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La commissione statuto istituita a febbraio secondo come previsto dalla legge 240/2010 ha prodotto i primi risultati, licenziando un testo, considerato abbastanza maturo, per gli articoli sulle strutture scientifiche e didattiche (attuali facoltà, dipartimenti e CCD) e sui principi generali. Abbiamo insistito perché tutta la comunità universitaria fosse coinvolta nella discussione; tutti gli studenti possono ora leggere i testi nel portale unimi (in grassetto le differenze rispetto allo statuto attuale; i numeri degli articoli sono provvisori) e scrivere direttamente alla commissione (oltre che ai propri rappresentanti) le proprie osservazioni.

La parte forse piú controversa del nuovo statuto è proprio il titolo IV, "Strutture e attività didattiche e scientifiche", dove è definito il funzionamento "di base" dell'ateneo e dei corsi di laurea; per questo si è deciso di partire da questa parte, per essere in grado di approvare non solo lo statutoma anche la sua applicazione entro settembre, per evitare un ulteriore anno accademico di "vuoto di potere" e confusione nella gestione, fra l'altro, dei corsi di laurea (che rischierebbero di essere tutti bloccati).
La legge 240 impone due cambiamenti sostanziali, la soppressione del consiglio di facoltà e l'accorpamento dei dipartimenti piú piccoli; e un cambiamento poco chiaro, cioè il passaggio anche della responsabilità della gestione didattica ai dipartimenti (che storicamente si sono occupati solo di ricerca).
L'orientamento della commissione è stato di attuare la legge nel modo piú chiaro possibile, evitando la duplicazione e lo spezzettamento delle responsabilità: a questo scopo, nella bozza è previsto che i compiti di gestione della didattica attualmente gestiti dai Consigli di coordinamento didattico e dai Consigli di facoltà passino effettivamente ai Consigli di dipartimento; i rappresentanti degli studenti saranno eletti a pieno titolo nel Consiglio di dipartimento, inoltre i docenti di altri dipartimenti parteciperanno alle discussioni e votazioni sui corsi di laurea in cui insegnano (esattamente come negli attuali CCD). Dove invece non è possibile identificare un dipartimento responsabile del corso di laurea, sarà costituito un Consiglio didattico interdipartimentale che avrà piú o meno le stesse funzioni dell'attuale CCD.
Nel complesso, in questo modo dovrebbe essere possibile intervenire sulla gestione e sui problemi dei corsi di studio in modo piú semplice e con responsabilità chiare, evitando lo scaricabarile che avviene oggi fra dipartimenti, CCD e facoltà (e fra questi e il CdA) quando si tratta ad esempio di spendere dei soldi per il potenziamento della didattica, specie quando gli investimenti vengono attribuiti arbitrariamente alla didattica o alla ricerca a secona delle convenienze: in futuro i fondi saranno assegnati direttamente ai dipartimenti che poi dovranno assicurare il funzionamento sia della didattica sia della ricerca. La gestione quotidiana dei corsi di laurea, invece, dovrebbe restare sostanzialmente identica a quella di oggi. Non tutti i compiti sono ancora ben definiti e alcuni potranno essere attribuiti alle facoltà o ai dipartimenti, ma staremo attenti a che le responsabilità siano in ogni caso ben definite. A questo proposito, un'importante possibilità è data dove si prevede che alcuni servizi (gli esempi piú semplici sono gli orari delle aule e i laboratori specie informatici) siano gestiti per piú dipartimenti e facoltà in comune attraverso appositi centri di servizio, in modo piú coordinato ed efficiente rispetto a ora.
Un importante strumento che gli studenti avranno è la commissione paritetica. Perché questo organo, previsto dalla legge 240, non resti lettera morta e possa essere davvero utile, abbiamo chiesto che sia costituito presso ciascun dipartimento (cosí da essere abbastanza vicino alle questioni da poterle davvero affrontare) e che sia fornito degli strumenti necessari; non è invece stata accolta la nostra richiesta di farla presiedere da uno studente.

La commissione ha anche licenziato un primo testo del titolo I (principî), basandosi su una bozza preparata nel 2008 dal Senato.
Oltre a recepire la legge, si è precisato che l'università è un'istituzione pubblica, si è dato maggior rilievo all'internazionalizzazione, al diritto allo studio e alla valutazione, e si sono introdotti i principî di pari opportunità e accesso aperto alla letteratura scientifica (questi ultimi quattro in modo meno forte di quanto avremmo voluto, purtroppo). Un'altra novità è il sostegno alle associazioni di ex alunni, scarsamente presenti nel nostro ateneo (come del resto in tutta Italia) prevalentemente per la scarsa "identità d'ateneo".

Infine riportiamo quali sono stati gli argomenti piú dibattuti in seno alla commissione, per quanto riguarda temi di interesse non strettamente studentesco.
Il principale è stato quello della modalità di ripartizione fra i dipartimenti delle responsabilità (e quindi dei poteri e fondi) di gestione della didattica, conseguente alla decisione di individuare dove possibile un dipartimento responsabile della gestione di un corso di studio, e delle varie soglie minime per costituire un dipartimento ecc. Segue sicuramente il ruolo delle facoltà, a causa delle divisioni fra chi vuole sostanzialmente sopprimerne la struttura e chi invece vorrebbe il piú possibile mantenerla; ancora piú complesso il caso di Medicina, che ha per legge uno statuto diverso (dovendosi rapportare al sistema sanitario) ma non è ben chiaro come lo debba espletare (in particolare, se debba avere qualche potere nell'assunzione dei professori; compito che è stato corettamente lasciato ai dipartimenti). Inoltre il personale tecnico-amministrativo ha richiesto un rafforzamento della propria presenza nei consigli di dipartimento (cioè che tutto il personale vi partecipasse) e negli altri organi: la boza attuale prevede un aumento della rappresentanza dal 10 al 25 % dei dipendenti e la formazione delle giunte in proporzioni simili a quella dei consigli di dipartimento (lasciando però libertà alle singole strutture), mentre esclude la partecipazione all'elezione del direttore di dipatimento (si sta ora verificando se la legge 382/1980 imponga che sia eletto dai soli docenti oppure si possa ritenere superatae quindi sia consentito farlo eleggere da tutto il consiglio di dipartimento).

Sulla base della proposta di titolo IV predisposta dalla commissione, è stato proposto agli organi di approvare l'idea generale di organizzazione delle strutture di base e i criteri di formazione delle nuove strutture per avviare il processo di accorpamento e riorganizzazione dei dipartimenti come detto sopra. Una prima proposta è stata bocciata dal Senato accademico con 12 favorevoli, 13 fra contrari e astenuti e 7 assenti; una proposta molto simile ma piú diplomatica e specifica nell'indicazione del fatto che non si trattava di approvare il testo ma solo di avviare la riorganizzazione è stata approvata dal CdA il 29 marzo (con alcune astensioni di chi avrebbe preferito aspettare una visione piú completa dello statuto); il tema non è ancora stato riportato a votazione in Senato accademico (riunitosi il 12 marzo).

La commissione sta ora affrontando la discussione del titolo III (organi centrali di governo dell'ateneo: rettore, Senato, CdA ecc.) e sta procedendo ad alcune modifiche del titolo IV per correggere alcuni problemi emersi nel frattempo e soddisfare alcune richieste di provenienza (accademica) non ben identificata, nella direzione di un leggero indebolimento della rappresentanza studentesca (che alcuni vorrebbero sopprimere) e della continuità rispetto ai CCD (esplicitata invece che fra le righe). Come già detto, ci riserviamo (come del resto la commissione stessa) di dare un giudizio finale sul testo quando sarà il momento di approvarlo definitivamente, anche sulla base delle ipotesi di riorganizzazione dei dipartimenti e delle facoltà formulate nel frattempo.

 
Nei prossimi mesi si deciderà il futuro dell'ateneo nei prossimi decenni, modificando lo statuto, l'atto che stabilisce tutti i fondamentali obiettivi e modalità di funzionamento dell'ateneo e da cui derivano tutte le altre norme stabilite autonomamente dall'ateneo per disciplinare ogni dettaglio.
Ciò è reso obbligatorio dall'entrata in vigore, il 29 gennaio, della legge 240/2010 "Gelmini", che dà solo 6+3 mesi di tempo per approvare il nuovo statuto prima che arrivino tre alieni nominati dal ministro a farlo al nostro posto; i tempi sono quindi molto stretti.
Infatti questo è stato l'argomento principale di discussione in tutti gli organi dell'ateneo, in particolare nelle sedute del Senato accademico del 18 gennaio e del Consiglio d'amministrazione del 25 (su cui seguiranno resoconti piú dettagliati) nonché della Conferenza degli studenti del 24.

La legge stabilisce che a predisporre il nuovo statuto sia una commissione di 15 membri, fra cui 6 nominati dal Senato, 6 dal CdA, 2 studenti e il rettore; il testo dovrà poi essere approvato dal Senato e dal CdA (che sono quindi messi in quasi perfetta parità).
La legge non consente delle elezioni, pure richieste da taluni; per evitare il caos, il rettore ha proposto un metodo di designazione complesso ma piuttosto lineare che garantirà una scelta almeno formalmente democratica dei 12 e una composizione che non tagli fuori del tutto nessuna categoria, attraverso candidature e successive elezioni con parità di diritti per ogni membro di Senato e CdA. Il testo finale delle norme è in allegato.
Per garantire una maggiore rappresentatività abbiamo chiesto al rettore di modificare il punto A delle norme, garantendo tra i 12 nominati almeno 2 ricercatori, 2 professori associati e 2 del personale tecnico-amministrativo. La richiesta non è stata accolta e quindi ci siamo astenuti al momento della votazione delle norme, tanto al Senato quanto al CdA.
Abbiamo invece ottenuto che a ciascuna candidatura sia allegato un curriculum vitae che sia possibile esaminare almeno un giorno prima delle elezioni, per evitare che si voti solo per "amicizie" o preferenze di categoria o facoltà.
Infatti è previsto che candidature ed elezioni avvengano tutte nel breve corso della giornata del 1º febbraio.

Per quanto riguarda gli studenti, in una seduta lampo appositamente convocata d'urgenza, la Conferenza degli studenti, organo centrale di rappresentanza degli studenti dell'ateneo, ha nominato Federico Leva (SU, CdA, di matematica) e Giulia Semeghini (OS, CCD di fisica), oltre a sostituire – coll'occasione – la segretaria dimissionaria con Giulio Formenti (CIDiS, di Scienze naturali).

Il rettore ha garantito che la commissione lavorerà in stretta connessione con Senato e CdA perché alla fine dei sei mesi il testo sia condiviso e approvato velocemente, e in generale che i suoi lavori saranno il piú possibile trasparenti al fine di consentire una discussione con tutta la comunità universitaria su ogni punto, una volta delineatasi un'ipotesi (pur ferme le responsabilità di ciascuno).
Naturalmente vigileremo perché ciò avvenga davvero e non solo formalmente; a questo scopo già in questi giorni stiamo valutando le candidature per i 12 posti al fine di eleggere persone competenti e disposte al dialogo, mentre per quanto ci riguarda – come anche stabilito dalla Conferenza degli studenti – condivideremo ogni informazione che sarà possibile condividere e saremo aperti a ogni discussione e proposta.
Vi invitiamo quindi a seguire i lavori in questa nuova sezione appositamente creata nel sito e a usare questo spazio (nei commenti) o se preferite la comunicazione privata per ogni suggerimento, proposta, richiesta, commento...
 

Scriviamo per aggiornarvi sulla situazione di cui abbiamo scritto a luglio e di cui avete letto nei giornali e, lunedì, dal rettore, che ha inviato la mozione approvata nella seduta straordinaria congiunta di Senato e CdA (allegata).
Per capire è necessaria una premessa: il sistema universitario italiano è da anni molto sottofinanziato, con una spesa pubblica pari all'1,6 % del PIL contro una media UE del 3% e il 3,5 % degli USA; ciò nonostante ha mantenuto in media una buona qualità, e i laureati italiani sono ben accolti all'estero (se non in Italia).
La situazione è peggiorata con le manovre economiche dell'attuale governo – in particolare le leggi 126 (sull'ICI) e 133 del 2008 –, che per il 2011 causano una riduzione dei finanziamenti (FFO) di quasi il 20 % rispetto al 2009 (meno 1300 milioni): allo stato attuale della finanziaria triennale, la nostra università non ha nessuna prospettiva, nemmeno di sopravvivenza, per il futuro. Infatti, il CdA del nostro ateneo (considerato “virtuoso”), già per chiudere il bilancio 2010, ha dovuto tagliare tutte le spese non obbligatorie, sebbene essenziali (come gli investimenti sulla didattica). Ma per il 2011 il taglio previsto è il doppio dei 680 milioni del 2010 poi ridotti a 280 con i soldi dello scudo fiscale (non disponibili per il 2011), quindi con questi tagli governativi sarebbe impossibile anche solo pagare le bollette.
Per i ricercatori il blocco dei concorsi per l'avanzamento delle carriere accademiche (unico incentivo per il merito nelle nostre università) è stato peggiorato dal DDL Gelmini, che li mette a esaurimento sostituendoli con i ricercatori a tempo determinato. Per questo i ricercatori hanno dato voce ai problemi dell'università e hanno chiesto un riconoscimento del valore del proprio lavoro impugnando l'unica “arma” a disposizione loro e dell'università ignorata da tutti, cioè il rifiuto di fare lezione (l'attività didattica non è prevista dal loro contratto). È ancora peggiore la situazione dei precari, che coprono gli insegnamenti e svolgono ricerca senza nessun diritto, e che non avendo nessun modo per farsi sentire sono ignorati a tutti i livelli.
Gli organi centrali del nostro ateneo, Senato e CdA, riuniti lunedì, hanno approvato (all'unanimità, astenuto il rappresentante di Azione Universitaria-Studenti per le libertà) il documento che vi è stato mandato e che certifica finalmente nero su bianco questa grave situazione chiedendo al governo il reintegro dei fondi e quindi l'avvio dei concorsi; e che sottolinea che senza di ciò sarebbe messa in questione la possibilità di avviare l'anno accademico (ma ancora più difficile sarà concluderlo nel 2011).
È dubbio che questa presa di posizione soddisfi tutti i ricercatori o smuova il governo.
Di fatto si prende tempo, evitando una presa di posizione forte e unitaria di tutto l'ateneo, rinviando al futuro e alle singole facoltà le decisioni sulle forme di protesta più radicali chieste dai ricercatori; infatti Tremonti, secondo le voci, promette nuovi fondi a condizione che venga approvato il DDL, in discussione alla Camera dei deputati dal 15 settembre e che dovrebbe essere discusso e approvato in aula il 14 ottobre, ultimo giorno utile prima dell'inizio dei lavori sul bilancio.
Il Senato accademico di lunedì non ha deciso nulla.
Concludendo, quindi, cerchiamo di rispondere per quanto possibile alla vostra domanda, se avrete lezione o no nelle prossime settimane.
Le lezioni sono già cominciate regolarmente a
Scienze politiche; anche a Lettere e Filosofia e Giurisprudenza i ricercatori non hanno nessuna forza e quindi hanno dovuto accettare i soliti incarichi e le lezioni procederanno come al solito.
A
Medicina, le lezioni sono già cominciate ma la facoltà è unita attorno ai ricercatori e se non ci saranno buone notizie ha garantito di sostenerli nell'astensione dalla didattica.
Le uniche facoltà attualmente mobilitate per la difesa dell'università sono
Scienze MFN, Agraria e Farmacia (vedi le statistiche), dove dal 30 al 50 % circa delle lezioni è coperto da ricercatori. In queste facoltà l'inizio delle lezioni è già stato rimandato al 4 ottobre e, a seconda dei tempi dell'eventuale rientro della protesta dei ricercatori, potrebbe essere ulteriormente rimandato di un'altra settimana o due; è comunque abbastanza sicuro che sarà impossibile coprire alcuni insegnamenti, quindi ci sarà un numero imprecisato di corsi opzionali soppressi (non attivati) e di classi di corsi analoghi (per quanto numerose) unificate. Si avranno maggiori notizie a fine mese dopo i vari Consigli di facoltà.
Potete restare aggiornati consultando il nostro sito e quello dei ricercatori rete29aprile.it.

 

 

Il Senato accademico e il Consiglio di amministrazione dell’Università degli Studi di Milano, riuniti in seduta congiunta il 20 settembre 2010 per valutare la situazione e le prospettive dell’Ateneo alla vigilia dell’avvio del nuovo anno accademico, sottolineano il carattere a vario titolo decisivo che, anche in tale ottica, rivestono le prossime due-tre settimane, nel corso delle quali, oltre ad acquisire, finalmente, il dato relativo al FFO 2010,  si svolgerà alla Camera il secondo passaggio parlamentare del DDL di riforma dell’Università e verranno definite le risorse da destinare all’Università per il 2011.

E’ indispensabile che il taglio al momento previsto, di oltre un miliardo e 100 milioni rispetto allo stanziamento 2010, già decurtato rispetto alle esigenze, venga recuperato nella misura corrispondente agli oggettivi e incontestabili fabbisogni del sistema.

Ed è parimenti indispensabile che nel DDL vengano corrette alcune norme in contrasto con una più razionale funzionalità delle strutture di governance, con particolare riguardo alla composizione del Senato accademico e dell’organo deliberante delle strutture intermedie preposte alla didattica, e che vi venga garantita l’assegnazione, a valere sui prossimi stanziamenti ordinari per gli atenei, di un numero congruo di posti di professore associato da destinare annualmente alle chiamate di ricercatori a tempo indeterminato che abbiano superato la relativa abilitazione, unitamente allo svincolo dal blocco degli scatti dei ricercatori e dei professori ai livelli iniziali delle carriere. Provvedimenti, questi ultimi, peraltro già prospettati al Senato e accantonati solo per motivi tecnici.

Il verificarsi o meno di tali situazioni inciderà in maniera determinante sulle caratteristiche e sulle stesse condizioni di avvio del prossimo anno accademico: anno, finalmente, di recupero e di rilancio del sistema e di riprogettazione - in un quadro di ampia partecipazione di tutte le componenti - delle caratteristiche organizzative e funzionali dell’ateneo, o anno del definitivo affossamento di ogni residua speranza di mantenere l’Università pubblica italiana e quella di Milano, di cui siamo responsabili, in modo specifico, ai livelli sin qui, nonostante tutto, garantiti.

Senato accademico e Consiglio di amministrazione, unitamente alle Facoltà, valuteranno per quanto di rispettiva competenza le misure e i comportamenti da adottare in relazione all’evolvere della situazione nelle prossime settimane, con il vivo auspicio che essa presenti elementi di sufficiente positività entro i quali poter dare soddisfazione anche alle legittime aspirazioni alla base della protesta e delle prese di posizione dei ricercatori.

 Senato accademico e Consiglio di amministrazione danno mandato al Rettore di riconvocare la riunione congiunta dei due organi non appena sia nota l’entità dei finanziamenti messi a disposizione del sistema universitario italiano per il 2011.

 

 

L'informatica, con tutti i servizi correlati, è stata il principale argomento di discussione, nonché l'argomento di maggiore interesse per gli studenti, dell'ultima seduta del CdA, tenutasi il 28 aprile.

Come è possibile far sí che l'ateneo abbia finalmente dei siti leggibili e utili, del materiale didattico accessibile, un sistema di verbalizzazione degli esami efficiente (elettronico, con libretto digitale sempre aggiornato), una procedura di deposito delle tesi di laurea magistrale moderno (digitale e ad accesso aperto nella rete, invece delle attuali scomodissime microfiche), una posta elettronica efficace? Questi sono solo alcuni dei servizi (una piccolissima parte) che dipendono dal funzionamento generale della nostra struttura informatica.
Da anni si discute in CdA del fatto che manca una visione generale su tutti i temi dell'informatica, con una strategia chiara e una catena di responsabilità tale da far funzionare il tutto in modo efficiente, e che la qualità e aggiornamento dei nostri servizi sta rapidamente calando. L'esempio piú visibile nella quotidianità degli studenti sono i siti d'ateneo: esiste una struttura tecnica comune su cui (quasi) tutti si appoggiano, ma le centinaia di siti su cui sono sparse le informazioni sulla didattica e sull'ateneo in generale sono estremamente incoerenti dal punto di vista della grafica ma anche dei contenuti, completamente scoordinati, con informazioni talvolta assenti o duplicate e comunque quasi mai facilmente accessibili; i responsabili dei vari siti sono sempre molteplici e comunque diversi per ogni sito, il che rende difficilissima qualsiasi decisione o proposta di miglioramento anche minima; oltre alla grafica e alla struttura tecnica, anche i server usati sono a volte "locali" invece che comuni, con grande aumento dei costi. Lo stesso accade su tutti i fronti dell'informatica d'ateneo, che pervade ormai quasi ogni aspetto della vita dell'Università.
Per questo il rettore aveva costituito il "Gruppo di lavoro per l'Information and Communication Technology", costituito dai professori Haus, Mariotti e Scarabottolo, che a dicembre ha concluso il suo lavoro presentando al CdA una serie di informazioni su tutti i servizi esistenti (compresi i relativi costi per il bilancio centrale) e alcuni suggerimenti per proseguire.
Tre mesi dopo, esaurita la fase dei CdA dedicati prevalentemente allo statuto, si è passati ad attuare il primo di questi suggerimenti, cioè quello di cominciare a scrivere una carta dei servizi, cioè l'elenco completo dei servizi informatici di cui l'ateneo decide di avere bisogno e di fornire (che sono quindi un "diritto" degli utenti) e soprattutto le relative priorità e azioni necessarie, in modo da poter successivamente individuare dove rivolgere le energie e le risorse dell'ateneo nel modo migliore per migliorare il servizio.
Se ne occuperà sempre il GdL ICT, integrato da alcuni componenti aggiuntivi, che dialogherà intensamente con tutti i responsabili e gli utenti (personale e studenti). Per quanto ci riguarda siamo pronti a fare la nostra parte e collaboreremo nei prossimi mesi a definire gli obiettivi che l'ateneo si deve porre, ad esempio per i servizi citati sopra. Vi chiediamo, se avete segnalazioni o suggerimenti, di contattarci al piú presto.

Un'altra procedura conclusasi dopo lunghi mesi di lavoro è l'avvio della gara d'appalto per le cosiddette "macchinette", cioè la piccola ristorazione mediante distributori automatici. Vi diremo di piú su questo agomento in futuro; di seguito solo alcune informazioni di base.
I distributori aumenteranno, nell'ateneo, da 93 a 109; 3 di questi erogheranno anche pasti caldi, sull'esempio della piú moderna ristorazione automatica visibile ormai in molti spazi pubblici nonché addirittura negozi dedicati, anche per sopperire parzialmente alla mancanza di locali aperti la sera; saranno creati 4 moderni spazi attrezzati per la consumazione in piedi di bevande e alimenti, dove mangiare quanto comprato e in generale per compensare la carenza di spazi simili; i distributori conteranno anche prodotti equosolidali e biologici.
Non è stato possibile per il momento, per problemi tecnici, rendere obbligatoria l'erogazione di acqua "del rubinetto", che a Milano, come del resto in quasi tutta Italia, è di ottima qualità e dovrebbe sostituire la costosa e inquinante acqua minerale (vedi le informazioni di Altroconsumo e la campagna Imbrocchiamola); non è però escluso che qualche partecipante alla gara offra questo servizio. È comunque stata alzata l'importanza data, per la vincita della gara, al prezzo dell'acqua, che come tutti sappiamo adesso è piuttosto alto.
I tre spazi con erogazione anche di pasti caldi sarano uno in via Noto 8, uno nella sede di Lodi e uno nella sede di Sesto San Giovanni; i 4 spazi attrezzati saranno invece due sempre a Sesto (piani rialzato e primo), uno in via Celoria 20 (settore didattico, piano rialzato) e uno in via Mercalli 21 (piano terra). Non è stato possibile per il momento concordare coi responsabili delle strutture l'uso di ulteriori spazi (ad esempio è evidente che ne servirebbe uno in via Festa del perdono), ma sarà sempre possibile in futuro allargare questa sperimentazione e il servizio in generale dove fosse richiesto.

Passando alle notizie di interesse generale.
L'Università ha ricevuto dalla Fondazione Cariplo finanziamenti per quasi 2 milioni di euro finalizzati alla realizzazione di diversi progetti di ricerca, di cui 0,7 milioni per ricerche in ambito biomedico, 1 sui materiali avanzati e 0,2 per giovani ricercatori. La maggior parte dei finanziamenti è per progetti di cui la nostra università è capofila. Il conseguimento di questi finanziamenti, seppure limitati ad alcuni ambiti, è l'ennesima dimostrazione della qualità della ricerca svolta nel nostro ateneo.
È stato approvato definitivamente il regolamento per il reclutamento dei nuovi ricercatori a tempo determinato (RTD), ai sensi della legge 240/2010, che mettono a esaurimento la precedente figura del ricercatore a tempo indeterminato. Il regolamento, già discusso nella seduta precedente, è stato approvato in questa forma nell'ultima seduta del Senato accademico, dove si è svolta la discussione in proposito, e sarà ora mandato al ministero per l'approvazione finale. La principale modifica effettuata in Senato è l'abolizione del limite temporale dal conseguimento del dottorato.

 
Comunicazioni del presidente: è la prima volta che la valutazione scientifica dei ricercatori ha un valore per l'assegnazione dei fondi. Sono stati finanziati 105 progetti, Unimi risulta seconda solo al CNR come progetti finanziati. Sono stati finanziati 7 progetti di cui 3 sono ricercatori esterni che hanno scelto le strutture di Unimi per svolgere la loro attività di ricerca.

Sono state assegnate 22 borse di dottorato aggiuntive.

Alcuni dei criteri che potrebbero essere utilizzati in futuro l'assegnazione dell'FFO: qualità didattica, ricerca e stato delle strutture. Speriamo che per il mese prossimo ci siano novità in merito ai finanziamenti alla nostra università. Per il 2011 i 550 milioni della finanziaria Prodi dovrebbero rimanere.

Situazione normativa: la commissione istruzione del senato riprende i lavori cominciando a votare gli emendamenti. Sono 828. Si prevede che esca abbastanza presto. C'è una certa intesa tra Camera e Senato per far sì che gli emendamenti dalla commissione del senato trovino il consenso preventivo dei colleghi della camera. 50 emendamenti presentati dal relatore: le funzioni del senato sono state in parte rinforzate e cambiata anche la composizione, il Cda rimane come nel disegno di legge. Qualche cambiamento anche a livello dei dipartimenti.

Settori scientifico disciplinari: soluzione che non dovrebbe comportare il caos. Ci sarà una distinzione tra settori concorsuali e settori disciplinari. Parecchie delle richieste della CRUI sembrano trovare accoglienza. Ricercatori: soluzione più garantita: abilitazione ad associato.

Il nodo rimane sempre quello: o ci sono soldi o altrimenti nessuna riforma può cambiare niente.

Si commenta il verbale della commissione didattica dove si è discussa della possibilità di chiudere i corsi di laurea che non garantiscono i requisiti numerici previsti. Sono stati visionati tutti i casi dell'ateneo in questione, ma di fatto solo tre corsi di laurea sono in previsione di chiusura l'anno prossimo. Tra pochi giorni dovrà uscire un decreto ministeriale che disporrà di altri criteri per la chiusura dei corsi di laurea quindi consideriamo questa iniziativa ancora iniziale. Insomma il carattere di questa iniziativa sembra piuttosto conservativo! Si poteva fare di più.

Si prevedono riduzioni di spesa per le biblioteche per il 2011. Alcune biblioteche sono in negativo, ed è impossibile che azzerino i loro conti altrimenti non avrebbero neanche i soldi per comprarsi la carta per fare le fotocopie. Viene presentata una lunga relazione sullo stato delle biblioteche, la conclusione è che i soldi sono insufficienti, ma non ha senso fare uno scontro di facoltà, nessuna spreca un centesimo.




 
Il Rettore ha comunicato all'apertura del Senato Accademico di Marzo le novità riguardo la Riforma Gelmini.

I lavori della Commissione Istruzione del Senato sono ripresi il 16 Marzo 2010 ,dopo la sospensione della seduta del 3 Marzo, in quest'occasione l'opposizione ha presentato circa 800 emendamenti al testo di legge.

Il Ministro Gelmini ha espresso l’auspicio di varare il disegno di legge sull’Università prima dell’estate. Questa dichiarazione, unita al calendario dei lavori della Commissione Istruzione del Senato, indica una chiara scelta da parte della maggioranza :i tempi di discussione sul DDL di riforma del sistema universitario sono stati fortemente ridotti.

Sinistra Universitaria, dopo l'intervento del Rettore sui fatti di Biologia, è intervenuta per chiedere chiarezza e una presa di posizione del Senato Accademico; in merito all'aggressione perpetrata a danno del ragazzo di GayStatale.

In risposta, il Rettore ha chiarito che non c'è stata una segnalazione ufficiale dell'aggressione alle autorità accademiche e ha consigliato di procedere in tal modo per fare chiarezza e avere maggior tutela dall'Università.

Il Senato ha comunque condannato all'unanimità l'atto di violenza.

Si comunica ,inoltre,che sarà organizzata grazie alla collaborazione della Facoltà di Scienze Motorie e Agraria la giornata dello Statale Sport Day .

La giornata dello Sport si svolgerà il 19 Maggio nel cortile di Agraria con la partecipazione del personale tecnico amministrativo. SU ha chiesto che fosse garantita per gli studenti con l'obbligo di frequenza una“giustificazione” per l'assenza dalle lezioni.

 

Come sempre cominciamo con le comunicazioni del presidente.

La commissione che si sta occupando della riforma Gelmini presenterà gli emendamenti i primi di marzo, ma comunque il testo modificato passerà in Senato dopo le regionali. In teoria il provvedimento potrebbe entrare in vigore prima dell’estate, ma secondo il rettore probabilmente non sarà così. Il provvedimento è una normativa, però senza risorse non si va avanti. Mancano le risorse per fare i bandi per i posti da professore associato e per i ricercatori. Ce ne vorrebbero almeno 1500 all’anno. Entro l’anno l’ANVUR dovrebbe essere operativo. Un altro nodo è quello dei settori disciplinari che dovranno essere riorganizzati.

Dopo segue un breve dibattito in cui i professori sfogano il proprio rammarico per la condizione economica delle università.

La Preside di Scienze chiede di protestare di più su questi tagli, poichè i professori sono demotivati. Il Rettore risponde che non sa cosa sia la protesta. Una delibera non servirebbe a nulla. Si sta facendo il possibile.

Il Preside di Medicina: “non si riesce a incidere, le istituzioni non riescono ad avere un'unica voce. Siamo squalificati dal punto di vista umano, culturale, perché i baroni ci stanno rovinando l’immagine. Deve nascere un movimento trasversale autonomo dell’Università, indipendentemente dalla parte da cui si parte. Non si riesce a incidere a nessun livello, perché tutte le istituzioni sono inquinate dai professori che vogliono mantenere i loro privilegi e vogliono rimanere in servizio.”

Rettore: siamo debolissimi. C’è tutto sommato una linea d’azione. La legge è una cosa positiva di per sé.

Ve l’ho riportato perché mi sembra chiaro che nessuno possa asserire che il decreto della Gelmini non stia causando dei problemi seri alle Università. Sebbene l’università necessiti di una riforma, senza il giusto apporto di risorse il sistema collasserà e non verrà certo migliorato. Peraltro ci auspichiamo che questo governo usi le commissioni e la camera come un luogo di confronto e democrazia, che non imponga la riforma senza discussione perché continuare a fare riforme non condivise non farà fare dei progressi in questo campo (come negli altri).

Per il resto della seduta di interessante c’è stata la presentazione da parte del presidente del nuovo nucleo di valutazione, Massimo Florio. Ha fatto una bella presentazione, speriamo faccia un lavoro serio e abbiamo richiesto che la valutazione partecipata comprenda anche la partecipazione degli studenti, cominciando dalla pubblicazione dei risultati dei questionari di valutazione della didattica. Tra gli aspetti positivi citati, il fatto che il nucleo è composto da 9 persone di cui 6 di professori all’estero, siamo l’unico ateneo che ha fatto questa scelta (vedi resoconto del CdA di dicembre per la composizione). Speriamo che con una valutazione esterna ci sia maggiore obiettività. Verrà proposta la valutazione anche di unità nuove, come le segreterie amministrative e i dipartimenti che non sono mai stati oggetto di valutazione.

Per il resto ordinaria amministrazione: regolamenti, dottorati, assegnazione fondi. 

 

L'argomento di maggior interesse per gli studenti trattato (di sfuggita) nella seduta del Consiglio d'amministrazione del 28 giugno 2010 è stato quello delle tasse. Come rappresentanti degli studenti, infatti, abbiamo fatto sí che venisse portato all'attenzione del CdA il parere della Conferenza degli studenti in merito alla recente delibera sulle tasse (previsto dallo statuto e non vincolante), approvato all'unanimità nella seduta del 1º giugno: «La Conferenza degli studenti sottolinea l'importanza riconosciuta nella delibera del Consiglio d'amministrazione del 27 aprile di approfondire le tematiche della contribuzione studentesca in collaborazione con i rappresentanti degli studenti fornendoli dei necessari strumenti di analisi; vede con favore e chiede che il Consiglio d'amministrazione approfondisca le diverse proposte presentate verificandone gli effetti e la fattibilità e sia messo fin da subito al corrente delle simulazioni in merito già svolte dall'amministrazione; si riserva di formulare proposte dettagliate in futuro».
La Cds ha dato delle indicazioni molto aperte; il rettore ne ha preso atto e ha confermato che se ne riparlerà nel prossimo anno accademico. Per quanto riguarda noi di SU, ci baseremo su questo per portare avanti gli obiettivi già spiegati in passato.

Ci sono poi stati diversi altri piccoli provvedimenti di interesse per gli studenti.
1) Sono quasi pronti i 176 appartamenti del palazzo di via Attendolo Sforza. L'ateneo ha preso in affitto l'edificio (vuoto) dall'ALER per alleviare il problema degli alloggi per studenti. Data la carenza di fondi, l'iniziativa è stata impostata per poter essere (tendenzialmente) a costo zero, ripagata dagli affitti pagati da studenti e docenti: gli studenti pagheranno 400 €/mese per una stanza in un appartamento da tre, quattro o cinque camere. La qualità sarà buona (con aria condizionata ecc.), quindi il prezzo è ragionevole; la Bocconi fa pagare 600 € per appartamenti simili. Gli alloggi saranno gestiti dal CIDiS, nel cui sito quindi si troveranno piú informazioni a breve (è bene ribadire che sono alloggi distinti da quelli per il diritto allo studio dati ai borsisti).
2) Procedono speditamente i lavori di rinforzo della sede di Crema.
3) L'ateneo prende in affitto per tre anni il centro sportivo Saini per le esigenze di Scienze motorie, in sostituzione degli impianti di Cernusco. Ci siamo assicurati che la qualità degli impianti sia garantita (sono previsti investimenti a breve) e ci muoveremo per chiedere al comune un potenziamento dei trasporti pubblici (38).
4) Il CdA, previa consultazione con il Senato accademico, ha deliberato che l'anno prossimo le spese per affidamenti e professori a contratto saranno (almeno) del 20 % inferiori rispetto a quest'anno. Le facoltà ne terranno conto nello stabilire l'offerta didattica "aggiuntiva" (che in realtà spesso è fondamentale) non svolta da loro docenti, comunque il vero finanziamento si saprà solo col bilancio preventivo 2011 (il preventivo 2010, vi ricordiamo, aveva inizialmente azzerato questa voce).

Quest'ultimo argomento ci porta al piatto forte della seduta, il personale. Come ricorderete, la legge 133/2008 ha limitato gli avvicendamenti (turn-over) di personale al 50 %; dato il forte numero di pensionamenti, l'ateneo avrebbe la possibilità (teorica) di assumere un certo numero di persone, però il bilancio non lo consente. Ci si è limitati quindi ad aggiungere ai 25 posti per ricercatori pagati (per i primi anni) dal Ministero (fondi Mussi, quota 2009) 10 ulteriori posti pagati dall'ateneo (per un costo di circa 500.000 €/anno), precedentemente spartiti dal Senato (uno per facoltà), rimandando ulteriori assunzioni (fra cui quelle di associati e ordinari). Nel complesso restano ancora i due terzi delle assunzioni ancora da fare: al momento quindi viene sostituito solo 1/6 del personale che va in pensione, non la metà, ed è evidente l'impoverimento dell'ateneo causato dalle decisioni del governo.

A questo proposito, si continua a non saper nulla sui finanziamenti all'università per il 2010. Ancora piú incerto il 2011, quando non si sa nemmeno se ci saranno i fondi per le borse di studio CIDiS, o i 40 milioni di euro per borse di dottorato ottenuti dal senatore Valditara (e senza i quali le borse scenderebbero del 15-20 %). Per quest'anno, ci sono state assegnate 22 borse di dottorato dal "fondo per il sostegno dei giovani" 2009 del MIUR e faremo richiesta per la "dote ricerca applicata" istituita in campagna elettorale dalla Regione Lombardia per 94 annualità di borse di dottorato.

Come potete vedere anche dal sito del Senato della Repubblica, inoltre, il DDL  Gelmini è bloccato in parlamento (cfr. comunicato CRUI).

 

Ospite di questo Consiglio è il Rettore Enrico Decleva. Con lui si è svolta una lunga discussione, sulla situazione finanziaria dell'Ateneo, sulla Riforma la conseguente necessità di riscrivere lo Statuto d'Ateneo.

Nella seduta vera e propria, unico argomento rilevante è la segnalazione che devono essere eliminati i moduli da 3 CFU in corsi di base e caratterizzanti.

 

Incontro con Decleva

 

La situazione economica è meno peggio del previsto, nel senso che i tagli effettivi sono minori di quelli (assai pessimistici) considerati nel bilancio di previsione, abbiamo quindi un "tesoretto" per il 2011 che si prospetta, quindi, "decoroso". I tagli, comunque, ci sono e l'unico margine che resta deriva dal fatto che sono stati bloccati gli aumenti salariali dei docenti, quindi resistiamo pagando meno il personale.

Sembra che ci saranno possibilità per chiamare gli idonei (cioè coloro che hanno vinto un concorso per salire di fascia), ma non si sa bene nè quando nè come...

Comunque la si giri, nella migliore delle ipotesi "tiriamo a campare", riusciamo ad arrabbattarci e a chiudere il bilancio, che fin'ora tiene gli stipendi sotto il limite del 90% del FFO (tra i pochi in Italia). Non c'è spazio per investimenti che vadano oltre l'oridnaria amministrazione (e forse qualcosina meno). Il Rettore ci tiene a precisare che "poteva andare peggio". Questa è la posizione che, del resto, ha sempre tenuto anche sulla stampa. Sottolinea che, nel "poteva andare peggio" rientra la bocciatura delle riforma (!!) senza la cui approvazione non sarebbero arrivati i fondi che ci permettono di restare a galla.

Molti sono stati gli interventi dei docenti, preoccupati per l'impossibilità di fare i necessari investimenti per grandi strumentazioni scientifiche. Preoccupazione, inoltre, suscita la possibilità di aumentare, anzichè ridurre, l'eccessiva burocrazia interna.

Noi studenti abbiamo espresso il nostro timore per una possibile dimizione della qualità della didattica in seguito alla diminuzione del numero di docenti contestualmente ad un aumento degli studenti. Inoltre, l'assenza di strumentazioni di qualità per la ricerca, ha effetti pure sulla didattica, che nella nostra Facoltà viene largamente svolta nei laboratori.

Seduta vera e propria

Come già detto, in seguito ad una nota ministeriale, dal 2011/2012 andranno eliminati i moduli da 3 CFU in insegnamenti di base e caratterizzanti

l'open day di Facoltà sarà il 12 febbraio. non sappiamo esattamente cosa dire agli studenti, bisogna pregarli di tenersi informati

Statuto

lo statuto di Ateneo andrà riscritto nei prossimi 6 mesi. Verrà costituita una commissione di 15 persone per scrivere materialmente il nuovo testo. L'approvazione sarà compito di Senato e CdA.

Questa commissione, presieduta dal Rettore, sarà composta da 12 membri nominati da CdA e SA (6+6) non tra i propri membri e 2 studenti nominati dalla Conferenza degli Studenti.

Nella commissione dovranno essere presenti almeno un ricercatore, un associato e un tecnico amministrativo e non più di due membri per Facoltà.

La Conferenza degli studenti ha già nominato il nostro Federico Leva (rappresentante in CdA) e Giulia Seneghini (rappresentante in CdF di Scienze per Obbiettivo Studenti).

La nostra Facoltà punta a due membri.

Ragusa, in quanto membro del CdA specifica che richiederà ai candidati assicurazioni sui seguenti temi: elettività e trasparenza del CdA (a cui la legge affida, in pratica, potere assoluto), una chiara evoluzione in chiave dipartimentale e una più larga capacità dialettica tra gli organi. 

 
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