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Sordità totale: aree ristoro, erasmus, nuovo settore didattico Celoria e doveri accademici dei docen |
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Scritto da Federico Leva
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Mercoledì 22 Agosto 2012 11:00 |

Nelle sedute da maggio a luglio l'ateneo non ha perso nessuna occasione per mostrare la propria completa insensibilità ai bisogni degli studenti, in tutti gli ambiti possibili: l'approccio è sempre, a scelta, il negazionismo, la procrastinazione o il taglio indiscriminato.
Fra maggio e luglio è stato discusso e approvato il progetto preliminare e la gara d'appalto del nuovo edificio di via Celoria 18 che dovrà essere finito entro la fine del 2014 per il dipartimento di informatica e il novembre 2015 per le segreterie studenti e la biblioteca scientifica. Unica buona notizia, i 25 punti su 100 assegnati nella gara sulla base di criteri di risparmio energetico. La demolizione dei vecchi edifici del "cortile di Fisica" è già cominciata in questi giorni (fine luglio) per potersi concludere entro l'estate. Abbiamo chiesto conto del verde: il piccolo giardino "sopraelevato" e il cortile dei gazebi resteranno intatti (anche nel futuro); gli alberi del vialetto dal settore didattico e intorno ai prefabbricati in demolizione saranno tagliati, sono circa una ventina e prevalentemente pioppi e l'amministrazione non ha voluto saperne di considerare come riutilizzarli altrove; gli alberi tagliati qualche tempo fa nel cortile didattico perché malati saranno sostituiti appena la stagione lo consentirà. Nel progetto preliminare si prevede che la nuova biblioteca scientifica sia costruita sopra le attuali due piccole aiuole di via Celoria 20 (quelle colle siepi e l'alto acero/platano), in compenso ci sarà una "piazza" fra questa e il cortile di Fisica, che auspicabilmente sarà messa a verde. Sempre sullo stesso tono, su nostra richiesta e secondo le promesse dell'amministrazione, il progetto definitivo dovrebbe far sí che gli spazi aperti recuperati, pari all'incirca a quelli persi, siano pedonali e a verde, con abbastanza rastrelliere per le centinaia di biciclette legate quotidianamente in settore. Non è dato sapere quando gli studenti potranno riavere un po' d'ombra e frescura. Per quanto riguarda la biblioteca scientifica, invece, il progetto prevede che sia un edificio completamente autonomo, che quindi dovrebbe essere piú facile da aprire fuori dell'orario degli edifici circostanti, e ha mantenuto le superfici e il numero di posti (300) previsti dalla delibera del CdA, tuttavia il magazzino aperto (con compattabili leggeri accessibili al pubblico) è per metà interamente interrato e quindi non molto vivibile, inoltre gli scaffali aperti dei piani superiori, quasi raddoppiati rispetto alle previsioni iniziali, hanno sottratto molto spazio ai posti di lettura. Nei prossimi anni, il CdA discuterà se alzare di un piano la biblioteca per recuperare qualche posto di lettura e se convertire ad aule studio gli spazi che le biblioteche di fisica, chimica e biologia libereranno; nessuna decisione si è voluta prendere per ora.
A proposito di spazi e servizi per gli studenti, a giugno il CdA ha deliberato una riduzione dell'affitto pagato dal cosiddetto bar di fisica, a causa delle sue difficoltà, colla scusa di una riduzione dello spazio assegnatogli, che torna a quello di qualche anno fa. In questo modo si salva il bar e si recupera un area ristoro per gli studenti, secondo l'amministrazione. La realtà è che il bar di fisica ha problemi perché offre un servizio inadeguato senza nemmeno rispettare il listino prezzi calmierato, cosa che abbiamo spesso segnalato e per cui è stato soggetto a penali; inoltre, l'area che diventerà aula studio/ristoro è di fatto già a disposizione degli studenti, quindi non c'è nessun incremento del servizio. Noi abbiamo chiesto che la riduzione del canone corrispondesse a un vero miglioramento del servizio, ad esempio che l'area ristoro fosse veramente utile e migliorativa, prevedendo microonde, erogatori di acqua potabile e in generale attrezzatura per poter consumare (caldi) i pasti portati da casa, ormai prevalenti su tutte le altre forme di ristoro fra gli studenti, che sono però spesso costretti a mangiare alla bell'e meglio, infreddoliti e spesso anche per terra. Purtroppo l'amministrazione non ha nessun contatto colla realtà: dopo aver negato l'esistenza del problema, invitando praticamente gli studenti ad andare a mangiare al ristorante, alla nostra richiesta di pensare a una soluzione alternativa ha presentato al CdA un'indagine secondo cui ad esempio i microonde sono impossibili e rischiosi sanitariamente e legalmente e anche il Politecnico li sta abbandonando; in questo modo il CdA è stato convinto che non ci fossero alternative e non abbiamo potuto che astenerci. Abbiamo però poi condiviso col CdA le prove fotografiche e documentali (allegate) che la verità è che i punti ristoro al Politecnico sono in continua espansione, e solo la Statale resta indietro come al solito, sorda alle necessità degli studenti.
Già a maggio, del resto, quando abbiamo chiesto del destino della ex CUEM, l'amministrazione ha risposto genericamente ammettendo nuovamente la propria immobilità, e analogamente quando abbiamo chiesto della mensa di via Festa del perdono (abbandonata dall'appaltatore Sodexo a causa delle perdite) ha saputo prospettarci solo soluzioni a breve periodo (il subentro, avvenuto con successo, di un altro gestore per un anno, e poi lvori edilizi urgenti questa a volta a carico dell'ateneo nell'estate), ma nessuna riflessione su come rendere il servizio stabile e sostenibile nel medio-lungo periodo né sugli errori commessi nella scorsa gara valutando i costi in modo approssimativo.
Infine, seguendo la stessa linea, a luglio il CdA ha approvato la nuova convenzione col CIDiS per gli studenti erasmus in ingresso: sono confermati i corsi di italiano e gli sconti sugli alloggi (100 € su 400), mentre è stato cancellato il servizio mensa: avranno solo il tesserino di quarta fascia, con cui si deve pagare il prezzo pieno. L'intervento è stato dichiarato inevitabile, nonostante la piccola spesa per l'ateneo (60.000 €) e la disponibilità di bilancio, perché il CIDiS ci perdeva e non era disposto a continuare. Che dire, auguriamo agli studenti europei di andare in erasmus in una città e un'università piú accoglienti di questa, qui non possono certo aspettarsi nulla negli anni a venire. Questo taglio non colpisce invece i nostri studenti che vanno in erasmus all'estero (serve aria fresca!).
Altro tema che abbiamo sollevato in commissione edilizia è stato come al solito il risparmio energetico: purtroppo, non si approfitterà dei lavori di rifacimento di alcune porzioni del tetto di via Festa del perdono 7 per migliorare l'isolamento termico del (sotto)tetto, perché non è ritenuto necessario, benché statisticamente i sottotetti costituiscano il 20-30 % della dispersione energetica di un edificio.
In materia di adempimenti di legge, invece, a maggio è stato approvato il regolamento sui doveri accademici dei professori e dei ricercatori, che mette nero su bianco e specifica alcuni doveri dei professori ai sensi della legge 240 e della legge 382. Il regolamento, oltre ad affermare principî solo apparentemente ovvi come il fatto di dover svolgere personalmente le proprie lezioni, fra le altre cose fissa alcuni numeri minimi (di ore di lezione) che per la prima volta dovrebbe essere davvero possibile imporre, risolvendo alcuni isolati ma scandalosi casi di malcostume. Purtroppo il regolamento, che al CdA è stato impedito di emendare, ha diversi punti critici (il diavolo si nasconde nei dettagli) e soprattutto non dà a nessuno la vera responsabilità di controllare che tutti facciano il proprio dovere: questo dovrebbe essere ora dovere dei direttori di dipartimento, mentre qui si dà una generica responsabilità al rettore, che palesemente non la potrà esercitare non essendo ubiquo e onnisciente. Il nostro dubbio è perciò che il regolamento, pur essendo in linea di principio un grosso passo in avanti, vada di fatto a colpire solo "i soliti noti"; non avendo potuto discutere e chiarire questo punto, ci siamo astenuti (per motivi un po' diversi) insieme ad altri tre membri del CdA (piú un voto contrario). Speriamo che alcune responsabilità possano ancora essere chiarite nel regolamento generale e nel regolamento didattico, in caso contrario dovranno essere gli studenti a farsi carico dei controlli, facendo uso del proprio diritto di reclamo alla nuova figura del garante degli studenti.
Concludendo al solito colle notizie brevi di interesse generale per risollevarci, a maggio il nostro ateneo è stato il primo (escludendo i piccolini) a passare al sistema di "bilancio unico" previsto dalla legge per migliorare il controllo della spesa, un sofferto travaglio tecnico. Inoltre, sempre a maggio sono state deliberate delle assunzioni di personale per i nuovi dipartimenti, bloccate a suo tempo, mentre a luglio sono stati chiamati 7 ricercatori a tempo determinato (la nuova figura prevista dalla legge 240).
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Settembre 2012 08:32 |
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Tasse e implementazione borse, bilancio consuntivo e 150 ore |
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Scritto da Federico Leva
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Mercoledì 15 Agosto 2012 11:00 |

Allo snodo delle tasse e del consuntivo 2011: la riforma delle tasse dell'anno scorso ha funzionato e le borse di studio migliorano, le tasse totali come al solito aumentano, gli avanzi come al solito si accumulano e di fondi per la didattica non se ne parli.
Infatti, la commissione tasse di aprile ha brevemente esaminato i risultati delle decisioni dell'anno scorso, quando su nostra proposta si sono bloccate o ridotte le tasse per metà degli studenti introducendo un'aliquota differenziata oltre i 40.000 € ISEEU. Brevemente: infatti l'amministrazione sosteneva che prima della fine dell'anno accademico non si possano avere dati precisi sull'entrata contributiva, perché bisognerebbe aspettare i pagamenti in ritardo ecc. ecc. Inoltre, non c'era molto da esaminare perché la proposta era di tenere tutto fermo, il che in sé è una cosa positiva: dopo aver bloccato per la prima volta gli aumenti delle tasse ai redditi piú bassi, quest'anno abbiamo escluso anche ogni ulteriore aumento. Questo, del resto, in linea con quanto deciso nel bilancio preventivo. Allo stesso tempo però sono state presentate delle proiezioni sulla base dei dati parziali che sono state definite ormai attendibili e che dimostravano che non si è verificato l'effetto, temuto dall'amministrazione, di un aumento dei dichiaranti ISEEU per timore della rata massima, anzi sono aumentati di circa mille unità i non dichiaranti, e questo – come da noi paventato a suo tempo – prevedibilmente porterà a un aumento della contribuzione totale pari a 3-4 milioni di euro, a dispetto dell'obiettivo dichiarato (e confermato a bilancio preventivo) di mantenerla costante. In particolare, fermo restando il blocco o riduzione degli importi per gli studenti fino a 40.000 € ISEEU, sono aumentati non solo la media dei contributi studenteschi ma anche (leggermente) la mediana. Non sono invece aumentati gli studenti che chiedono gli esoneri dalle tasse per merito o per reddito, nonostante abbiamo reso i requisiti meno stretti; è deludente che questo tipo di intervento non risulti apprezzato ed efficace come vorremmo. A nostro avviso, già sulla base di questi dati si sarebbe dovuto procedere a una riduzione delle tasse per i redditi piú bassi, o alternativamente (anche se questa soluzione di compromesso ci vede meno favorevoli) a un aumento dell'investimento in borse di studio. La nostra proposta è di alzare l'importo del "minimo ISEEU" (sotto cui si paga solo il minimo delle tasse), ad almeno 12.000 € invece di 11.000; l'amministrazione prima si è rifiutata di considerare l'ipotesi e infine ha fornito i dati, secondo cui ciò costerebbe 800.000 € circa, cifra piuttosto modesta. In ogni caso, non è accettabile l'atteggiamento dell'amministrazione per cui se si genera un ammanco nelle entrate contributive o un aumento delle uscite bisogna per forza e immediatamente alzare le tasse, mentre se per caso (per caso!) si scopre che le entrate sono aumentate allora niente, questo è un dato acquisito di cui si prende atto a consuntivo (fra un anno) e gli studenti non hanno nessun diritto da vantare sugli avanzi di bilancio prodotti, mentre il bilancio preventivo non deve nemmeno considerare queste possibilità ed è sempre conservativo allo scopo di nascondere le entrate aggiuntive che poi regolarmente si verificano. La contribuzione studentesca non può aumentare indefinitamente, e se aumenta piú del sostenibile o del necessario bisogna compensarla al piú presto. Abbiamo perciò avuto garanzia che i dati (semi)definitivi saranno forniti al CdA già in luglio-settembre per le valutazioni conseguenti, visto che si ritiene tale valutazione impossibile a priori sia a preventivo, sia nella commissione tasse, sia a consuntivo. In compenso, quest'anno abbiamo portato a termine il lavoro di recupero delle borse di studio d'ateneo sprecate: l'anno scorso avevamo ottenuto la riassegnazione di quelle non assegnate, da quest'anno invece la graduatoria viene semplificata. Infatti, ci sarà una sola graduatoria per tutti i corsi di laurea invece delle dozzine prima presenti e, anche per evitare le disparità che ci sono nelle medie di voto dei diversi corsi, nella graduatoria si considereranno solo i crediti acquisiti (ferma restando la media minima richiesta), il che peraltro consente agli studenti richiedenti di focalizzarsi su un obiettivo unico e chiaro che peraltro è l'unico valido e avente valore "legale" ed effettivo, cioè il conseguimento dei crediti e in definitiva della laurea nei tempi corretti. Ciò, oltre a rendere la graduatoria piú trasparente e meno soggetta a contestazioni o fraintesi, auspicabilmente aumenterà anche la sua efficacia nell'incentivare non solo il diritto allo studio ma anche il successo degli studi. Anche a parità di spesa, quindi, lo riteniamo un successo che incrementa il diritto allo studio. Tutto ciò premesso, pur colle riserve di cui sopra, abbiamo votato a favore della delibera.
Argomento principale della seduta di maggio è stata l'approvazione del bilancio consuntivo, a proposito del quale si è rimandata ogni decisione a luglio. A bilancio si sono accumulati 18 milioni di euro di nuovi avanzi liberi. Di questi, circa 12 sono risparmi sul personale, prodotti dal blocco degli stipendi e dalla riduzione del personale per pensionamenti non sostituiti; ma ben 4 milioni dalle entrate contributive (tasse) oltre le previsioni, unico aumento sul fronte delle entrate, come avevamo previsto nel 2010 criticando i sedicenti "adeguamenti all'inflazione" (che non abbiamo votato) . Secondo l'amministrazione, però, solo 511 studenti hanno pagato di piú, mentre il resto delle entrate impreviste è dovuto all'aumento di chi non presenta dichiarazione ISEEU e paga la rata massima. Abbiamo evidenziato che al contrario l'aumento continuo delle entrate contributive, pari al 3,60 % rispetto all'anno precedente (vedi tabella allegata per i dettagli), è insostenibile; al solito l'amministrazione minimizza. Abbiamo inoltre chiesto chiarimenti su alcune voci di bilancio: sono parecchi i soldi per servizi agli studenti che non vengono utilizzati (o vengono spesi in ritardo) per un motivo o per l'altro, di cui abbiamo già parlato in passato. Questa volta saltava all'occhio l'avanzo di 1,7 milioni per erasmus ecc.; risulta che sia semplicemente mezzo milione pagato a inizio 2012 invece che fine 2011, resta comunque il problema di tutte le borse e incentivi erasmus che paghiamo sempre molti mesi dopo la fine dei viaggi degli studenti, trascinandoci i fondi nel bilancio invece di metterli a frutto.
A luglio invece la commissione, con grande ritardo, ha ripartito i finanziamenti del "fondo unico per la didattica" (ex potenziamento della didattica e contributi di laboratorio) per quest'anno; come al solito, i criteri rimangono praticamente gli stessi di sempre a causa dell'ostilità al cambiamento. La novità è che da quest'anno tutti i fondi andranno direttamente ai dipartimenti, il che dovrebbe portare a una maggior "sussidiarietà" e cura e quindi a un assestamento dei dati su cui si basa la ripartizione, finora mai basata sulle necessità effettive. I fondi per le "150 ore" prima gestiti dai consigli di facoltà sono ora senza un punto di riferimento dopo la soppressione degli stessi, quindi si è riservata una quota di 300.000 €, gestita centralmente, a cui le varie strutture (biblioteche ecc.) attingeranno su richiesta. Avevamo già denunciato il calo continuo delle collaborazioni studentesche negli ultimi anni (da 380 a 270.000 € fra 2009 e 2011, -30 %), certo dovuto ai tagli e non a una riduzione del bisogno, e abbiamo quindi chiesto di cogliere l'occasione per stanziare quello che si spendeva tre anni fa e ripristinare il livello precedente ai tagli; nonostante fosse uno spostamento di soli 70.000 € su 4 milioni, amministrativamente molto facile, il rettore si è opposto e non se n'è fatto nulla, promettendo solo di rivedere le cifre qualora ci fosse richiesta; ci siamo quindi astenuti sulla ripartizione. Il punto principale era la ripartizione dell'avanzo di bilancio; a questo proposito, si è proseguito sulla linea degli investimenti, destinanto 3 milioni alle grandi attrezzature per la ricerca e un milione per altre iniziative di sostegno alla ricerca, che si aggiungono a 5,5+1 milioni accumulati negli anni passati; tutti questi fondi, secondo la proposta del rettore, dovrebbero finalmente cominciare a essere assegnati e utilizzati nei prossimi mesi. Il resto, circa 14 milioni, è stato aggiunto agli stanziamenti per gli investimenti edilizi programmati, in modo da ridurre i mutui; a quali interventi saranno assegnati verrà deciso dopo l'estate. Questo è possibile perché per il 2013, nonostante il taglio previsto per l'FFO pari a ulteriori 300 milioni sul 2012 (l'ultimo di quelli di Tremonti) e la riduzione dei pensionamenti previsti, il bilancio non dovrebbe soffrire al punto di dover ricorrere alla riserve (ovviamente, resta la forte diminuzione della docenza e del personale in generale).
Fra le notizie generali, invece: ad aprile inoltre è stata completata l'approvazione dei nuovi dipartimenti, come già detto nel resoconto precedente, ed è stato "convertito" il contratto del direttore amministrativo, che ha mantenuto la stessa scadenza ma ha acquisito il nuovo nome (e le nuove responsabilità) di "direttore generale" come da nuovo statuto.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Settembre 2012 08:32 |
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Immobilismo: attività culturali e librerie, nuovo statuto |
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Scritto da Federico Leva
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Mercoledì 08 Agosto 2012 11:00 |

In questo articolo vediamo alcuni esempi dell'immobilismo a tutto campo del nostro ateneo, dal macro al micro: dalla riorganizzazione dipartimentale, alle sonnolenti attività culturali e alla gestione dei contratti con librerie "per gli studenti" e fornitori di carta.
Come è noto, il principale argomento di discussione di questi mesi è stato il nuovo statuto, colla riorganizzazione conseguente in particolare per i dipartimenti. Abbiamo già ricapitolato la conclusione in questa sede. Il CdA in febbraio ha approvato gli emendamenti finali richiesti dal ministero poche ore dopo una sofferta commissione congiunta col Senato, che poi ha infine ratificato (perdendo tempo) a metà marzo; abbiamo dato parere favorevole a questi emendamenti, anche vista l'urgenza di non bloccare l'ateneo (compreso il rinnovo dei rappresentanti degli studenti), considerandoli nel complesso migliorativi (o irrilevanti ai fini degli interessi degli studenti), al netto delle scelte obbligate imposte dal MIUR.
Nel frattempo sono andate avanti i processi innescati dal nuovo statuto: la questione calda in CdA è stata l'assegnazione del personale tecnico-amministrativo ai dipartimenti. Per quanto ci riguarda, avremmo voluto vedere chiari parametri per verificare che i servizi offerti agli studenti dispongano di adeguato personale in tutto l'ateneo, dalla piú "banale" (si fa per dire) gestione delle aule ai servizi piú complessi, evitando disparità fra sedi didattiche e fra servizi didattici e penalizzazioni della didattica rispetto alla "fame di personale" di altri settori dell'università. Purtroppo, su questo come su tante altre questioni, non è stato possibile alla fine un intervento serio e al massimo il CdA è riuscito a prendere atto delle disparità esistenti rimandandole ai futuri organi per la loro risoluzione; infatti, ad aprile si sono approvati nuovi dipartimenti congelando di fatto lo status quo, dovendo approvarli subito.
Importante argomento per gli studenti è il bando per il finanziamento delle attività culturali e sociali. Nel bando integrativo invernale purtroppo la partecipazione è stata particolarmente bassa e siamo riusciti ad assegnare solo 15.000 € circa su una disponibilità di 67.000 circa; abbiamo comunque fatto mantenere gli stessi livelli di finanziamento dalla commissione bilancio e ottenuto una maggiore pubblicizzazione del bando, per puntare a una maggiore partecipazione in futuro. Purtroppo, ben cinque richieste sono state escluse per mancanza delle firme necessarie, di solito per piccoli (ma insuperabili) errori di calcolo da parte dei richiedenti; è necessaria molta cura! Un'altra richiesta bocciata per questioni procedurali è stata quella, bipartisan da parte dei rappresentanti nel Comitato Sportivo Universitario, di un finanziamento per organizzare il torneo di calcio CUS a costi piú vicini a quelli di Bicocca e Politecnico; con un intervento in CdA siamo riusciti a far finanziare questa atività istituzionale direttamente dall'ateneo, che non ha attenzione adeguata al tema. Intanto a causa delle elezioni di maggio il bando primaverile è slittato all'estate; ci riuniremo in commissione a settembre e speriamo di trovare molte buone iniziative innovative da tanti gruppi (veri) di studenti.
A marzo abbiamo appurato che l'impianto fotovoltaico sul tetto di via Mercalli 21 è stato completato in tempo per il conto energia 2011, una buona notizia per l'ambiente e per le casse dell'ateneo.
Allo stesso tempo, invece, per problemi economici ha annunciato la chiusura e poi chiuso la CUESP (cooperativa libraria di Scienze politiche). Al contrario, la CUSL non ha avuto problemi di pagamento degli affitti e ha ottenuto un rinnovo della concessione di ben cinque anni contro i tre previsti dal precedente contratto. Abbiamo lamentato il rinnovo del contratto per un periodo eccessivamente lungo senza nessuna considerazione sull'importo del canone né sul mutamento del contesto (scomparsa della concorrenza CUEM/CUESP), e in generale senza una valutazione complessiva dell'uso di questi spazi. Come abbiamo ribadito costantemente in questi anni, l'ateneo dovrebbe verificare se l'uso degli spazi per librerie è davvero il piú utile ai fini studenteschi e in ogni caso assegnarli con una procedura aperta e trasparente che garantisca il migliore servizio cioè il massimo beneficio (economico) agli studenti in questo periodo di crisi. Anche questa volta l'ateneo ha manifestato la propria volontà di perpetuare lo status quo e di non cercare nessuna soluzione ai problemi, impedendo ogni seria discussione o valutazione sull'argomento. A causa di questa intollerabile inazione, come previsto, gli spazi CUEM sono poi rimasti vuoti (successivamente occupati) e gli studenti non vedono nessun tipo di intervento o servizio a loro favore, né alcun cambiamento è al'orizzonte. Siamo stati gli unici ad astenerci al momento della votazione, mentre il rappresentante di "Lista Aperta Obiettivo Studenti" (CL) con curiosa coincidenza si è presentato per la prima volta in tre anni in commissione edilizia.
Sempre a marzo, l'ateneo ha dimostrato la propria insensibilità e ignavia su un'altra questione relativamente piccola quale l'acquisto della carta, ben 35.000 risme acquistate solo coll'appalto centrale a prezzi peraltro poco convenienti. Diversi decreti prevedono che il 30 % almeno di questa carta debba essere riciclata e che si seguano altri criteri ambientali; ancora una volta questi requisiti sono stati ignorati. Non avendo elementi per valutare le giustificazioni presentate all'ultimo momento per questa scelta, a livello personale mi sono astenuto. L'amministrazione ha promesso di individuare settori in cui usare la carta riciclata e di fare un appalto secondo criteri ambientali l'anno prossimo.
Nota di speranza di chiusura: nello stesso CdA di febbraio sono state approvate le prime assunzioni (chiamate) di professori secondo la legge 240 (due associati).
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Settembre 2012 08:32 |
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Blocco delle tasse e servizi agli studenti nella strategia d'ateneo |
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Scritto da Federico Leva
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Mercoledì 01 Agosto 2012 17:39 |

Approfittando della pausa estiva, nelle prossime settimane desideriamo ricapitolare alcune questioni discusse negli ultimi mesi di CdA e il nostro contributo, con un occhio alla loro conclusione e a ciò che ci aspetta nel futuro. I principali documenti strategici discussi in questi mesi sono il bilancio preventivo e il "piano delle performance": il primo proclama (un po' ingannevolmente) un blocco delle tasse e il secondo, grazie alla nostra insistenza, sposta leggermente gli obiettivi dell'amministrazione verso alcuni bisogni degli studenti. Passiamo ora a vederli meglio.
L'anno 2012 si è aperto, per la nostra università, con un bilancio di previsione abbastanza tranquillo, grazie al rifinanziamento dell'FFO che ha ridotto il taglio sul 2011 a "solo" l'1 %, pari a circa 3 milioni in meno per unimi. Infatti, il blocco quasi totale delle assunzioni genera circa 9 milioni di risparmi previsti sul personale, che sono stati ripartiti abbastanza equamente fra i 3 milioni di taglio, circa 3 di maggiori investimenti per la ricerca e circa 3 per l'acquisto di nuovi edifici (1 una tantum e 2 di mutui previsti). In aggiunta a ciò ci sono diversi movimenti "minori" all'interno del bilancio, come un aumento di 1 milione dei costi per energia parzialmente compensato da risparmi strutturali sulle bollette telefoniche grazie a investimenti di razionalizzazione. Per gli studenti, invece, 100.000 € in piú di risorse dell'ateneo per gli erasmus/l'internazionalizzazione, che stabilizzano l'aumento della spesa in borse erasmus che avevamo ottenuto a novembre 2010, e 300.000 € in piú previsti per i rimborsi delle tasse per merito/reddito, ottenute a giugno 2011 insieme alla riforma della tassazione. Proprio grazie a quest'ultima, il grande assente dalla programmazione di bilancio è il solito enorme aumento del gettito delle tasse: infatti, il CdA stabilendo le aliquote aveva dichiarato come proprio obiettivo quello di mantenere il gettito costante. Questa decisione si riflette nel preventivo 2012, che prevede un'entrata uguale a quella del 2011, ma anche negli anni successivi, dove il bilancio triennale (introdotto quest'anno) prevede aumenti limitati a un milione circa l'anno, pari al tasso d'inflazione programmata (per quanto secondo noi non dovrebbero esserci nemmeno questi, come già discusso in passato). Questa previsione cosí generosa nei confronti degli studenti è in buona parte fittizia, poiché le previsioni sono sempre prudenti e quindi si può anticipare che in realtà le entrate per tasse saranno maggiori di qualche milione. Cercheremo di correggere il tiro durante l'anno, poiché l'abitudine dell'ateneo è di non correggere mai gli "errori di calcolo" che producano un aumento delle tasse, ma l'unico momento in cui il CdA dovrà per forza decidere qualcosa è la delibera sulle tasse dell'a.a. 2012-2013, che a rigor di logica quantomeno non deve prevedere nessun aumento. Si è citato il bilancio triennale; le prospettive dell'inizio dell'anno sul 2013 sono tutt'altro che rosee, dato il taglio tremontiano previsto per 300 milioni sul 2012, pari a circa 14 per la nostra università, che anche con delle ipotesi non innocue di tagli dà nella previsione triennale un ammanco di 7 milioni sul 2013 (per recuperare nel 2014). Nella discussione del "piano delle performance" 2011-2013, cioè il piano degli obiettivi triennali dell'amministrazione usato per determinare i premi di risultato dei dirigenti, cominciata a gennaio e conclusasi a giugno, fin da subito abbiamo chiesto:
- un piano per il risparmio energetico (già a gennaio, dopo l'uscita del DL semplificazioni che all'art. 51 prevede l'adozione di un piano per il risparmio energetico, ne abbiamo chiesto l'adozione);
- un'opera di valutazione dell'efficacia del nostro sistema di diritto allo studio, per vedere se davvero garantiamo tutti gli studenti meritevoli, quanti ne perdiamo e quali e quanti interventi servirebbero per ottenere dei risultati;
- un progetto per la sostituzione delle odiate microfiche col deposito digitale in un archivio aperto e copyleft delle tesi di laurea (intanto abbiamo verificato come al solito che il contratto CILEA prevede questa possibilità);
- l'accelerazione e conclusione entro il 2012 dell'adozione del verbale/libretto elettronico.
Alla fine abbiamo ottenuto per la prima volta: l'ingresso del diritto allo studio fra gli obiettivi, in generale, e in particolare tramite l'aumento degli alloggi (proseguendo sulla strada già tracciata); l'inserimento del risparmio energetico fra gli obiettivi triennali, con una prima indagine sui risparmi possibili e alcuni interventi preliminari di ottimizzazione dei contratti energetici; la menzione del deposito digitale come uno degli interventi da approfondire in vista di un inserimento fra gli obiettivi futuri.
Buona notizia di chiusura: il resoconto sui finanziamenti alla ricerca nel settimo programma quadro (2007-2011) riporta un dato aggregato di 32 milioni di euro di finanziamenti ottenuti dal nostro ateneo, una cifra notevole anche se c'è molto spazio per migliorare e le valutazioni sono discordanti.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Agosto 2012 18:40 |
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Limiti alle tasse e spending review: alcuni dati |
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Scritto da Federico Leva
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Lunedì 16 Luglio 2012 18:17 |
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Come ben noto, il decreto legge sulla "revisione della spesa" all'articolo 42 ha provveduto anche a rivedere l'obsoleto regolamento sulla contribuzione studentesca (DPR 306/1997), che pone il famoso limite teorico del 20 % alle tasse studentesche ed è completamente ignorato dalle università, come abbiamo spesso evidenziato in questi anni in riferimento alla Statale. La revisione era rimasta in sospeso negli ultimi mesi ed è sottoposta ad ampio dibattito, quindi non sappiamo che fine farà, ma vogliamo fare qualche conto.
La norma richiederebbe di considerare solo le tasse «degli studenti italiani e comunitari iscritti entro la durata normale dei rispettivi corsi di studio di primo e secondo livello». La contribuzione studentesca, senza considerare i parecchi milioni di balzelli, era pari nel 2011 (consuntivo) a 84.034.107,31 €, cioè il 30,3 % dell'FFO. Il calcolo del rapporto secondo il nuovo criterio proposto nel DL richiede i dati di ogni singolo studente, tuttavia possiamo fare delle stime considerando che tutti gli studenti pagano la stessa tassa di iscrizione, che però i fuori corso pagano il 30 % in meno di contributi e quindi il loro numero va pesato (ridotto del 30 %) nel calcolare la loro quota di contributi e che inoltre i fuori corso sono meno fra chi paga la rata massima. Si possono inoltre probabilmente trascurare gli studenti extracomunitari, che sono una minuscola minoranza (tutti gli stranieri sono intorno al 3-4 %). Per quanto riguarda il denominatore, bisognerebbe considerare non solo l'FFO ma tutti i «trasferimenti statali correnti attribuiti dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca». I calcoli, fatti molto velocemente e probabilmente contenenti errori di cui ci scusiamo, sono allegati.
Il risultato sarebbe che il nostro rapporto si aggira intorno al 22 %. L'avanzo rispetto al 20, pari a circa 5,5 milioni di euro, sarebbe sottoposto all'«obbligo agli atenei che superano tale limite di destinare le maggiori entrate al finanziamento di borse di studio a favore degli studenti»; tale cifra è quasi il triplo dei 2,1 milioni spesi nel 2011 in borse. L'importo sarebbe peraltro destinato ad aumentare nel 2012, anno per cui si prevede un aumento ulteriore dell'entrata contributiva (già bloccata invece per il 2013).
Aggiornamento 1º agosto: il Senato ha approvato la fiducia comprendente il testo uscito dalla commissione. Tutti i calcoli di cui sopra sono superati perché dagli obblighi chiari si torna al mondo delle chiacchiere (ideologiche) su fuori corso, inflazione e via dicendo, quindi resta probabilmente tutto come prima. Vedi l'articolo sul Giorno.
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 01 Agosto 2012 11:17 |
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