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Resoconto del Consiglio di Facoltà di Scienze MMFFNN 30 Giugno 2010 PDF Stampa E-mail
Scritto da Stefano 3i    Lunedì 05 Luglio 2010 10:34
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Questo è stato un Consiglio molto lungo e denso di adempimenti burocratici, a causa del non svolgimento del Consiglio di Maggio.
Il sonnolento torpore della seduta è stato interrotto da una lunga ed accesa discussione sulla protesta dei ricercatori ed alcuni argomenti da essa derivanti.
Si è parlato inoltre di possibilità di scambi all'estero, come di collaborazioni 150 ore e non solo... 

Comunicazioni
Non ci sono notizie sul FFO 2010
Sono stati assegnati 10 nuovi posti da ricercatore, uno per ogni Facoltà
Sono state assegnate alcune nuove borse di dottorato
Sono state modificate (per l’n-esima volta) le Lauree Magistrali in Chimica a causa della (n-esima) bocciatura da parte del CUN. I 6 crediti della tesi/tirocinio causa del contendere, sono stati assegnati ad attività caratterizzanti (quindi un esame in più) su indicazione esplicita (imposizione) del CUN. Le ore di tesi rimangono, però, invariate, risultando le più alte d’Italia.
È stato ridotto del 21% il Fondo Affidamenti e Contratti, con cui si pagano i corsi affidati a docenti esterni alla Facoltà. A questo proposito sembra che il CdA voglia raggruppare tutti i finanziamenti alle Facoltà in un unico Fondo. La paura è che in questa operazione il totale venga significativamente modificato. La Preside, a riguardo, ha già fatto notare all’Amministrazione come la nostra Facoltà fatichi già a coprire le spese di gestione dei Laboratori

Convenzioni ed accordi:
Convenzione con la Università UILM per collaborazioni nel settore del Digital Entertainment 
Accordo con la “Vietnam National University” per le scuole di dottorato.
Protocollo d’intesa con l’ “Ecole Nationale d’ingénieurs Abderhamane Baba Touré” del Mali per collaborazioni scientifiche nell’ambito della potabilizzazione dell’acqua
Attivata la convenzione con la “University of Prince Edward Islandper lo scambio di 4 studenti l’anno (2 di Scienze, 2 di SPO)
Collaborazione con il Governo Algerino nel campo dell’autosufficienza alimentare e della salute. A questa collaborazione partecipano anche le Facoltà di Agraria, SPO e Medicina della nostra Università.

Varie
Sono stati approvati i bandi per le collaborazioni studentesche per la valutazione della didattica
È stato approvato un bando di tutorato presso la Presidenza per l’ampliamento e il miglioramento dei serivizi di orientamento tramite il sito web
Sono stati approvati i corsi di MINMAT per le matricole tenuti da dottorandi della Facoltà
Le borse per l’Erasmus Placement della nostra Facoltà sono state diminuite da 120 a 83 mensilità

PROTESTA DEI RICERCATORI


Nulla Osta

Benchè già all’ordine del giorno, la discussione è cominciata prima di parlare dei nulla osta per i docenti della Facoltà a svolgere attività didattiche al di fuori della Facoltà stessa.
Un prof di Geologia ha presentato una mozione che impediva il rilascio di nullaosta se il docente fosse appartenuto ad un settore didattico-disciplinare a cui afferissero insegnamenti scoperti. Questo nell’ottica di non far uscire energie in un momento di crisi. La mozione è stata bocciata anche in seguito ad una modica del presentante (cioè di rilasciare comunque i nulla osta per attività esterne alla Facoltà ma interne all’Ateneo). Le motivazioni principali della bocciatura è che si andava a penalizzare docenti che facevano ben oltre il minimo delle ore previste dalla Facoltà (96 anno, mentre il minimo d’Ateneo è di 60), molti docenti, infatti, fanno oltre 150 ore di lezione/anno. Inoltre si va a penalizzare sia l’internazionalizzazione che l’arricchimento culturale della Facoltà che avvengono durante questi periodi di docenza presso altri Istituti. In discussione c’era, ad esempio, il nulla osta per il prof. Frittelli a tenere un corso di dottorato presso la “University of California, Santa Barbara”.
Vengono poi discussi i nulla osta per i ricercatori. La Preside mette in discussione solo quelli richiesti da ricercatori che non hanno presentato né lettera di intento per la rinuncia a carichi didattici né lettera di effettiva rinuncia. Questi sono stati approvati con 10 contrari e 46 astenuti (cifre moooolto rare nei CdF). Noi di SU ci siamo astenuti perché ritenevamo non fosse giusto discriminare i ricercatori che protestano dagli altri, soprattutto discriminare quelli che hanno solo ventilato la possibilità di protestare. Non ricevere un nulla osta per un ricercatore rappresenta, anche economicamente, un danno significativo sul loro non lauto stipendio.

Rinuncie effettive e discussione sulla situazione Universitaria

A questo punto si è entrati nel vivo della discussione.
La Preside ha presentato la situazione. Sono 126 (anche se sembrava mancassero alcuni nomi) i ricercatori che hanno già presentato le lettere di rinuncia agli incarichi di insegnamento non obbligatori e rappresentano 7955 ore di didattica, la metà di quelle tenute dai ricercatori. Illustra ciò che la Facoltà ha già fatto fin’ora: una mozione di solidarietà a ricercatori, approvata a marzo, si è impegnata nell’approvazione di una mozione di solidarietà dei Presidi di Scienze Italiana, l’istituzione di un gruppo di lavoro che individuasse azioni di protesta, in particolare si sta pensando a delle mobilitazioni ad inizio anno accademico con la possibilità di un temporaneo blocco della didattica. La Preside si impegna, inoltre, a portare la situazione di fronte al Sento Accademico del 13 Luglio.
160 docenti, inoltre, hanno già presentato una lettera personale in cui si impegnano a non coprire insegnamenti lasciati vacanti dai ricercatori.
Si susseguono vari interventi preoccupati della situazione, in particolare perché in periodo di crisi siamo l’unico stato che taglia così tanto in formazione e ricerca.
I ricercatori specificano che non chiedono per loro alcun tipo di concorso riservato, solo che vengano garantiti 2000 up-grade di carriera l’anno. Le loro posizioni si possono riassumere nelle richieste presentate dalla CRUI con la mozione del 27 maggio e che le proteste non si fermeranno finchè questa non sarà presa in considerazione dal governo. Per dare un’idea della situazione altrove, le adesioni di ricercatori alla protesta sono state più dell’80% sia ad Agraria che a Farmacia, 50% a Medicina. Finalmente anche in Bicocca si stanno muovendo, mentre sono mobilitate quasi tutti gli Atenei italiani (al Poli, ad esempio, è stata presentata una lettera firmata da oltre 300 tra docenti e ricercatori).
Viene presentata da alcuni professori Associati, riunitisi in assemblea prima del Consiglio, una mozione di solidarietà e supporto ai ricercatori uguale a quella presentata lunedì ad Agraria ed approvata all’unanimità.
All’unanimità è stata pure approvata dalla nostra Facoltà, con una parte approvata nella parte del Consiglio ristretta ad Associati ed Ordinari in cui gli stessi si impegnano a non coprire carichi didattici lasciati vacanti dai ricercatori.
Nota di colore: i rappresentati di Obbiettivo Studenti hanno fatto un intervento in cui hanno palesato di non aver capito niente del problema che si sta affrontando in CdF ormai da marzo, provocando la reazione stizzita di alcuni tra i docenti. La Preside ha allora, gentilmente, spiegato loro che gli insegnamenti obbligatori verranno comunque garantiti (non preoccupatevi, potete laurearvi) ma subiranno dei tagli i corsi opzionali, portando ad un abbassamento di quantità e qualità dell’offerta formativa dell’Università (che sembra essere l’obbiettivo del governo).
I ricercatori non fanno questo per ripicca contro gli studenti, ma questo è l’unico modo che hanno per mandare un messaggio forte al Paese: la cultura e la ricerca sono in smantellamento, bisogna reagire!

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Luglio 2010 14:32
 

Commenti  

 
0 #3 Rita 2010-07-13 09:40 Grazie per la risposta, sono molto rincuorata. Più ancora che per quanto succederà a questa riforma, per aver scoperto che esistono ancora dei giovani combattivi. Questa Italia ne ha un bisogno infinito. Buona fortuna e buon lavoro,
Rita
Citazione
 
 
0 #2 Alessandra Brambati 2010-07-12 21:55 Buonasera,

noi appoggiamo la protesta dei ricercatori e più in generale la protesta che pensiamo che tutte le componenti del mondo accademico dovrebbero avvallare.
Domani in Senato, speriamo che le varie mozioni approvate nei diversi consigli di facoltà inducano un'ampia discussione e una profonda riflessione sui modi della protesta. Speriamo che il Senato prenda una posizione. Finora abbiamo aspettato una riforma che ancora tarda ad arrivare (e che dovrebbe essere migliorata), e itagli al sistema universitario, il blocco del turn over, e la mancanza di fondi per la ricerca non fanno che peggiorare di anno in anno la situazione. Nel 2008 quando sono stati fatti i tagli abbiamo protestato, ma nessuna voce è stata abbastanza forte da essere ascoltata. Ora che la CRUI ha votato una mozione all'unanimità cambierà qualcosa? Pare che come istituzione l'Università sia in forte declino e questa è la cosa che più mi rattrista.
Abbiamo preparato un documento a sostegno dei ricercatori che prossimamente pubblicheremo. Aspettiamo anche il senato di domani per vedere il nostro Rettore cosa farà. Solleciteremo la discussione (lo abbiamo già fatto, ma invano) affinchè non si rimandi ancora a settembre, quando le immatricolazion i e i manifesti degli studi saranno fatti.
Ultima riflessione: per quanto concerce le facoltà scientifiche mi sembra che sia ciara la posizione di molti ricercatori, i ricercatori e i professori e i presidi invece delle facoltà come lettere e giurisprudenza mi sembrano ancora incerti sul da farsi e questo non trovo sia molto positivo.

D'altra parte gli studenti, che al massimo subiranno le conseguenze della rinuncia alla didattica dei ricercaotori non sono stati coinvolti in questa protesta finora. Spero che riusciremo in autunno, quando immagino ci saranno maggiori proteste, a far capire alla società che non si tratta di una difesa corporativa e saremo maggiormente coinvolti. Del resto già il suo commento qui, mi sembra un buon inizio.



Cordialmente,
Alessandra
Citazione
 
 
0 #1 Rita 2010-07-10 17:07 Buongiorno a voi,
sono un ricercatore unimi. Volevo sapere se la protesta che i ricercatori stanno portando avanti con l'appoggio delle altre due fasce avrà anche il vostro appoggio. L'appoggio degli studenti è sempre fondamentale. Pensate di manifestare contro il disagio che la protesta vi provocherà e contro questa riforma, o non avete progetti in merito ?

Molte grazie,

Rita
Citazione
 

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