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Lunedì 05 Luglio 2010
Scritto da Federico Leva
L'argomento di maggior interesse per gli studenti trattato (di sfuggita) nella seduta del Consiglio d'amministrazione del 28 giugno 2010 è stato quello delle tasse. Come rappresentanti degli studenti, infatti, abbiamo fatto sí che venisse portato all'attenzione del CdA il parere della Conferenza degli studenti in merito alla recente delibera sulle tasse (previsto dallo statuto e non vincolante), approvato all'unanimità nella seduta del 1º giugno: «La Conferenza degli studenti sottolinea l'importanza riconosciuta nella delibera del Consiglio d'amministrazione del 27 aprile di approfondire le tematiche della contribuzione studentesca in collaborazione con i rappresentanti degli studenti fornendoli dei necessari strumenti di analisi; vede con favore e chiede che il Consiglio d'amministrazione approfondisca le diverse proposte presentate verificandone gli effetti e la fattibilità e sia messo fin da subito al corrente delle simulazioni in merito già svolte dall'amministrazione; si riserva di formulare proposte dettagliate in futuro». La Cds ha dato delle indicazioni molto aperte; il rettore ne ha preso atto e ha confermato che se ne riparlerà nel prossimo anno accademico. Per quanto riguarda noi di SU, ci baseremo su questo per portare avanti gli obiettivi già spiegati in passato. Ci sono poi stati diversi altri piccoli provvedimenti di interesse per gli studenti. 1) Sono quasi pronti i 176 appartamenti del palazzo di via Attendolo Sforza. L'ateneo ha preso in affitto l'edificio (vuoto) dall'ALER per alleviare il problema degli alloggi per studenti. Data la carenza di fondi, l'iniziativa è stata impostata per poter essere (tendenzialmente) a costo zero, ripagata dagli affitti pagati da studenti e docenti: gli studenti pagheranno 400 €/mese per una stanza in un appartamento da tre, quattro o cinque camere. La qualità sarà buona (con aria condizionata ecc.), quindi il prezzo è ragionevole; la Bocconi fa pagare 600 € per appartamenti simili. Gli alloggi saranno gestiti dal CIDiS, nel cui sito quindi si troveranno piú informazioni a breve (è bene ribadire che sono alloggi distinti da quelli per il diritto allo studio dati ai borsisti). 2) Procedono speditamente i lavori di rinforzo della sede di Crema. 3) L'ateneo prende in affitto per tre anni il centro sportivo Saini per le esigenze di Scienze motorie, in sostituzione degli impianti di Cernusco. Ci siamo assicurati che la qualità degli impianti sia garantita (sono previsti investimenti a breve) e ci muoveremo per chiedere al comune un potenziamento dei trasporti pubblici (38). 4) Il CdA, previa consultazione con il Senato accademico, ha deliberato che l'anno prossimo le spese per affidamenti e professori a contratto saranno (almeno) del 20 % inferiori rispetto a quest'anno. Le facoltà ne terranno conto nello stabilire l'offerta didattica "aggiuntiva" (che in realtà spesso è fondamentale) non svolta da loro docenti, comunque il vero finanziamento si saprà solo col bilancio preventivo 2011 (il preventivo 2010, vi ricordiamo, aveva inizialmente azzerato questa voce). Quest'ultimo argomento ci porta al piatto forte della seduta, il personale. Come ricorderete, la legge 133/2008 ha limitato gli avvicendamenti (turn-over) di personale al 50 %; dato il forte numero di pensionamenti, l'ateneo avrebbe la possibilità (teorica) di assumere un certo numero di persone, però il bilancio non lo consente. Ci si è limitati quindi ad aggiungere ai 25 posti per ricercatori pagati (per i primi anni) dal Ministero (fondi Mussi, quota 2009) 10 ulteriori posti pagati dall'ateneo (per un costo di circa 500.000 €/anno), precedentemente spartiti dal Senato (uno per facoltà), rimandando ulteriori assunzioni (fra cui quelle di associati e ordinari). Nel complesso restano ancora i due terzi delle assunzioni ancora da fare: al momento quindi viene sostituito solo 1/6 del personale che va in pensione, non la metà, ed è evidente l'impoverimento dell'ateneo causato dalle decisioni del governo. A questo proposito, si continua a non saper nulla sui finanziamenti all'università per il 2010. Ancora piú incerto il 2011, quando non si sa nemmeno se ci saranno i fondi per le borse di studio CIDiS, o i 40 milioni di euro per borse di dottorato ottenuti dal senatore Valditara (e senza i quali le borse scenderebbero del 15-20 %). Per quest'anno, ci sono state assegnate 22 borse di dottorato dal "fondo per il sostegno dei giovani" 2009 del MIUR e faremo richiesta per la "dote ricerca applicata" istituita in campagna elettorale dalla Regione Lombardia per 94 annualità di borse di dottorato. Come potete vedere anche dal sito del Senato della Repubblica, inoltre, il DDL Gelmini è bloccato in parlamento (cfr. comunicato CRUI).
Domenica 18 Luglio 2010
Scritto da Alessandra Brambati
Il tema principale del Senato di luglio (e quello più interessante) è stata la protesta dei ricercatori e la situazione normativa per quello che concerne il ddl 1905 di riforma dell'Università. Il testo del ddl sarebbe previsto all’ordine del giorno della seduta del Senato della Repubblica del 22 luglio nel Senato della Repubblica con ulteriori emendamenti che abbraccerebbero le posizioni della mozione CRUI dell'8 luglio. Visti gli impegni e le difficoltà del governo abbiamo dei seri dubbi su tali tempistiche, ma speriamo che l'iter e la discussione proseguano. Pare che vi sarà un rapido superamento della legge sul turnover e che non dovrebbe esserci la stabilizzazione del professore aggregato. Indiscrezioni inoltre parlano di un provvedimento che permetterebbe ai professori di rimanere fino ai 75 anni fuori ruolo ed essere pagati come pensionati, una prospettiva certo non positiva, ricordiamo che il Senato Accademico ha scelto di non prorogare di un biennio i docenti con70 anni d’età. Il Rettore ha inoltre affermato che il punto centrale che va migliorato nel ddl è quello del reclutamento dei ricercatori. Decleva poi passa alla questione più cocente: “Sul piano finanziario si tratta di vedere se nel contesto della legge ci saranno risorse incorporate e quantificate. Bisogna vedere la manovra economica che trattamento ci riserva, come istituzione non dovrebbe esserci niente, nel personale dovrebbero esserci il blocco degli scatti stipendiali.” Fondamentalmente a parte le indiscrezioni di concreto c'è davvero poco. La situazione è molto incerta, non si sa cosa accadrà, anche il rettore sostiene che non si possa fare alcun genere di previsione. L’unica novità riguardo le modalità di assegnazione del 7% dell’ FFO, redistribuito tra le università in base al merito. Nuovi indicatori su base premiale sarebbero stati individuati e in base a previsioni indicative quasi tutti gli Atenei dovrebbero rimanere stabili o perdere fino al 4%, mentre nessuno guadagnerà in finanziamento. I ricercatori a questo punto sollevano la questione della loro protesta con la mozione che hanno portato in Senato, che è sul tavolo di fronte a tutti. Si apre una lunga discussione, dove fondamentalmente molti presidi, insieme ai ricercatori e noi studenti, chiedono che il Senato prenda una posizione. Il Rettore sostiene che “come Istituzione abbiamo il dovere di assicurare il massimo di funzionamento con le risorse disponibili. Se non ci saranno soldi taglieremo dei corsi. Se ci sono delle iniziative specifiche dei ricercatori quella sarà una loro scelta individuale, non è uno sciopero.” Noi come Sinistra Universitaria siamo intervenuti a sostegno della protesta dei ricercatori, che riteniamo sia fondata su presupposti validi. Altresì abbiamo espresso la nostra preoccupazione sulle conseguenze che la loro protesta possa avere, suggerendo forme di protesta che non inficino totalmente il nostro percorso formativo. Abbiamo chiesto anche noi che il Senato prendesse una posizione unanime perché rappresentativo di tutte le componenti, professori, ricercatori, personale tecnico e studenti. In conclusione il Senato ha deliberato una mozione che aderisse alle posizioni della CRUI espresse lo scorso 8 luglio poiché era l’espressione che sembrava la più equilibrata e concreta, in modo da ribadire la nostra preoccupazione e la necessità di rimanere uniti. Di seguito il testo: “Il Senato accademico dell’Università degli Studi di Milano si riconosce nelle posizioni espresse dalla CRUI nel documento dello scorso 8 luglio ed esprime le più vive preoccupazioni per la situazione che si determinerebbe nell’Ateneo in assenza di una rapida approvazione del DDL di riforma dell’Università e di un recupero dei tagli stabiliti sul Fondo di finanziamento ordinario delle Università per il 2011. Il Senato accademico dà mandato al Rettore di convocare all’inizio di settembre una riunione congiunta del Senato accademico e del Consiglio di amministrazione per valutare la situazioni e le condizioni di avvio dell’anno accademico, fatta salva la convocazione di un Senato accademico straordinario nel caso in cui l’urgenza lo richiedesse.” Alessandra, Aurora, Barbara
Mercoledì 09 Giugno 2010
Scritto da Federico Leva
Il principale argomento del CdA dello scorso 25 maggio è stato ovviamente il bilancio consuntivo, su cui però c'era poco da dire; l'attenzione si è concentrata quindi sul consiglio dei ministri del giorno successivo, che ha "approvato" la famosa manovra economica per ridurre il debito pubblico. Purtroppo, solo in questi giorni il testo "vero" è stato pubblicato in gazzetta ufficiale e si comincia a capirne qualcosa (e mancano ancora le modifiche del parlamento). Gli elementi principali della manovra sono nell'ordine il taglio dei trasferimenti agli enti locali, la riduzione degli stipendi ai dipendenti statali e il taglio "a pioggia" sui bilanci dei ministeri. Rispetto alle previsioni, è confermata l'esclusione dell'università da ulteriori tagli (art. 2), che ricordiamo essere al momento di 280 milioni per il 2010 e 1200 milioni per il 2011 (rispetto al 2008), e da un ulteriore blocco dell'avvicendamento (turn-over); non è invece affatto chiaro quale sia la situazione dell'FFO: si parlava di un'assegnazione dei 400 milioni dello scudo fiscale, di una pari riduzione dei tagli per il 2011 e del ripristino dei 550 milioni annuali straordinari (2008-2010) di Padoa-Schioppa, ma i soldi dello scudo ancora non ci sono, gli altri 400 milioni non si capisce dove siano e dei 550 non si sa nulla. Il taglio degli stipendi (blocco degli scatti stipendiali di ogni genere per tre anni, riduzione dello stipendio per chi ha avuto aumenti superiori al 3,2 % nell'ultimo contratto, riduzione e rateizzazione della liquidazione) darà un po' di ossigeno al bilancio dell'università (rispetto a quanto si temeva a febbraio per le spese correnti), però è doppiamente regressivo: non solo la manovra nel suo complesso penalizza le fasce medio-basse della popolazione, ma nel caso dell'università a essere veramente svantaggiati saranno i docenti che sono già piú poveri, cioè i ricercatori non confermati (il "limbo" in cui ci si trova nei primi tre anni da ricercatore a tempo indeterminato), la cui "conferma" ritarderà di tre anni, il che significa una riduzione dello stipendio del 20-25 %. Sembrava ovvio l'inserimento di un'eccezione, che al momento non c'è. Qui invece alcuni conti sui tagli ai tecnici-amministrativi. Non è invece chiaro quale sarà l'effetto del taglio (del 50 %) dei contratti a tempo determinato (in cui rientra parte dei ricercatori precari) di cui all'rt. 9 comma 28, mentre le "consulenze" per l'università non vengono tagliate (art. 6 comma 7). Altre curiosità sulla manovra: l'università è esclusa dai tagli sulle indennità di funzione e sulle spese di rappresentanza (art. 6 commi 2 e 8); gli ISU (da noi CIDiS) dovranno comunicare all'INPS chi riceve borse di studio e altri aiuti, evidentemente per scovare gli evasori e i finti poveri (art. 38 comma 1). Tornando al bilancio consuntivo 2009, la prima cosa da dire è che i conti sono in ordine perché è sostanzialmente in pareggio, però con un "avanzo" (nel senso di differenza fra entrate e uscite correnti annuali) di 1,8 milioni contro 4,3 del 2008, e questo nonostante i forti tagli con cui si sperava di accantonare qualcosa per i difficili anni a venire (3 milioni in meno per la ricerca, -0,8 per il potenziamento della didattica, -2 per la manutenzione straordinaria e niente per le grandi attrezzature): infatti sono stati mangiati dall'aumento delle spese correnti di 4,2 milioni, di cui 3,8 per spese di personale (per aumenti e scatti fuori dal controllo dell'ateneo). Questo a fronte di entrate stabili. Lo scarso avanzo di bilancio (rispetto ai 10,5 milioni del 2008 usati nel 2009) fa sí che i prossimi bilanci siano necessariamente peggiori. Per quanto riguarda invece la contribuzione studentesca, a bilancio risulta diminuita perché per non far sembrare le entrate maggiori di quelle che siano davvero non sono piú stati considerati quei circa 4 milioni di mancate entrate per le seconde rate non ancora pagate al 31 dicembre 2009 (che gli studenti ovviamente pagano, ma in ritardo). Abbiamo infine ottenuto un dato ufficiale sul rispetto del limite del 20 %: l'amministrazione calcola che è rispettato, perché siamo al 19,9 %, oppure il 18,5 % se si considera l'FFO virtuale (di 321 milioni invece dei 292 reali). Purtroppo, come ci è stato confermato, non ci sono regole precise per calcolare questo limite, che i governi non hanno mai voluto applicare sul serio (altrimenti l'avrebbero impostato in un altro modo). Abbiamo anche avuto un elenco non ufficiale delle voci scorporate per ottenere questo dato, ma ne parleremo piú avanti. Quel che è certo, comunque, è che – come abbiamo sempre detto – non c'è spazio per aumentare la contribuzione studentesca. Questo sembra che sia ormai chiaro a tutti. Infine,un paio di questioni interessanti per gli studenti. Abbiamo chiesto aggiornamenti sulla mensa di via Golgi: per quanto riguarda gli ampliamenti in via Clericetti, il CIDiS ha già concluso tutte le procedure burocratiche, quindi si prevede che i tempi saranno rispettati; per i lavori dell'Ateneo nella Balena di via Golgi, invece, ci sono dei ritardi. Per la facoltà di Scienze motorie: vista la situazione del bilancio, sono stati accantonati tutti i progetti (costosissimi) come quello di Cernusco sul Naviglio; si penserà a una soluzione che sfrutti per quanto possibile gli edifici che l'Ateneo ha già.
Mercoledì 14 Luglio 2010
Scritto da Alessandra Brambati
Cari studenti, la situazione dell’Università sta diventando inaccettabile. Se non si fa niente il sistema è destinato alla paralisi se non al fallimento. I ricercatori si stanno muovendo con una protesta mai vista prima: l’anno prossimo si asterranno dai loro compiti didattici non obbligatori. Anche il resto dell’Università si sta mobilitando sia in supporto dei ricercatori sia portando avanti la protesta in forme differenti. Dagli associati fino ai Presidi e alla CRUI, tutte le componenti dell’Università stanno lanciando un grido di allarme: così non si può continuare. Anche noi di Sinistra Universitaria siamo preoccupati per l’effetto devastante che i tagli spregiudicati del governo potranno avere sulla ricerca, sulla cultura, sull’economia del nostro paese, sul nostro futuro! L a cosa che più ci preoccupa è la disinformazione: ne parla Nature ma non i nostri quotidiani né telegiornali. La nostra prima arma è l’informazione, quindi: informatevi! Noi stiamo raccogliendo informazioni sul nostro sito (www.sinistrauniversitaria.net). Non solo i rappresentanti devono aggiungere la loro voce a quella di docenti e ricercatori per chiedere un futuro, ma ogni studente deve impegnarsi per difendere l’Università e il futuro di questo paese! I rappresentanti di Sinistra Universitaria
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