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Senato del 17 febbraio PDF Stampa E-mail
Scritto da Alessandra Brambati    Martedì 23 Febbraio 2010 19:24
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Come sempre cominciamo con le comunicazioni del presidente.

La commissione che si sta occupando della riforma Gelmini presenterà gli emendamenti i primi di marzo, ma comunque il testo modificato passerà in Senato dopo le regionali. In teoria il provvedimento potrebbe entrare in vigore prima dell’estate, ma secondo il rettore probabilmente non sarà così. Il provvedimento è una normativa, però senza risorse non si va avanti. Mancano le risorse per fare i bandi per i posti da professore associato e per i ricercatori. Ce ne vorrebbero almeno 1500 all’anno. Entro l’anno l’ANVUR dovrebbe essere operativo. Un altro nodo è quello dei settori disciplinari che dovranno essere riorganizzati.

Dopo segue un breve dibattito in cui i professori sfogano il proprio rammarico per la condizione economica delle università.

La Preside di Scienze chiede di protestare di più su questi tagli, poichè i professori sono demotivati. Il Rettore risponde che non sa cosa sia la protesta. Una delibera non servirebbe a nulla. Si sta facendo il possibile.

Il Preside di Medicina: “non si riesce a incidere, le istituzioni non riescono ad avere un'unica voce. Siamo squalificati dal punto di vista umano, culturale, perché i baroni ci stanno rovinando l’immagine. Deve nascere un movimento trasversale autonomo dell’Università, indipendentemente dalla parte da cui si parte. Non si riesce a incidere a nessun livello, perché tutte le istituzioni sono inquinate dai professori che vogliono mantenere i loro privilegi e vogliono rimanere in servizio.”

Rettore: siamo debolissimi. C’è tutto sommato una linea d’azione. La legge è una cosa positiva di per sé.

Ve l’ho riportato perché mi sembra chiaro che nessuno possa asserire che il decreto della Gelmini non stia causando dei problemi seri alle Università. Sebbene l’università necessiti di una riforma, senza il giusto apporto di risorse il sistema collasserà e non verrà certo migliorato. Peraltro ci auspichiamo che questo governo usi le commissioni e la camera come un luogo di confronto e democrazia, che non imponga la riforma senza discussione perché continuare a fare riforme non condivise non farà fare dei progressi in questo campo (come negli altri).

Per il resto della seduta di interessante c’è stata la presentazione da parte del presidente del nuovo nucleo di valutazione, Massimo Florio. Ha fatto una bella presentazione, speriamo faccia un lavoro serio e abbiamo richiesto che la valutazione partecipata comprenda anche la partecipazione degli studenti, cominciando dalla pubblicazione dei risultati dei questionari di valutazione della didattica. Tra gli aspetti positivi citati, il fatto che il nucleo è composto da 9 persone di cui 6 di professori all’estero, siamo l’unico ateneo che ha fatto questa scelta (vedi resoconto del CdA di dicembre per la composizione). Speriamo che con una valutazione esterna ci sia maggiore obiettività. Verrà proposta la valutazione anche di unità nuove, come le segreterie amministrative e i dipartimenti che non sono mai stati oggetto di valutazione.

Per il resto ordinaria amministrazione: regolamenti, dottorati, assegnazione fondi. 

Allegati:
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Ultimo aggiornamento Venerdì 14 Maggio 2010 20:20
 

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