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Il taglio e il bilancino

Approfittando della pausa estiva, nelle prossime settimane desideriamo ricapitolare alcune questioni discusse negli ultimi mesi di CdA e il nostro contributo, con un occhio alla loro conclusione e a ciò che ci aspetta nel futuro.
I principali documenti strategici discussi in questi mesi sono il bilancio preventivo e il "piano delle performance": il primo proclama (un po' ingannevolmente) un blocco delle tasse e il secondo, grazie alla nostra insistenza, sposta leggermente gli obiettivi dell'amministrazione verso alcuni bisogni degli studenti. Passiamo ora a vederli meglio.

L'anno 2012 si è aperto, per la nostra università, con un bilancio di previsione abbastanza tranquillo, grazie al rifinanziamento dell'FFO che ha ridotto il taglio sul 2011 a "solo" l'1 %, pari a circa 3 milioni in meno per unimi. Infatti, il blocco quasi totale delle assunzioni genera circa 9 milioni di risparmi previsti sul personale, che sono stati ripartiti abbastanza equamente fra i 3 milioni di taglio, circa 3 di maggiori investimenti per la ricerca e circa 3 per l'acquisto di nuovi edifici (1 una tantum e 2 di mutui previsti). In aggiunta a ciò ci sono diversi movimenti "minori" all'interno del bilancio, come un aumento di 1 milione dei costi per energia parzialmente compensato da risparmi strutturali sulle bollette telefoniche grazie a investimenti di razionalizzazione.
Per gli studenti, invece, 100.000 € in piú di risorse dell'ateneo per gli erasmus/l'internazionalizzazione, che stabilizzano l'aumento della spesa in borse erasmus che avevamo ottenuto a novembre 2010, e 300.000 € in piú previsti per i rimborsi delle tasse per merito/reddito, ottenute a giugno 2011 insieme alla riforma della tassazione.
Proprio grazie a quest'ultima, il grande assente dalla programmazione di bilancio è il solito enorme aumento del gettito delle tasse: infatti, il CdA stabilendo le aliquote aveva dichiarato come proprio obiettivo quello di mantenere il gettito costante. Questa decisione si riflette nel preventivo 2012, che prevede un'entrata uguale a quella del 2011, ma anche negli anni successivi, dove il bilancio triennale (introdotto quest'anno) prevede aumenti limitati a un milione circa l'anno, pari al tasso d'inflazione programmata (per quanto secondo noi non dovrebbero esserci nemmeno questi, come già discusso in passato). Questa previsione cosí generosa nei confronti degli studenti è in buona parte fittizia, poiché le previsioni sono sempre prudenti e quindi si può anticipare che in realtà le entrate per tasse saranno maggiori di qualche milione. Cercheremo di correggere il tiro durante l'anno, poiché l'abitudine dell'ateneo è di non correggere mai gli "errori di calcolo" che producano un aumento delle tasse, ma l'unico momento in cui il CdA dovrà per forza decidere qualcosa è la delibera sulle tasse dell'a.a. 2012-2013, che a rigor di logica quantomeno non deve prevedere nessun aumento.
Si è citato il bilancio triennale; le prospettive dell'inizio dell'anno sul 2013 sono tutt'altro che rosee, dato il taglio tremontiano previsto per 300 milioni sul 2012, pari a circa 14 per la nostra università, che anche con delle ipotesi non innocue di tagli dà nella previsione triennale un ammanco di 7 milioni sul 2013 (per recuperare nel 2014).

Nella discussione del "piano delle performance" 2011-2013, cioè il piano degli obiettivi triennali dell'amministrazione usato per determinare i premi di risultato dei dirigenti, cominciata a gennaio e conclusasi a giugno, fin da subito abbiamo chiesto:

  • un piano per il risparmio energetico (già a gennaio, dopo l'uscita del DL semplificazioni che all'art. 51 prevede l'adozione di un piano per il risparmio energetico, ne abbiamo chiesto l'adozione);
  • un'opera di valutazione dell'efficacia del nostro sistema di diritto allo studio, per vedere se davvero garantiamo tutti gli studenti meritevoli, quanti ne perdiamo e quali e quanti interventi servirebbero per ottenere dei risultati;
  • un progetto per la sostituzione delle odiate microfiche col deposito digitale in un archivio aperto e copyleft delle tesi di laurea (intanto abbiamo verificato come al solito che il contratto CILEA prevede questa possibilità);
  • l'accelerazione e conclusione entro il 2012 dell'adozione del verbale/libretto elettronico.

Alla fine abbiamo ottenuto per la prima volta: l'ingresso del diritto allo studio fra gli obiettivi, in generale, e in particolare tramite l'aumento degli alloggi (proseguendo sulla strada già tracciata); l'inserimento del risparmio energetico fra gli obiettivi triennali, con una prima indagine sui risparmi possibili e alcuni interventi preliminari di ottimizzazione dei contratti energetici; la menzione del deposito digitale come uno degli interventi da approfondire in vista di un inserimento fra gli obiettivi futuri.

Buona notizia di chiusura: il resoconto sui finanziamenti alla ricerca nel settimo programma quadro (2007-2011) riporta un dato aggregato di 32 milioni di euro di finanziamenti ottenuti dal nostro ateneo, una cifra notevole anche se c'è molto spazio per migliorare e le valutazioni sono discordanti.

 

L'installazione dei nuovi distributori automatici con un miglioramento del servizio, il forte potenziamento dell'accesso a internet nelle residenze universitarie e l'aumento dell'investimento per le borse erasmus sono i principali frutti che il lavoro di questi tre mesi del CdA offre agli studenti, in un periodo in cui l'ateneo è stato assorto nell'approvazione del nuovo statuto e nella riorganizzazione dei dipartimenti.

Il principale argomento in discussione nel Consiglio di settembre è stato il nuovo statuto. Il CdA ha dato a larghissima maggioranza parere favorevole alla sua successiva approvazione da parte del Senato accademico, avvenuta a ottobre. In entrambe le sedi ci siamo astenuti, perché il testo proposto contiene a nostro avviso una lunga serie di difetti che abbiamo segnalato nei mesi precedenti ma non sono stati corretti nonostante ce ne fosse la possibilità, mentre non sono nemmeno stati in discussione al momento finale, al contrario di altri punti di nessun interesse per gli studenti su cui invece si scontravano le altre "fazioni" degli organi, rischiando di bloccare l'approvazione dello statuto: né un voto a favore né un voto contrario ci sembrava quindi corretto dal punmto di vista degli studenti. Come al solito, potete trovare il testo dello statuto nel portale d'ateneo; illustreremo le principali novità per gli studenti quando sarà approvato dal ministero e potrà quindi entrare in vigore.

Una buona notizia è stata la donazione da partedi due soggetti privati di 1,7 e 3 milioni di euro in favore di due gruppi di ricerca.

Distributori automatici a Tokyo.A ottobre si è finalmente conclusa la lunga procedura  per il nuovo appalto dei distributori automatici, di cui avevamo già parlato. Rimando per i dettagli al nostro precedente articolo, ma ricordo insintesi che le principali novità sono l'aggiunta dei prodotti quosolidali e biologici e l'erogazione anche di pasti caldi in alcune aree attrezzate: dei primi stiamo verificando la presenza, mentre le seconde dovranno essere pronte entro l'anno; alcuni problemi dei primi giorni delle nuove macchinette (a novembre) sembrano essere ormai rientrati.
Il punto dolente del nuovo contratto sono naturalmente i prezzi, che (specie per il caffè) sono aumentati significativamente; d'altro canto, il contratto dura cinque anni, il che significa che i prezzi non venivano aggiornati da oltre cinque anni e non lo saranno per altri cinque. L'aumento si è verificato nonostante quasi tutto il punteggio della gara fosse per i prezzi piú bassi agli utenti perché l'azienda vincitrice ha fatto un'offerta talmente alta sull'"affitto" pagato all'ateneo da compensare. Questo, tuttavia, significa che l'ateneo avrà circa 140.000 € di entrate impreviste l'anno, e l'amministrazione si è detta disponibile a reinvestire parte di tali fondi in servizi aggiuntivi agli studenti.
Inoltre, i nuovi distributori hanno un sistemo di controllo da remoto che consentirà di rimediare tempestivamente ai malfunzionamenti e all'esaurimento dei prodotti e l'università verificherà il funzionamento; per qualsiasi segnalazione scrivete all'apposito indirizzo distributori.automatici@unimi.it.
Nel complesso, confidiamo che questo nuovo contratto sarà un miglioramento per gli studenti e per l'ateneo in generale.

A novembre è stata approvata una nuova convenzione fra l'ateneo e il CIDiS grazie alla quale le residenze studentesche di proprietà della Statale di via Attendolo Sforza e Francesco Sforza saranno collegate a internet non piú attraverso Telecom ma attraverso la rete d'ateneo via fibra: la velocità di connessione decuplicherà da 100 Mb/s massimi a 1000 massimi teorici (collegamenti 1 Gb/s per ciascuna) e la banda effettivamente disponibile per tutta la rete CIDiS è fortemente aumentata, specie in orario serale. Abbiamo incoraggiato l'ateneo a proseguire con questo tipo di consulenza e convenzione col CIDiS anche per le residenze non di proprietà unimi, in modo da generalizzare i benefici a tutti gli studenti (e ridurre i costi). Ciò dovrebbe consentire di superare le attuali restrizioni sulla rete imposte agli studenti, auspicabilmente, dopo che saranno completati gli attuali lavori di fusione del sistema di autenticazione CIDiS a quello delle università.

Logo erasmus.Inoltre, a seguito della nostra resistenza l'anno scorso, sono stati finalmente deliberati gli importi delle integrazioni alle borse erasmus, confermando quelli degli anni scorsi. Viene cosí stabilizzato l'aumento dell'investimento dell'ateneo in questo importante progetto, previsto in circa 100.000 € l'anno anche nel bilancio preventivo 2012, per far fronte all'aumentodel numero di studenti erasmus (fermatosi tuttavia quest'anno) e alla contemporanea insenstata riduzione dei finanziamenti statali.

Per il resto la gran parte della seduta di novembre è stata dedicata all'ultima fase di un lungo processo di programmazione del personale per il 2011. In estrema sintesi e semplificazione, alla luce delle varie restrizioni, l'ateneo "spenderà" 75 degli 81,4 "punti organico" disponibili quest'anno, pari a 6,8 milioni di euro ovvero 41 professori associati, 72 ricercatori, 35-56 tecnico-amministrativi. Si spera che questo basti a soddisfare le facoltà (è stato anche approvato il regolamento per le chiamate dei professori); non sono invece state soddisfatte dal Senato accademico le richieste degli ospedali che volevano far assumere dall'ateneo (a loro spese, come "ricercatori", dei loro medici, senza alcuna programmazione scientifica.
Si potrà ora passare all'esame della situazione del personale dei nuovi dipartimenti, già "approvati" dal Senato per quanto riguarda i soli nomi e partecipanti. Per quanto ci riguarda, presteremo costante attenzione affinché i servizi di interesse degli studenti dispongano di una quantità chiara ed equa di personale in tutti i poli e siano gestiti con criteri di efficienza e non di spartizione. Il compito sarà estremamente difficile per tutti.

 

Ogni tanto capita che ci siano buone (piccole) notizie; ve ne diamo un paio con un po' di ritardo in questo periodo in cui ce n'è bisogno e pochi s'interessano di università, nella speranza di trasmettervi un po' di fiducia.

La prima è che nella seduta di novembre abbiamo scoperto che gli studenti erasmus nell'anno accademico 2009-2010 sono aumentati del 10 % rispetto al 2008-2009. Gli studenti erasmus ricevono una borsa mensile europea, notoriamente insufficiente, che viene integrata dagli atenei con un contributo integrativo pagato in parte con fondi ministeriali per la mobilità e in parte con fondi propri (purtroppo, peraltro, solo dopo la fine dell'anno accademico, col consueto ritardo delle borse); il nostro ateneo finora aveva sempre fatto il minimo indispensabile, spendendo poco piú di quanto fornitoci dal ministero.
Quest'anno, per affrontare l'aumento delle richieste e una riduzione dei fondi ministeriali mantenendo uguale la spesa per l'ateneo, l'amministrazione centrale aveva proposto di abolire il contributo forfettario di 500 € dato finora gli studenti delle prime tre fasce di reddito (fino a 18.000 € ISEEU) in aggiunta al mensile, per affrontare le spese di viaggio e dare un incentivo piú visibile alla mobilità. In questo modo, abbiamo fatto notare, si sarebbe ottenuto l'effetto perverso di scaricare i tagli sugli studenti con reddito minore e aumentare la spesa per quelli dal reddito maggiore, in particolare con un taglio del 40 % del contributo medio per gli studenti della terza fascia, un colpo davvero notevole trattandosi peraltro di spese già sostenute confidando nell'arrivo dell'integrazione; inoltre, tagliare sul contributo forfettario e non sul mensile significa incentivare una maggior lunghezza dei soggiorni invece che una maggiore mobilità.
Alla fine abbiamo convinto il CdA che ha reintrodotto il contributo forfettario, mentre per l'anno prossimo si studierà una soluzione che pesi meno sul bilancio ma non colpisca cosí fortemente le fasce piú basse. Grazie al nostro intervento, quindi, 140 studenti hanno avuto "sotto l'albero di Natale" la buona notizia di 500 € di contributo in piú di quanto immaginava l'amministrazione (vedi tabelle allegate per i dettagli).

La seconda buona notizia riguarda il fondo per le attività culturali e sociali delle associazioni studentesche: l'amministrazione aveva proposto di tagliarlo da 170.000 € a 100.000. Abbiamo fatto presente che la commissione attività culturali sta lavorando per aiutare le associazioni ad aumentare la qualità dei progetti presentati e la loro conformità ai criteri (molto restrittivi) che la commissione stessa si è data (cosí riducendo la spesa), e che non è possibile ridurre ulteriormente le disponibilità della commissione, considerato che il fondo è già molto piccolo rispetto a quello di altre università.
La nostra proposta è stata quindi accolta e i tagli sono stati cancellati: il fondo per l'anno accademico 2010-2011 è stato reintegrato coi risparmi prodotti dalla commissione stessa nell'anno precedente (quindi senza oneri addizionali per l'ateneo), pari a 100.000 € circa. SU chiedeva da anni che alla commissione fossero lasciati i fondi da essa stessa resi disponibili sotto forma di avanzi.

L'argomento principale di queste sedute era ovviamente il bilancio di previsione per il 2011, rimandato a ottobre; la discussione era dominata dallo sconforto per i tagli del governo e la deprimente discussione sulla legge 240 in corso in parlamento. Nel frattempo è sopraggiunto il maxiemendamento che ha ridotto i tagli di 800 milioni di euro per l'FFO, lasciando quindi "solo" 300 milioni di tagli rispetto al 2010, pari a circa 13 milioni per il nostro ateneo.
Tuttavia, per il 2011 si prevedono 8 milioni di risparmio per stipendi, a causa dei pensionamento e del blocco delle assunzioni. Inoltre, le spese per la ricerca ritardate nel 2011 in attesa di notizie certe sui finanziamenti (che non sono mai arrivate, se non al 31 dicembre) non sono mai state reintegrate, traducendosi in un taglio dei finanziamenti per la ricerca d'ateneo pari a 5 milioni; l'amministrazione ha proposto di non reintegrare questi fondi, colla giustificazione che i finanziamenti alla ricerca servono se sono continuativi e non abbiamo la possibilità di garantirli sul medio periodo (i tagli per il 2012 restano). Queste due riduzioni sono le principali voci che consentono in sostanza il pareggio per il 2011.
Per la ricerca sono messi a bilancio 1 milione di euro piú 2,5 milioni di avanzi dagli anni precedenti (fondi che erano stati messi da parte per i cofinanziamenti dei bandi ministeriali, poi aboliti).
Rimangono inoltre 8,6 milioni di avanzi grazie ai citati tagli sul 2010 (fra cui circa 1 milione sul potenziamento della didattica), che restano per ulteriori investimenti strategici (come la ristrutturazione di un edificio che ci consentirebbe grossi risparmi sulle spese di affitto) o per coprire i tagli futuri.
Per il resto, il bilancio lasciava spazio a ben poche scelte discrezionali e non cambia praticamente nulla. Per quanto riguarda gli studenti, il fondo unico per la didattica resta costante, mentre è riservato 1 milione agli incentivi per la riorganizzazione dipartimentale (la carota per convincere i dipartimenti ad accorparsi); si nota un aumento di 1 milione per le borse di studio e gli esoneri, che però è piú che altro un cambiamento contabile per adeguare le previsioni alla realtà, dato che non si prevede alcun aumento sostanziale. Sono inoltre messi da parte dei fondi per tentare di rinnovare l'accordo con ATM per gli abbonamenti scontati per studenti.

In sintesi, anche per il 2011 il nostro ateneo galleggia, ma non c'è certo molto di cui essere contenti.
In particolare, il risparmio sugli stipendi fa felice il bilancio ma è indice di una costante riduzione delle risorse dell'ateneo; in effetti, segnala il nucleo di valutazione nella sua relazione, fra il 2010 e il 2013 i docenti caleranno del 15 % circa, con inevitabili conseguenze per la quantità dell'offerta didattica e sull'età dei docenti.
Questa è peraltro la situazione di tutte le università d'Italia, infatti il taglio di 300 milioni sul 2010 è pari circa ai risparmi nazionali sugli stipendi; il blocco delle assunzioni non può certo far bene a un sistema già molto chiuso e con un numero di studenti per docente molto piú alto della media europea.
Purtroppo non si vedono vie d'uscita per questa situazione, a parte la speranza in un ripensamento dei futuri governi e il miraggio dei finanziamenti per la ricerca, dove pure c'è sicuramente uno spazio di miglioramento (nei bandi europei l'Italia incassa molto meno di quanto paghi: prende l'8 % per propri progetti ma versa il 14 % dei fondi totali).

Chiudiamo con una piccola buona notizia, cioè 35.000 € stanziati dal comune di Milano attraverso l'"agenzia Uni" per coprire le spese sanitarie (per il medico di base) degli studenti fuori sede (non residenti in Lombardia), un servizio certamente necessario.

 

Il CdA del 26 ottobre scorso è stato particolarmente breve perché il principale argomento, i tagli, è stato rimandato al mese successivo e se ne comincia ad avere notizie solo in questi giorni.

L'unica notizia di interesse per gli studenti è che l'Università, insieme al Politecnico, ha preso in affitto dall'ALER, che a sua volta li affitta dall'ASP IMMeSePAT, 400 posti alloggio al “Campus Martinitt (l'ex orfanotrofio) di via Pitteri 56, appena completato. La Statale ne userà per il primo anno 50 e potrà salire fino a 150 negli anni successivi; presto attiverà una convenzione con il CIDiS perché li metta a disposizione degli studenti alle solite condizioni.
Una buona notizia per gli studenti che hanno bisogno di alloggio.
È curioso notare che l'ASP è presieduto dal medico Emilio Trabucchi, questo simpatico personaggio, e che i soldi che l'università pagherà (fra i 462 e i 552 €/mese per posto alloggio) serviranno anche a pagare 7,2 milioni di euro di stipendi dei 102 dirigenti di ASP. A volte viene da pensare che l'università non sia così male a gestire il patrimonio pubblico.

Il CdA non ha invece potuto discutere di bilancio preventivo 2011, che era l'argomento principale, perché non erano ancora arrivate le notizie di riduzione dei tagli auspicate dal rettore, che sono state confermate in questi giorni da un maxi-emendamento governativo al disegno di legge di stabilità (ex finanziaria) che non è ancora nel sito della Camera ma potete trovare qui e all'art. 1, comma 30 aumenta di 800 milioni l'FFO 2011 riducendo il taglio a 300 milioni sul 2010 e 600 sul 2009 e al comma 32 ripristina 100 milioni per borse di studio e borse d'onore, che quindi dovrebbe passare a 125 milioni rispetto ai 250 del 2009 (grazie alla legge 1/2009, art. 3).
La CRUI aveva chiesto almeno un miliardo di reintegro dell'FFO, e non è chiaro se questi 800 milioni, chiaramente insoddisfacenti, basteranno; la discussione del bilancio preventivo 2011 della Statale è appena stata fissata per il 26 novembre, quando si terrà la seduta della commissione bilancio congiunta Senato-CdA.

Non è nemmeno chiaro quale sarebbe la situazione dell'emergenza diritto allo studio di cui avevamo parlato in queste pagine, dopo questo parziale reintegro.
Nel frattempo però la situazione sembra essere precipitata di nuovo: a quanto pare la destra ha ritirato i propri emendamenti che riducevano i tagli allo scopo di approvare subito il DDL, prima della finanziaria, contro le promesse.
Vi terremo aggiornati nei prossimi giorni.

Infine, abbiamo chiesto dei chiarimenti sulla mensa di via Golgi/Clericetti: i lavori di ampliamento della mensa CIDiS erano stati completati nei tempi previsti a settembre; l'amministrazione ritiene, contro ogni evidenza (basta guardare le code), che al momento non ci sia un problema di carenza del servizio, e non ha voluto dare numeri sui posti effettivamente guadagnati coi lavori.

Nei prossimi giorni controlleremo noi le code e il numero di posti, e porteremo i risultati all'attenzione del CdA, perché nel caso serva approvi i lavori di ampliamento del bar/tavola calda della 

"Balena” di via Golgi (non fatti a suo tempo in quanto ritenuti non necessari) come promesso.

Nel frattempo la situazione dovrebbe migliorare perché sono stati completati i lavori alla nuova tavola calda del Politecnico, i cui studenti si riversavano sulla mensa CIDiS a 150-170 al giorno.

 

Il principale argomento del CdA dello scorso 25 maggio è stato ovviamente il bilancio consuntivo, su cui però c'era poco da dire; l'attenzione si è concentrata quindi sul consiglio dei ministri del giorno successivo, che ha "approvato" la famosa manovra economica per ridurre il debito pubblico.
Purtroppo, solo in questi giorni il testo "vero" è stato pubblicato in gazzetta ufficiale e si comincia a capirne qualcosa (e mancano ancora le modifiche del parlamento).
Gli elementi principali della manovra sono nell'ordine il taglio dei trasferimenti agli enti locali, la riduzione degli stipendi ai dipendenti statali e il taglio "a pioggia" sui bilanci dei ministeri.
Rispetto alle previsioni, è confermata l'esclusione dell'università da ulteriori tagli (art. 2), che ricordiamo essere al momento di 280 milioni per il 2010 e 1200 milioni per il 2011 (rispetto al 2008), e da un ulteriore blocco dell'avvicendamento (turn-over); non è invece affatto chiaro quale sia la situazione dell'FFO: si parlava di un'assegnazione dei 400 milioni dello scudo fiscale, di una pari riduzione dei tagli per il 2011 e del ripristino dei 550 milioni annuali straordinari (2008-2010) di Padoa-Schioppa, ma i soldi dello scudo ancora non ci sono, gli altri 400 milioni non si capisce dove siano e dei 550 non si sa nulla.
Il taglio degli stipendi (blocco degli scatti stipendiali di ogni genere per tre anni, riduzione dello stipendio per chi ha avuto aumenti superiori al 3,2 % nell'ultimo contratto, riduzione e rateizzazione della liquidazione) darà un po' di ossigeno al bilancio dell'università (rispetto a quanto si temeva a febbraio per le spese correnti), però è doppiamente regressivo: non solo la manovra nel suo complesso penalizza le fasce medio-basse della popolazione, ma nel caso dell'università a essere veramente svantaggiati saranno i docenti che sono già piú poveri, cioè i ricercatori non confermati (il "limbo" in cui ci si trova nei primi tre anni da ricercatore a tempo indeterminato), la cui "conferma" ritarderà di tre anni, il che significa una riduzione dello stipendio del 20-25 %. Sembrava ovvio l'inserimento di un'eccezione, che al momento non c'è. Qui invece alcuni conti sui tagli ai tecnici-amministrativi.
Non è invece chiaro quale sarà l'effetto del taglio (del 50 %) dei contratti a tempo determinato (in cui rientra parte dei ricercatori precari) di cui all'rt. 9 comma 28, mentre le "consulenze" per l'università non vengono tagliate (art. 6 comma 7).
Altre curiosità sulla manovra: l'università è esclusa dai tagli sulle indennità di funzione e sulle spese di rappresentanza (art. 6 commi 2 e 8); gli ISU (da noi CIDiS) dovranno comunicare all'INPS chi riceve borse di studio e altri aiuti, evidentemente per scovare gli evasori e i finti poveri (art. 38 comma 1).

Tornando al bilancio consuntivo 2009, la prima cosa da dire è che i conti sono in ordine perché è sostanzialmente in pareggio, però con un "avanzo" (nel senso di differenza fra entrate e uscite correnti annuali) di 1,8 milioni contro 4,3 del 2008, e questo nonostante i forti tagli con cui si sperava di accantonare qualcosa per i difficili anni a venire (3 milioni in meno per la ricerca, -0,8 per il potenziamento della didattica, -2 per la manutenzione straordinaria e niente per le grandi attrezzature): infatti sono stati mangiati dall'aumento delle spese correnti di 4,2 milioni, di cui 3,8 per spese di personale (per aumenti e scatti fuori dal controllo dell'ateneo). Questo a fronte di entrate stabili. Lo scarso avanzo di bilancio (rispetto ai 10,5 milioni del 2008 usati nel 2009) fa sí che i prossimi bilanci siano necessariamente peggiori.
Per quanto riguarda invece la contribuzione studentesca, a bilancio risulta diminuita perché per non far sembrare le entrate maggiori di quelle che siano davvero non sono piú stati considerati quei circa 4 milioni di mancate entrate per le seconde rate non ancora pagate al 31 dicembre 2009 (che gli studenti ovviamente pagano, ma in ritardo). Abbiamo infine ottenuto un dato ufficiale sul rispetto del limite del 20 %: l'amministrazione calcola che è rispettato, perché siamo al 19,9 %, oppure il 18,5 % se si considera l'FFO virtuale (di 321 milioni invece dei 292 reali). Purtroppo, come ci è stato confermato, non ci sono regole precise per calcolare questo limite, che i governi non hanno mai voluto applicare sul serio (altrimenti l'avrebbero impostato in un altro modo). Abbiamo anche avuto un elenco non ufficiale delle voci scorporate per ottenere questo dato, ma ne parleremo piú avanti. Quel che è certo, comunque, è che – come abbiamo sempre detto – non c'è spazio per aumentare la contribuzione studentesca. Questo sembra che sia ormai chiaro a tutti.

Infine,un paio di questioni interessanti per gli studenti.
Abbiamo chiesto aggiornamenti sulla mensa di via Golgi: per quanto riguarda gli ampliamenti in via Clericetti, il CIDiS ha già concluso tutte le procedure burocratiche, quindi si prevede che i tempi saranno rispettati; per i lavori dell'Ateneo nella Balena di via Golgi, invece, ci sono dei ritardi. 
Per la facoltà di Scienze motorie: vista la situazione del bilancio, sono stati accantonati tutti i progetti (costosissimi) come quello di Cernusco sul Naviglio; si penserà a una soluzione che sfrutti per quanto possibile gli edifici che l'Ateneo ha già.

 

Riportiamo di seguito un resoconto di Enrico Sbolli, rappresentante degli studenti in Senato accademico da aprile a giugno 2009.

Martedì 16 giugno si è tenuto un Senato Accademico che definirei eterno, visto che è durato la bellezza di quattro ore. Nonostante l'estrema lunghezza della riunione sono stati ben pochi i punti interessanti per noi studenti. 

Prima di tutto riporto la mozione presentata dal Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza in difesa di una minoranza religiosa iraniana, che recita:

Il Consiglio di Facoltà di Giurisprudenza, preso atto che il governo iraniano ha adottato con atti ufficiali provvedimenti volti a privare gli appartenenti alla minoranza bahà'ì del diritto all'istruzione superiore e universitaria, dichiara che tali provvedimenti sono contrari a diritto fondamentali dell'uomo, garantito da numerose convenzioni e strumenti internazionali, e risultano discriminatori nei confronti di una minoranza religiosa. Ne chiede pertanto il ritiro e invita il Senato Accademico di questo Ateneo a far propria la presente mozione da indirizzare alle competenti autorità iraniane.

La mozione, approvata all'unanimità, è stata commentata da Daniele Checchi, preside di Scienze Politiche, che ha fatto notare che il nostro Ateneo ha dei rapporti di lavoro con un'università iraniana e che sarebbe stato coerente, oltre che doveroso, rivedere tali rapporti in segno di protesta nei confronti delle leggi discriminatorie iraniane. La pronta risposta, pressoché unanime, è stata che un conto sono le leggi di un Paese, un altro sono gli scambi culturali tra Atenei. 


Secondo punto interessante, ma non molto dibattuto, è stata la presentazione e approvazione del Conto Consuntivo del bilancio 2008. Ho trovato molto interessante soprattutto l'osservazione numero cinque del parere del nucleo di valutazione, in cui si dice chiaramente che l'anno scorso le uscite sono aumentate più delle entrate e che le «entrate derivanti da tasse e contributi degli studenti» sono state «incrementate grazie alle nuove modalità di determinazione». 


La terza questione che vi segnalo è quella relativa alla partita di calcio tenutasi giovedì 11 giugno nel cortile di via Festa del Perdono. Una cinquantina di persone sono entrate nel cortile della sede centrale, alcune di queste con una macchina, e hanno improvvisato un torneo nel cortile grande.
Pare che la cosa abbia dato molto fastidio perché, nonostante il loro numero decisamente esiguo, hanno disturbato così tanto da fare spostare un convegno internazionale dall'Aula Magna ad un'altra aula e da provocare le lamentele di alcuni studenti.
Comunque circa dieci di questi studenti sono stati riconosciuti ed è stato avviato un procedimento disciplinare nei loro confronti. Se vi ricordate ad aprile era avvenuto qualcosa di simile e in quell'occasione era stato messo a punto un regolamento dal Senato Accademico che, ora, dovrà essere applicato.
In realtà la procedura è un po' macchinosa perché verrà varata una commissione disciplinare al prossimo Senato Accademico, di cui faranno parte anche i rappresentanti degli studenti. La commissione dovrà discutere il caso e proporre delle sanzioni da fare approvare al Senato. L'aspetto macchinoso è che, siccome i rappresentanti degli studenti al prossimo Senato saranno diversi da quelli che hanno partecipato alla seduta di giugno, la commissione non è ancora stata varata, né sono stati resi noti i nomi delle persone riconosciute. Nel frattempo però il procedimento disciplinare è stato avviato, ma non ufficialmente.
Su questo punto ci sono stati numerosi interventi. Checchi ha chiesto i nomi dei responsabili, a cui il Rettore ha risposto come anticipato sopra. Armeni (AU) ha domandato:
1) se sia già stata fatta una denuncia alla polizia. Il Rettore ha risposto di sì; 
2) quali saranno le sanzioni. Il Rettore ovviamente ha risposto che sarà la commissione a deciderlo.
Decleva ha poi sottolineato che l'edificio di via Festa del Perdono è inadatto ad ospitare la didattica ed essendo così antico è difficilmente difendibile (cioè è difficile fare rispettare le regole ed evitare che la gente faccia casino).
Infine sono intervenuto io domandando come abbia fatto una macchina a entrare in cortile senza che nessuno dicesse niente. Ho poi fatto notare che, forse, sarebbe il caso che i bidelli che si trovano all'entrata facessero un po' meglio il loro lavoro. I professori mi hanno risposto che non rientra nei compiti dei bidelli difendere fisicamente l'Ateneo e che non si può chiedere loro di rischiare di prendere qualche sberla solo per fare il loro lavoro.
Armeni ha colto la palla al balzo per riproporre la regolamentazione degli accessi in università. Per fortuna su questo i docenti si sono mostrati ragionevoli e gli hanno praticamente riso in faccia. La discussione si è conclusa con un mio intervento in cui ho spiegato che, proprio perché bastano cinquanta persone per provocare tanti problemi, come aveva sottolineato in precedenza il Rettore, è il caso di discutere seriamente su come organizzare l'Ateneo e non limitarsi ad applicare un regolamento punitivo del tutto inefficace al fine di dissuadere i provocatori dal fare casino (l'inefficacia del regolamento è stata ammessa dallo stesso Rettore). Il che non significa mettere i rondelli da stadio all'entrata o fare le ronde in università (come qualcuno aveva provocatoriamente suggerito), ma per esempio vuol dire pensare se non sia caso di mettere all'ingresso quei panettoni elettronici che, in caso di necessità, si abbassano nel terreno e permettono alle macchine di entrare nel cortile. La proposta di avviare il procedimento disciplinare infine è stata approvata all'unanimità.


L'ultima questione che ritengo necessario sottolineare è la discussione intavolata sui joint e i double degree. In pratica si  tratta di collaborazioni tra Atenei di Stati diversi che prevedono la possibilità per gli studenti di frequentare per un anno le lezioni nell'Ateneo straniero oppure, se non sbaglio nel caso dei double degree, di conseguire la laurea in entrambi gli Atenei. Ovvero se io frequento il corso di scienze politiche Economic and Political Sciences, risulto laureato sia alla Statale di Milano sia a non ricordo che Università inglese. A questo proposito si è parlato prima di tutto di aumentare il numero di joint e di double degree, poiché a quanto ho capito questo sarà uno degli indicatori con i quali saranno valutati gli Atenei italiani nei prossimi anni. Fino a questo momento ce ne sono soltanto tre in tutta la nostra Università, ma si sta lavorando ad altri 14-15.
La seconda problematica è stata se utilizzare le borse di studio dei double degree per attirare gli studenti stranieri o per finanziare esperienze all'estero per gli iscritti alla Statale. Regini si è detto favorevole a utilizzare tali borse di studio per attirare studenti stranieri, perché anche il loro numero sarà un indicatore di cui si terrà conto nell'ambito della valutazione degli Atenei italiani in futuro. Tuttavia Checchi ha proposto di distribuire i fondi equamente, in parte per attirare gli studenti dall'estero e in parte per permettere ai nostri di andar via da Milano. Inoltre altri docenti hanno fatto notare come ci siano seri problemi tecnici ad ospitare degli studenti stranieri, primo tra tutti la scarsezza di corsi in inglese nel nostro Ateneo.

 
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