Poli e Facoltà
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Martedì 12 Aprile 2011
Scritto da Federico Leva
La commissione statuto istituita a febbraio secondo come previsto dalla legge 240/2010 ha prodotto i primi risultati, licenziando un testo, considerato abbastanza maturo, per gli articoli sulle strutture scientifiche e didattiche (attuali facoltà, dipartimenti e CCD) e sui principi generali. Abbiamo insistito perché tutta la comunità universitaria fosse coinvolta nella discussione; tutti gli studenti possono ora leggere i testi nel portale unimi (in grassetto le differenze rispetto allo statuto attuale; i numeri degli articoli sono provvisori) e scrivere direttamente alla commissione (oltre che ai propri rappresentanti) le proprie osservazioni. La parte forse piú controversa del nuovo statuto è proprio il titolo IV, "Strutture e attività didattiche e scientifiche", dove è definito il funzionamento "di base" dell'ateneo e dei corsi di laurea; per questo si è deciso di partire da questa parte, per essere in grado di approvare non solo lo statutoma anche la sua applicazione entro settembre, per evitare un ulteriore anno accademico di "vuoto di potere" e confusione nella gestione, fra l'altro, dei corsi di laurea (che rischierebbero di essere tutti bloccati). La legge 240 impone due cambiamenti sostanziali, la soppressione del consiglio di facoltà e l'accorpamento dei dipartimenti piú piccoli; e un cambiamento poco chiaro, cioè il passaggio anche della responsabilità della gestione didattica ai dipartimenti (che storicamente si sono occupati solo di ricerca). L'orientamento della commissione è stato di attuare la legge nel modo piú chiaro possibile, evitando la duplicazione e lo spezzettamento delle responsabilità: a questo scopo, nella bozza è previsto che i compiti di gestione della didattica attualmente gestiti dai Consigli di coordinamento didattico e dai Consigli di facoltà passino effettivamente ai Consigli di dipartimento; i rappresentanti degli studenti saranno eletti a pieno titolo nel Consiglio di dipartimento, inoltre i docenti di altri dipartimenti parteciperanno alle discussioni e votazioni sui corsi di laurea in cui insegnano (esattamente come negli attuali CCD). Dove invece non è possibile identificare un dipartimento responsabile del corso di laurea, sarà costituito un Consiglio didattico interdipartimentale che avrà piú o meno le stesse funzioni dell'attuale CCD. Nel complesso, in questo modo dovrebbe essere possibile intervenire sulla gestione e sui problemi dei corsi di studio in modo piú semplice e con responsabilità chiare, evitando lo scaricabarile che avviene oggi fra dipartimenti, CCD e facoltà (e fra questi e il CdA) quando si tratta ad esempio di spendere dei soldi per il potenziamento della didattica, specie quando gli investimenti vengono attribuiti arbitrariamente alla didattica o alla ricerca a secona delle convenienze: in futuro i fondi saranno assegnati direttamente ai dipartimenti che poi dovranno assicurare il funzionamento sia della didattica sia della ricerca. La gestione quotidiana dei corsi di laurea, invece, dovrebbe restare sostanzialmente identica a quella di oggi. Non tutti i compiti sono ancora ben definiti e alcuni potranno essere attribuiti alle facoltà o ai dipartimenti, ma staremo attenti a che le responsabilità siano in ogni caso ben definite. A questo proposito, un'importante possibilità è data dove si prevede che alcuni servizi (gli esempi piú semplici sono gli orari delle aule e i laboratori specie informatici) siano gestiti per piú dipartimenti e facoltà in comune attraverso appositi centri di servizio, in modo piú coordinato ed efficiente rispetto a ora. Un importante strumento che gli studenti avranno è la commissione paritetica. Perché questo organo, previsto dalla legge 240, non resti lettera morta e possa essere davvero utile, abbiamo chiesto che sia costituito presso ciascun dipartimento (cosí da essere abbastanza vicino alle questioni da poterle davvero affrontare) e che sia fornito degli strumenti necessari; non è invece stata accolta la nostra richiesta di farla presiedere da uno studente. La commissione ha anche licenziato un primo testo del titolo I (principî), basandosi su una bozza preparata nel 2008 dal Senato. Oltre a recepire la legge, si è precisato che l'università è un'istituzione pubblica, si è dato maggior rilievo all'internazionalizzazione, al diritto allo studio e alla valutazione, e si sono introdotti i principî di pari opportunità e accesso aperto alla letteratura scientifica (questi ultimi quattro in modo meno forte di quanto avremmo voluto, purtroppo). Un'altra novità è il sostegno alle associazioni di ex alunni, scarsamente presenti nel nostro ateneo (come del resto in tutta Italia) prevalentemente per la scarsa "identità d'ateneo". Infine riportiamo quali sono stati gli argomenti piú dibattuti in seno alla commissione, per quanto riguarda temi di interesse non strettamente studentesco. Il principale è stato quello della modalità di ripartizione fra i dipartimenti delle responsabilità (e quindi dei poteri e fondi) di gestione della didattica, conseguente alla decisione di individuare dove possibile un dipartimento responsabile della gestione di un corso di studio, e delle varie soglie minime per costituire un dipartimento ecc. Segue sicuramente il ruolo delle facoltà, a causa delle divisioni fra chi vuole sostanzialmente sopprimerne la struttura e chi invece vorrebbe il piú possibile mantenerla; ancora piú complesso il caso di Medicina, che ha per legge uno statuto diverso (dovendosi rapportare al sistema sanitario) ma non è ben chiaro come lo debba espletare (in particolare, se debba avere qualche potere nell'assunzione dei professori; compito che è stato corettamente lasciato ai dipartimenti). Inoltre il personale tecnico-amministrativo ha richiesto un rafforzamento della propria presenza nei consigli di dipartimento (cioè che tutto il personale vi partecipasse) e negli altri organi: la boza attuale prevede un aumento della rappresentanza dal 10 al 25 % dei dipendenti e la formazione delle giunte in proporzioni simili a quella dei consigli di dipartimento (lasciando però libertà alle singole strutture), mentre esclude la partecipazione all'elezione del direttore di dipatimento (si sta ora verificando se la legge 382/1980 imponga che sia eletto dai soli docenti oppure si possa ritenere superatae quindi sia consentito farlo eleggere da tutto il consiglio di dipartimento). Sulla base della proposta di titolo IV predisposta dalla commissione, è stato proposto agli organi di approvare l'idea generale di organizzazione delle strutture di base e i criteri di formazione delle nuove strutture per avviare il processo di accorpamento e riorganizzazione dei dipartimenti come detto sopra. Una prima proposta è stata bocciata dal Senato accademico con 12 favorevoli, 13 fra contrari e astenuti e 7 assenti; una proposta molto simile ma piú diplomatica e specifica nell'indicazione del fatto che non si trattava di approvare il testo ma solo di avviare la riorganizzazione è stata approvata dal CdA il 29 marzo (con alcune astensioni di chi avrebbe preferito aspettare una visione piú completa dello statuto); il tema non è ancora stato riportato a votazione in Senato accademico (riunitosi il 12 marzo). La commissione sta ora affrontando la discussione del titolo III (organi centrali di governo dell'ateneo: rettore, Senato, CdA ecc.) e sta procedendo ad alcune modifiche del titolo IV per correggere alcuni problemi emersi nel frattempo e soddisfare alcune richieste di provenienza (accademica) non ben identificata, nella direzione di un leggero indebolimento della rappresentanza studentesca (che alcuni vorrebbero sopprimere) e della continuità rispetto ai CCD (esplicitata invece che fra le righe). Come già detto, ci riserviamo (come del resto la commissione stessa) di dare un giudizio finale sul testo quando sarà il momento di approvarlo definitivamente, anche sulla base delle ipotesi di riorganizzazione dei dipartimenti e delle facoltà formulate nel frattempo.
Sabato 13 Febbraio 2010
Scritto da Federico Leva
Come anticipato a dicembre, il CdA di gennaio ha provveduto a reintegrare alcune delle voci cancellate "temporaneamente"dal bilancio di previsione 2010. Per la precisione, l'entrata prevista dall'FFO (fondo di finanziamento ordinario) è stata corretta al rialzo di 18 milioni di euro. Tale cifra è calcolata sulla base di un aumento dell'FFO nazionale di 450 M€, supponendo che sia distribuito alle università nelle stesse quote del 2009. In realtà, la finanziaria destina solo 50 M€ all'FFO, e prevede che "fino a un massimo di 400 M€" vadano all'FFO prendendoli dallo scudo fiscale: può darsi quindi che parte di questi soldi vadano a finire solo alle università già in bancarotta o quasi a causa dei tagli (diverse non sono nemmeno riuscite ad approvare un bilancio), a danno delle università come la nostra. Considerando quindi tutti gli scenari, si sono incrementate le previsioni di uscita solo di 8,86 M€, per alimentare le spese piú urgenti, in particolare gli affidamenti e i professori a contratto (2,7 M€ per pagare i corsi tenuti da personale non strutturato o esterno) e il "fondo unico di facoltà per la gestione delle attività didattiche" (ex fondi di potenziamento della didattica e di potenziamento delle strutture/contributi di laboratorio, 4,6 M€ in diminuzione del 25 % rispetto al 2009). Il rifinanziamento della didattica era cosa dovuta; siamo moderatamente preoccupati per la riduzione del fondo di potenziamento della didattica (di cui peraltro per sicurezza è stata erogata solo la prima metà, al momento) e per le modalità di gestione del nuovo fondo unico, che il rettore ci ha garantito richiederà comunque il parere vincolante degli studenti (come il potenziamento della didattica prima). Il CdA discuterà in futuro come tale fondo può essere speso e con che procedure, dato che al momento è il caos. La ricerca resta al momento senza stanziamenti; le integrazioni saranno fatte ad aprile/maggio, quando si spera che arriveranno notizie piú certe. Nel frattempo, il CdA ha espresso la necessità di cominciare a fare alcune previsioni per il 2010, per evitare di trovarci ancora una volta all'ultimo a tagliare la didattica e la ricerca e a finanziare spese evitabili perché già approvate in corso d'anno (ad esempio per affidamenti e contratti, informatica, banche dati e abbonamenti). Segnaliamo di seguito alcune questioni di minore importanza. L'ex direttore amministrativo Andrea Aiello è stato nominato consigliere d'amministrazione esperto dal Senato accademico, su proposta del rettore, per facilitare la transizione al nuovo direttore amministrativo. La cosa non cambia molto gli equilibri in CdA, l'intenzione è buona e le competenze di Aiello indiscusse, quindi nessuno ha avuto nulla da ridire. È stata approvata una nuova convenzione quadro colla Fondazione Filarete per la gestione dei brevetti dell'università, in particolare quelli degli spin-off. L'ONG AVSI, legata alla Compagnia delle Opere (Comunione e Liberazione), ha stipulato con unimi una convenzione che le permetterà di usufruire di nostri professori per un suo progetto in Libano finanziato dal ministero, pagando solo le spese di tali professori e ricevendo quindi un trattamento di favore (per i piú interessati, cfr. allegato e pagine collegate).
Mercoledì 04 Novembre 2009
Scritto da Francesco Diodato
Il Consiglio di Amministrazione del 27 ottobre è stato il primo a cui hanno partecipato i nuovi rappresentanti dei professori e dei ricercatori in qualità di membri del Consiglio:
Giovanni Lucignani, Francesco Ragusa, Gabriella Venturini, Luca Bertonazzi, Anna Maria Di Giulio
Riconfermati i professori Vincenzo Russo, Stefano Simonetta, Goffredo Haus
Il Consiglio ha approvato la lunga relazione della commissione contratti e regolamenti del 15 ottobre, ha poi vagliato numerose richieste di assunzione a tempo determinato e di stabilizzazione che riguardavano alcuni precedenti contratti in particolare di area linguistica, medica e tecnico-scientifica (specie per sostituire la figura, abolita, del lettore di scambio), nonché il già discusso (in Senato) conferimento di due nuovi incarichi di insegnamento e di ricerca ai prof. Maiorana e Brancaccio. Infine si è occupato della ricostruzione delle commissioni istruttorie del Consiglio. È stato approvato il nuovo regolamento del comitato anti mobbing.
Io sono intervenuto a proposito di un posto di lavoro per il corso a distanza in Sicurezza dei sistemi e delle reti informatiche, dato che era indicato, a supporto della proposta di incarico a valere sui fondi per il potenziamento della didattica, il parere favorevole degli studenti (necessario per il loro uso), parere che però non risultava dai verbali del cdf del corso di riferimento e quindi di dubbia rilevanza ai fini della riconferma. Il Consiglio ha approvato il punto con la riserva di questo commento.
Gli altri interventi sono stati i seguenti.
La Professoressa Venturini ha ricordato al Consiglio l’importanza del lavoro svolto dal personale contrattualizzato specialmente nei poli ospedalieri del nostro ateneo, personale che spesso per la forma dei propri contratti e il ruolo svolto si trova a fare degli extra non retribuiti.
Il Sig Aiello (direttore amministrativo) è intervenuto parlando delle assunzioni, che avvengono per quanto riguarda il personale non contrattualizzato a giugno di ogni anno secondo il meccanismo dei punti-personale e per i cui stipendi si può ricorrere all'utilizzo dell’FFO. Ci ha ricordato negli ultimi mesi non abbiamo assunto nuovo personale con fondi ministeriali ma abbiamo operato un gran numero di stabilizzazioni che attingono alle risorse proprie dell’Università.
L’ingegner Tagliaferri commentando la chiusura della gara d’appalto per la fornitura di metano ha fatto notare come l’esiguo investimento di circa 2500 euro per una consulenza sul contratto di fornitura abbia permesso un risparmio di circa euro 200000. Il prof. Ragusa rispondendo a quest'ultimo intervento chiede se sia possibile agire in modo analogo per la prossima fornitura di elettricità e se la apposita commissione potrà prendere in esame la possibilità di evitare la gara d’appalto preferendo una contrattazione diretta del prezzo col fornitore. La risposta viene dal Prorettore Casati e dalla segreteria amministrativa che sottolineano come una soluzione del medesimo tipo fosse stata già in precedenza esplorata in assenza di alternative: nessuna azienda proponendosi alla gara d’appalto si era optato per una contrattazione diretta dai risultati a quanto pare insoddisfacenti, con un costo superiore a quello ottenibile tramite gara d’appalto.
Il Professor Haus (di area informatica, componente del CTU) in fase di ricostruzione delle commissioni istruttorie del Consiglio ha riferito della sua precedente esperienza nella Commissione in materia di tecnologie dell’informazione ritenendo il ruolo della Commissione stessa essere stato negli ultimi anni poco efficace in un campo tanto importante non solo per il bilancio dell' Ateneo. Il Professore ha auspicato un migliore lavoro di concerto per il prossimo periodo ponendo a disposizione della Commissione ulteriori e più funzionali strumenti di analisi e gestione del nostro complesso tecnologico.
Il professor Russo ha richiesto lo scioglimento della Commissione Scarichi Inventariali essendo il ruolo di quest'ultima svolto ultimamente per la maggior parte in autonomia dai dipartimenti. Il Rettore risponde non mettendo a calendario la Commissione ma senza cancellarla: verrà richiamata dagli uffici quando necessario.
Mercoledì 29 Settembre 2010
Scritto da Alessandra Brambati
Cari studenti, Oggi, durante il Consiglio di Facoltà di Scienze MM.FF.NN è stata presa una decisione rilevante quanto inusuale. Si è infatti deciso lo spostamento dell'inizio di tutti i corsi della Facoltà al 15 Ottobre. A questa decisione hanno concorso, in primo luogo, motivazioni di carattere tecnico dovute alla difficoltà di organizzare l'attività didattica in tempo utile a seguito della rinuncia, da parte dei ricercatori, di svolgere la didattica al di là dei loro compiti. In secondo luogo, e più importante, è il messaggio che è si è deciso di inviare al Parlamento e al Governo, perché si rendano conto dei danni che faranno sul sistema universitario italiano i pesantissimi tagli ai finanziamenti e alcuni dei risvolti più immediati di questa legge e, pertanto, decidano di accogliere gli emendamenti presentati dal mondo accademico. Tutte le componenti della Facoltà, quindi, si sono trovate concordi nel dare un segnale unitario che porti alla luce la crisi in atto nel sistema universitario. Noi rappresentanti di Sinistra Universitaria siamo molto preoccupati sia per il futuro prossimo della nostra Università ma anche per il sistema universitario nella sua interezza e per questo solidarizziamo e sosteniamo le giuste rivendicazioni delle varie componenti del sistema universitario. Siamo, al contempo, preoccupati per i vostri e nostri diritti come studenti e per tale ragione abbiamo chiesto e ottenuto dai docenti, sempre nella sede del Consiglio di oggi, specifiche garanzie sugli appelli d’esame e sulle lauree, oltre che su una corretta e puntuale informazione sulla situazione a voi indirizzata. Nei prossimi giorni riceverete informazioni più dettagliate: vi preghiamo quindi, di controllare e leggere attentamente le mail che riceverete. I rappresentanti di Sinistra Universitaria
Sabato 04 Luglio 2009
Scritto da Federico Leva
{jcomments on}Il 30 giugno scorso c'è stata una seduta del Consiglio d'amministrazione. Sono state approvate le delibere preparate dalle varie commissioni (di alcune abbiamo già parlato), per il resto poco di interessante per gli studenti. Alcune informazioni che possono interessare: - Il cortile Farmacia sarà sistemato con una sponsorizzazione di 40.000 €. Piú consistenti i lavori di restaurazione delle facciate di via Festa del perdono: la pubblicità resterà per 86 mesi, e la società vincitrice si impegna a restaurare tutte le parti coperte dai ponteggi, come richiesto dal Comune, da cui si attende l'autorizzazione per la pubblicità.
- È stato deciso un diverso sistema di spartizione dei fondi destinati a facoltà e dipartimenti, congegnato per far sí che alle facoltà sia rimborsato 1/3 dei costi sostenuti per tutoraggi, laboratori e simili, mentre 1/3 è già coperto dallo Stato.
- Si è parlato di alcuni sottotetti dell'ALER dati in gestione al CIDiS (ex ISU) tramite la Statale: al momento l'occupazione è solo del 70 %, per problemi colle prenotazioni di dottorandi e ricercatori e per lo scarso successo degli appartamenti con quattro posti letto, che sembrano costare meno sul mercato. La gestione è pertanto in perdita. Il Consiglio ha suggerito che siano dati tutti agli studenti, che restando in media piú tempo possono garantire la piena occupazione.
Il 2 luglio c'è stata una seduta della commissione contratti. Nulla di particolarmente interessante, tranne il passaggio alla fibra ottica di Metroweb (cui sono già affidate 50 sedi) per alcune piccole sedi prima collegate alla rete d'Ateneo mediante Telecom, cosa che permette un risparmio con prestazioni migliori (mentre altre sedi in Lombardia sono molto isolate e si cerca l'aiuto degli enti locali).
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