Poli e Facoltà

CB Login


Creative Commons License
Tutti i contenuti e i downloads sono pubblicati sotto la licenza Creative Commons
[SU]
 
 
Tag:città studi

Questione mensa


Il problema della mensa di Via Golgi 20, prossima alla chiusura, di cui si è molto parlato in questi giorni in università, è stato affrontato al termine della seduta nelle varie ed eventuali.

La professoressa Annunziata ha presentato una mozione firmata da alcuni docenti che sottolinea l’importanza del polo di scienze e della necessità di una mensa, la cui mancanza potrebbe portare ad un calo delle immatricolazioni i prossimi anni.

La richiesta è che il CdA intervenga, anche finanziariamente, per garantire la continuità del servizio di via Golgi.

Come rappresentanti di Sinistra Universitaria siamo intervenuti presentando una nostra mozione sul tema, dove abbiamo posto il problema dell’inadeguatezza dell’attuale mensa di via Clericetti, evidenziando l’importanza del diritto allo studio.

Il professor Boscolo ha sottolineato l’importanza del diritto allo studio, rivendicata da noi studenti, ma che non è stata posta nella mozione dei docenti.

Il professore ha inoltre sottolineato l’importanza di un primo successo ottenuto, ovvero il rinvio della chiusura della mensa che salva l’anno accademico in corso.

Considerate le difficoltà di ottenere una struttura definitiva per l’anno prossimo, propone però di cercare una soluzione temporanea.

La preside del CdF, professoressa Campadelli, ha ritenuto che non sia compito della facoltà trovare una soluzione.

Ha inoltre ricordato che non è possibile allargare la mensa di via Clericetti poiché la cucina non potrebbe farsi carico di un maggior numero di utenti e che comunque mancherebbero gli spazi necessari, attualmente destinati ad aule studio e di lezione.

In conclusione si decide di votare a favore della mozione dei docenti integrata con alcuni passi della mozione dei rappresentanti di Sinistra Universitaria.

Comunicazioni


-Il rettore ha informato il CdA del 24 novembre delle dimissioni del direttore amministrativo, annunciando che il sostituto, il cui nome verrà stabilito nel Senato e nel CdA del 15 dicembre, entrerà in carica dal 1º gennaio del 2010.

-Il CdA è in attesa dei provvedimenti del governo in materia finanziaria per il bilancio dell’anno prossimo. Dalla previsione mostrata è comunque evidente che se saranno stanziati meno fondi di quelli di quest’anno il bilancio sarà negativo.

-Il CdA del 24 novembre, del politecnico di Milano, ha deciso di rimandare la chiusura della mensa di Via Golgi 20 al 31 luglio 2010.

Presentazione dei progetti ALGANT e ECMI

ALGANT (ALgebra, Geometry And Number Theory)

ALGANT è un consorzio tra 8 università nel mondo, nato nel 2004, con lo scopo di offrire un master di due anni e un dottorato in matematica pura (algebra, geometria e teoria dei numeri).

L’accordo è stato rinnovato quest’anno per quanto riguarda le lauree magistrali ed è stato esteso anche per i dottorati (ALGANT-DOC).

Il consorzio ha ricevuto finanziamenti dalla comunità europea come progetto Erasmus Mundus.

Gli studenti, selezionati, che intendono partecipare al programma devono adeirire al consorzio e svolgere i propri studi in almeno due dei paesi aderenti.

I siti di riferimento sono:

http://www.algant.eu

http://eacea.ec.europea.eu

http://www.erasmusmundus.it

ECMI (European Consortium for Mathematics in Industry)

L’agenzia ECMI è un consorzio di diverse università europee che intendono creare una nuova laurea magistrale in matematica industriale.

Il progetto è iniziato due anni fa, ma l’università statale di Milano intende far partire questo progetto l’anno prossimo per una durata di 3 anni.

Esso è già stato finanziato con fondi europei per favorire la mobilità dei docenti e quindi la preparazione del corso.

E’ stato inoltre finanziato un progetto di summer-school con corsi specializzati in matematica per le applicazioni.

 

Sito di riferimento:

http://www.ecmi-indmath.org/
 
Come molti di voi già sanno, a ottobre il Politecnico di Milano ha comunicato di voler chiudere la sua mensa di via Golgi, usata ogni giorno da almeno 1200 persone, fra studenti del Politecnico (aventi diritto a borse di studio ma non solo) e della Statale, lavoratori e docenti. La notizia ha molto sorpreso perché la mensa è un servizio storico presente da decenni e fondamentale per l'area, sia per la scarsità di altri locali dove pranzare sia per l'evidente aumento di costi a carico degli studenti, per i quali la mensa è un necessario intervento di tutela del diritto allo studio.
Nel frattempo, i rappresentanti degli studenti del Politecnico hanno spiegato perché ritengono che la chiusura della mensa, accompagnata dal potenziamento di 100 posti (rispetto ai 100 attuali) della mensa di via Pascoli e di 80 (fino a 150) di quella di via Bonardi, e soprattutto dall'ampliamento delle convenzioni coi locali privati, sia positiva per gli studenti del Politecnico.
Inoltre, le forti proteste giunte da molte direzioni (lavoratori, studenti, Università degli Studi di Milano) hanno fatto sì che il Politecnico, il 24 novembre, rimandasse a fine luglio la chiusura della mensa, per dare alla Statale il tempo di organizzarsi.
Sinistra Universitaria ritiene che sia indispensabile che Politecnico e Statale non vadano ciascuno per la propria strada ma considerino le necessità degli studenti e collaborino per evitare di danneggiarsi a vicenda rimpallandosi le responsabilità: in quest'ottica, è positivo il rinvio della chiusura, che però non è sufficiente e deve essere messo a frutto, auspicabilmente per scongiurare la chiusura della mensa. Perciò, dopo la mozione approvata dal Consiglio di Facoltà di Scienze MM.FF.NN., il 15 dicembre in Consiglio d'amministrazione abbiamo presentato una mozione (in allegato), che è stata approvata, con cui la Statale dichiara pubblicamente di riconoscere l'importanza della mensa per il diritto allo studio, l'insostenibilità della sua chiusura e la volontà di lavorare col Politecnico per trovare una soluzione.
Poste queste basi, passiamo adesso alla fase operativa: i prossimi passi saranno la costituzione (da parte della Regione, coordinatrice degli interventi per il diritto allo studio) di un tavolo fra Statale e Politecnico, e l'approfondimento della storia dell'edificio della mensa per verificare se davvero possa essere effettivamente destinato ad altri usi.
 
Le condizioni dei bagni del polo di città studi sono note a tutti, non c’è bisogno di introduzioni. Mercoledì 14 Ottobre abbiamo scritto all’Ufficio di competenza per segnalare la situazione igienica chiedendo che intervenissero per verificare e perlomeno chiedere delucidazioni alla ditta appaltatrice. L’ufficio pulizie della divisione economato dell’Università ci ha risposto molto rapidamente per comunicarci che il sopralluogo avrebbe avuto luogo già il giorno successivo alla presenza di alcuni funzionari dell’Università, un rappresentante degli studenti e la responsabile dell’impresa di pulizie. Il “tour” è iniziato dal settore didattico di via Golgi, notoriamente il più disastrato. Qui, al piano terra e primo piano, è stata verificata l’assenza di sapone da tutti i contenitori (proprio in questo periodo di emergenza febbre suina!), il pavimento era visibilmente sporco, sono stati trovati alcuni contenitori per la carta igienica rotti, oltre ad un cattivo odore diffuso. A mio parere i bagni di questo settore non vedono un addetto alle pulizie da anni, anche se la responsabile della ditta continuava a ripetere che alle 10, ora in cui è stato svolto il sopralluogo, erano già stati puliti una volta e che sarebbero stati ripassati altre 3 volte, come avviene giornalmente, le ho fatto quindi notare che a quell’ora le lezioni erano iniziate solamente da un’ora e mezza e non era proprio possibile che i bagni fossero già in quelle condizioni. Secondo la responsabile delle pulizie le condizioni erano discrete, il pavimento sembrava opaco a causa del tipo di detergente usato e i contenitori erano vuoti perché, testuali parole, “non vengono riempiti apposta perché perdono, quindi sgocciolando avrebbero sporcato il pavimento”. Convinto che la dimostrazione fosse stata sufficiente ho evitato di andare sugli altri piani. Da lì ci siamo spostati nel Dipartimento di Biologia, solo al piano terra perché i bagni al primo piano sono chiusi a chiave da tempo, anche qui niente sapone in nessun bagno, né maschile, né femminile, ma le condizioni generali sono risultate migliori di quelle di via Golgi (non che ci voglia molto…), secondo la responsabile delle pulizie ciò è dovuto alla minore affluenza di studenti nel Dipartimento che nel settore di via Golgi (anche se questo settore ha il quadruplo dei bagni del Dipartimento). Qui pare che il sapone manchi perché “è finito” anche se in realtà, come vedremo, i magazzini del settore di via Celoria traboccano di sapone. La tappa successiva è stata il settore didattico di via Celoria, qui il sapone era presente in quasi tutti i contenitori (anche se non c’era fino a pochi giorni prima, quando avevo controllato io, ma questo l’ispezione non lo ha potuto verificare), il pavimento non era stato pulito così come gli specchi. Ci siamo chiesti perché ci sia il sapone in via Celoria e non negli altri settori, abbiamo quindi scoperto che, come dicevamo, solo i magazzini di questo settore hanno il sapone, che invece è esaurito negli altri, abbiamo quindi chiesto alla responsabile della ditta di dire ai dipendenti di attraversare la strada e portare il sapone negli altri settori in attesa che arrivino le forniture… mentre ci stavamo avviando a verificare le condizioni del settore di via Venezian uno dei funzionari dell’Università è intervenuto dicendo che i bagni di via Venezian erano un caso a sé perché molto vecchi, ma che erano già stati approvati i lavori di ristrutturazione che dovrebbero essere svolti durante le vacanze del prossimo Natale. In totale è stato accertato che, come gli studenti verificano tutti i giorni da anni, le condizioni generali dei bagni non sono delle migliori: per i più svariati motivi manca il sapone quasi ovunque ed i pavimenti non vengono puliti. Abbiamo ottenuto la promessa dalla ditta di riempire i contenitori per il sapone tutti i giorni (wow!), di pulire i pavimenti e dall’ufficio manutenzione di cambiare i contenitori per la carta igienica rotti.
 

Nell'ultima commissione edilizia del Consiglio d'amministrazione abbiamo appreso che Carbotermo può vantarsi di essere in perfetto orario sulla tabella di marcia per la costruzione della centrale di cogenerazione di cui abbiamo parlato qualche tempo fa. 
Infatti, come si può vedere dalle foto, i lavori di scavo sono già completati, cosí come la colata di cemento principale sul fondo; seguiranno presto le pareti.
Nel frattempo Carbotermo si è assunta integralmente l'appalto, da cui si ritira la Società Consortile Consorzio Stabile che si sarebbe dovuta occupare dei lavori edilizi propriamente detti. Cartellone"Curiosamente", prima ancora che queste modifiche siano approvate, il cartellone di descrizione dei lavori riporta già (da maggio, si presume) la nuova ditta che dovrà occuparsi di tali lavori.
Altra notizia è che il progetto approvato prevede due "torri" per le canne fumarie addossate al settore didattico Celoria (la parete a sinistra nella foto in alto), e che è stata chiesta una variante per costruire invece una sola canna fumaria di 5×2 m alta 25 m in mezzo al cortile, come da progetto originario in bella mostra nel cartellone (anch'esso come se fosse già stato approvato). Mi dicono che una torre simile è presente all'ospedale Niguarda e non è brutta.
Che ne dite?

Resa grafica del progetto

 

Il 25 maggio nel cortile del settore didattico di via Celoria-Golgi-Venezian sono cominciati i lavori di costruzione di un impianto di cogenerazione, e all'improvviso gli studenti del settore si sono ritrovati privi del loro unico sfogo. Ma che è successo?

Gli impianti di riscaldamento e raffrescamento degli edifici del settore avevano bisogno di manutenzione e dovevano essere sostituiti.
Per ridurre il piú possibile i costi e non scaricarli sul magro bilancio dell'università, si è scelto di sostituire i tanti impianti dispersi con uno solo piú efficiente, costruito con capitali privati secondo il modello della finanza di progetto (project financing).
Riassumendo, la Carbotermo SpA (sic!) installerà 2 gruppi di cogenerazione (elettricità + calore), 2 gruppi frigoriferi ad assorbimento con condensazione ad acqua di falda e 4 caldaie (il tutto dovrebbe essere alimentato a metano), piú una rete di tubi e cavi elettrici per distribuire il tutto.
Gli impianti saranno interrati nel cortile; alla fine dei lavori, si dovrebbero vedere solo le ciminiere.
Inoltre è previsto il condizionamento della didatteca di via Venezian e della biblioteca di Biologia, la predisposizione per  un eventuale ampliamento e la sistemazione dell'area esterna.
L'inizio dei lavori era previsto per l'ottobre 2008, la fine per l'estate 2010.
Le opere costeranno 8.300.000 €, e saranno ripagate da una concessione di 20 anni per cui l'università comprerà alla Carbotermo riscaldamento, raffrescamento ed elettricità (tranne le eccedenze vendute all'Enel), con un risparmio previsto rispetto a ora di circa 290.000 € l'anno, e la proprietà degli impianti alla fine della concessione.

Perché si tenga conto delle esigenze degli studenti, abbiamo fatto pressione sulla Carbotermo perché rispettasse gli accordi informali e aprisse agli studenti il cortile dietro gli edifici di biologia (prima destinato alle serre): al momento sono state disposte delle panchine sotto gli alberi, è stata tagliata l'erba ed è cominciata la costruzione di quelle che dovrebbero essere pergole con tavoli e panche come dietro il dipartimento di fisica.
Ovviamente questo non basta: l'unico bisogno sentito dall'università sembra la mancanza di parcheggi per i privilegiati che non possono entrare a piedi (sono stati spostati dietro Fisica), ma abbiamo preso contatti e ci batteremo per fare in modo che alla fine dei lavori il cortile sia non meno ma piú vivibile di prima, senza automobili e con piú verde e spazi per gli studenti.
Ci sono inoltre perplessità sugli accordi precisi: l'obiettivo non deve certo essere aumentare i consumi, ma ridurli; non potenziare gli impianti, ma ridurne la potenza puntando sul risparmio energetico oltre che sull'efficienza (che comunque è relativa: l'impianto non sembra dei piú avveniristici). Approfondiremo anche questi aspetti.

 
Powered by Tags for Joomla