Il principale argomento del CdA del 27 aprile scorso è stata la contribuzione studentesca: il CdA ha approvato la delibera proposta dall'apposita commissione, riunitasi il 12 aprile. La delibera approvata conferma anche per l'a.a. 2010/2011 lo stesso sistema degli ultimi anni, coi cosiddetti "adeguamenti all'inflazione" basati sull'inflazione reale (0,8 % arrotondata all'1 %), mentre il ministero per aggiornare la tassa minima di iscrizione usa l'inflazione programmata. Quest'anno, però, l'inflazione è stata applicata non solo all'acconto sui contributi, all'aliquota, ai minimi e ai massimi della seconda rata, ma anche al massimo ISEEU, cioè la rata massima si raggiungerà a 82.242 € ISEEU invece che 81.428 € come negli scorsi anni. Il risultato è che la prima rata passa da 682 € a 685 €, mentre la seconda rata massima si alza di oltre il 4 %, fino a 63 € in più (questo colpisce soprattutto chi non presenta la dichiarazione ISEEU). Per la prima volta dal 2006, è stato aggiornato anche il minimo ISEEU (sotto il quale si paga la seconda rata minima), che passa da 10.000 € a 10.100 €, e inoltre è stato alzato il limite di reddito per richiedere una borsa di studio, che passa da 21.000 € a 23.000 €. Poiché la seconda rata massima aumenta di oltre il 4 %, e considerando che di anno in anno l'ISEEU di ciascuno aumenta (per via degli aumenti salariali) e tale effetto viene moltiplicato per l'aumento dell'aliquota, anche l'anno prossimo prevedibilmente la contribuzione studentesca aumenterà molto più dell'inflazione (vedi tabella allegata per il dettaglio degli ultimi anni), con un effetto di drenaggio fiscale certo non diminuito dal minuscolo aumento del minimo ISEEU. Il regolamento in materia di contributi universitari pone un limite alla contribuzione studentesca, pari al 20 % del fondo di finanziamento ordinario che l'università riceve dal ministero. Il dato "lordo" nella nostra università è stato nel 2008 e nel 2009 di circa il 27-28 %, essendo la contribuzione aumentata del 30 % dal 2006 al 2009; abbiamo perciò chiesto spiegazioni all'amministrazione, la quale sostiene che l'Ateneo è in regola (anche se molto vicino al limite) perché successivi chiarimenti del regolamento hanno specificato che dalla contribuzione studentesca si possono scorporare diversi capitoli di spesa per servizi agli studenti. Sono stati citati alcuni capitoli e un dato approssimativo sulla situazione attuale (circa il 19,5 %) ed è stato detto che ci sarebbe stata fornita la documentazione approfondita; non è invece stato calcolato quale sarebbe il rapporto nel 2011 con gli aumenti delle tasse proposti, che seppure piccoli potrebbero bastare a portare l'ateneo oltre il 20 %, anche supponendo che l'FFO rimanesse costante (mentre a legislazione attuale, come è noto, è previsto in fortissima diminuzione). Tutta questa documentazione non è poi stata fornita al CdA. Abbiamo quindi ritenuto che, a prescindere dalle decisioni esterne sull'FFO, che sono fuori dal nostro controllo e su cui non sapremo nulla fino all'ultimo, il CdA non possa prendersi la responsabilità di decisioni che anche a FFO costante porterebbero l'Ateneo oltre il limite di legge, e ci siamo perciò astenuti. Il rettore ha risposto che non supereremo il limite del 20 % anche perché il rapporto andrebbe calcolato sull'FFO "virtuale" che ci spetterebbe e il nostro Ateneo è pesantemente sottofinanziato. Tuttavia noi non possiamo accontentarci di generiche assicurazioni. Invece, il rappresentante di Obiettivo Studenti ha votato a favore addirittura negando l'evidenza dell'aumento delle tasse (seppur relativamente piccolo) approvato. In commissione sono stati approfonditi altri punti critici. Il primo è che il 90 % degli studenti è fra 0 e 40.000 € ISEEU, oppure è oltre gli 80.000 o non presenta la dichiarazione e paga quindi automaticamente la rata massima (questo anche grazie all'introduzione dell'ISEEU che ha scovato 4-5.000 evasori, passati alla non dichiarazione), e l'introduzione dell'ISEEU ha penalizzato anche gli studenti di reddito medio-basso (dai 15.000 € ISEEU in su). Quindi, il sistema non è progressivo quanto potrebbe e dovrebbe essere, e sarebbe opportuno alzare il minimo ISEEU e introdurre una doppia aliquota come in Bicocca (che favorisca i redditi medio-bassi e recuperi da quelli più alti e soprattutto dai molti che non presentano la dichiarazione ISEEU). L'amministrazione ha risposto che il sistema attuale chiede già molto agli studenti ad alto reddito. Il secondo (ribadito anche da alcuni professori) è che le aree contributive in cui si trovano i corsi di laurea non sono stabilite con criteri molto trasparenti, nel senso che corsi simili per caratteristiche e servizi offerti agli studenti si trovano in aree diverse (questo perché tutti i nuovi corsi sono stati messi in area B). La risposta dell'amministrazione è stata che l'idea originaria era di unificare progressivamente le aree A e B. Il terzo è quello dei fuori corso: il rappresentante di Obiettivo Studenti ha proposto di alzare le tasse ai fuori corso usando le maggiori entrate per aumentare i servizi agli studenti. L'amministrazione ha scartato la proposta perché facendo i conti le entrate aumenterebbero di pochissimo e si rischierebbe di scoraggiare l'iscrizione di quei fuori corso che usano poco l'università. A nostro parere, non si può pensare di alzare la contribuzione senza le certezze di cui sopra sul rispetto del tetto, e inoltre è demagogico additare i fuori corso come un problema e un fardello per l'università; bisogna tenere a mente che l'obiettivo non è ridurre i fuori corso ma aumentare gli studenti "regolari" e il numero di laureati, e questo è un problema di organizzazione della didattica, più che di tassazione. Inoltre, il sistema universitario italiano è caratterizzato dall'altissimo numero di studenti "a tempo parziale" effettivo, che non si dedicano a tempo pieno allo studio, ad esempio perché sono studenti lavoratori; questi studenti gonfiano le statistiche dei fuori corso perché attualmente l'iscrizione a tempo parziale è consentita solo a pochi studenti di pochi corsi di laurea e costa sostanzialmente come l'iscrizione a tempo pieno. L'argomento più forte dell'amministrazione è stato, per tutt'e tre le questioni, che nella situazione attuale non possiamo rischiare di fare modifiche sostanziali al sistema delle tasse perché anche un piccolo squilibrio nelle entrate, visti i tagli imposti da Roma, potrebbe far saltare il bilancio 2011. In conclusione, resta tutto bloccato; le proposte saranno oggetto di calcoli e approfondimenti nel corso dell'anno e saranno riconsiderate l'anno prossimo, anche considerando lo studio sui "costi standard" dei vari corsi di laurea previsto dal DDL Gelmini-Valditara in discussione in Senato. Infine, segnaliamo altri chiarimenti di importanza relativamente minore. - Rimborso spese (120 € della prima rata uguali per tutti): abbiamo chiesto che fosse specificato come viene calcolato e quali voci copre; ci è stato risposto che non è possibile perché non è riferito a costi specifici della procedura di iscrizione o altro, ma copre genericamente una quota delle spese di funzionamento dell'Ateneo, difficili da calcolare. Non ci sembra un modo soddisfacente per determinare questa quota, che pur non essendo stata aumentata negli ultimi anni è molto superiore che in altre università e soprattutto non viene computata nella contribuzione studentesca su cui vale il limite del 20 %.
- Importo delle borse di studio: non è stato aggiornato perché già l'anno scorso è stato portato da 4100 € a 4668 €; l'intenzione è comunque di mantenerlo pari all'importo minimo stabilito dal Ministero per le borse ai fuori sede, che quest'anno è stato aumentato di pochissimo (a 4701,22 €).
- Diploma originale: per laurearsi bisogna pagare un balzello di 100 €. Abbiamo chiesto se a fronte di tale tassa il rilascio del supplemento al diploma (diploma supplement) sarà gratuito (cioè lo studente non dovrà pagare l'imposta di bollo) e ci è stato detto che quando le segreterie cominceranno a emetterlo (al momento non sono attrezzate) sarà gratuito.
Il CdA ha inoltre appreso tutta una serie di (pessime) notizie, fra cui segnaliamo brevemente: i ricorsi degli ex lettori di scambio che sostengono di aver diritto a uno stipendio superiore e di un professore di medicina che chiede i danni morali per non essere stato nominato (vent'anni fa) alla posizione che voleva (questi ricorsi potrebbero costare, in caso di esito sfavorevole, svariati milioni di euro); il rapporto fra spese di personale obbligatorie ("assegni fissi") e FFO per il nostro Ateneo, che si sta attestando sul 90,84 %: il limite di legge è del 90 %, e non è ancora stata prorogata la norma degli anni scorsi che permette di sottrarre alcune voci e che ci porterebbe all'83,8 %, cioè nel pieno rispetto del limite di bilancio come al solito.
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Commenti
ribadisco, cmq, che la colpa non è dell'Ateneo che deve arrangiarsi come può per soppravvivere… Citazione
E' assai triste…
anche se non è colpa dell'Ateneo nè del CdA.
postivo, comunque, il lavoro che si sta facendo di rendere più giusta la tassazione.
Rifarsi sui fuori corso è un'idizia, meglio sarebbe incentivare e publicizzare meglio l'iscrizione part-time. Citazione
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