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Tag:proroghe
Il più importante dei punti all'ordine del giorno del Senato Accademico del 15 Dicembre riguardava la decisione che già da tempo il Senato doveva prendere in merito alla questione “Coggi”. La richiesta del Professore di rimanere in servizio oltre al limite di 70 anni di età era stata avanzata dal 7 Luglio 2009. Dopo diversi rinvii mediati dal Rettore per garantire ai membri del Senato una conoscenza approfondita del progetto portato avanti da Guido Coggi in collaborazione con la Regione, il Senato Accademico ha votato. Con votazione a maggioranza semplice, ha rifiutato la richiesta di permanenza in servizio di Guido Coggi. Il Senato ha quindi dimostrato coerenza utilizzando un criterio egualitario che già aveva applicato nei confronti degli altri professori che in precedenza sono stati mandati in pensione.
 
Altro argomento molto importante è stato l'assegnazione dei posti di ricercatore della Facoltà di Farmacia. La seduta di Novembre aveva invitato la facoltà a riformulare le richieste dei 4 posti da assegnare ai diversi settori scientifico-disciplinari, per la ripartizione dei 49 posti di ricercatore cofinanziati assegnati all'Ateneo. Le richieste dovevano essere basate su criteri generali, tra i quali: l'esigenza del rinnovamento generazionale, la presenza di un significativo carico didattico con una presenza limitata di ricercatori, l'attivazione di insegnamenti per il processo di rinnovamento della facoltà. Alla fine il Senato, vista la delibera del Consiglio di Facoltà di Farmacia del 27 novembre, ha approvato la ripartizione dei 4 posti di ricercatore senza l'unanimità e con diversi astenuti.

 
Il primo punto all’ordine del giorno è la questione del Professor Coggi, prorettore della Statale di Milano che ha chiesto al Senato Accademico di permanere in servizio oltre il limite di età (70 anni). Questa richiesta è stata portata già nel Senato del 7 luglio, ed ancora non è stata risolta. Prima il Senato ha deliberato una proposta di regolamento per gestire tutte le richieste di permanenza in servizio.
Il Senato, per motivi di bilancio, decide di non ammettere più nessun professore oltre i 70 anni, a meno che non vi siano uno speciale interesse per l’Università.
(Non è specificato come si facciano ad individuare progetti di “speciale interesse”, noi abbiamo già mostrato i nostri dubbi a riguardo.)
A seguire un dibattito intenso, nel quale il Professor Coggi ci espone il proprio progetto sanitario, in accordo con la Regione, e nel quale alcuni professori esprimono le proprie perplessità sulla questione.
Non è ben chiaro come la permanenza in servizio presso Unimi sia considerata una conditio sine qua non il progetto non possa avviarsi.
Nessuno pone dubbi sulla validità del progetto, né sulle competenze e capacità dell’attuale Prorettore.
Sono due i filoni di pensiero che si vanno distinguendo: una che considera i vantaggi che porterà questo progetto alla Statale di Milano e le conseguenze di un diniego dei rapporti tra Unimi e Regione, e invece un’altra scuola di pensiero che considera l’eventuale delibera favorevole un atteggiamento ineguale nei confronti degli altri professori che invece sono stati mandati in pensione. Se si è deciso un principio e questo deve valere in ogni caso. L’Università ha fatto una scelta ben precisa e dovuta alla situazione finanziaria grave nel quale versa. Con dispiacere, si è obbligati a rinunciare a professori di qualità e a persone competenti.
 
Nel Senato di dicembre sarà votata la questione.
Non sono state discusse altre questioni di particolare rilievo per gli interessi degli studenti.
 
 

Mancano ancora i rappresentanti del personale tecnico amministrativo al tavolo del Senato. 

All’inizio della riunione abbiamo segnalato la nostra preoccupazione per la decisione del Politecnico di chiudere la mensa di via Golgi ed alla nostra richiesta di informazioni il prorettore Casati (presidente del Cidis, organo a cui spetta la gestione delle mense della statale) ha dichiarato che risulta che la mensa del politecnico offre dagli 800 ai 1200 pasti al giorno e le mense del Cidis saranno in grado di assorbire solo parzialmente questa domanda rischiando un sovraccarico. E’ stato garantito un impegno da parte della statale a livello di amministrazione comunale pur ammettendo che la decisione di interrompere questo tipo di servizio spetta unicamente al Politecnico.

Ai membri del Senato sono stati presentati i dati sul numero di immatricolati a quest’a.a. che confrontati con quelli del precedente anno rivelano una certa stabilità, senza destare quindi alcuna preoccupazione.

Era all'ordine del giorno la questione del professore Coggi, di cui abbiamo già avuto modo di parlare, ma si è deciso di rinviare la discussione al Senato successivo, dopo aver sentito direttamente il prorettore in commissione didattica. 

Sono stati nominati i membri del Senato nelle varie commissioni d’Ateneo (Commissione di Ateneo per le Biblioteche, Comitato Pari Opportunità) ed è stato ricostituito il Comitato Etico. In particolare segnaliamo la nomina del consigliere d’amministrazione di Sinistra Universitaria Federico Leva al Comitato Pari Opportunità.

Il resto della seduta ha riguardato il tema della ricerca. Sono stati attribuiti 45 posti di ricercatore sui 49 disponibili rimandando alla prossima riunione l’attribuzione dei posti di Farmacia poiché il consesso nutriva dubbi sul rispetto dei criteri guida indicati precedentemente nella designazione dei posti in quella facoltà. Una lunga riflessione è stata infine dedicata alle linee generali di lavoro sulla Ricerca in UniMi, partendo dalle considerazioni del prorettore per la ricerca Alberto Mantovani. Le parole chiave individuate sono state valutazione (avanzando l’idea di un nucleo di valutazione caratterizzato dalla terzietà), promozione dei giovani e competitività internazionale.

Il Senato ha inoltre approvato il verbale della Commissione didattica del 29 ottobre. In Apertura della Commissione Dario Casati ha presentato lo stato dei lavori riguardo la Valutazione della Didattica: il progetto ha subito un arresto a causa della  delibera del Senato accademico dell’aprile 2009 che aveva bocciato il documento presentato dal gruppo di lavoro e pertanto riaperto la discussione nel gruppo di Valutazione della Didattica. Nel corso della commissione sono state affrontante con un vivace dibattito  tutte le problematiche coinvolte in merito : alla pubblicazione dei risultati dei questionari compilati dagli studenti, le modalità di discussione nei ccd e cdf per rendere utili i dati raccolti  e il confronto con i dati delle banche d’Ateneo. Dai rappresentanti degli studenti sono stati avanzati numerosi dubbi riguardo la decisione del Nucleo di Valutazione di escludere l’uso dei questionari online, che potrebbero coinvolgere un numero superiore di studenti ed essere uno strumento più efficace per la valutazione dei corsi. La commissione ha dato mandato al  Prorettore di preparare un documento di lavoro da presentare al Senato Accademico,  se raggiungerà un consenso dai componenti della Commissione  e decide di propone al SA  un approfondimento  su tre argomenti

1)        Le modalità di pubblicizzazione dei questionari, al fine di dare un adeguato riscontro ad essi nel rispetto della privacy;

2)        le modalità di presentazione e di Valutazione nei CCD e Consigli di Facoltà;

3)        il completamento dei dati rilevati dai questionari con dati di contesto e di confronto contenuti nelle Banche Dati di Ateneo al fine di riuscire a collocare il contesto della rilevazione.

le rappresentanti in Senato Accademico
Alessandra, Aurora e Barbara

 

All'inizio della seduta del Senato una delegazione dei lavoratori del personale tecnico amministrativo (del sindacato CGIL) è intervenuta alla seduta. Quella di ottobre è la prima seduta di un Senato parzialmente rinnovato, sono entrati in carica i rappresentanti dei ricercatori e dei professori e il nuovo prorettore per la ricerca, Alberto Mantovani.  Anche i rappresentanti del personale tecnico avrebbero dovuto ma questi non hanno eletto nessun rappresentante in segno di protesta e sono intervenuti in Senato. Fondamentalmente le loro richieste sono state:

1)    Pari dignità negli organi di governo

2)    Presa di posizione del Rettore contro la gestione aziendale delle Università e la riforma

3)    Trasparenza degli atti

4)    Contratto migliore e decentrato

Sul loro sito potete trovare altre informazioni: http://www.cgil.unimi.it/index.php/comunicati-2009/ottobre-2009/197-baroni-rampanti.html

Non ci pronunciamo sulle questioni sindacali del contratto, poiché non siamo a conoscenza delle trattative che stanno intercorrendo tra le parti, e peraltro non è competenza del senato discuterne; qualche cosa possiamo dirlo invece sulle altre richieste. Anche noi siamo preoccupati della rappresentanza studentesca negli organi di governo che nella bozza di riforma sulla governance della Gelmini viene fortemente ridotta, ma attenderemo ad avere una posizione precisa fino all'ufficializzazione della riforma. Ovviamente l'aumento dell’incidenza di decisione e di partecipazione al governo dell’Università, da parte di quelli che sono i maggiori utenti della stessa, ovvero gli studenti, è da noi fortemente auspicato. Per quanto riguarda la trasparenza degli atti siamo molto d’accordo con i rappresentanti dei lavoratori, che hanno espresso la stessa volontà che abbiamo esplicitato nel nostro programma elettorale.

Il Senato ha valutato le richieste di una serie di professori di rimanere in Università per un biennio oltre il limite di collocamento a riposo ma quasi all’unanimità (astensione di uno) non è stata concessa alcuna proroga. Questa è stata una decisione dettata da ragioni economiche, ma probabilmente le ragioni non dovrebbero essere solo di questa natura: valutato che l’Ateneo può “fare a meno” di certi professori per questioni didattiche, la possibilità di assumere professori nuovi e magari più giovani e in termini di qualità migliori deve essere primaria e non subalterna a ragioni di carattere economico.

Altro tema di interesse per gli studenti è il Progetto di Internalizzazione di UniMi presentato dal Prorettore Regini. Vengono presi in considerazione tre parametri per misurare il reale livello di internazionalizzazione di un ateneo, a cui UniMi vuole dare priorità:

1)    attrattività di studenti stranieri

2)    attrattività di docenti, ricercatori, post-doc stranieri

3)    diffusione percorsi formativi integrati con università ed enti stranieri

Alcuni dati (non molto sorprendenti a dir la verità):

-       L’italia è uno dei sistemi universitari meno internazionalizzati (rispetto a Francia e Germania, che non sono anglofone il divario è molto netto)

-       Il sistema Lombardo è una delle regioni con i dati peggiori, del centro-nord del Paese

-       Il contesto nazionale e regionale sono quindi particolarmente sfavorevoli-       I dati più favorevoli sembrano registrarsi nell’area post-laurea (master, dottorati, scuole di specializzazione)

-       Su un organico di 2432 docenti strutturati (al settembre 2009) solo 10 sono stranieri.

-       UniMi ha attivato un solo percorso di titolo doppio di secondo livello (c’è comunque la volontà da parte di alcuni coordinatori di lauree magistrali di istituire double-degrees); Regini propone di focalizzare gli sforzi soprattutto nell’area post-laurea, anche perché si tratta del livello dove più conta la qualità dell’attrattività dell’ambiente scientifico, un fattore competitivo per un’università research-intensive come UniMi. Il documento presentato è stato ben accolto dai componenti del SA, le obiezioni sollevate però sono sempre di carattere economico. Le risorse affidate ai dipartimenti sono troppo poche talvolta, per far fronte alle spese per accogliere ricercatori e professori stranieri. Un altro problema sollevato è quello relativo alle strutture di accoglienza, come ad esempio gli alloggi, di competenza del CIDiS. Un’altra interessante osservazione è stata la possibilità di avere un accesso preferenziale per ottenere il visto per gli studenti, i professori e ricercatori stranieri, in modo tale da rendere la burocrazia italiana un po' meno “spaventosa” e più accogliente. Altro punto sottolineato è stato che l’accoglienza di studiosi stranieri deve andare di pari passo con la selezione della qualità. Per noi studenti, che ormai abbiamo un respiro europeo e il nostro sguardo non è più limitato ai confini nazionali, questi progetti non possono che trovare il nostro appoggio: speriamo soprattutto che si trovi un modo snello per avviare questo processo (che in realtà impiegherà anni a dare effetti statisticamente rilevanti) e soprattutto che si trovino le risorse per sviluppare quella che sempre di più sta diventando un’università internazionale. 

Infine il Senato ha scelto due rappresentanti al suo interno per il direttivo del COSP http://www.cosp.unimi.it/, tra i quali è stata scelta la nostra senatrice Barbara per rappresentare gli studenti. 

 

 

Martedì 29 settembre si è svolta la seduta del Senato Accademico prevista per il 22 e sospesa a causa di una protesta degli studenti dei Collettivi sulla commissione disciplinare (vedi post precedente).
Si sono nel frattempo conclusi i lavori della commissione disciplinare, incaricata di valutare il comportamento di 5 studenti presenti al torneo di calcio non autorizzato The Cleva's Cup, il cui risultato è stato quello di proporre una sanzione di 3 mesi di sospensione della didattica allo studente riconosciuto come organizzatore dell'evento e un mese di sospensione per un altro ragazzo. Il Senato Accademico ha concordato e deliberato all'unanimità. Siamo stati fin da subito critici sul metodo di individuazione degli studenti (gli studenti presenti alla manifestazione erano più di 5) ma siamo soddisfatti che la sanzione decisa non sia eccessivamente invalidante per la carriera accademica di questi studenti. Il principio che ha mosso le nostre azioni è stato quello per cui è giusto sanzionare comportamenti non rispettosi delle strutture e degli spazi pubblici, che sono di tutti. L'università garantisce pienamente il diritto d'opinione di qualsiasi studente.

Si sono infine individuati i criteri per concedere la permanenza in servizio dei docenti per un biennio oltre i limiti d'età. La legislazione infatti prevede che un docente debba andare in pensione all'età massima di 70 anni salvo eccezioni. Tra i criteri individuati per concedere la proroga vi è l'eventualità per cui un docente "risulti impegnato nello sviluppo di progetti di rilevante interesse
per i quali la loro permanenza in servizio sia condizione indispensabile". Noi abbiamo espresso una posizione contraria alla delibera poichè questa clausola, per quanto debba essere una clausola generale, risulta troppo generica, rischia di aprire ampi margini di discrezionalità e di individuare una strada per i professori che
vogliono evitare il pensionamento obbligatorio.

 
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