale. Potranno accedervi tutti gli studenti delle nostre lauree triennali, purchè abbiano almeno 12 CFU in corsi MAT, 6 in corsi FIS, 6 in corsi GEO, BIO o CHIM e 6 CFU in corsi INF o SECS.

La laurea ha regole molto precise, prevede due percorsi differenziati se si proviene da triennali diverse, divise in due gruppi: Matematica, Fisica e Informatica il primo, Biologia, Chimica e Geologia, o simili, il secondo.

Tutti dovranno acquisire CFU in MAT, FIS, INF, GEO, BIO e CHIM con maggiore enfasi nei settori disciplinari non propri delle Lauree Triennali di provenienza.

Numero Chiuso

a causa della carenza di docenti, aule e fondi per i laboratori a mailncuore, si è approvato il numero chiuso nelle seguenti lauree triennali:

  •  Biotecnologie (100)
  • Scienze Biologiche (400)
  • Scienze Naturali (180)
  • Chimica/Chimica Industriale (250 in totale) 

Gli studenti dovranno, come sempre, sostenere un test di autovalutazione che diventerà selettivo nel caso in cui i richiedenti superino i posti disponbili. Nel caso di rinuncia degli idonei si provvederà a ripescaggi. 

Questa decisione non entusiasma nessuno, ma nelle situazioni cogenti non era minimamente gestibile un numero superiore di matricole, a discapito della qualità stesse della didattica. 

Corsi con pochi iscritti

Per ottimizzare le risorse si consente l'attivazione di insegnamenti frequentati da una numero minore uguale di 5 studenti solo se sono coperti tutti i corsi fondamentali dello stesso settore disciplinare.

E' consigliata l'attivazione di tali corsi ad anni alterni.

Si lascia, comunque, libertà ai CCD di fare scelte in base alle peculiarità dei Corsi di Laurea e dei singoli insegnamenti.

Accordi e convenzioni

Viene approvata una nuova collobarazione con l'Università di Lapperauta (Finlandia) per l'acquisizione di doppio titolo nell'ambito dell'ECMI, circuto di Matematica Applicata e Statisitca.  

Statuto

Nella commissione, per la nostra Facoltà, sono stati eletti il prof. Scarabottolo (ordinario di Informatica, nonchè presidente del CCD di Crema) e il dott. Zuccali (ricercatore di Geologia).

Non hanno dato grandi novità poichè la discussione è solo alla fase preliminare. Chiedono, però, che la discussione si il più amplia possibile in varie sedi.

La Preside condurrà questa discussione in una periodica Giunta allargata a cui abbiamo chiesto di essere presenti come rappresentanti degli studenti. 

 

Ospite di questo Consiglio è il Rettore Enrico Decleva. Con lui si è svolta una lunga discussione, sulla situazione finanziaria dell'Ateneo, sulla Riforma la conseguente necessità di riscrivere lo Statuto d'Ateneo.

Nella seduta vera e propria, unico argomento rilevante è la segnalazione che devono essere eliminati i moduli da 3 CFU in corsi di base e caratterizzanti.

 

Incontro con Decleva

 

La situazione economica è meno peggio del previsto, nel senso che i tagli effettivi sono minori di quelli (assai pessimistici) considerati nel bilancio di previsione, abbiamo quindi un "tesoretto" per il 2011 che si prospetta, quindi, "decoroso". I tagli, comunque, ci sono e l'unico margine che resta deriva dal fatto che sono stati bloccati gli aumenti salariali dei docenti, quindi resistiamo pagando meno il personale.

Sembra che ci saranno possibilità per chiamare gli idonei (cioè coloro che hanno vinto un concorso per salire di fascia), ma non si sa bene nè quando nè come...

Comunque la si giri, nella migliore delle ipotesi "tiriamo a campare", riusciamo ad arrabbattarci e a chiudere il bilancio, che fin'ora tiene gli stipendi sotto il limite del 90% del FFO (tra i pochi in Italia). Non c'è spazio per investimenti che vadano oltre l'oridnaria amministrazione (e forse qualcosina meno). Il Rettore ci tiene a precisare che "poteva andare peggio". Questa è la posizione che, del resto, ha sempre tenuto anche sulla stampa. Sottolinea che, nel "poteva andare peggio" rientra la bocciatura delle riforma (!!) senza la cui approvazione non sarebbero arrivati i fondi che ci permettono di restare a galla.

Molti sono stati gli interventi dei docenti, preoccupati per l'impossibilità di fare i necessari investimenti per grandi strumentazioni scientifiche. Preoccupazione, inoltre, suscita la possibilità di aumentare, anzichè ridurre, l'eccessiva burocrazia interna.

Noi studenti abbiamo espresso il nostro timore per una possibile dimizione della qualità della didattica in seguito alla diminuzione del numero di docenti contestualmente ad un aumento degli studenti. Inoltre, l'assenza di strumentazioni di qualità per la ricerca, ha effetti pure sulla didattica, che nella nostra Facoltà viene largamente svolta nei laboratori.

Seduta vera e propria

Come già detto, in seguito ad una nota ministeriale, dal 2011/2012 andranno eliminati i moduli da 3 CFU in insegnamenti di base e caratterizzanti

l'open day di Facoltà sarà il 12 febbraio. non sappiamo esattamente cosa dire agli studenti, bisogna pregarli di tenersi informati

Statuto

lo statuto di Ateneo andrà riscritto nei prossimi 6 mesi. Verrà costituita una commissione di 15 persone per scrivere materialmente il nuovo testo. L'approvazione sarà compito di Senato e CdA.

Questa commissione, presieduta dal Rettore, sarà composta da 12 membri nominati da CdA e SA (6+6) non tra i propri membri e 2 studenti nominati dalla Conferenza degli Studenti.

Nella commissione dovranno essere presenti almeno un ricercatore, un associato e un tecnico amministrativo e non più di due membri per Facoltà.

La Conferenza degli studenti ha già nominato il nostro Federico Leva (rappresentante in CdA) e Giulia Seneghini (rappresentante in CdF di Scienze per Obbiettivo Studenti).

La nostra Facoltà punta a due membri.

Ragusa, in quanto membro del CdA specifica che richiederà ai candidati assicurazioni sui seguenti temi: elettività e trasparenza del CdA (a cui la legge affida, in pratica, potere assoluto), una chiara evoluzione in chiave dipartimentale e una più larga capacità dialettica tra gli organi. 

 
Powered by Tags for Joomla