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Il 29 settembre si è tenuto il Consiglio d'amministrazione, per l'occasione nella prestigiosa Sala napoleonica dell'edificio amministrativo di via sant'Antonio, 12, in affitto dalla Curia al modico costo di 3 milioni di euro l'anno.

La seduta si è svolta in un clima d'incertezza per via delle sconcertanti "notizie romane".
Come sapete, il governo si vanta di aver già preparato la leggerissima legge finanziaria 2010, che si distingue per il fatto di non contenere una sola cifra ma solo parole (letteralmente), ad aumentare la presa in giro. Il governo sostiene che non ci sia bisogno della solita finanziaria "mostro" perché tutto è già stato fatto, in particolare nel Dpef. Ma se provate a cercare qualcosa nel Documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2013 scoprirete che contiene solo due volte la radice universit-: in un caso parla d'altro e nell'altro rimanda alla famigerata legge 133, quella che taglia il fondo di finanziamento ordinario dell'università di circa 1,5 miliardi di euro in cinque anni di cui 190 milioni nel 2010, che si sommano ai tagli della legge 126/2008 per un totale di circa 670 milioni di euro che l'anno prossimo mancheranno alle università pubbliche, le quali farebbero tutte "fallimento", non potendo pagare nemmeno i costi (di personale) che non si possono tagliare. In sintesi, nei provvedimenti del governo sull'università si trovano solo tagli selvaggi e indiscriminati.
Da mesi le università contrattano per riavere almeno parte di questi soldi "rubati" (vedi ad esempio la mozione della CRUI del 24 settembre), ma tutto è bloccato in attesa della riforma dell'università e in particolare del sistema di governo (o governance) delle università, promessa (adesso) per ottobre: la Gelmini ha bisogno di soldi per mostrare la propria buona volontà e far approvare la riforma; Tremonti non vuole concedere i soldi se non può prima vantarsi di aver ottenuto la riforma. Il governo ha promesso di presentarla a ottobre.
E i soldi? Non si saprà nulla prima di fine novembre, quando si avrà qualche notizia sull'andamento dello scudo fiscale, i cui proventi saranno destinati a un fondo d'emergenza fra le cui priorità rientrerebbe anche l'università. Lo scudo fiscale è un condono che permette a chi ha esportato illecitamente denaro (generalmente frutto dell'evasione fiscale, ma anche di riciclaggio di denaro sporco da attività mafiose) all'estero (tipicamente in paradisi fiscali) di tornarne legalmente in possesso pagando solo una tassa del 5 % invece di ciò che ha rubato al fisco. In aggiunta questo scudo garantisce l'anonimato e un'amnistia di fatto per vari reati (vedi lavoce.info).
Ecco quindi che il cerchio si chiude: il governo uccide l'università pubblica intervenendo solo per tagliare fondi da destinare alla cancellazione dell'ICI anche sulla prima casa dei ricchi nell'ottica delle tasse come rapina (invece che come servizio pubblico); poi la "salva" coi frutti un condono dell'evasione fiscale conseguente, riuscendo per giunta a mascherare da azione nobile un regalo da decine di miliardi di euro a ladri e mafiosi.
Nel frattempo, solo il 23 settembre è stato emanato il decreto di distribuzione dei famosi 525 milioni di euro secondo criteri di "qualità": infatti, non solo tali criteri sono fasulli, come avevamo detto a luglio dopo l'annuncio sulla stampa e come meglio risulta dagli allegati al decreto, ma inoltre le classifiche pubblicate erano basate su dati errati e quindi hanno dovuto essere corrette. Il risultato è che quest'anno la Statale avrà circa 4 milioni piú del previsto.
Segnaliamo inoltre che il 4 settembre il ministero ha emanato una nota che dovrebbe anticipare dei futuri decreti e che prevede in particolare un numero massimo di ore di lezione (150) che si possono tenere per ogni docente a disposizione, e un numero minimo di docenti assegnati a ogni corso: scopo dichiarato, ridurre il ricorso a docenti a contratto (precari) o non pagati e aumentare la qualità; effetto previsto, ridurre fortemente i corsi a prescindere dalla loro utilità. Persino la nostra facoltà di medicina secondo le prime letture potrebbe essere costretta a dimezzare i corsi, nonostante la colossale quantità di 660 docenti.

Proseguendo nell'ordine del giorno: qualche dato sulle immatricolazioni, gli abbandoni ecc.: stabili.
Commissione edilizia: vedi l'aggiornamento sulla centrale di cogenerazione di Città Studi.
Erasmus: per l'anno accademico 2009/2010 viene aumentata da 250 a 300 € mensili la tariffa degli alloggi offerti dalla Statale tramite il CIDiS agli studenti stranieri che vengono nella nostra università in Erasmus, seguendo l'esempio della Bicocca e di altre università italiane e straniere che attualmente fanno pagare di piú ai nostri studenti. La riduzione della quota a carico dell'università dovrebbe produrre un risparmio di circa 74.000 €. Lo stanziamento a bilancio per il programma Erasmus resta invariato, quindi ci è stato garantito che tale somma andrà ad aumentare le spese in altri servizi, come anche che gli studenti sono stati o saranno avvertiti per tempo del cambiamento delle condizioni.

Commissione contratti: continua lo sviluppo di un nuovo regolamento per le attività che l'università svolge per conto di terzi (analisi di laboratorio e simili) per assicurarsi che non siano in perdita, ma non è chiaro se tali attività rientrino nell'orario di lavoro o costituiscano una sorta di straordinario; la biblioteca di matematica tiene l'abbonamento cartaceo a una rivista dismettendo quello elettronico al contrario di quelle di fisica e informatica che abbandonando il cartaceo risparmiano 25.000 € l'anno, mentre la CRUI prepara un accordo nazionale con forti sconti per l'accesso alle principali banche dati; approvato un codice di condotta contro le molestie sessuali redatto dal CPO e che attende l'approvazione definitiva del Senato accademico.
Commissione personale: all'interno dei vincoli della legge 133, dati i pensionamenti, fra l'altro si stabilizzano 5+5 tecnico-amministrativi "precari" e si bandiscono dei concorsi pubblici per l'assegnazione di 3 nuovi posti da dirigente, considerati necessari per coprire un posto vacante (rispetto alla pianta organica 1994) in seguito a un pensionamento e per integrare il basso numero di dirigenti anche in confronto ad altre università, con un costo previsto paragonabile a quello di due tecnico-amministrativi "ordinari". {jcomments on}

 

Nell'ultima commissione edilizia del Consiglio d'amministrazione abbiamo appreso che Carbotermo può vantarsi di essere in perfetto orario sulla tabella di marcia per la costruzione della centrale di cogenerazione di cui abbiamo parlato qualche tempo fa. 
Infatti, come si può vedere dalle foto, i lavori di scavo sono già completati, cosí come la colata di cemento principale sul fondo; seguiranno presto le pareti.
Nel frattempo Carbotermo si è assunta integralmente l'appalto, da cui si ritira la Società Consortile Consorzio Stabile che si sarebbe dovuta occupare dei lavori edilizi propriamente detti. Cartellone"Curiosamente", prima ancora che queste modifiche siano approvate, il cartellone di descrizione dei lavori riporta già (da maggio, si presume) la nuova ditta che dovrà occuparsi di tali lavori.
Altra notizia è che il progetto approvato prevede due "torri" per le canne fumarie addossate al settore didattico Celoria (la parete a sinistra nella foto in alto), e che è stata chiesta una variante per costruire invece una sola canna fumaria di 5×2 m alta 25 m in mezzo al cortile, come da progetto originario in bella mostra nel cartellone (anch'esso come se fosse già stato approvato). Mi dicono che una torre simile è presente all'ospedale Niguarda e non è brutta.
Che ne dite?

Resa grafica del progetto

 

Il 25 maggio nel cortile del settore didattico di via Celoria-Golgi-Venezian sono cominciati i lavori di costruzione di un impianto di cogenerazione, e all'improvviso gli studenti del settore si sono ritrovati privi del loro unico sfogo. Ma che è successo?

Gli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici del settore avevano bisogno di manutenzione e dovevano essere sostituiti.
Per ridurre il piú possibile i costi e non scaricarli sul magro bilancio dell'università, si è scelto di sostituire i tanti impianti dispersi con uno solo piú efficiente, costruito con capitali privati secondo il modello della finanza di progetto (project financing).
Riassumendo, la Carbotermo SpA (sic!) installerà 2 gruppi di cogenerazione (elettricità + calore), 2 gruppi frigoriferi ad assorbimento con condensazione ad acqua di falda e 4 caldaie (il tutto dovrebbe essere alimentato a metano), piú una rete di tubi e cavi elettrici per distribuire il tutto.
Gli impianti saranno interrati nel cortile; alla fine dei lavori, si dovrebbero vedere solo le ciminiere.
Inoltre è previsto il condizionamento della didatteca di via Venezian e della biblioteca di Biologia, la predisposizione per  un eventuale ampliamento e la sistemazione dell'area esterna.
L'inizio dei lavori era previsto per l'ottobre 2008, la fine per l'estate 2010.
Le opere costeranno 8.300.000 €, e saranno ripagate da una concessione di 20 anni per cui l'università comprerà alla Carbotermo riscaldamento, raffrescamento ed elettricità (tranne le eccedenze vendute all'Enel), con un risparmio previsto rispetto a ora di circa 290.000 € l'anno, e la proprietà degli impianti alla fine della concessione.

Perché si tenga conto delle esigenze degli studenti, abbiamo fatto pressione sulla Carbotermo perché rispettasse gli accordi informali e aprisse agli studenti il cortile dietro gli edifici di biologia (prima destinato alle serre): al momento sono state disposte delle panchine sotto gli alberi, è stata tagliata l'erba ed è cominciata la costruzione di quelle che dovrebbero essere pergole con tavoli e panche come dietro il dipartimento di fisica.
Ovviamente questo non basta: l'unico bisogno sentito dall'università sembra la mancanza di parcheggi per i privilegiati che non possono entrare a piedi (sono stati spostati dietro Fisica), ma abbiamo preso contatti e ci batteremo per fare in modo che alla fine dei lavori il cortile sia non meno ma piú vivibile di prima, senza automobili e con piú verde e spazi per gli studenti.
Ci sono inoltre perplessità sugli accordi precisi: l'obiettivo non deve certo essere aumentare i consumi, ma ridurli; non potenziare gli impianti, ma ridurne la potenza puntando sul risparmio energetico oltre che sull'efficienza (che comunque è relativa: l'impianto non sembra dei piú avveniristici). Approfondiremo anche questi aspetti.

 
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