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Tag:erasmus

US Navy 041005-N-4204E-035 Commanding Officer, Center for Naval Aviation Technical Training (CNATT), Capt. R. Carl Mock, finishes cutting through one of the massive pines trees down along the Naval Air Station Pensacola

Nelle sedute da maggio a luglio l'ateneo non ha perso nessuna occasione per mostrare la propria completa insensibilità ai bisogni degli studenti, in tutti gli ambiti possibili: l'approccio è sempre, a scelta, il negazionismo, la procrastinazione o il taglio indiscriminato.

Fra maggio e luglio è stato discusso e approvato il progetto preliminare e la gara d'appalto del nuovo edificio di via Celoria 18 che dovrà essere finito entro la fine del 2014 per il dipartimento di informatica e il novembre 2015 per le segreterie studenti e la biblioteca scientifica. Unica buona notizia, i 25 punti su 100 assegnati nella gara sulla base di criteri di risparmio energetico.
La demolizione dei vecchi edifici del "cortile di Fisica" è già cominciata in questi giorni (fine luglio) per potersi concludere entro l'estate.
Abbiamo chiesto conto del verde: il piccolo giardino "sopraelevato" e il cortile dei gazebi resteranno intatti (anche nel futuro); gli alberi del vialetto dal settore didattico e intorno ai prefabbricati in demolizione saranno tagliati, sono circa una ventina e prevalentemente pioppi e l'amministrazione non ha voluto saperne di considerare come riutilizzarli altrove; gli alberi tagliati qualche tempo fa nel cortile didattico perché malati saranno sostituiti appena la stagione lo consentirà. Nel progetto preliminare si prevede che la nuova biblioteca scientifica sia costruita sopra le attuali due piccole aiuole di via Celoria 20 (quelle colle siepi e l'alto acero/platano), in compenso ci sarà una "piazza" fra questa e il cortile di Fisica, che auspicabilmente sarà messa a verde.
Sempre sullo stesso tono, su nostra richiesta e secondo le promesse dell'amministrazione, il progetto definitivo dovrebbe far sí che gli spazi aperti recuperati, pari all'incirca a quelli persi, siano pedonali e a verde, con abbastanza rastrelliere per le centinaia di biciclette legate quotidianamente in settore. Non è dato sapere quando gli studenti potranno riavere un po' d'ombra e frescura.
Per quanto riguarda la biblioteca scientifica, invece, il progetto prevede che sia un edificio completamente autonomo, che quindi dovrebbe essere piú facile da aprire fuori dell'orario degli edifici circostanti, e ha mantenuto le superfici e il numero di posti (300) previsti dalla delibera del CdA, tuttavia il magazzino aperto (con compattabili leggeri accessibili al pubblico) è per metà interamente interrato e quindi non molto vivibile, inoltre gli scaffali aperti dei piani superiori, quasi raddoppiati rispetto alle previsioni iniziali, hanno sottratto molto spazio ai posti di lettura. Nei prossimi anni, il CdA discuterà se alzare di un piano la biblioteca per recuperare qualche posto di lettura e se convertire ad aule studio gli spazi che le biblioteche di fisica, chimica e biologia libereranno; nessuna decisione si è voluta prendere per ora.

Japanese Three Wise MonkeysA proposito di spazi e servizi per gli studenti, a giugno il CdA ha deliberato una riduzione dell'affitto pagato dal cosiddetto bar di fisica, a causa delle sue difficoltà, colla scusa di una riduzione dello spazio assegnatogli, che torna a quello di qualche anno fa. In questo modo si salva il bar e si recupera un area ristoro per gli studenti, secondo l'amministrazione.
La realtà è che il bar di fisica ha problemi perché offre un servizio inadeguato senza nemmeno rispettare il listino prezzi calmierato, cosa che abbiamo spesso segnalato e per cui è stato soggetto a penali; inoltre, l'area che diventerà aula studio/ristoro è di fatto già a disposizione degli studenti, quindi non c'è nessun incremento del servizio. Noi abbiamo chiesto che la riduzione del canone corrispondesse a un vero miglioramento del servizio, ad esempio che l'area ristoro fosse veramente utile e migliorativa, prevedendo microonde, erogatori di acqua potabile e in generale attrezzatura per poter consumare (caldi) i pasti portati da casa, ormai prevalenti su tutte le altre forme di ristoro fra gli studenti, che sono però spesso costretti a mangiare alla bell'e meglio, infreddoliti e spesso anche per terra.
Purtroppo l'amministrazione non ha nessun contatto colla realtà: dopo aver negato l'esistenza del problema, invitando praticamente gli studenti ad andare a mangiare al ristorante, alla nostra richiesta di pensare a una soluzione alternativa ha presentato al CdA un'indagine secondo cui ad esempio i microonde sono impossibili e rischiosi sanitariamente e legalmente e anche il Politecnico li sta abbandonando; in questo modo il CdA è stato convinto che non ci fossero alternative e non abbiamo potuto che astenerci. Abbiamo però poi condiviso col CdA le prove fotografiche e documentali (allegate) che la verità è che i punti ristoro al Politecnico sono in continua espansione, e solo la Statale resta indietro come al solito, sorda alle necessità degli studenti.

Già a maggio, del resto, quando abbiamo chiesto del destino della ex CUEM, l'amministrazione ha risposto genericamente ammettendo nuovamente la propria immobilità, e analogamente quando abbiamo chiesto della mensa di via Festa del perdono (abbandonata dall'appaltatore Sodexo a causa delle perdite) ha saputo prospettarci solo soluzioni a breve periodo (il subentro, avvenuto con successo, di un altro gestore per un anno, e poi lvori edilizi urgenti questa a volta a carico dell'ateneo nell'estate), ma nessuna riflessione su come rendere il servizio stabile e sostenibile nel medio-lungo periodo né sugli errori commessi nella scorsa gara valutando i costi in modo approssimativo.

Erasmus-schedelInfine, seguendo la stessa linea, a luglio il CdA ha approvato la nuova convenzione col CIDiS per gli studenti erasmus in ingresso: sono confermati i corsi di italiano e gli sconti sugli alloggi (100 € su 400), mentre è stato cancellato il servizio mensa: avranno solo il tesserino di quarta fascia, con cui si deve pagare il prezzo pieno. L'intervento è stato dichiarato inevitabile, nonostante la piccola spesa per l'ateneo (60.000 €) e la disponibilità di bilancio, perché il CIDiS ci perdeva e non era disposto a continuare. Che dire, auguriamo agli studenti europei di andare in erasmus in una città e un'università piú accoglienti di questa, qui non possono certo aspettarsi nulla negli anni a venire. Questo taglio non colpisce invece i nostri studenti che vanno in erasmus all'estero (serve aria fresca!).

Altro tema che abbiamo sollevato in commissione edilizia è stato come al solito il risparmio energetico: purtroppo, non si approfitterà dei lavori di rifacimento di alcune porzioni del tetto di via Festa del perdono 7 per migliorare l'isolamento termico del (sotto)tetto, perché non è ritenuto necessario, benché statisticamente i sottotetti costituiscano il 20-30 % della dispersione energetica di un edificio.

In materia di adempimenti di legge, invece, a maggio è stato approvato il regolamento sui doveri accademici dei professori e dei ricercatori, che mette nero su bianco e specifica alcuni doveri dei professori ai sensi della legge 240 e della legge 382. Il regolamento, oltre ad affermare principî solo apparentemente ovvi come il fatto di dover svolgere personalmente le proprie lezioni, fra le altre cose fissa alcuni numeri minimi (di ore di lezione) che per la prima volta dovrebbe essere davvero possibile imporre, risolvendo alcuni isolati ma scandalosi casi di malcostume. Purtroppo il regolamento, che al CdA è stato impedito di emendare, ha diversi punti critici (il diavolo si nasconde nei dettagli) e soprattutto non dà a nessuno la vera responsabilità di controllare che tutti facciano il proprio dovere: questo dovrebbe essere ora dovere dei direttori di dipartimento, mentre qui si dà una generica responsabilità al rettore, che palesemente non la potrà esercitare non essendo ubiquo e onnisciente. Il nostro dubbio è perciò che il regolamento, pur essendo in linea di principio un grosso passo in avanti, vada di fatto a colpire solo "i soliti noti"; non avendo potuto discutere e chiarire questo punto, ci siamo astenuti (per motivi un po' diversi) insieme ad altri tre membri del CdA (piú un voto contrario). Speriamo che alcune responsabilità possano ancora essere chiarite nel regolamento generale e nel regolamento didattico, in caso contrario dovranno essere gli studenti a farsi carico dei controlli, facendo uso del proprio diritto di reclamo alla nuova figura del garante degli studenti.

Concludendo al solito colle notizie brevi di interesse generale per risollevarci, a maggio il nostro ateneo è stato il primo (escludendo i piccolini) a passare al sistema di "bilancio unico" previsto dalla legge per migliorare il controllo della spesa, un sofferto travaglio tecnico.
Inoltre, sempre a maggio sono state deliberate delle assunzioni di personale per i nuovi dipartimenti, bloccate a suo tempo, mentre a luglio sono stati chiamati 7 ricercatori a tempo determinato (la nuova figura prevista dalla legge 240).

 

L'installazione dei nuovi distributori automatici con un miglioramento del servizio, il forte potenziamento dell'accesso a internet nelle residenze universitarie e l'aumento dell'investimento per le borse erasmus sono i principali frutti che il lavoro di questi tre mesi del CdA offre agli studenti, in un periodo in cui l'ateneo è stato assorto nell'approvazione del nuovo statuto e nella riorganizzazione dei dipartimenti.

Il principale argomento in discussione nel Consiglio di settembre è stato il nuovo statuto. Il CdA ha dato a larghissima maggioranza parere favorevole alla sua successiva approvazione da parte del Senato accademico, avvenuta a ottobre. In entrambe le sedi ci siamo astenuti, perché il testo proposto contiene a nostro avviso una lunga serie di difetti che abbiamo segnalato nei mesi precedenti ma non sono stati corretti nonostante ce ne fosse la possibilità, mentre non sono nemmeno stati in discussione al momento finale, al contrario di altri punti di nessun interesse per gli studenti su cui invece si scontravano le altre "fazioni" degli organi, rischiando di bloccare l'approvazione dello statuto: né un voto a favore né un voto contrario ci sembrava quindi corretto dal punmto di vista degli studenti. Come al solito, potete trovare il testo dello statuto nel portale d'ateneo; illustreremo le principali novità per gli studenti quando sarà approvato dal ministero e potrà quindi entrare in vigore.

Una buona notizia è stata la donazione da partedi due soggetti privati di 1,7 e 3 milioni di euro in favore di due gruppi di ricerca.

Distributori automatici a Tokyo.A ottobre si è finalmente conclusa la lunga procedura  per il nuovo appalto dei distributori automatici, di cui avevamo già parlato. Rimando per i dettagli al nostro precedente articolo, ma ricordo insintesi che le principali novità sono l'aggiunta dei prodotti quosolidali e biologici e l'erogazione anche di pasti caldi in alcune aree attrezzate: dei primi stiamo verificando la presenza, mentre le seconde dovranno essere pronte entro l'anno; alcuni problemi dei primi giorni delle nuove macchinette (a novembre) sembrano essere ormai rientrati.
Il punto dolente del nuovo contratto sono naturalmente i prezzi, che (specie per il caffè) sono aumentati significativamente; d'altro canto, il contratto dura cinque anni, il che significa che i prezzi non venivano aggiornati da oltre cinque anni e non lo saranno per altri cinque. L'aumento si è verificato nonostante quasi tutto il punteggio della gara fosse per i prezzi piú bassi agli utenti perché l'azienda vincitrice ha fatto un'offerta talmente alta sull'"affitto" pagato all'ateneo da compensare. Questo, tuttavia, significa che l'ateneo avrà circa 140.000 € di entrate impreviste l'anno, e l'amministrazione si è detta disponibile a reinvestire parte di tali fondi in servizi aggiuntivi agli studenti.
Inoltre, i nuovi distributori hanno un sistemo di controllo da remoto che consentirà di rimediare tempestivamente ai malfunzionamenti e all'esaurimento dei prodotti e l'università verificherà il funzionamento; per qualsiasi segnalazione scrivete all'apposito indirizzo distributori.automatici@unimi.it.
Nel complesso, confidiamo che questo nuovo contratto sarà un miglioramento per gli studenti e per l'ateneo in generale.

A novembre è stata approvata una nuova convenzione fra l'ateneo e il CIDiS grazie alla quale le residenze studentesche di proprietà della Statale di via Attendolo Sforza e Francesco Sforza saranno collegate a internet non piú attraverso Telecom ma attraverso la rete d'ateneo via fibra: la velocità di connessione decuplicherà da 100 Mb/s massimi a 1000 massimi teorici (collegamenti 1 Gb/s per ciascuna) e la banda effettivamente disponibile per tutta la rete CIDiS è fortemente aumentata, specie in orario serale. Abbiamo incoraggiato l'ateneo a proseguire con questo tipo di consulenza e convenzione col CIDiS anche per le residenze non di proprietà unimi, in modo da generalizzare i benefici a tutti gli studenti (e ridurre i costi). Ciò dovrebbe consentire di superare le attuali restrizioni sulla rete imposte agli studenti, auspicabilmente, dopo che saranno completati gli attuali lavori di fusione del sistema di autenticazione CIDiS a quello delle università.

Logo erasmus.Inoltre, a seguito della nostra resistenza l'anno scorso, sono stati finalmente deliberati gli importi delle integrazioni alle borse erasmus, confermando quelli degli anni scorsi. Viene cosí stabilizzato l'aumento dell'investimento dell'ateneo in questo importante progetto, previsto in circa 100.000 € l'anno anche nel bilancio preventivo 2012, per far fronte all'aumentodel numero di studenti erasmus (fermatosi tuttavia quest'anno) e alla contemporanea insenstata riduzione dei finanziamenti statali.

Per il resto la gran parte della seduta di novembre è stata dedicata all'ultima fase di un lungo processo di programmazione del personale per il 2011. In estrema sintesi e semplificazione, alla luce delle varie restrizioni, l'ateneo "spenderà" 75 degli 81,4 "punti organico" disponibili quest'anno, pari a 6,8 milioni di euro ovvero 41 professori associati, 72 ricercatori, 35-56 tecnico-amministrativi. Si spera che questo basti a soddisfare le facoltà (è stato anche approvato il regolamento per le chiamate dei professori); non sono invece state soddisfatte dal Senato accademico le richieste degli ospedali che volevano far assumere dall'ateneo (a loro spese, come "ricercatori", dei loro medici, senza alcuna programmazione scientifica.
Si potrà ora passare all'esame della situazione del personale dei nuovi dipartimenti, già "approvati" dal Senato per quanto riguarda i soli nomi e partecipanti. Per quanto ci riguarda, presteremo costante attenzione affinché i servizi di interesse degli studenti dispongano di una quantità chiara ed equa di personale in tutti i poli e siano gestiti con criteri di efficienza e non di spartizione. Il compito sarà estremamente difficile per tutti.

 

Il Consiglio d'amministrazione nella seduta odierna ha approvato la proposta della Commissione tasse, recependo alcune delle proposte che Sinistra Universitaria porta avanti da due anni.

A partire dall'a.a. 2011/2012 la maggior parte degli studenti del nostro Ateneo, e cioè 33.000 studenti meno abbienti, beneficeranno di una riduzione delle tasse di un milione di euro in totale rispetto a ora.
Nel dettaglio, prima rata, seconda rata minima e aliquota al 3 % rimangono invariati e viene alzato a 11.000 € il limite ISEEU sotto cui si paga solo il minimo di seconda rata, di cui beneficeranno quindi 2000 studenti in piú, per la prima volta dal 2006, con un recupero del "drenaggio fiscale".

Dall'anno prossimo la metà degli studenti potrà usufruire degli “esoneri per merito” fino a 500 € circa pro capite. Infatti questo sostegno economico nonché incentivo e premio per una maggiore efficacia degli studi sarà esteso agli iscritti con reddito ISEEU fino a 23.000 € (precedentemente, 18.000).
Abbiamo inoltre aumentato da 18 a 20.000 € il limite per l'“esonero totale” sotto cui si può essere completamente esonerati dalle tasse se ci si laurea in corso con 110/110.
Le 300 borse di studio d'ateneo aumentano ciascuna di 100 € e quelle non assegnate per mancanza di persone in graduatoria saranno date agli studenti che ne hanno bisogno, così recuperando circa 100.000 € che in passato andavano persi.
Infine si prevede un incremento di circa 400.000 € dei nostri investimenti per l'Erasmus, a causa della crescita del numero dei richiedenti e del taglio dei fondi da parte del governo, a cui faremo fronte senza ulteriori tasse.

Questo straordinario risultato deriva dal lavoro degli ultimi due anni di mandato che abbiamo svolto continuativamente in attuazione del nostro programma sin dalle elezioni del 2009 in cui ci avete concesso la vostra fiducia a larga maggioranza, quotidianamente scontrandoci con la resistenza al cambiamento che caratterizza l'Università e con l'ingessamento delle istituzioni, condizione aggravata dalla cattiva situazione finanziaria dell'Ateneo. 
Siamo quindi orgogliosi di potervi finalmente comunicare questo importante passo nella realizzazione del principale tra i nostri propositi.

Di seguito approfondiamo i dettagli della delibera

 

L'antefatto si trova nei resoconti sui CdA dell'anno scorso in cui si è parlato di tasse e di bilancio consuntivo: sulla base di quanto scoperto e discusso un anno fa si è continuato il lavoro, quindi non ripetiamo qui il tutto. Da allora, abbiamo usato tutti gli strumenti a nostra disposizione, studiando ogni dettaglio e sfruttando ogni piccolo spiraglio che si apriva davanti a noi, non facendoci distrarre da nulla che non fosse il nostro compito di rendere la Statale migliore, in particolare per gli studenti, e non cedendo alla tentazione della chiassosa e sterile contrapposizione di bandiera utile solo a una visibilità estemporanea.

 

Se si fosse proseguito col sistema di questi anni, gli aumenti indiscriminati applicati attraverso l'innalzamento dell'aliquota unica avrebbero continuato a colpire, paradossalmente, principalmente gli studenti dai redditi medio-bassi, oltre che quelli non dichiaranti che pagano il massimo della seconda rata. Questa situazione, che si somma al fatto che queste fasce sono state svantaggiate già in origine, fin dall'introduzione del nuovo metodo di calcolo basato sull'ISEEU (come già denunciato da SU a suo tempo, nonostante i suoi indubbi meriti da vari altri punti di vista), era insostenibile. Con questa delibera si inverte la tendenza indicando la strada da seguire in futuro, che è quella di una maggiore progressività ed equità, puntando a mantenere costanti le tasse, come esposto nelle premesse della delibera.
Quello che il nuovo sistema non cambia è il totale delle tasse pagate: i conti sono stati fatti dall'amministrazione precisamente per ottenere lo stesso che si sarebbe raggiunto col vecchio sistema. Le minori entrate saranno compensate con un aumento dell'aliquota al 4,5 % per la sola parte di reddito oltre i 40.000 € ISEEU, su famiglie per cui l'aumento è di impatto modesto. 

Negli allegati potete trovare tutti i documenti, in particolare le simulazioni dei risultati delle nostre proposte, che avevamo richiesto già un anno fa e ci erano state promesse dopo la commissione tasse e anche in seguito a un parere della Conferenza degli studenti che ha ribadito (due volte) la necessità di condividere tali informazioni coi rappresentanti degli studenti. In realtà ci sono solo due simulazioni: la prima (n. 1) riflette quello che l'amministrazione ha fatto negli ultimi anni (dal 2006), la seconda (n. 2 con modesta variante n. 3) è una versione molto attenuata della nostra proposta originale.
Le tabelle riportano i calcoli sulle entrate dai contributi universitari della seconda rata (poiché la prima resta fissa). I calcoli da guardare sono quelli basati sulle dichiarazioni ISEEU 2010, perché ai tempi non erano ancora completate quelle del 2011, dove quindi c'erano 1300 studenti circa in piú senza dichiarazione che falsavano i dati. La colonna "dov 2 rata" è riferita alla seconda rata 2009/2010; la colonna "Dovuto 2010 con par 2011" alla seconda rata calcolata colle regole del 2010/2011 (aliquota al 3 %, minimi e massimi vari) per confrontarla a quella del 2011/2012.
Abbiamo già spiegato l'anno scorso perché non condividiamo questa tecnica degli "adeguamenti" all'inflazione; aggiungiamo che quest'anno sono particolarmente scoperti, essendo pari al 2 % che è l'arrotondamento (!) dell'1,5 % di inflazione reale (per una volta coincidente coll'inflazione programmata). 
Quello che l'amministrazione teme, e il motivo usato l'anno scorso per opporsi a qualsiasi cambiamento, è che un aumento piú visibile, e concentrato in un solo anno, delle tasse per i redditi piú alti porti le persone che non dichiarano il proprio reddito a presentare la dichiarazione ISEEU, ricascando in una fascia piú bassa e quindi riducendo le entrate. Tale effetto non è prevedibile perché non si sa quale sia il motivo per cui cosí tanti studenti non dichiarano il proprio reddito: potrebbero sbagliarsi molto nel fare i calcoli e pensare di essere in una fascia molto piú alta di quella in cui sono, oppure essere di poco sotto o sopra il massimo e non aver voglia di fare la dichiarazione, oppure essere molto sopra il massimo ma non voler correre il rischio di un accertamento fiscale che la dichiarazione ISEEU porta con sé, oppure può essere semplicemente che abbiamo molti studenti dal reddito relativamente (o molto) alto che agiscono in modo razionale e senza nulla da nascondere; ci sono poi tutte le vie di mezzo fra queste possibilità. In ogni caso, poi, non è prevedibile come andrebbero a distribuirsi gli studenti nelle varie fasce se si innalzasse di molto il livello di reddito ISEEU a cui si raggiunge la rata massima, per aumentare e approfondire la progressività della contribuzione.

Tutto ciò premesso, secondo noi questo era un rischio da correre, e che bisognerà di nuovo correre in futuro considerando i risultati di questo primo passo. D'altro canto, i timori dell'amministrazione di un calo del gettito sono fondati; per questo, pur non condividendolo appieno, abbiamo quest'anno accettato l'aumento (ipotetico) della contribuzione complessiva, derivante dal calcolo basato sull'inflazione sopra descritto, da intendersi non come un modo per aumentare le entrate ma solo come un margine di sicurezza per evitare che diminuiscano a causa dei motivi esposti, in conformità alle premesse della delibera.

 

Ogni tanto capita che ci siano buone (piccole) notizie; ve ne diamo un paio con un po' di ritardo in questo periodo in cui ce n'è bisogno e pochi s'interessano di università, nella speranza di trasmettervi un po' di fiducia.

La prima è che nella seduta di novembre abbiamo scoperto che gli studenti erasmus nell'anno accademico 2009-2010 sono aumentati del 10 % rispetto al 2008-2009. Gli studenti erasmus ricevono una borsa mensile europea, notoriamente insufficiente, che viene integrata dagli atenei con un contributo integrativo pagato in parte con fondi ministeriali per la mobilità e in parte con fondi propri (purtroppo, peraltro, solo dopo la fine dell'anno accademico, col consueto ritardo delle borse); il nostro ateneo finora aveva sempre fatto il minimo indispensabile, spendendo poco piú di quanto fornitoci dal ministero.
Quest'anno, per affrontare l'aumento delle richieste e una riduzione dei fondi ministeriali mantenendo uguale la spesa per l'ateneo, l'amministrazione centrale aveva proposto di abolire il contributo forfettario di 500 € dato finora gli studenti delle prime tre fasce di reddito (fino a 18.000 € ISEEU) in aggiunta al mensile, per affrontare le spese di viaggio e dare un incentivo piú visibile alla mobilità. In questo modo, abbiamo fatto notare, si sarebbe ottenuto l'effetto perverso di scaricare i tagli sugli studenti con reddito minore e aumentare la spesa per quelli dal reddito maggiore, in particolare con un taglio del 40 % del contributo medio per gli studenti della terza fascia, un colpo davvero notevole trattandosi peraltro di spese già sostenute confidando nell'arrivo dell'integrazione; inoltre, tagliare sul contributo forfettario e non sul mensile significa incentivare una maggior lunghezza dei soggiorni invece che una maggiore mobilità.
Alla fine abbiamo convinto il CdA che ha reintrodotto il contributo forfettario, mentre per l'anno prossimo si studierà una soluzione che pesi meno sul bilancio ma non colpisca cosí fortemente le fasce piú basse. Grazie al nostro intervento, quindi, 140 studenti hanno avuto "sotto l'albero di Natale" la buona notizia di 500 € di contributo in piú di quanto immaginava l'amministrazione (vedi tabelle allegate per i dettagli).

La seconda buona notizia riguarda il fondo per le attività culturali e sociali delle associazioni studentesche: l'amministrazione aveva proposto di tagliarlo da 170.000 € a 100.000. Abbiamo fatto presente che la commissione attività culturali sta lavorando per aiutare le associazioni ad aumentare la qualità dei progetti presentati e la loro conformità ai criteri (molto restrittivi) che la commissione stessa si è data (cosí riducendo la spesa), e che non è possibile ridurre ulteriormente le disponibilità della commissione, considerato che il fondo è già molto piccolo rispetto a quello di altre università.
La nostra proposta è stata quindi accolta e i tagli sono stati cancellati: il fondo per l'anno accademico 2010-2011 è stato reintegrato coi risparmi prodotti dalla commissione stessa nell'anno precedente (quindi senza oneri addizionali per l'ateneo), pari a 100.000 € circa. SU chiedeva da anni che alla commissione fossero lasciati i fondi da essa stessa resi disponibili sotto forma di avanzi.

L'argomento principale di queste sedute era ovviamente il bilancio di previsione per il 2011, rimandato a ottobre; la discussione era dominata dallo sconforto per i tagli del governo e la deprimente discussione sulla legge 240 in corso in parlamento. Nel frattempo è sopraggiunto il maxiemendamento che ha ridotto i tagli di 800 milioni di euro per l'FFO, lasciando quindi "solo" 300 milioni di tagli rispetto al 2010, pari a circa 13 milioni per il nostro ateneo.
Tuttavia, per il 2011 si prevedono 8 milioni di risparmio per stipendi, a causa dei pensionamento e del blocco delle assunzioni. Inoltre, le spese per la ricerca ritardate nel 2011 in attesa di notizie certe sui finanziamenti (che non sono mai arrivate, se non al 31 dicembre) non sono mai state reintegrate, traducendosi in un taglio dei finanziamenti per la ricerca d'ateneo pari a 5 milioni; l'amministrazione ha proposto di non reintegrare questi fondi, colla giustificazione che i finanziamenti alla ricerca servono se sono continuativi e non abbiamo la possibilità di garantirli sul medio periodo (i tagli per il 2012 restano). Queste due riduzioni sono le principali voci che consentono in sostanza il pareggio per il 2011.
Per la ricerca sono messi a bilancio 1 milione di euro piú 2,5 milioni di avanzi dagli anni precedenti (fondi che erano stati messi da parte per i cofinanziamenti dei bandi ministeriali, poi aboliti).
Rimangono inoltre 8,6 milioni di avanzi grazie ai citati tagli sul 2010 (fra cui circa 1 milione sul potenziamento della didattica), che restano per ulteriori investimenti strategici (come la ristrutturazione di un edificio che ci consentirebbe grossi risparmi sulle spese di affitto) o per coprire i tagli futuri.
Per il resto, il bilancio lasciava spazio a ben poche scelte discrezionali e non cambia praticamente nulla. Per quanto riguarda gli studenti, il fondo unico per la didattica resta costante, mentre è riservato 1 milione agli incentivi per la riorganizzazione dipartimentale (la carota per convincere i dipartimenti ad accorparsi); si nota un aumento di 1 milione per le borse di studio e gli esoneri, che però è piú che altro un cambiamento contabile per adeguare le previsioni alla realtà, dato che non si prevede alcun aumento sostanziale. Sono inoltre messi da parte dei fondi per tentare di rinnovare l'accordo con ATM per gli abbonamenti scontati per studenti.

In sintesi, anche per il 2011 il nostro ateneo galleggia, ma non c'è certo molto di cui essere contenti.
In particolare, il risparmio sugli stipendi fa felice il bilancio ma è indice di una costante riduzione delle risorse dell'ateneo; in effetti, segnala il nucleo di valutazione nella sua relazione, fra il 2010 e il 2013 i docenti caleranno del 15 % circa, con inevitabili conseguenze per la quantità dell'offerta didattica e sull'età dei docenti.
Questa è peraltro la situazione di tutte le università d'Italia, infatti il taglio di 300 milioni sul 2010 è pari circa ai risparmi nazionali sugli stipendi; il blocco delle assunzioni non può certo far bene a un sistema già molto chiuso e con un numero di studenti per docente molto piú alto della media europea.
Purtroppo non si vedono vie d'uscita per questa situazione, a parte la speranza in un ripensamento dei futuri governi e il miraggio dei finanziamenti per la ricerca, dove pure c'è sicuramente uno spazio di miglioramento (nei bandi europei l'Italia incassa molto meno di quanto paghi: prende l'8 % per propri progetti ma versa il 14 % dei fondi totali).

Chiudiamo con una piccola buona notizia, cioè 35.000 € stanziati dal comune di Milano attraverso l'"agenzia Uni" per coprire le spese sanitarie (per il medico di base) degli studenti fuori sede (non residenti in Lombardia), un servizio certamente necessario.

 

La commissione Erasmus di Facoltà si riunisce molto raramente, circa una volta all'anno per fare un resoconto dei vari progetti.

Tutto il lavoro viene svolto, di fatto, dai responsabili Erasmus dei vari CCD a cui bisogna fare riferimento per ogni cosa, poichè nonostante gli sforzi, le procedure cambiano da corso di laurea a corso di laurea.

Si è parlato di incentivi alla mobilitazione, Erasmus, Erasmus Mundus, Placement  e altre opportunità 

L'Ateneo sta mettendo in piedi una procedura comune per il riconoscimento degli esami in lingua originale. Ora si è ad una bozza, ho chiesto che quella definitiva venga resa pubblica e il più facilmente accessibile.

La COMI (commissione di mobilità internazionale) d'Ateno, presieduta dalla prof.ssa Candia, ha proposto che, al fine di incentivare i soggiorni all'estero, i responsabili Erasmus proponessero alle commissioni di laurea un aumento del voto di qualche punto per gli studenti che si sono distinti per la qualità del loro soggiorno Erasmus. La commissione si è dichiarata contraria perché, prima di tutto, è un dovere dello studente svolgere al meglio il suo soggiorno e, secondariamente, risulterebbe assai difficile dal punto di vista burocratico-organizzativo. In risposta, la commissione propone che i responsabili Erasmus premino gli studenti in sede di conversione dei voti. Inoltre, si chiede che l'aver partecipato ad uno scambio Erasmus venga messo ben in evidenza all'interno della carriera dello studente in mano alla commissione di laurea. Io ho espresso la mia opinione a riguardo: che piuttosto di un punto in più nel voto di laurea, uno studente preferirebbe avere la certezza dell'approvazione dei crediti acquisiti durante il soggiorno, nonché procedure burocratiche il più snelle possibile. Ho fatto  notare, inoltre, che un incentivo sarebbe anche un aumento del numero e dell'entità delle borse.

Molto probabilmente verranno tagliate considerevolmente le borse per l'Erasmus Placement, che prevede tirocini all'estero e si rivolge prevalentemente ai dottorandi. Il numero delle mensilità si saprà in estate, la commissione si aggiorna per questo a settembre.

Alcuni docenti si sono lamentati della scarsa conoscenza delle lingue di alcuni studenti in ingresso dalla Turchia e hanno chiesto una revisione degli accordi con la richiesta di almeno una conoscenza base della lingua inglese, auspicando un minimo di italiano. 

Continuiamo a far parte di 4 consorzi di Erasmus Mundus, ma si tratta solo di studenti in ingresso. Ad esempio dal progetto EMEA (sud est Aisatico), per quest'anno abbiamo in ingresso 11 studenti, tra cui un dottorando 

Il prof. Mosca, presidente della commissione, ha ricordato l'esistenza di un numero indefinito di accordi bilaterali con università straniere che prevedono scambi di studenti senza alcuna borsa di studio ma senza alcun onere di iscrizione. Si segnala gli accordi con l'UPEI (Canada). Non si sa bene quanti e quali siano questi accordi, per questo Mosca ha chiesto un censimento agli uffici. Questo ha dato il via alla discussione sulla pessima informazione sulle opportunità di scambio per gli studenti. La richiesta è di non disperdere le informazioni nel mare magnum degli avvisi, ma di organizzare in maniere strutturata la sezione "Studiare all'estero" del sito d'Ateneo. 

Altra richiesta che ho fatto è stata di dare agli Erasmus in ingresso il contatto di alcuni studenti del loro corso di laurea a cui rivolgersi per informazioni tecnico-pratiche.

 

Il 29 settembre si è tenuto il Consiglio d'amministrazione, per l'occasione nella prestigiosa Sala napoleonica dell'edificio amministrativo di via sant'Antonio, 12, in affitto dalla Curia al modico costo di 3 milioni di euro l'anno.

La seduta si è svolta in un clima d'incertezza per via delle sconcertanti "notizie romane".
Come sapete, il governo si vanta di aver già preparato la leggerissima legge finanziaria 2010, che si distingue per il fatto di non contenere una sola cifra ma solo parole (letteralmente), ad aumentare la presa in giro. Il governo sostiene che non ci sia bisogno della solita finanziaria "mostro" perché tutto è già stato fatto, in particolare nel Dpef. Ma se provate a cercare qualcosa nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2013 scoprirete che contiene solo due volte la radice universit-: in un caso parla d'altro e nell'altro rimanda alla famigerata legge 133, quella che taglia il fondo di finanziamento ordinario dell'università di circa 1,5 miliardi di euro in cinque anni di cui 190 milioni nel 2010, che si sommano ai tagli della legge 126/2008 per un totale di circa 670 milioni di euro che l'anno prossimo mancheranno alle università pubbliche, le quali farebbero tutte "fallimento", non potendo pagare nemmeno i costi (di personale) che non si possono tagliare. In sintesi, nei provvedimenti del governo sull'università si trovano solo tagli selvaggi e indiscriminati.
Da mesi le università contrattano per riavere almeno parte di questi soldi "rubati" (vedi ad esempio la mozione della CRUI del 24 settembre), ma tutto è bloccato in attesa della riforma dell'università e in particolare del sistema di governo (o governance) delle università, promessa (adesso) per ottobre: la Gelmini ha bisogno di soldi per mostrare la propria buona volontà e far approvare la riforma; Tremonti non vuole concedere i soldi se non può prima vantarsi di aver ottenuto la riforma. Il governo ha promesso di presentarla a ottobre.
E i soldi? Non si saprà nulla prima di fine novembre, quando si avrà qualche notizia sull'andamento dello scudo fiscale, i cui proventi saranno destinati a un fondo d'emergenza fra le cui priorità rientrerebbe anche l'università. Lo scudo fiscale è un condono che permette a chi ha esportato illecitamente denaro (generalmente frutto dell'evasione fiscale, ma anche di riciclaggio di denaro sporco da attività mafiose) all'estero (tipicamente in paradisi fiscali) di tornarne legalmente in possesso pagando solo una tassa del 5 % invece di ciò che ha rubato al fisco. In aggiunta questo scudo garantisce l'anonimato e un'amnistia di fatto per vari reati (vedi lavoce.info).
Ecco quindi che il cerchio si chiude: il governo uccide l'università pubblica intervenendo solo per tagliare fondi da destinare alla cancellazione dell'ICI anche sulla prima casa dei ricchi nell'ottica delle tasse come rapina (invece che come servizio pubblico); poi la "salva" coi frutti un condono dell'evasione fiscale conseguente, riuscendo per giunta a mascherare da azione nobile un regalo da decine di miliardi di euro a ladri e mafiosi.
Nel frattempo, solo il 23 settembre è stato emanato il decreto di distribuzione dei famosi 525 milioni di euro secondo criteri di "qualità": infatti, non solo tali criteri sono fasulli, come avevamo detto a luglio dopo l'annuncio sulla stampa e come meglio risulta dagli allegati al decreto, ma inoltre le classifiche pubblicate erano basate su dati errati e quindi hanno dovuto essere corrette. Il risultato è che quest'anno la Statale avrà circa 4 milioni piú del previsto.
Segnaliamo inoltre che il 4 settembre il ministero ha emanato una nota che dovrebbe anticipare dei futuri decreti e che prevede in particolare un numero massimo di ore di lezione (150) che si possono tenere per ogni docente a disposizione, e un numero minimo di docenti assegnati a ogni corso: scopo dichiarato, ridurre il ricorso a docenti a contratto (precari) o non pagati e aumentare la qualità; effetto previsto, ridurre fortemente i corsi a prescindere dalla loro utilità. Persino la nostra facoltà di medicina secondo le prime letture potrebbe essere costretta a dimezzare i corsi, nonostante la colossale quantità di 660 docenti.

Proseguendo nell'ordine del giorno: qualche dato sulle immatricolazioni, gli abbandoni ecc.: stabili.
Commissione edilizia: vedi l'aggiornamento sulla centrale di cogenerazione di Città Studi.
Erasmus: per l'anno accademico 2009/2010 viene aumentata da 250 a 300 € mensili la tariffa degli alloggi offerti dalla Statale tramite il CIDiS agli studenti stranieri che vengono nella nostra università in Erasmus, seguendo l'esempio della Bicocca e di altre università italiane e straniere che attualmente fanno pagare di piú ai nostri studenti. La riduzione della quota a carico dell'università dovrebbe produrre un risparmio di circa 74.000 €. Lo stanziamento a bilancio per il programma Erasmus resta invariato, quindi ci è stato garantito che tale somma andrà ad aumentare le spese in altri servizi, come anche che gli studenti sono stati o saranno avvertiti per tempo del cambiamento delle condizioni.

Commissione contratti: continua lo sviluppo di un nuovo regolamento per le attività che l'università svolge per conto di terzi (analisi di laboratorio e simili) per assicurarsi che non siano in perdita, ma non è chiaro se tali attività rientrino nell'orario di lavoro o costituiscano una sorta di straordinario; la biblioteca di matematica tiene l'abbonamento cartaceo a una rivista dismettendo quello elettronico al contrario di quelle di fisica e informatica che abbandonando il cartaceo risparmiano 25.000 € l'anno, mentre la CRUI prepara un accordo nazionale con forti sconti per l'accesso alle principali banche dati; approvato un codice di condotta contro le molestie sessuali redatto dal CPO e che attende l'approvazione definitiva del Senato accademico.
Commissione personale: all'interno dei vincoli della legge 133, dati i pensionamenti, fra l'altro si stabilizzano 5+5 tecnico-amministrativi "precari" e si bandiscono dei concorsi pubblici per l'assegnazione di 3 nuovi posti da dirigente, considerati necessari per coprire un posto vacante (rispetto alla pianta organica 1994) in seguito a un pensionamento e per integrare il basso numero di dirigenti anche in confronto ad altre università, con un costo previsto paragonabile a quello di due tecnico-amministrativi "ordinari". {jcomments on}

 
Mercoledì 7, proprio nel bel mezzo della “Freshers’ Fair” c’è stata la prima commissione Erasmus da quando sono state rinnovate le componenti studenti.
L’ordine del giorno era abbastanza ricco e la riunione è durata più di due ore…

Prima di tutto si è parlato di un programma iniziato nel 2007, l’Erasmus Placment che consiste nella possibilità per studenti di tutti i livelli di andare all’estero a fare tirocinio presso enti sia pubblici che privati, diversa espressione del mondo del lavoro; dato che gli studenti delle lauree triennali e magistrali possono accedere già all’Erasmus “tradizionale”, il nostro Ateneo ha deciso di riservare questa opportunità ai dottorandi.
Le borse di studio di questo programma sono finanziate con un fondo nazionale, quest’anno la nostra Università ha ottenuto 96 mensilità a fronte delle 116 dell’anno precedente e alle 66 del 2007. L’Ateneo ha deciso, data l’importanza dell’internazionalizzazione dell’Università, di integrare con 24 mensilità per quest’anno arrivando a 120; di queste 40 spettano a Scienze. Le richieste pervenute erano leggermente superiori, si per ciò deciso di ridurre tutte le richieste di 6 mesi a 5, con l’eccezione dei corsi (Chimica e Scienze naturali) da cui proveniva una sola richiesta. La speranza è di poter integrare le borse di 5 mesi per farle arrivare a 6 in corso di svolgimento con gli eventuali resti di mensilità che verranno ridistribuiti a febbraio.

È da poco nato anche l’Erasmus Mundus per promuovere scambi intercontinentali con Paesi in via di sviluppo e non solo. Il sistema per aggiudicarsi i fondi Europei è abbastanza strano: le università europee si devono consorziare in gruppi con un capo fila e come consorzio correre all’assegnazione dei “lotti” in cui è stato diviso il pianeta. Nello specifico Milano ha concorso in un consorzio con l’Università di Porto come capofila e si è aggiudicata il lotto 17: Uruguay, Paraguay e Brasile, paesi con cui si potranno avere scambi sia in entrata che in uscita di studenti di tutti i livelli e docenti. Tutti gli studenti avrebbero dovuto aver ricevuto comunicazione di questo accordo tramite mail dato che i tempi per quest’anno sono piuttosto stretti (23 ottobre), ma il programma dura tre anni.
Non è ben chiaro come sarà il metodo di selezione per gli studenti europei diretti in sud America ma è chiaro il viceversa (i termini di richiesta per i sudamericani sono già chiusi ed è in corso la selezione…) che non dovrebbe essere troppo dissimile.
Lo studente o docente interessato deve fare richiesta presso la propria università che può vidimare o meno la proposta che viene comunque girata ai membri del consorzio europeo insieme a tutte le altre richieste provenienti dalla cordata sud-americana (quindi gli studenti brasiliani hanno come “concorrenti” anche ragazzi paraguaiani e uruguaiani da istituti del consorzio). Gli atenei europei valutano le richieste di studenti e i docenti che li hanno messi come prima e seconda per la permanenza e poi mandano le graduatorie a Porto che come capofila che fa lo smistamento finale nei diversi atenei.
Per maggiori informazioni (http://mundus17.up.pt/)

Inoltre l’Università di Milano sta correndo come membro di un consorzio guidato da un’università di Madrid per il bando dell’anno prossimo riguardante il lotto 2, di cui fa parte il Messico e altre nazioni limitrofe (questo nuovo accordo è stato accolto in modo particolarmente favorevole anche perché il Dipartimento di Matematica ha già ampi contanti con università messicane).

Oltre a questi ci sono anche tantissime opportunità per il personale docente e non, ma i tempi dei bandi sono sempre stretti e non possono essere ben sfruttati. Dato che però queste possibilità sono piuttosto cicliche, il presidente della commissione si impegna ad “anticipare” le informazioni sui bandi con congruo anticipo.

L’Università ha inoltre appena firmato o firmerà a breve con l’University of Prince Edwaed Island (Canada) e l’Università di Tokyo accordi  che prevedono la possibilità per due nostri studenti di qualunque livello di andare presso l’altra università, l’unica cosa è che nell’università giapponese sono presenti solo corsi in lingua locale…

La Commissione Europea sta facendo un sondaggio per la compilazione di un Green paper on mobility (http://ec.europa.eu/dgs/education_culture/consult/mobility_en.html) per il miglioramento dei programmi di mobilità. Si può rispondere come singoli o come istituzioni, si lasciano liberi i membri della commissione di rispondere come singoli, ci si impegna ad invitare gli studenti che sono stati in Erasmus a compilarlo e poi la commissione risponderà a nome della Facoltà.

La commissione proporrà in commissione d’ateneo di variare la formula con cui stilare la graduatoria per gli studenti che vogliono andare in Erasmus tenendo conto anche dei risultati ottenuti durante la laurea triennale per gli studenti iscritti alla laurea magistrale affinché questi non vengano penalizzati nei confronti degli studenti della triennale.

Il presidente ha chiesto che vengono modificati i molti refusi presenti nei libretti in doppia lingua per gli studenti Erasmus, ha fatto altresì modificare la pagina internet sull’Erasmus (http://www.unimi.it/ENG/relations/34092.htm) facendo togliere informazioni obsolete e mettendo i contatti dei referenti delle varie Facoltà; il presidente ha altresì chiesto ai membri della commissione di fargli pervenire eventuali informazioni da aggiungere alla pagina o suggerimenti per migliorare la stessa nell’attesa dello sviluppo del nuovi sistema informatico.

Ci si è brevemente interrogati su come comportarsi con studenti che interpretano il programma Erasmus come un periodo di vacanza cercando di sgattaiolare dagli impegni presi nel learning agreement o dagli obblighi fissati per le borse studio. Si decide di rimandare la discussione quando saranno chiari tutti gli aspetti.

In sintesi è uscito fuori che ci sono tante opportunità anche discretamente finanziate ma non sempre sono conosciute dagli studenti. Il presidente della commissione, professor Andrea Mosca (andrea.mosca@unimi.it) chiede a noi rappresentanti di diffondere le notizie e rimane a disposizione di chiunque per domande e chiarimenti, anche non riguardanti bandi specifici. È molto importante sfruttare le possibilità offerte perché i finanziamenti vengono assegnati agli atenei in base a come sono stati sfruttati i fondi degli anni precedenti.

Siamo a disposizione di tutti per domande, chiarimenti e suggerimenti

I rappresentanti di Sinistra Univesitaria in commissione
Alice Breda (alicina188@hotmail.com) 
Stefano Terzi ( ste3i@yahoo.it)
 
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